Operazione immobili
per salvare i conti pubblici
di Isabella Bufacchi
Sono oltre 4.000, per la precisione 4.036, le comunicazioni pervenute al ministero dell'Economia entro il 31 marzo 2010 e inviate dalle amministrazioni pubbliche per segnalare gli immobili di proprietà dello Stato o della pubblica amministrazione, in affitto o di proprietà. Entro il 30 giugno, scadenza ultima per questo "censimento" in modalità telematica del Mef – che ha preso il via lo scorso 18 febbraio con l'invio di 15.000 e-mail – sono previste oltre 10.000 segnalazioni da regioni, comuni, province, comunità montane, ministeri, asl, enti previdenziali, agenzie. Da tutti i soggetti appartenenti alla pubblica amministrazione allargata.
Questa operazione, che «ha un mero scopo conoscitivo» per il Tesoro, è finalizzata alla redazione del rendiconto patrimoniale dello stato a prezzi catastali e di mercato: a ogni immobile sarà assegnato un dato catastale e un valore stimato su prezzi dell'Agenzia del Territorio. Si tratta di una raccolta dati dal basso verso l'alto per aggiornare il conto patrimoniale dello stato risalente al 2004 e realizzato con statistiche dall'alto verso il basso. Ed è uno dei tasselli principali nella più ampia strategia di risanamento dei conti pubblici del ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Attraverso un'accelerazione del processo di valorizzazione, razionalizzazione e anche dismissione (tramite fondi immobiliari) degli immobili pubblici, a livello centrale e soprattutto a livello territoriale con il federalismo demaniale, il ministro intende rafforzare l'avanzo primario per abbattere il debito pubblico.
Se l'Italia fosse una spa avrebbe sul lato dell'attivo del suo "bilancio" un patrimonio pari o superiore al passivo: il valore di mercato del conto patrimoniale delle amministrazioni pubbliche nel 2004 risultava poco meno di 1.800 miliardi quando lo stock del debito pubblico non arrivava a quota 1.500 miliardi (103,8% del Pil). La tentazione di dare un colpo di accetta al debito pubblico, risalito al 115,8% del Pil nel 2009, è grande. Il programma elettorale del Pdl per le elezioni 2008, sul quale faranno perno le riforme dei prossimi tre anni, promette «un piano straordinario di finanza pubblica» e un grande e libero patto tra stato, regioni, province, comuni, risparmiatori ed investitori per «realizzare il federalismo fiscale solidale» e ridurre il debito dello Stato: immettendo sul mercato una quota di patrimonio pubblico, fino a 700 miliardi su 1.800. Il Fondo monetario internazionale, preoccupato dal forte aumento del debito/Pil delle economie avanzate dal 2008 al 2010-2011, preme affinché il risanamento dei conti pubblici avvenga il più presto possibile in via strutturale con la politica dell'avanzo primario. Nel caso dell'Italia, il Fondo ha riconosciuto i limiti e le difficoltà di un maxi-piano di privatizzazioni e dismissioni immobiliari una tantum per ridurre il debito pubblico: operazioni di questo tipo, per avere un impatto determinante, dovrebbero oscillare tra i 200 e i 300 miliardi ma sono irrealizzabili in un contesto di mercati finanziari instabili e una ripresa economica debole. Il Mef ha dunque ridimensionato la portata del progetto "mattone-BoT" di convogliare il risparmio degli italiani in strumenti collegati alla redditività degli immobili pubblici: in prospettiva le proprietà immobiliari dello Stato saranno valorizzate tramite la creazione di fondi immobiliari sul territorio, a macchia di leopardo.
In sincronia con le raccomandazioni più recenti del Fmi, Tremonti punta al recupero dell'avanzo primario per ridurre il debito pubblico: ci sono grandi aspettative per un "avanzo primario immobiliare". La razionalizzazione degli spazi in uso governativo, la riduzione delle locazioni passive, l'alienazione e la valorizzazione degli immobili sono operazioni che portano a una maggiore efficienza della pa, alla riduzione della spesa e alla creazione di nuove entrate, usando come trampolino il federalismo demaniale. Lo stato spende 1 miliardo circa l'anno in locazioni passive e 4,5 miliardi per la sola bolletta della luce. Stefano Scalera, dirigente generale a capo della nuova direzione VIII del dipartimento del Tesoro del Mef, è alla guida di questa nuova macchina per recuperare efficienza immobiliare. Il censimento consente al Tesoro di fotografare con una mappa aggiornata tutti gli immobili della pa assegnando valori di mercato che verranno aggiornati di anno in anno. Dal primo gennaio 2011 l'Agenzia del demanio firmerà tutti i nuovi contratti di locazione, anche per gli enti locali e territoriali: lo stato pagherà l'affitto solo quando e dove strettamente necessario. Può sembrare la politica dei piccoli passi quando messa a confronto con operazioni faraoniche e straordinarie di vendita dei beni dello stato: ma per un "effetto-valanga", il federalismo demaniale riporterà efficienza sul territorio, moltiplicando per migliaia di volte i benefici. Il volano immobiliare dovrebbe funzionare così a regime: meno spesa pubblica con le razionalizzazioni e ottimizzazioni, maggiori entrate con valorizzazioni e dismissioni, nuovo avanzo primario e riduzione strutturale del macigno del debito pubblico.