Amleto
Forumer attivo
Sono d'accordo che il mito della resistenza debba essere rivisto. Mi rendo conto anche che sono argomenti sensibili in Italia dove almeno un 30-40% ha un'approccio particolarmente simpatetico con certe posizioni politiche. Ma il quadro a 360 gradi degli eventi che occorsero in quegli anni e' necessario. Io ho avuto una rappresentazione delle vicende dell'epoca che mi fa essere molto dubbioso sui meriti di tutti i partigiani e sul ruolo della resistenza; i miei testimoni (ex ufficiali dell'esercito italiano, membri dei gruppi di combattimento affiancati agli alleati - di cui i vari Presidenti della Repubblica si sono sempre scordati nelle proprie retoriche celebrazioni-, membri dell'esercito alleato che mi sono stati presentati nel corso degli anni) hanno ricordi e immagini diversi da quelli che leggo nei libri di storia o che odo nelle trasmissioni pubbliche da parte di molti esponenti politici.
Sul presupposto dell'abominio dei totalitarismi di destra e di sinistra, del male che complessivamente fece il fascismo all'Italia (e le poche cose accettabili degli anni 1929 1930 in materia di assistenza e previdenza sociale) non possono minimamente assolvere ad esempio da aberrazioni come le leggi razziali, non accetto il candore e i meriti tout court di un comunismo partigiano che si macchio' di efferatezze in alcuni dei suoi membri che possono essere qualificate semplicemente come azioni di criminali comuni.
L'Italia e' stata liberata dagli eserciti alleati, dall'esercito italiano, dai gruppi di combattimento organizzati all'interno delle forze anglo-canadese-polacco-americane etc non da partigiani che comparvero solo successivamente a rivendicare meriti indebiti.
Nella Yugoslavia i partigiani si esposero con coraggio e sprezzo del pericolo fin dal 1942, non certo in Italia.
C'e' da studiare e da riflettere molto su tutte le posizioni. Ora a distanza di tanti anni forse con animi meno esacerbati ma senza rinunciare all'ambizione di un piu' ampio rigore storico.
Saluti
Sul presupposto dell'abominio dei totalitarismi di destra e di sinistra, del male che complessivamente fece il fascismo all'Italia (e le poche cose accettabili degli anni 1929 1930 in materia di assistenza e previdenza sociale) non possono minimamente assolvere ad esempio da aberrazioni come le leggi razziali, non accetto il candore e i meriti tout court di un comunismo partigiano che si macchio' di efferatezze in alcuni dei suoi membri che possono essere qualificate semplicemente come azioni di criminali comuni.
L'Italia e' stata liberata dagli eserciti alleati, dall'esercito italiano, dai gruppi di combattimento organizzati all'interno delle forze anglo-canadese-polacco-americane etc non da partigiani che comparvero solo successivamente a rivendicare meriti indebiti.
Nella Yugoslavia i partigiani si esposero con coraggio e sprezzo del pericolo fin dal 1942, non certo in Italia.
C'e' da studiare e da riflettere molto su tutte le posizioni. Ora a distanza di tanti anni forse con animi meno esacerbati ma senza rinunciare all'ambizione di un piu' ampio rigore storico.
Saluti