tameròpersssssssssssssssempre!!

melodia

Forumer storico
Avendovi detto questa mattina che vi amavo, mia vicina di ieri sera, provo ora meno vergogna a scrivervelo. L'avevo già capito quel giorno a colazione a Nizza nella città vecchia, quando i vostri grandi e begli occhi di cerbiatta mi avevano cosi turbato che me ne ero andato al più presto per evitare la vertigine che mi procuravano. E quello sguardo che rivedo dovunque, piuttosto che i vostri occhi di questa notte di cui il mio ricordo ritrova soprattutto la forma e non lo sguardo. Di questa notte benedetta ho soprattutto conservato davanti agli occhi il ricordo dell’arco teso della bocca semiaperta di giovane fanciulla, di una bocca fresca e ridente, che proferiva le cose più ragionevoli e più spirituali con un suono di voce cosi incantatore che, con lo spavento e il dispiacere in cui ci gettano i desideri impossibili, sognavo che vicino a una Luisa come voi, non avrei voluto essere nient'altro che il Taciturno. Potessi ancora tuttavia udire una voce il cui fascino procura illusioni cosi meravigliose! Sono passate solo ventiquattro ore da questi avvenimenti e già l'amore mi prostra e mi esalta di volta in volta cosi in alto e cosi in basso che mi domando se ho già veramente amato. E io vi amo con un brivido così deliziosamente puro che ogni volta che io mi immagino il vostro sorriso, la vostra voce, il vostro sguardo tenero e malizioso mi sembra che, non dovessi più vedervi di persona, la vostra cara apparizione legata al mio cervello non smetterà mai di accompagnarmi. Come potete vedere, ho preso, ma senza volerlo, delle precauzioni da disperato, perché dopo un minuto vertiginoso di speranza non spero più, se non che voi permettiate a un poeta che vi ama più della vita di eleggervi sua signora e di dirsi, mia vicina di ieri sera a cui bacio, le adorabili mani, il vostro appassionato servitore.


Guillaume Apollinaire
 
tashtego ha scritto:
Se si e' bevuta questa vasca di melas.sa, merito' di abboccare, con quanto ne consegue...
credo, ahimè, càpiti almeno una volta nella vita di incontrare un uomo che ti parli in questo modo;
alla fine dei conti, però, non son da compatire le donne che vi abboccano,
bensì quelle che continuano a dar credito ad un siffatto vile e cinico bugiardo,
considerato un periodo di tempo ragionevole dedicato ai fumi dell'innamoramento
ed uno altrettanto ragionevole dedicato all'analisi razionale del suo modus operandi.
ritengo tali donne abbiano nient'altro che un pozzo nero nella testa.



col tempo, e grazie ai miei errori, ho imparato ad amare, anzi a raddoppiare il mio amore,
per gli uomini che agiscono anzichè ciarlare.
 

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