Thread per soli uomini padri: astenersi gnocche, vegane, komuniste, suore e lesbiche

Ignatius

sfumature di grigio
Nel sito del Liceo Volta c'è un documento interessante. Un po' di cose già sentite, e altre no. :mumble:
Che ne penzate, genitori di sesso maschile non vegani/lesbici/suori/femministi?




Prima della grande crisi dell’autorità che si è avuta nel dopoguerra, al padre era socialmente prescritta la mansione di trasmettitore delle regole e dei valori. Da molti secoli il suo ruolo era inequivocabile: rappresentare società, famiglia, chiesa, stato e lavoro.Il giovane padre aveva ben chiare le sue mansioni di trasmettitore etico delle norme.
Da quando è entrato in crisi il ruolo dell’autorità,si è creato un grande silenzio simbolico, sociale e culturale attorno alla funzione del padre. E’ successo che ogni uomo è solo: anche se si pone in ascolto di quello che la società e la sua famiglia si aspettano da lui, trova un muro di silenzio.
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Gli adolescenti maschi non hanno nella mente il pensiero della paternità. Dopo la pubertà nessun maschio pensa al significato di essere entrato in possesso della capacità generativa: non c’è pensiero, né sogno, né incubo, né conflitto. Non pensano alla paternità come ad una tessera nella costruzione del loro lavoro, del loro progetto futuro, della loro identità maschile. Per quanto riguarda l’istinto paterno, le centrali simboliche restano spente a lungo: la società è silente, i genitori non se ne occupano.
A differenza delle coetanee, che si preoccupano di come collocare la propria capacità generativa: le ragazze infatti ci pensano. La ragazza pensa alla maternità, il ragazzo no.
Ma allora, quando emerge nella mente del giovane uomo il futuro bambino?
La maggior parte dei padri che abbiamo intervistato, ha risposto che ad un certo punto della loro vita si sono sentiti coinvolti affettivamente e sessualmenteda una donna che li ricambiava dello stesso amore e che desiderava un bambino. Nel vivere una relazione d’amore, la loro mente viene fecondata simbolicamente dal desiderio di maternità della loro donna.



http://www.liceovolta.it/nuovo/images/stories/Charmet La funzione del padre.pdf
 
Nel sito del Liceo Volta c'è un documento interessante. Un po' di cose già sentite, e altre no. :mumble:
Che ne penzate, genitori di sesso maschile non vegani/lesbici/suori/femministi?




Prima della grande crisi dell’autorità che si è avuta nel dopoguerra, al padre era socialmente prescritta la mansione di trasmettitore delle regole e dei valori. Da molti secoli il suo ruolo era inequivocabile: rappresentare società, famiglia, chiesa, stato e lavoro.Il giovane padre aveva ben chiare le sue mansioni di trasmettitore etico delle norme.
Da quando è entrato in crisi il ruolo dell’autorità,si è creato un grande silenzio simbolico, sociale e culturale attorno alla funzione del padre. E’ successo che ogni uomo è solo: anche se si pone in ascolto di quello che la società e la sua famiglia si aspettano da lui, trova un muro di silenzio.
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Gli adolescenti maschi non hanno nella mente il pensiero della paternità. Dopo la pubertà nessun maschio pensa al significato di essere entrato in possesso della capacità generativa: non c’è pensiero, né sogno, né incubo, né conflitto. Non pensano alla paternità come ad una tessera nella costruzione del loro lavoro, del loro progetto futuro, della loro identità maschile. Per quanto riguarda l’istinto paterno, le centrali simboliche restano spente a lungo: la società è silente, i genitori non se ne occupano.
A differenza delle coetanee, che si preoccupano di come collocare la propria capacità generativa: le ragazze infatti ci pensano. La ragazza pensa alla maternità, il ragazzo no.
Ma allora, quando emerge nella mente del giovane uomo il futuro bambino?
La maggior parte dei padri che abbiamo intervistato, ha risposto che ad un certo punto della loro vita si sono sentiti coinvolti affettivamente e sessualmenteda una donna che li ricambiava dello stesso amore e che desiderava un bambino. Nel vivere una relazione d’amore, la loro mente viene fecondata simbolicamente dal desiderio di maternità della loro donna.



http://www.liceovolta.it/nuovo/images/stories/Charmet La funzione del padre.pdf

la trovo una tesi convincente

sappiamo che stiamo assistendo ad una progressiva femminilizzazione della nostra società

non è un'opinione di merito :
non intendo dire che sia meglio o peggio , solo che ad una società patriarcale , nella quale prevale la Norma , si sta progressivamente sostituendo una società nella quale prevale la Relazione

se è così, è normale che per le femmine la maternità sia da presto presente perchè hanno da subito relazione con il proprio corpo

su questo credo possano da subito fare un progetto di diponibilità , rifiuto o organizzazione

per i maschi, che non sono più chiamati alla trasmissione dell’origine, del nome, dell’identità, dell’eredità culturale e del compito da svolgere, il compito si pone sono come riflesso di una relazione con la compagna
 
In realtà mancano anche degli esempi "vincenti" in cui identificarsi considerato che gli esempi che ci hanno dato i nostri padri non sono più attuabili od efficaci.

anche televisivamente parlando...perchè...

Anni '80 andava per la maggiore il modello padre Cunningam, Robinson e via discorrendo che conn 4 bei discorsi ai figli risolveva tutto. Ha funzionato?

Adesso va un modello di padre, che boh, somatiizza perchè la famiglia resti unita, leggasi la moglie non scappi.

scusate oggi sono un po' confuso vorrei dire un sacco di cose ma non mi riesce.

Manca sia un modello di padre ma la stessa società ha anche stracciato il concetto di "successore" una figura molto importante a mio avviso. Insomma nessuno si è mai chiesto "chi farà domani il mio lavoro" Onestamente non se lo chiede più nessuno.

Se guardiamo bene invece una volta figlio e successore erano correlati. "Donna devi darmi un figlio maschio perchè sia mio erede", dei beni ma anche del sapere.

Bah, perso tutto, siamo alla deriva si naviga per quel che si può a vista.
 
Ultima modifica:
la trovo una tesi convincente

sappiamo che stiamo assistendo ad una progressiva femminilizzazione della nostra società

non è un'opinione di merito :
non intendo dire che sia meglio o peggio , solo che ad una società patriarcale , nella quale prevale la Norma , si sta progressivamente sostituendo una società nella quale prevale la Relazione

se è così, è normale che per le femmine la maternità sia da presto presente perchè hanno da subito relazione con il proprio corpo

su questo credo possano da subito fare un progetto di diponibilità , rifiuto o organizzazione

per i maschi, che non sono più chiamati alla trasmissione dell’origine, del nome, dell’identità, dell’eredità culturale e del compito da svolgere, il compito si pone sono come riflesso di una relazione con la compagna

perchè ci hanno insegnato che siamo maledettamente tutti uguali ed abbiamo gli stessi diritti.

Qualora un ragazzo pensasse di essere migliore ed aver diritto a qualcosa in più qualsiasi, qualsiasi essa sia una volta ottenuta egli si preuccuperebbe di trasferirla o affidarla a qualcuno.

E a chi se non un discendente?
 
Anche se mi hai chiesto di astenermi non resisto.

Sono d'accordo con quello che sta scritto nel liceo Volta.

I motivi che hanno fatto emergere patatina e Timurlang mi convincono, non in toto, ma quasi.

Il più plausibile, secondo me, l'ha indicato patatina, quando dice che mancano gli esempi.

Quando un bambino diventa ragazzo non vede i propri genitori come esempio, anzi, molto spesso, li vede come dei vecchi matusa che non capiscono niente e che vanno contrastati per forza, ed è naturale. Un naturale passaggio verso l'età adulta.

Questo vale anche per le ragazze.

E allora perché, comunque, le ragazze pensano alla maternità?
Non è solo per l'immediata relazione con il loro corpo. Non è solo questo.

C'è anche il fatto che, fin da quando sei una bambina, i modelli che ti indicano, in TV, nelle pubblicità, nei libri destinati all'infanzia, sono pochi, ridotti quasi esclusivamente alla "mamma" e/o alla principessa.

Ai bambini si propongono modelli più vari, diversificati. Le possibili opportunità che vengono suggerite ai bambini e ai giovani di sesso maschile sono di più e la figura del papà, quando c'è, è solo una tra tante.

I padri non trovano grandi rappresentazioni positive in quasi nessun contesto televisivo.
E, se lo sono, la loro qualità di padre non viene evidenziata.

Quasi mai, ad esempio, in un quiz, si presenta un uomo dicendo: "pinco pallino, commercialista e padre di un bambino di 3 anni", mentre si dice: "Tizia, ingegnera e madre di un bambino di 3 anni".

Forse anche perché si riconosce che la vecchia e tradizionale figura paterna è andata perdendo di appeal e di senso. E non ce n'è ancora una nuova con la quale sostituirla. O meglio, c'è, ma non viene ritenuta abbastanza appetibile, per i ragazzi. Come se essere un padre amorevole, un uomo che desidera prendersi cura di una creatura sua fosse qualcosa di poco virile. Ed infatti, un padre accudente e dolce, spesso lo si chiama "mammo". Un uomo non può essere un padre dolce? No. Perché in quel modo è un "mammo"
I padri delle pubblicità sono tutti rappresentati come incapaci e bambocci.

Ovvio che un ragazzino non vede l'idea di diventare padre come qualcosa di appetibile.

E ha ragione anche Timurlang quando parla della differenza del valore della discendenza, oggi. Non c'è più l'interesse a che vengano trasmessi i beni. La famiglia è aperta, i figli non sono più una "Proprietà" del padre, non costituiscono la sua ricchezza.

Quindi, il ruolo "tradizionale" non ha più senso di esistere
E il padre "nuovo" viene visto come poco attraente, perché poco "virile", almeno nello stereotipo della virilità del macho che agli Italiani piace ancora tanto.
 
Anche se mi hai chiesto di astenermi non resisto.

Sono d'accordo con quello che sta scritto nel liceo Volta.

I motivi che hanno fatto emergere patatina e Timurlang mi convincono, non in toto, ma quasi.

Il più plausibile, secondo me, l'ha indicato patatina, quando dice che mancano gli esempi.

Quando un bambino diventa ragazzo non vede i propri genitori come esempio, anzi, molto spesso, li vede come dei vecchi matusa che non capiscono niente e che vanno contrastati per forza, ed è naturale. Un naturale passaggio verso l'età adulta.

Questo vale anche per le ragazze.

E allora perché, comunque, le ragazze pensano alla maternità?
Non è solo per l'immediata relazione con il loro corpo. Non è solo questo.

C'è anche il fatto che, fin da quando sei una bambina, i modelli che ti indicano, in TV, nelle pubblicità, nei libri destinati all'infanzia, sono pochi, ridotti quasi esclusivamente alla "mamma" e/o alla principessa.

Ai bambini si propongono modelli più vari, diversificati. Le possibili opportunità che vengono suggerite ai bambini e ai giovani di sesso maschile sono di più e la figura del papà, quando c'è, è solo una tra tante.

I padri non trovano grandi rappresentazioni positive in quasi nessun contesto televisivo.
E, se lo sono, la loro qualità di padre non viene evidenziata.

Quasi mai, ad esempio, in un quiz, si presenta un uomo dicendo: "pinco pallino, commercialista e padre di un bambino di 3 anni", mentre si dice: "Tizia, ingegnera e madre di un bambino di 3 anni".

Forse anche perché si riconosce che la vecchia e tradizionale figura paterna è andata perdendo di appeal e di senso. E non ce n'è ancora una nuova con la quale sostituirla. O meglio, c'è, ma non viene ritenuta abbastanza appetibile, per i ragazzi. Come se essere un padre amorevole, un uomo che desidera prendersi cura di una creatura sua fosse qualcosa di poco virile. Ed infatti, un padre accudente e dolce, spesso lo si chiama "mammo". Un uomo non può essere un padre dolce? No. Perché in quel modo è un "mammo"
I padri delle pubblicità sono tutti rappresentati come incapaci e bambocci.

Ovvio che un ragazzino non vede l'idea di diventare padre come qualcosa di appetibile.

E ha ragione anche Timurlang quando parla della differenza del valore della discendenza, oggi. Non c'è più l'interesse a che vengano trasmessi i beni. La famiglia è aperta, i figli non sono più una "Proprietà" del padre, non costituiscono la sua ricchezza.

Quindi, il ruolo "tradizionale" non ha più senso di esistere
E il padre "nuovo" viene visto come poco attraente, perché poco "virile", almeno nello stereotipo della virilità del macho che agli Italiani piace ancora tanto.

:mmmm: spetta, stai dicendo che la donna c'ha rubato la scena, noi non siamo più nessuno ed i figli non ci cacano? No perchè voglio dire...:D
 
:mumble: Secondo me è anche dovuto al fatto che i bambini richiedono sacrifici e non tutti sono disposti a rinunciare a tempo e denaro per farli crescere.
Esempio banale: il mio prolo quasi diciottenne ha detto che lui farà come lo zio (mio fratello, celibe e senza figli), perchè vuole viaggiare e fare quello che gli piace :-o:rolleyes: Sicuramente appena raggiungerà la maggiore età cambierà idea :-o
:specchio::titanic::eeh::help:



P.S: mi sono permessa di scrivere perchè non appartengo a nessuna delle categorie con obbligo di astensione :-o:D:D
 

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