TRADOTTO IN ITALIANO PERO'....

Benny Gramigna

Forumer attivo
Omicidio in villa a Grossetto, l'indagato: non c'entro

L'attore irlandese, Paudge Roger Behan, è da ieri accusato di omicidio volontario. Contro di lui, una ferita da arma da taglio alla coscia. L'uomo sostiene di non aver mai conosciuto Silvana Abate

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Grosseto, 14 lug. - (Adnkronos/Ign) - Non ha mai conosciuto né incontrato Silvana Abate. Si difende così Paudge Roger Behan, il 43enne attore irlandese al momento unico indagato per l'omicidio dell'ex imprenditrice 72enne uccisa a coltellate nella sua villa di Arcidosso, in provincia di Grosseto.

L'uomo, qualche apparizione nel telefilm 'Highlander' e coprotagonista del film 'Innamorarsi a Venezia', è stato interrogato ieri dai carabinieri ed è al momento iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio volontario. Roger Behan, da un paio d'anni residente ad Arcidosso, è stato fermato dopo che giovedì sera - data presunta della morte della donna - si era recato in ospedale per farsi medicare una ferita da arma da taglio a una coscia. L'attore, che davanti agli inquirenti si è avvalso della facoltà di non rispondere, intervistato ieri sera dai tg di varie emittenti nazionali, ha spiegato di essersi procurato il taglio mentre eseguiva un lavoro in casa.

L'attore irlandese ha consegnato spontaneamente ai carabinieri il coltello, sul quale sono stati disposti accertamenti, mentre la sue auto e la sua casa sono state poste sotto sequestro.

E in attesa che i Ris confrontino il sangue trovato sul coltello dell'indagato e nella sua auto con il dna della vittima, i militari stanno analizzando anche l'impronta di una scarpa trovata sul luogo del delitto. La pista privilegiata per il movente dell'omicidio rimane quella della rapina finita male, ma non si tralascia alcuna ipotesi.

Oggi, alle 15, nella chiesa di Arcidosso verranno celebrati i funerali di Silvana Abate.


:D

Paudge Roger Behan, pero', tradotto in italiano sunoa piu' o meno Padulo

Ruggero Belin
... :D

Se la teoria nomen-omen e' vera anche qua' gli danno 30 anni porello.... :D


Per me' e' stato un parente.

Gli inquirenti vogliono provare la tecnica spagnola del "dico tutto, dico niente". :-o

Ma han capito male e applicano la tecnica italiana del "dico tutto e arresto il primo che

non sembra delle nostre parti..."



:D :D :D :D :D :D



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IL DELITTO DELL’AMIATA

«Mia madre non conosceva quell’uomo»
Pierluigi Sposato

Parla la figlia della donna uccisa: cercate tra chi frequentava la nostra casa

ARCIDOSSO. «Non aveva nemici di alcun genere, mia madre. Non avevamo mai subito furti in casa, solo un tentativo al negozio di pellicceria, quando lo avevamo. E non aveva paura a stare lì, anche quando era rimasta sola per la morte di mio padre. L’attore irlandese? Non credo che mia madre lo conoscesse. Io non l’ho mai visto né lei me ne aveva mai parlato. Però una cosa mi sono dimenticata di suggerire ai carabinieri: di guardare con attenzione chi frequentava quella casa, anche il personale di servizio».
Monica Francescatti, figlia di Silvana Abate, ha fatto la spola tra Montalcino, dove abita, e Arcidosso in questi giorni frenetici. È stata lei, venerdì sera, a dare l’allarme ai carabinieri, preoccupata perché la madre non rispondeva. «L’ho sentita l’ultima volta giovedì mattina - racconta - e poi il pomeriggio di quel giorno verso le 15. Venerdì mattina ho provato al cellulare ma non l’aveva ancora attaccato. Allora ho provato al fisso, ma squillava a vuoto. Ho pensato che potesse essere in giardino e non sentisse l’apparecchio squillare. Ho riprovato a pranzo. Non c’era. Allora ho provato da un’amica, dove andava spesso a mangiare, ma non c’era nessuno. Allora ho pensato che fosse andata al mare. Ma c’era comunque qualcosa che non andava».
Dopo cena, l’architetto Francescatti ha chiamato i carabinieri: «Erano le 22,30. Ho spiegato la situazione. Ho detto che mia madre aveva una Ford Ka di colore rosso e di verificare se era fuori casa. Mi hanno telefonato dicendomi soltanto di aver visto l’auto e che mi avrebbero richiamato». I minuti passavano e l’ansia cresceva. «Ho capito che qualcosa stava andando storto. Ho preso l’auto e sono andata su. Ma non mi hanno fatto entrare. Ho visto il sangue fuori e ho capito tutto. Sono stata lì tutta la notte, poi sono andata in caserma».
Signora Monica, che idea si è fatta? «Mia madre era tornata dall’aver fatto la spesa. Aveva appoggiato la busta sul tavolo per cercare le chiavi... O forse no, forse la porta era già aperta. E comunque secondo me il ladro è stato riconosciuto, sennò non sarebbe stato così feroce con lei... E poi cosa ci sarebbe stato da portar via: un televisore? Un computer? E valgono una vita?»
Enrico Francescatti, il padre, era morto il 9 settembre 2006. «Ma mia madre era affezionata a quella casa, le ricordava lui, non aveva il coraggio di allontanarsene. L’avevo incoraggiata a venire un po’ con noi. Ma lei lì aveva le sue amiche, non aveva senso andare via. Ad esempio le avevamo suggerito di andare a Grosseto: “Ma lì sono una sconosciuta” mi aveva risposto: “e se ho bisogno di qualcosa?”. Ad Arcidosso invece poteva rivolgersi a tante persone. Se aveva bisogno di essere accompagnata, trovava il passaggio. E comunque si spostava da sola, andava spesso dalla sorella a Firenze». Le donne di servizio: «Sì, ne ha cambiate molte, anzi da sempre ne aveva avuta qualcuna, uno-due giorni a settimana. In questi giorni non c’erano. Devo dire però ai carabinieri di approfondire».
Stamani la signora Silvana sarebbe dovuta ripartire: «Doveva tornare al mare, a Lido di Camaiore, dalla sorella. Fino all’altro giorno era stata con me a Principina mare. Quanto? Un mese. La casa era vuota da un mese». E il bed&breakfast? «Era attiva da un paio di anni, o forse anche prima, non ricordo. E adesso mi scusi, ma vorrei terminare l’intervista».
I Francescatti, anche se sparsi per il mondo per motivi di lavoro (il fratello Marco tra Lucca e Firenze, Davide e Pietro in Germania) erano soliti ritrovarsi comunque nel mese di agosto, in occasione delle ferie. Nel 2005, dopo ferragosto, c’era anche Enrico a festeggiare con loro e con la signora Silvana i primi trenta anni di vita dell’As Basket Arcidosso: tutti i fratelli avevano giocato con quella squadra a lungo presieduta dal padre. Oggi torneranno tutti ad Arcidosso per il funerale. Ma non ci saranno più quei momenti di felicità e serenità da condividere.
(14 luglio 2008)


Gli inquirenti aspettano che gli venga la stessa intuizione ad uno di loro... :rolleyes:
 

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