patt
Forumer storico
BUONGIORNO STOCK PICKERS!!!!
SALLUSTIO
Faber est suae quisque fortunae (Ognuno è artefice della propria sorte) - "Epistula ad Caesarem".
Petrolio: la settimana si apre con un nuovo rally. Quotazioni incandescenti ad un passo dal record estivo
La settimana si apre all’insegna degli acquisti per il prezzo del petrolio che continua il suo rally e dopo la pausa del lungo week-end, ha proseguito in maniera decisa lungo la via dei rialzi. Conclusa la seduta di giovedì scorso con un rialzo di oltre un punto, poco al di sopra dei 69 dollari al barile, gli acquirenti hanno continuato ad avere la meglio anche oggi, spingendo in alto le quotazioni, ad un passo dal record della scorsa estate. Anche il Brent, il greggio di riferimento europeo, è stato al centro di numerosi acquisti, tanto da terminare la seduta odierna a 71,4 dollari al barile, facendo segnare un nuovo massimo storico mai raggiunto in precedenza.
Il bilancio giornaliero è altrettanto pesante per il barile americano che sin dalle prime ore della mattinata si è spinto a ridosso dei 70 dollari, ripiegando parzialmente durante la seduta, salvo poi riprendere la via dei rialzi in chiusura. Il future con scadenza maggio ha infatti terminato le contrattazioni sui massimi di giornata, a quota 70,45 dollari, con un progresso dell’1,6% rispetto al close di giovedì scorso.
Si tratta di un livello particolarmente elevato, se si pensa che a solo 40 cents di distanza troviamo il record della scorsa estate, segnato quando l’uragano Katrina andò a colpire le coste degli Stati Uniti, danneggiando la produzione del Golfo del Messico.
A partire dalla metà di febbraio, i prezzi dell’oro nero sono saliti di oltre il 20%, a causa soprattutto delle tensioni geopolitiche per la delicata situazione venutasi a creare in Iran, in seguito alle ambizioni nucleari di Teheran. Il timore è che l’inasprirsi dei rapporti con il mondo occidentale possa provocare una riduzione delle esportazioni, insieme alla mancata produzione nigeriana, tanto da mettere in pericolo la regolare fornitura di benzina in vista della stagione estiva che porta con sé maggiori consumi.
Secondo quanto dichiarato dall'ambasciatore dell'Arabia Saudita in Usa, il principe Turki al-Faisal, l’aumento delle quotazioni è da ricercare in varie ragioni, tra le quali si evidenziano l’aumento della domanda mondiale e l’escalation della violenza in Iraq.
Intanto i prezzi dell’oro nero hanno raggiunto livelli sempre più preoccupanti che potrebbero far scattare qualche campanello d’allarme anche per i listini azionari e di fronte a questo scenario sempre più delicato, le possibilità di intervento sembrano piuttosto ridotte.
L’Opec infatti da parte sua ha alzato le mani, dichiarando la sua impossibilità ad attuare una qualsivoglia forma di intervento, secondo quanto riferito dal ministro del petrolio del Qatar, Abdullah al-Attiyah, il quale ha fatto sapere che i Paesi del cartello sono già al limite della produzione. Se le quotazioni continueranno a mantenersi intorno ai 70 dollari, con una domanda che rimane sempre decisamente sostenuta, gli attuali livelli produttivi saranno confermati per l’intero anno, per evitare un ulteriore incremento dei prezzi.
Da segnalare tuttavia che secondo i delegati dell’Opec, il mercato è in realtà ben bilanciato, in quanto la richiesta non supera ancora l’offerta e le riserve continuano ad essere ancora ben rifornite. Non è escluso comunque che i vari ministri dell’organizzazione possano consultarsi in maniera informale in occasione dell'International Energy Forum che inizierà giovedì prossimo a Doha, anche se è difficile che una qualunque decisione possa essere presa prima del vertice ufficiale atteso per il primo giugno.
SALLUSTIO
Faber est suae quisque fortunae (Ognuno è artefice della propria sorte) - "Epistula ad Caesarem".
Petrolio: la settimana si apre con un nuovo rally. Quotazioni incandescenti ad un passo dal record estivo
La settimana si apre all’insegna degli acquisti per il prezzo del petrolio che continua il suo rally e dopo la pausa del lungo week-end, ha proseguito in maniera decisa lungo la via dei rialzi. Conclusa la seduta di giovedì scorso con un rialzo di oltre un punto, poco al di sopra dei 69 dollari al barile, gli acquirenti hanno continuato ad avere la meglio anche oggi, spingendo in alto le quotazioni, ad un passo dal record della scorsa estate. Anche il Brent, il greggio di riferimento europeo, è stato al centro di numerosi acquisti, tanto da terminare la seduta odierna a 71,4 dollari al barile, facendo segnare un nuovo massimo storico mai raggiunto in precedenza.
Il bilancio giornaliero è altrettanto pesante per il barile americano che sin dalle prime ore della mattinata si è spinto a ridosso dei 70 dollari, ripiegando parzialmente durante la seduta, salvo poi riprendere la via dei rialzi in chiusura. Il future con scadenza maggio ha infatti terminato le contrattazioni sui massimi di giornata, a quota 70,45 dollari, con un progresso dell’1,6% rispetto al close di giovedì scorso.
Si tratta di un livello particolarmente elevato, se si pensa che a solo 40 cents di distanza troviamo il record della scorsa estate, segnato quando l’uragano Katrina andò a colpire le coste degli Stati Uniti, danneggiando la produzione del Golfo del Messico.
A partire dalla metà di febbraio, i prezzi dell’oro nero sono saliti di oltre il 20%, a causa soprattutto delle tensioni geopolitiche per la delicata situazione venutasi a creare in Iran, in seguito alle ambizioni nucleari di Teheran. Il timore è che l’inasprirsi dei rapporti con il mondo occidentale possa provocare una riduzione delle esportazioni, insieme alla mancata produzione nigeriana, tanto da mettere in pericolo la regolare fornitura di benzina in vista della stagione estiva che porta con sé maggiori consumi.
Secondo quanto dichiarato dall'ambasciatore dell'Arabia Saudita in Usa, il principe Turki al-Faisal, l’aumento delle quotazioni è da ricercare in varie ragioni, tra le quali si evidenziano l’aumento della domanda mondiale e l’escalation della violenza in Iraq.
Intanto i prezzi dell’oro nero hanno raggiunto livelli sempre più preoccupanti che potrebbero far scattare qualche campanello d’allarme anche per i listini azionari e di fronte a questo scenario sempre più delicato, le possibilità di intervento sembrano piuttosto ridotte.
L’Opec infatti da parte sua ha alzato le mani, dichiarando la sua impossibilità ad attuare una qualsivoglia forma di intervento, secondo quanto riferito dal ministro del petrolio del Qatar, Abdullah al-Attiyah, il quale ha fatto sapere che i Paesi del cartello sono già al limite della produzione. Se le quotazioni continueranno a mantenersi intorno ai 70 dollari, con una domanda che rimane sempre decisamente sostenuta, gli attuali livelli produttivi saranno confermati per l’intero anno, per evitare un ulteriore incremento dei prezzi.
Da segnalare tuttavia che secondo i delegati dell’Opec, il mercato è in realtà ben bilanciato, in quanto la richiesta non supera ancora l’offerta e le riserve continuano ad essere ancora ben rifornite. Non è escluso comunque che i vari ministri dell’organizzazione possano consultarsi in maniera informale in occasione dell'International Energy Forum che inizierà giovedì prossimo a Doha, anche se è difficile che una qualunque decisione possa essere presa prima del vertice ufficiale atteso per il primo giugno.