Putin risponde all'aggressione USA e NATO

Russia: sabotato gasdotto Nord Stream

11 novembre 2015, di Alessandra Caparello
Russia: sabotato gasdotto Nord Stream | Wall Street Italia


STOCCOLMA (WSI) – Un veicolo militare sottomarino senza pilota, un drone munito di esplosivo, è stato avvisato nel fondo del mar Baltico, nei pressi del gasdotto Nord Stream. A renderlo noto le autorità svedesi che informano anche che il dispositivo sarebbe stato disarmato lunedì scorso. Una scoperta che è stata fatta durante un controllo di routine del gasdotto, a nord dell’isola di Gotland, la seconda più grande del Mar Baltico.
Nord Stream è un gasdotto che trasporta direttamente il gas proveniente dalla Russia in Europa costruito dal colosso energetico Gazprom in stretta collaborazione con aziende tedesche, francesi e dei Paesi Bassi. Appena fatta la scoperta, le autorità che controllano il gasdotto hanno immediatamente avvertito la Marina militare svedese.
L’identità nazionale del drone non è stata ancora verificata, almeno fino a questo momento, considerando anche che vi sono molti paesi che usano gli UUV (Unmanned underwater veichle), ossia un sottomarino senza equipaggio, progettato sia per raccogliere informazioni ma anche per finalità offensive. Il tipo di ROV (Remote Operated Vehicle) individuato nei pressi dell’isola di Gotland è generalmente usato per disarmare grandi munizione presenti sui fondali.
“Non ci sono pericoli per le navi mercantili o per il gasdotto” ha sottolineato Jesper Stolpe, il portavoce delle Forze Armate Svedesi a Radio Svezia. Il cavo utilizzato per controllare il drone, continua Stolpe e da cui parte l’esplosivo è stato tagliato quindi al momento il veicolo è relativamente innocuo. Le Forze Armate svedesi inoltre escludono la possibilità di sabotaggio contro il gasdotto di Nord Stream, sottolinea Stolpe.
Fonte: RT
 
02 giu 2014

4 Commenti

AutoreRedazione
Pubblicato inGeopolitica




Clamoroso: gli USA stanno preparando il primo attacco nucleare contro Russia e Cina

Estratti dell’intervista di RT a Richard Cottrell, Rick Rozoff e Bruce Gagnon
RT: Clausole segrete della NATO stabiliscono che gli USA possono deporre i governi europei su ordine della Casa Bianca, e gli USA lo fanno.
A suo tempo, Hans Otto svelò la lista di politici europei da eliminare, che fu successivamente confermata dalla polizia. I documenti stabilivano gli assassinii da attuare “nel caso X”, caso che potrebbe riferirsi, secondo lo studioso Dr. Daniele Ganser, a proteste di massa contro i governi appoggiati dagli USA, o a una vittoria elettorale di un partito genuinamente alternativo. Le istruzioni per queste operazioni erano conservate nel quartiere generale della NATO, a sud di Bruxelles.
Quando il parlamento europeo ha richiesto ufficialmente che la NATO interrompesse queste operazioni, conosciute con il nome in codice di Gladio, gli USA l’hanno semplicemente ignorato.
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Abbiamo con noi Rick Rozoff, eminente analista militare e direttore di “Fermate la NATO”. Cosa succederà alla gente quando gli ultimi paesi cadranno sotto il controllo degli USA? Rick Rozoff: La risposta è schiavitù globale


http://www.controinformazione.info/...-primo-attacco-nucleare-contro-russia-e-cina/
 
Ultima modifica:
Spero vivamente Blondet esageri...anche se i fatti elencati nel pezzo sono impressionanti e documentati, nei limiti ovvi di quello che puo' afferrare un giornalista ...certo i paragoni col 1914 sono alquanto "imbarazzanti"...La cosa peggiore è che certi meccanismi di corsa verso l'abisso ad un certo punto "funzionano da soli"...ed è quello che accadde nel '14...Poi c'è la questione dei livelli di coscienza obnubilati di gran parte dei responsabili di allora, di cui Steiner pa...
Altro...




Passo dopo passo, questi ci portano proprio alla terza guerra - Blondet & Friends
Come già sapete, “Russia accusata di doping di Stato. La Wada, l’Agenzia mondiale antidoping, accusa la Russia e chiede la revoca di tutte le medaglie…
maurizioblondet.it|Di Maurizio Blondet
 
non capisco gli europei e specialmente la germania

in geopolitica non esistono amici e gli Usa non sono amici degli europei
per ben 2 volte ci hanno invasi con i loro eserciti e sottomessi come nazioni
ora abbiamo stati vassalli proni al volere del 1% di super ricchi americani una umiliazione per tutta l'europa
 
non capisco gli europei e specialmente la germania

in geopolitica non esistono amici e gli Usa non sono amici degli europei
per ben 2 volte ci hanno invasi con i loro eserciti e sottomessi come nazioni
ora abbiamo stati vassalli proni al volere del 1% di super ricchi americani una umiliazione per tutta l'europa
in effetti la guerra che Obama vuole provocare contro la Russia e la Cina vedrebbe l'Europa come prima trincea


ma Putin gli fa sapere che ha sbagliato i calcoli

Del buon uso politico delle notizie . O la verità con data di scadenza
Maurizio Blondet 12 novembre 2015
Due informazioni interessanti sono arrivate, che danno occasione a un po’ di filosofia spicciola della comunicazione – e della loro “forza” politica.
La tv russa mostra per "errore" un’arma segreta

Che disdetta! Non una, ma due tv russe – NTV e Pervy Kanal – hanno rivelato segreti di Stato. E’ accaduto a Soci, durante una riunione del presidente Putin con alti responsabili militari. Da sopra le spalle di uno di detti responsabili, le telecamere hanno occhieggiato una pagina che l’alto ufficiale stava leggendo. Erano disegni e descrizione di un siluro – più precisamente un drone subacqueo – a testa atomica. Ed hanno indugiato abbastanza perché si potessero leggere le didascalie, subito tradotte dalle agenzie occidentali.
Si tratta dello Status-6, un apparato che può essere lanciato come un siluro da un sottomarino, ed esplodere sotto costa di un paese nemico, con lo scopo (dice la traduzione) di “danneggiare componenti importanti dell’economia dell’avversario in area costiera ed infliggere al territorio di un paese danni inaccettabili creando ampie aree di contaminazione radioattiva che diventerebbero impraticabili per ogni attività economica, agricola, militare o d’altro genere per un lungo periodo di tempo”.
Va da sé che le due tv hanno avuto l’ordine di cancellare le immagini.
“In effetti, certi dati segreti sono stati filmati, per cui sono stati poi soppressi”, ha dichiarato Dmitri Peskov, il portavoce del Cremlino. Peccato però che Sputnik News le avesse già diffuse e restano in circolazione (e poi non dite che in Russia non c’è libertà di stampa).

Vulnerabile… Chissà a quale economia da danneggiare hanno pensato a Mosca. Forse un paese petrolifero che ha in area costiera non solo i maggiori giacimenti, ma gli impianti, raffinerie, e teste di oleodotti, per non parlare delle gigantesche cisterne di stoccaggio che devono essere per forza sulla costa in attesa delle petroliere?
Un paese – si dice per pura ipotesi – che magari fa’ un doppio gioco ributtante sulla questione della Siria, mandando i suoi ministri a trattare amichevolmente con Putin e continuando ad armare i terroristi dell’ISIS e peggio, a diffondere il fanatismo wahabita che la Russia sente come una minaccia diretta?


Rendere impraticabile per lungo tempo le zone costiere economicamente floride di questo ipotetico paese, lo farebbe scomparire per sempre dalla mappa degli attori geopolitici; senza dire del vantaggio collaterale che ciò porterebbe ad un rincaro del barile, prospettiva altamente auspicabile per Mosca.


Ci sarebbe anche un altro staterello la cui contaminazione radiattiva di ampie aree farebbe tramontare per decenni la funzione di terra promessa. Un paese la cui aviazione ha bombardato installazioni militari a Damasco, nonostante gli accordi presi con Putin. Che, magari, sa troppo su chi e come ha fatto esplodere il volo dei turisti russi da Sharm.

Ma naturalmente sono pure ipotesi, del tutto improbabili. Quel siluro non sarebbe usato se non in caso estremo, di guerra a morte totale. O forse è invece un’arma atomica tattica?
Resta l’involontaria fuga di notizie. Ora l’Occidente lo sa.



Ho sparato io a JFK”

Nei giorni scorsi l’ergastolano James Files, 72 anni, è stato trasferito da un carcere di massima sicurezza ad un altro a regime più lieve, in vista della sua liberazione, dopo 36 anni di galera per vari omicidi. Così il suo nome è riapparso su qualche giornale, forse per l’ultima volta. E’ dal 1994 che Files ha sostenuto di essere stato lui, e non Lee H. Oswald, a sparare il colpo mortale al presidente J F Kennedy qual giorno del 22 novembre 1963 ad Houston.


Files ha sostenuto di essere stato arruolato nella nella 82a Airborne, il corpo speciale parà usato al tempo in operazioni inconfessabili nel Laos e in Vietnam;
di essere finito sotto corte marziale con l’accusa di aver ucciso due dei suoi uomini durante una delle operazioni nel Laos;
di essere stato “protetto” in quel frangente da un agente della Cia di nome David Atlee Philips, che gli presentò (quello che poi sarebbe stato fatto passare come lo sparatore solitario a Kennedy);
nello stesso tempo, diventò autista e guardaspalle di Charles Nicoletti, un capo gangster della mafia di Chicago nel ’61. Fu Nicoletti a parlargli del piano per uccidere Kennedy, rendendo chiaro che era un’operazione congiunta Mafia-Cia; che a lui Nicoletti l’azione era stata ordinata da Sam Giancana. A sparare doveva essere Nicoletti; solo se questi avesse sbagliato mira, l’ex parà sarebbe intervenuto a finire il presidente. La moglie, Jacqueline Kennedy, non doveva essere toccata.

RemingtonXP-100

Files disse di aver sparato con un Remington XP-100 “Fireball” bolt action, e proiettili .22 long rifle fornitigli espressamente dall’uomo della Cia, Philips, proiettili preparati per esplodere. Quel mattino, alla vista del corteo,
Nicoletti sparò; quando Files sentì che il gangster aveva sparato un secondo colpo, tirò anche lui: aveva mirato all’occhio, secondo lui fu il suo proiettile a sfracellare il cranio del presidente.

Poi se ne andò, dopo essersi rivoltato il giaccone da ferroviere reversibile e messo il Remington in una valigetta. La polizia arrestò invece Oswald, l’ex Marine, che stava – su ordine dei suoi referenti – nel magazzino di libri scolastici di Dallas; Oswald fu ucciso il giorno dopo da Jack Ruby, un piccolo gangster che di lì a poco sarebbe morto di cancro: senza spiegare il motivo della sua azione, e senza mai essere processato.
Insomma, Files ha confermato – e da anni l’intera sequenza dei fatti, e i mandanti, che per decenni sono stati derisi come “complottismo” delirante. Anche se sono stati riscontrati dall’inchiesta del giudice Garrison, e – quanto a Files – la sua appartenenza alla 82 Airborne è stata confermata dallo storico ufficiale John C. Grady, anche se con fatica (i dati erano stati cancellati).
Personalmente sono stato colpito da un particolare: “Ho sparato dalla collinetta erbosa” ha detto Files. Quanti testimoni oculari, quel giorno, dissero di aver sentito chiaramente che gli spari venivano da questa collinetta erbosa, su cui si levava una staccionata, in Dealey Plaza a Dallas! E come furono trattati non solo dalla polizia, ma dai media e dai giornalisti liberi, che liberamente li schernirono a più non posso. Collina erbosa si dice “grassy knoll”: i media inventarono persino un nome collettivo, “grassy knoller”, per bollare tutti testimoni oculari che aveva sentito che c’era stato un secondo sparatore dalla collinetta, e per estensione tutti coloro che, in seguito, ad ogni attentato e false flag, hanno espresso dubbi sulle verità ufficiali.
Il termine ha assunto, per un capolavoro della comunicazione, un insieme di connotazioni peggiorative inimmaginabili: Grassy Knoller non è solo un mattoide che ha preso lucciole per lanterne, un allucinato, ma uno sfigato che insiste e insiste rendendosi ridicolo.

Ancora nel 2013, un columnist di un certo peso, Pat Cunningham, s’è chiesto: “John Kerry è un grassy knoller? E chi lo sapeva?”: Perché Kerry aveva detto di avere un’idea su chi e perché aveva fatto assassinare Kennedy, ma se la teneva per sé. Certi arcana imperii non devono essere svelati nemmeno mezzo secolo dopo. Nemmeno un segretario di stato può sfidarli.

John Kerry’s a grassy-knoller? Who knew? - Blogs - Journal Standard
James Files può dire quel che vuole, invece, ormai. Al sottoscritto, grassy knoller impenitente e orgoglioso di esserlo, non resta che qualche considerazione finale sulla verità. Ha una data di scadenza, oltre la quale è inutile.

Quella sul siluro russo è freschissima, anzi data con un lieve anticipo, sicché esercita l’effetto politico pieno. Questa su Kennedy può circolare perché ha perso la sua carica esplosiva politica, che sarebbe stata dirompente se fosse stata affermata nel ’62. Ormai non cambia le cose. Vedrete che fra altri 15 anni, anche la narrativa sull’11 Settembre comincerà a circolare, la sua versione ufficiale ad essere messa qua e là in dubbio. Ci saranno persino quelli – che oggi ci hanno dato dei grassy knoller – che diranno: “Ma sì, è noto che andò così e non cosà. Tutti lo sanno. Io l’ho capito subito”.



The grassy knoll Questi sono i farabutti. Magari pagati. Ma non avrebbero potere, se non avessero dalla loro le schiere maggioritarie di quelli che per principio accettano quel che dice “l’autorità” – che può essere anche solo il TG – e per quel motivo, si scagliano con rabbia contro chi prova a spiegargli che la versione ufficiale non è quella giusta. E’ su questa massa di psico-poliziotti volontari che fa’ conto il potere, tanto più se è criminale. Tra di loro, specialmente irritanti sono quelli che hanno la cultura per capire, che non capiscono in tempo, e che per questo deridono chi ha capito prima di loro. Ma cosa volete, non c’è difesa.

Del buon uso politico delle notizie . O la verità con data di scadenza - Blondet & Friends
 
Voci dall'Estero Voci dall'Estero ha condiviso un link: "WSWS: Washington Si Prepara alla Terza..."
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WSWS: Washington Si Prepara alla Terza Guerra Mondiale vocidallestero.it

l World Socialist WebSite riferisce sulle recenti udienze che si sono svolte al Parlamento americano riguardo le modalità di condurre una guerra mondiale. La cosa più allarmante è che tanto gli esperti militari quanto i politici -siano essi democratici o repubblicani- non sembrano avere consapevolezza delle implicazioni complessive di una guerra, concentrandosi solo su come “vincerla”. Come fosse un videogioco. La stessa eventualità di una guerra su larga scala viene presa come un dato di realtà per un futuro tutt’altro che remoto.

di Patrick Martin, 05 novembre 2015
 
Stoltenberg vuole la NATO in guerra. Putin: Ma chi è il mandante?

Di Maurizio Blondet , il 16 novembre 2015 4 Comment
Tutto come da programma: il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha addirittura sollecitato Parigi ad invocare l’articolo 5, che obbliga i paesi membri dell’alleanza a scendere in guerra a fianco di uno di loro che sia aggredito.

Stoltenberg obbedisce come sempre ad ordini americani.

Se del “governo” americano non è certo.
E ‘ certo invece che William Kristol, il guru dei neocon, esige dalle colonne del Washington Post l’invio di truppe di terra: mai sprecare un bell’attentato-strage.

Jerry Hendrix, del Project for a New American Century, ha dichiarato a Time Magazine: “L’attacco di Parigi può essere l’evento catalizzatore che risveglia la comunità internazionale ad agire”. “Evento catalizzatore” è la stessa espressione che il medesimo ‘pensatoio’ allora diretto da Wolfowitz, Cheney, e simili – usò nel documento che emise nel 2000, un anno prima dell’11 Settembre. In quel documento, intitolato “Rebuilding the American Defense”, si propugnava un enorme riarmo degli Usa e lo scatenamento di anni di guerre per mantenere la supremazia della superpotenza.

Certo, dicevano i compari, per convincere gli americani a intraprendere tale costosa impresa, occorrerà “qualche evento catastrofico e catalizzatore – tipo una nuova Pearl Harbor”. L’attentato di Bin Laden alle Torri Gemelle, con tanto di ritrovamento di passaporti dei dirottatori arabi sul luogo del disastro, fornì l’elemento catalizzatore. Anche adesso c’è il passaporto di uno degli attentatori: un falso, come ormai hanno stabilito la polizia greca e quella serba.
Forza, alla guerra! I neocon ed ambienti collegati, dopo aver creato e sostenuto l’ISIS (ricordate McCain col futuro Califfo in Siria nel 2013?), adesso ne esigono la distruzione.

Dicono che la politica di Obama, di contenimento, è sbagliata. Ci vogliono le truppe di terra adesso, e subito. Ce le devono mettere gli europei. Non ce la fanno? Erdogan è pronto ad invadere la Siria del Nord per incenerire l’ISIS – che mantiene e coccola.
Com’è cambiato, Erdogan.
Ha dichiarato: la Turchia è vittima del terrorismo, lo conosce per esperienza (l’attentato-strage di Ankara contro i suoi oppositori ne è un bell’esempio);
“deve finire il gioco il mio terrorista è buono, il vostro è cattivo – Il terrorismo non ha religione, né nazione , nessuna razza, nessuna patria”.
Parole sante.

Peccato siano esattamente le stesse che Erdogan ha pronunciato due settimane fa a Bruxelles, dove ha tenuto l’impressionante comizio coi turchi fatti venire in pulmann dalla Germania, per accusare la UE di non sostenerlo adeguatamente nella sua lotta contro i curdi del PKK.




Tutti ripetono un copione un po’ frusto, nemmeno cambiano le parole.
Come al solito Francois Hollande ha cominciato la guerra da solo: i suoi caccia hanno bombardato Rakka. Lo dice lui. Che cosa abbiano bombardato i francesi, lo dicono anche i nostri media sulle veline di Parigi. Credeteci e dormite tranquilli: la guerra all’ISI è cominciata!



Perché tanta fretta di truppe NATO

C’è fretta, c’è fretta di coinvolgere la NATO. Perché, pare l’azione militare russo-iraniana a sud di Aleppo sta avendo successo, e ci sono alcune centinaia di terroristi accerchiati e che la Nato deve liberare: fra di essi potrebbero esserci – chissà – oltre a mercenari (della ex Blackwater?) anche tipi delle unità speciali USA, quasi sicuramente ufficiali arabi sauditi che è meglio non far finire nelle mani dei vincitori russi.



Secondo la TASS, già il 26 ottobre gli occidentali hanno allestito un ponte aereo per portar fuori parecchi terroristi dell’ISIS: due aerei della Turkish Airlines, uno del Katar e uno degli Emirati sono arrivati, riusciti ad atterrare e sottrarre alle bombe di Mosca 500 combattenti islamici di elite (sauditi ed altri VIP), che poi hanno depositato in Yemen. Il modello era quello dei bei tempi, in cui su mandato di Bush jr., poco prima dell’attacco americano in Afghanistan dopo l’11 settembre, un ponte aereo del Pakistan aveva portato in salvo 5 mila talebani d’alto livello e consiglieri militari pakistani ed americani.


Adesso che i siriani e gli iraniani, sotto la copertura aerea dei russi, sono avanzati a sud di Aleppo a pochi chilometri da Sarakib, che è il bivio cruciale delle camionabili di Damasco ad Aleppo e Lattakia, altre centinaia di mercenari Usa e vari terroristi di riguardo sembra siano chiusi nella sacca. E stavolta manca l’aeroporto su cui far atterrare gli aerei per l’esfiltrazione. Perciò mentre i neocon e il Pentagono mettono sotto accusa Obama, egli – Obama – pare avere una particolare fretta di mandare truppe di terra. Ad Antalya ha ostentatamente trovato un “accordo” con Putin – ovviamente scritto nella sabbia, ma apparentemente ciò ritarda l’intervento di terra di Erdogan, che vede sfumare la finestra di opportunità – ancora qualche giorno e i successi russi saranno forse consolidati.
Putin sta trattando da posizione di forza: militare ed anche morale (per quel che vale in Occidente) perché i russi sono i soli a combattere veramente l’ISIS. Pare che ad Antalya abbia posto la domanda:

a chi giova la strage di Parigi?

Chi sono le menti?

Domanda imbarazzante.
Per esempio Doch Charles William, analista senior della Quillam Foundation (Un think tank specializzato sulla Siria) ritiene difficile che l’ISIS, che si trova sotto enorme pressione in Siria, abbia organizzato l’azione militare di Parigi; l’ha rivendicata, ma è ben altra cosa. Secondo Bruce Hoffman, del centro for Security Policy della Georgetown, citato dal New York Times, il tipo di azione fa’ pensare piuttosto ad Al Qaeda…ma ohibò, Al Qaeda in Siria sono i terrorsti moderati, “I nostri terroristi”. Insomma la paternità dell’attacco, data per certa dai nostri media e politici tanto vogliosi di scendere in guerra “contro l’ISIS” non appare così sicura agli analisti.


Va’ segnalato una volta tanto a suo onore che Matteo Renzi, al G20, criticando la Francia e i suoi bombardamenti su Rakka (dicono loro) ha detto che la risposta della comunità internazionale “deve essere frutto di una strategia, non semplicemente di una reazione: la reazione ha prodotto disastri come la Libia, mentre noi abbiamo bisogno di una strategia”.

Almeno ha capito l’essenziale.

Non è cosa da poco, con tutta la stampa e i talk show che incitano alla guerra, e intervistano tipi come Luttwak e la Selma dall’Olio (la neocon moglie di Ferara) che ripetono: per debellare l’ISIS “basta una brigata” europea. Anche Wolfowitz, Perle e quelli della nuova Pearl Harbor dicevano dell’invasione dell’Irak: “Sarà una passeggiata”. Era 15 anni fa.



Era in corso una esercitazione. Simulava un attacco plurimo.


Mentre finivo il pezzo, un collega mi manda un video da France Info dove un infermiere soccorritore, Patrick Pelloux, dice in diretta : “Per fortuna questa mattina al SAMU di Parigi (un gruppo di ambulanze, ndr.) era stato programmato un esercizio che simulava un attacco a più siti, così eravamo preparati. Si deve sapere che c’era una mobilitazione di forze di polizia, pompieri, soccorritori, associazioni che sono venute., e abbiamo cercato di salvare più persone possibile”
https://willyloman.wordpress.com/20...and-cia-chief-met-with-french-intel-oct-28th/




Sempre il vecchio copione.
 
02 giu 2014

http://i1.wp.com/www.controinformazione.info/wp-content/uploads/2014/06/Missile-balistico.jpg?w=940
Estratti dell’intervista di RT a Richard Cottrell, Rick Rozoff e Bruce Gagnon
RT: Clausole segrete della NATO stabiliscono che gli USA possono deporre i governi europei su ordine della Casa Bianca, e gli USA lo fanno.
A suo tempo, Hans Otto svelò la lista di politici europei da eliminare, che fu successivamente confermata dalla polizia. I documenti stabilivano gli assassinii da attuare “nel caso X”, caso che potrebbe riferirsi, secondo lo studioso Dr. Daniele Ganser, a proteste di massa contro i governi appoggiati dagli USA, o a una vittoria elettorale di un partito genuinamente alternativo. Le istruzioni per queste operazioni erano conservate nel quartiere generale della NATO, a sud di Bruxelles.
Quando il parlamento europeo ha richiesto ufficialmente che la NATO interrompesse queste operazioni, conosciute con il nome in codice di Gladio, gli USA l’hanno semplicemente ignorato.
.....
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Abbiamo con noi Rick Rozoff, eminente analista militare e direttore di “Fermate la NATO”. Cosa succederà alla gente quando gli ultimi paesi cadranno sotto il controllo degli USA? Rick Rozoff: La risposta è schiavitù globale


http://www.controinformazione.info/...-primo-attacco-nucleare-contro-russia-e-cina/

lui la chiama Entità ma noi sappiamo che è la CIA
CENSURATO su youtube dalla Rai, l'abbiamo ricaricato, diffondetelo piu' di prima!
 

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