patt
Forumer storico
BUONGIORNO CIOFFERS!!!!
ROBERT F. KENNEDY
Solo coloro che rischiano clamorosi fallimenti otterranno successi clamorosi.
Dopo Intel anche Yahoo! centra le attese
Dopo Intel anche Yahoo! non delude Wall Street, con 253 milioni di utile (17 centesimi per titolo) che in assenza dei proventi della vendita di un investimento, pari a 129 milioni, si ridurrebbero a 124 milioni o 9 centesimi per azione, in crescita rispetto ai 5 centesimi dello scorso anno ed in linea con le attese medie degli analisti.
Petrolio in calo, Wall Street sfiora il pareggio
Solo alcune vendite tornate ad affacciarsi negli ultimi minuti impediscono a Wall Street di portare a termine il suo recupero, ma la frenata del petrolio evita al listino di New York di perdere terreno, come invece sembrava inevitabile ad inizio seduta. Il Dow Jones chiude infatti 10.077,18 punti (-0,05%), mentre il più ampio e significativo S&P500 è a quota 1.121,84 (-0,23%). In lieve calo anche il Nasdaq (grafico, che in attesa dei numeri di Yahoo! e Intel perde lo 0,19% a quota 1.925,17. In lieve rosso infine anche il Russell 2000, a 576,71 punti (-0,15%). Dal canto loro i T-bond vedono i rendimenti nuovamente in calo, sui dieci anni al 4,10% (dal 4,13% di venerdì) e sui 30 anni al 4,88% (dal 4,90%). L’oro risente del recupero del dollaro e scivola a quota 416,60, quasi 7 dollari l’oncia in meno di ieri, mentre il petrolio, come detto, dopo una sfuriata iniziale sino a 53,75 cala a quota 52,12 dollari al barile, in calo di oltre un dollaro rispetto alla vigilia.
Il listino americano oggi ringrazia l’oro nero che dopo la sfuriata iniziale, legata al rialzo delle stime della domanda di petrolio per il 2004 da parte della International Energy Agency (che al contrario taglia le previsioni per il 2005) perde quota, consentendo ai titoli di recuperare quasi interamente il terreno perduto. In una giornata priva di significativi dati macroeconomici, gli occhi degli operatori sono rimasti concentrati sui numerosi risultati trimestrali annunciati oggi dai “big” del listino americano. In effetti, fa notare il noto strategist Peter Cardillo, intervistato dai media americani, il mercato sembra stia tentando di staccar la spina per quanto riguarda l’andamento del greggio, ma tuttora manca di un tema catalizzatore in grado di indirizzarne la tendenza di fondo.
Tra i componenti del Dow Jones perdono terreno American Express (AXP), Pfizer (PFE), la stessa Intel e Disney (DIS), mentre terminano in rialzo American International Group
(AIG), Merck (MRK) Verizon (VZ) e Johnson & Johnson (JNJ), che prima dell’apertura del listino aveva annunciato una trimestrale leggermente migliore delle attese, chiusa con un utile netto pari a 2,34 miliardi di dollari, ovvero 78 centesimi ad azione (rispetto ai 76 attesi), in crescita del 13% rispetto ai 2,07 miliardi, o 69 centesimi a titolo, dello stesso periodo del 2003.
Contrastati i titoli delle linee aeree statunitensi: Northwest Airlines (NWAC) ha guidato il calo, toccando il nuovo minimo a 52 settimane a 7,44 dollari per azione, mentre JetBlue Airways (JBLU) è risultato tra i migliori sfiorando i 21 dollari a titolo.
Chiusa la sessione diurna Intel annuncia utili trimestrali pari a 30 centesimi di dollari (dai 25 dello scorso anno) rispetto ai 27 attesi in media dagli analisti Usa, un numero che include 3,6 centesimi di guadagni fiscali. Le vendite sono invece risultate pari a 8,47 miliardi di dollari, anche in questo caso oltre le previsioni medie (pari a 8,44 miliardi). Per l’ultimo trimestre il gruppo si attende un fatturato tra gli 8,6 e i 9,2 miliardi (gli analisti prevedono in media poco oltre i 9 miliardi) con un margine lordo di circa il 56%. Nel corso della giornata alcuni report avevano contribuito a pesare sul settore dei tecnologici, come nel caso di quello di Piper Jaffray su Analog Devices (ADI), o del consiglio di Sg Cowen alla propria clientela di evitare in generale di investire in titoli dei semiconduttori, mentre anche Goldman Sachs ha avvertito che Ibm (IBM) potrebbe registrare ordini inferiori alle attese nel terzo trimestre. Dal canto suo Jp Morgan ha invece migliorato il giudizio su At&t da “underweight” a “neutral”. Il titolo ha poi chiuso in rialzo di oltre il 2%.
In calo, tra gli altri tecnologici, PeopleSoft (PSFT) e Oracle (ORCL), dopo che i vertici della prima hanno prolungato la validità delle “pillole avvelenate” adottate a suo tempo per ostacolare quanto più possibile l’offerta ostile lanciata dal gruppo guidato da Larry Ellison (che solo ieri aveva ipotizzato un taglio dell’offerta rispetto agli attuali 21 dollari per azione).
Tra i finanziari sale invece Merrill Lynch (MER) dopo una trimestrale che, per quanto in calo rispetto all’anno precedente (93 centesimi di utile per azione rispetto al dollaro di un anno fa) risulta superiore alle attese (92 centesimi).
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ROBERT F. KENNEDY
Solo coloro che rischiano clamorosi fallimenti otterranno successi clamorosi.
Dopo Intel anche Yahoo! centra le attese
Dopo Intel anche Yahoo! non delude Wall Street, con 253 milioni di utile (17 centesimi per titolo) che in assenza dei proventi della vendita di un investimento, pari a 129 milioni, si ridurrebbero a 124 milioni o 9 centesimi per azione, in crescita rispetto ai 5 centesimi dello scorso anno ed in linea con le attese medie degli analisti.
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Petrolio in calo, Wall Street sfiora il pareggio
Solo alcune vendite tornate ad affacciarsi negli ultimi minuti impediscono a Wall Street di portare a termine il suo recupero, ma la frenata del petrolio evita al listino di New York di perdere terreno, come invece sembrava inevitabile ad inizio seduta. Il Dow Jones chiude infatti 10.077,18 punti (-0,05%), mentre il più ampio e significativo S&P500 è a quota 1.121,84 (-0,23%). In lieve calo anche il Nasdaq (grafico, che in attesa dei numeri di Yahoo! e Intel perde lo 0,19% a quota 1.925,17. In lieve rosso infine anche il Russell 2000, a 576,71 punti (-0,15%). Dal canto loro i T-bond vedono i rendimenti nuovamente in calo, sui dieci anni al 4,10% (dal 4,13% di venerdì) e sui 30 anni al 4,88% (dal 4,90%). L’oro risente del recupero del dollaro e scivola a quota 416,60, quasi 7 dollari l’oncia in meno di ieri, mentre il petrolio, come detto, dopo una sfuriata iniziale sino a 53,75 cala a quota 52,12 dollari al barile, in calo di oltre un dollaro rispetto alla vigilia.
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Il listino americano oggi ringrazia l’oro nero che dopo la sfuriata iniziale, legata al rialzo delle stime della domanda di petrolio per il 2004 da parte della International Energy Agency (che al contrario taglia le previsioni per il 2005) perde quota, consentendo ai titoli di recuperare quasi interamente il terreno perduto. In una giornata priva di significativi dati macroeconomici, gli occhi degli operatori sono rimasti concentrati sui numerosi risultati trimestrali annunciati oggi dai “big” del listino americano. In effetti, fa notare il noto strategist Peter Cardillo, intervistato dai media americani, il mercato sembra stia tentando di staccar la spina per quanto riguarda l’andamento del greggio, ma tuttora manca di un tema catalizzatore in grado di indirizzarne la tendenza di fondo.
Tra i componenti del Dow Jones perdono terreno American Express (AXP), Pfizer (PFE), la stessa Intel e Disney (DIS), mentre terminano in rialzo American International Group
(AIG), Merck (MRK) Verizon (VZ) e Johnson & Johnson (JNJ), che prima dell’apertura del listino aveva annunciato una trimestrale leggermente migliore delle attese, chiusa con un utile netto pari a 2,34 miliardi di dollari, ovvero 78 centesimi ad azione (rispetto ai 76 attesi), in crescita del 13% rispetto ai 2,07 miliardi, o 69 centesimi a titolo, dello stesso periodo del 2003.
Contrastati i titoli delle linee aeree statunitensi: Northwest Airlines (NWAC) ha guidato il calo, toccando il nuovo minimo a 52 settimane a 7,44 dollari per azione, mentre JetBlue Airways (JBLU) è risultato tra i migliori sfiorando i 21 dollari a titolo.
Chiusa la sessione diurna Intel annuncia utili trimestrali pari a 30 centesimi di dollari (dai 25 dello scorso anno) rispetto ai 27 attesi in media dagli analisti Usa, un numero che include 3,6 centesimi di guadagni fiscali. Le vendite sono invece risultate pari a 8,47 miliardi di dollari, anche in questo caso oltre le previsioni medie (pari a 8,44 miliardi). Per l’ultimo trimestre il gruppo si attende un fatturato tra gli 8,6 e i 9,2 miliardi (gli analisti prevedono in media poco oltre i 9 miliardi) con un margine lordo di circa il 56%. Nel corso della giornata alcuni report avevano contribuito a pesare sul settore dei tecnologici, come nel caso di quello di Piper Jaffray su Analog Devices (ADI), o del consiglio di Sg Cowen alla propria clientela di evitare in generale di investire in titoli dei semiconduttori, mentre anche Goldman Sachs ha avvertito che Ibm (IBM) potrebbe registrare ordini inferiori alle attese nel terzo trimestre. Dal canto suo Jp Morgan ha invece migliorato il giudizio su At&t da “underweight” a “neutral”. Il titolo ha poi chiuso in rialzo di oltre il 2%.
In calo, tra gli altri tecnologici, PeopleSoft (PSFT) e Oracle (ORCL), dopo che i vertici della prima hanno prolungato la validità delle “pillole avvelenate” adottate a suo tempo per ostacolare quanto più possibile l’offerta ostile lanciata dal gruppo guidato da Larry Ellison (che solo ieri aveva ipotizzato un taglio dell’offerta rispetto agli attuali 21 dollari per azione).
Tra i finanziari sale invece Merrill Lynch (MER) dopo una trimestrale che, per quanto in calo rispetto all’anno precedente (93 centesimi di utile per azione rispetto al dollaro di un anno fa) risulta superiore alle attese (92 centesimi).
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