T.T.I.P.: Il Patto Scellerato USA-UE-Multinazionali.

La Commissione europea ha ricevuto quasi 150mila risposte alla sua consultazione pubblica, sul meccanismo di risoluzione dei contenziosi tra investitori e stati (Isds) contenuto nel Partenariato transatlantico per il commercio e l’investimento (Ttip) e pubblicata il 15 gennaio. “Quasi nessuna” però era a favore dell’Isds, riferisce la Frankfurter Allgemeine Zeitung. Il meccanismo prevede che le imprese che si sentono lese da politiche pubbliche di uno stato possano ricorrere a un tribunale arbitrale, le cui decisioni sono inappellabili, anziché alle giurisdizioni statali.
Il 35 per cento di tutte le risposte proveniva dal Regno Unito, il 23 per cento dall’Austria e il 22 per cento dalla Germania. Praticamente nessuno ha partecipato nei paesi d’Europa centrale e orientale. Secondo la Commissione, il 97 per cento delle risposte erano state raccolte da Ong tramite forme di petizione, scrive ancora il giornale, secondo il quale questo non rappresenta [purtroppo] però la fine dell’accordo di libero scambio con gli Stati Uniti, ha affermato a commissaria al commerci Cecilia Malström. La consultazione non era un referendum, hanno aggiunto fonti vicini alla commissaria svedese. “Dobbiamo ora avere una discussione aperta sulla base della consultazione”, ha dichiarato Malmström a Strasburgo.
Il giornale sottolinea come Malmström non ha fatto proposte per risolvere il problema dell’Isds, ma solo detto che la Commissione lavorerà su diversi aspetti del Ttip, come “fare in modo che il Partenariato non riduca i diritti degli stati in materia di protezione dell’ambiente e dei consumatori.”
La Frankfurter Allgemeine Zeitung aggiunge che nuove discussioni con il Parlamento europeo, gli stati membri e i gruppi di interesse come i sindacati, le associazioni di consumatori e i rappresentanti delle imprese riducono la speranza che si possa giungere a un accordo di base sul Ttip entro la fine dell’anno.
 
Libero scambio Ue-Usa: La rivoluzione silenziosa del Ttip

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Balaban “Alcune organizzazioni della società civile se le prendono con la Commissione europea, che accusano di ‘soffocare le voci dei cittadini’ e si oppongono all’accordo di libero scambio con gli Stati Uniti”, riferisce i.
Il Partenariato transatlantico di commercio e d’investimento (Ttip in inglese) è un accordo commerciale in corso di negoziato tra l’Ue e gli Stati Uniti che “prevede di armonizzare le legislazioni di entrambe le parti per permettere alle grandi imprese europee e americane di investire e di aumentare i loro profitti in condizioni simili e in seno a un mercato più ampio”, ricorda il giornale. Il loro obiettivo è di far fronte agli squilibri e ai vantaggi competitivi di economie emergenti come la Cina, l’India e il Bangladesh.
Formata da oltre 300 organizzazioni della società civile, la piattaorma “Stop TTIP” è stata creata per combattere quello che considerano “una minaccia per la democrazia, lo stato di diritto, l’ambiente, la salute, i servizi pubblici e i diritti dei consumatori e dei lavoratori”.


Ha presentato una denuncia contro la Commissione europea davanti alla Corte di giustizia europea, accusanto l’esecutivo comunitario di “soffocare la voce dei cittadini” dopo che la Commissione ha bocciato la domanda di iniziativa cittadina (Ice) contro il Ttip.
Dinanzi al rifiuto di Bruxelles i gruppi di attivisti e i sindacati di Stop Ttip hanno lanciato una petizione che ha raccolto oltre 850mila firme contro il Ttip in meno di un mese.
Nel quotidiano il direttore dell’istituto portoghese per le relazioni internazionali Carlos Gaspar sottolinea che “le discussioni si svolgono a porte chiuse” e che “i giornalisti e i cittadini ne sono esclusi”.

Per questo, scrive il giornale,
“la cosa più importante”, sottolinea, “è di fare in modo che ci sia un controllo democratico sul processo di negoziazione, indispensabile sia per i governi e per i parlamenti nazionali dei paesi membri dell’Ue che per la Commissione e il Parlamento europei, che avranno così più potere per intervenire a difesa dei loro interessi”.
Tuttavia, la vittoria dei repubblicani nelle elezioni di mid-term e il loro controllo sul Congresso complicheranno la firma del Ttip. Considerato come una priorità per il presidente Obama […] è visto con molto meno entusiasmo dai repubblicani, che ritengono possa costituire una minaccia per la protezione sociale e il diritto del lavoro
 

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