Ucraina, la telefonata che rivela le trame Usa. Non c'era solo "Fuck the EU".

«Sotto i nostri occhi»
Obama si riarma

di Thierry Meyssan
Mentre la stampa atlantista ha salutato la nuova dottrina statunitense di sicurezza nazionale come una volontà di esplorare mezzi non militari per risolvere i conflitti, Thierry Meyssan vi ha letto una professione di fede imperialista e una dichiarazione di guerra al mondo. I lettori potranno fare riferimento al documento originale, scaricabile in fondo a questa pagina, per verificare che ha ragione.


Rete Voltaire | Damasco (Siria) | 9 febbraio 2015
Obama si riarma, di Thierry Meyssan
 
Soldati americani a Mariupol: la prova (che i nostri media taceranno) (di Maurizio Blondet)

Di Maurizio Blondet , il 26 gennaio 2015 http://www.rischiocalcolato.it/2015...eranno-di-maurizio-blondet.html#disqus_thread
da http://www.rischiocalcolato.it/2015...stri-media-taceranno-di-maurizio-blondet.html


media_bugie_ucraina_isis_550.jpg

I media vi dicono: «strage a Mariupol. Una raffica di missili Grad e Uragan si è abbattuta sulla periferia orientale dell’importante città sul Mar Nero uccidendo – secondo il Comune – almeno 30 civili. (…) Gli esperti OSCE ritengono che i razzi siano piovuti da nord-est e da est, cIOè dalle aree di Oktiabr e Zaicenko, entrambe controllate dalla repubblica popolare di Donetsk». Sono gli stessi media che hanno taciuto una strage, avvenuta il 13 gennaio, nella cittadina di Volnovaya: 10 morti e 13 feriti. Hanno colpito un autobus di pensionati del Donbass, abitanti a Donetsk, che si recevano in una città vicina a ritirare la pensione, dato che Kiev ha interrotto i pagamenti nella città capitale dei separatisti. Taciuto? Anzi, il Fatto Quotidiano ha accusato i separatisti del Donbass di aver ucciso il pensionati del Donbass colpendo il pulmann che proveniva dal Donbass.
Nei giorni seguenti è stato appurato che ad uccidere quei civili sono stati i combattenti di Kiev, come atto di vendetta e di dispetto per aver perduto l’aeroporto di Donetsk, giovedì scorso, dopo giorni di combattimento. Ora invece, ecco tutti media a fare i titoloni: i separatisti fanno strage in un mercato a Mariupol! «Violenza in Ucraina!». Il vocabolario è accuratamente scelto. L’uso della parola violenza serve tacere il fatto che quelli d i Kiev hanno rotto la tregua mediata da Putin a Misk, a cui si sono impegnati da settembre: non è l’offensiva Poroshenko, è solo violenza che scoppia qua e là. Vuol indicare che ogni azione dei ribelli è illegittima e illegale; c’è la guerra là, ma non lo si dice: è violenza, come nelle banlieue di Parigi, come quella dei narcos messicani.
Ovviamente, i nostri media non vi faranno vedere questi video: che dimostrano la presenza di combattenti americani a Mariupol. La fonte è al disopra di ogni sospetto, in quanto ucraina: una giovane giornalista televisiva e il suo cameraman stanno mostrando le devastazioni e le fiamme del mercato di Mariupol colpito da artiglierie, forse da razzi Grad. Ad un certo punto avanza correndo un soldato che la giornalista crede un ucraino, perché indossa la mimetica ucraina e ha un kalashnikov; lei gli corre dietro chiedendogli: «Che cosa è successo qui? Mi dica?». Il cameraman cerca di prendere il volto del soldato «ucraino». La risposta del soldato «ucraino» è furiosa, e in inglese: «Out of my face please!». E se ne va tutto affannato. La giornalista resta di stucco: com’è che i nostri eroici soldati parlano inglese da lingua madre, con una frase idiomatica?

Andare al minuto 2.36 per la risposta del soldato “ucraino”
L’arrivo di soldati Usa sul terreno è stato annunciato ufficialmente il 21 gennaio scorso dal generale Ben Hodghes, capo della US Army Europe, ma solo come «addestratori» per i soldati di Kiev, e dalla primavera, insieme a carri armati e artiglieria e missili Stinger (votati entusiasticamente dal Congresso). Già i separatisti del Donbass aveva riferito di aver trovato, sotto le macerie dell’aeroporto di Donetsk appena riconquistato, i corpi di mercenari stranieri vestiti con uniformi NATO. «A giudicare dai loro effetti personali si trattava di mercenari reclutati da società militari private e mascherati da commandos ucraini», ha detto Eduard Bassurin, che si definisce capo di stato maggiore delle forze d’autodifesa di Donetsk. Ovviamente i media nostrani non hanno dato peso alla propaganda ribelle…



https://www.youtube.com/watch?v=kiwIUsX63Hk

Ma chissà che quel combattente che si affanna nel video e sbotta in inglese sarà uno di quelli, sopravvissuto?
 
https://www.youtube.com/watch?v=tKbPvWEqLMg



Il video montato è de "Il Giornale" che, però, non lo mette in elenco. Riguarda sempre la telefonata tra Victoria Nuland, assistente del segretario di Stato per gli Affari europei, e Geoffrey Pyatt, ambasciatore americano a Kiev ma, non limitata al "Fuck the EU"..


da Soldati Francesi con Boko Haram. Ed Altri Giochi Sporchi (di Maurizio Blondet) - Rischio Calcolato


Un attacco obliquo alla Nuland
Potrebbe far parte di questo attacco dell’Establishment anche una notizia assolutamente non confermata, e di cui lasciamo tutta la responsabilità a Benjamin Fulford, un blogger canadese con un passato da linguista (scrive libri in giapponese) e di analista strategico-finanziario, che sembra ben informato su certe cose. Se fosse vera, è una notizia-bomba:
Ai primi di febbraio in Germania sarebbe stato arrestato «un assistente di Victoria Nuland» (la sottosegretaria di Stato che tanto ha operato per portare l’Ucraina nella sfera NATO) che è anche un dipendente di una finanziaria chiamata Vanguard Corporation, in possesso di quasi un miliardo di dollari falsi – ma falsi di alta qualità, in banconote da 100 – con cui verrebbero pagati mercenari in Siria, Iraq, Ucraina , Libia. Anche i mercenari americani oggi presenti in Ucraina sarebbero pagati coi dollari falsi.
En passant, Benjamin Fulford rivela che quando il 18 maggio la truppa di Kiev attaccò la città di Sloviansk senza aspettarsi l’efficace difesa dei ribelli del Donbass, la Academi (è l’ex Blackwater di funesta memoria in Iraq) ci ha perso 59 suoi contractors, e la Greystone, un’altra ditta di militari privati, 17.
Non è bello morire per un pugno di dollari. Falsi, poi…
Il tizio della Nuland arrestato dai tedeschi, di cui non si fa il nome, avrebbe reso ampia confessione: gettando luce, fra l’altro, sulla misteriosa e sanguinosa sparatoria che a piazza Maidan, ai primi di febbraio, fece 95 morti: dove misteriosi cecchini spararono indiscriminatamente sia sui poliziotti sia sui dimostranti. Accadde il febbraio di un anno fa.
Di questo oscuro e losco episodio – che precipitò la caduta di Yanukovitch e il putsch dei filo-americani di Kiev – parlò a Catherine Ashton, come forse si ricorderà, il ministro degli Esteri estone Urmas Paet, in una telefonata che fu intercettata: «Il fatto rivoltante è che dietro ai cecchini non c’era Yanuchovic, ma dei membri della nuova coalizione (d’opposizione, ossia i liberatori filo-occidentali). La Ashton, per nulla rivoltata, cercò di parlare d’altro. Fausto Biloslavo, l’ottimo inviato del Giornale, il 7 marzo 2014 trasse la conclusione seguente: «è forte il sospetto che nel bagno di sangue del 20 febbraio in piazza Maidan fosse coinvolta una “terza forza”, che aveva l’ordine di sparare per uccidere su manifestanti e poliziotti con l’obiettivo di creare il caos. Come è puntualmente avvenuto provocando la caduta» del Governo eletto di Yanukovitch.
Adesso l’uomo nelle mani dei tedeschi avrebbe confessato che l’ordine sarebbe venuto dalla Nuland: far sparare i cecchini in modo da «creare un po’ di panico». Da cui si vede che – vera o no, confermata o no – la notizia-bomba ha un bersaglio chiaro: è un siluro lanciato alla Nuland, al cerchio magico e ai forsennati guerrafondai del Dipartimento di Stato. Un siluro che pare originato dall’interno stesso dell’Establishment americano, con grande interesse e soddisfazione del Pentagono.
Può far parte del siluro il fatto che la BBC, di colpo, è tornata sulla misteriosa sparatoria di piazza Maidan di un anno fa, intervistando uno sparatore, che ha ammesso di aver sparato, quel giorno fatale, sui poliziotti.
Ma ancor più strana, e più rovinosa per i neocon, è l’improvvisa ricomparsa di Zakarias Moussaoui con una testimonianza-bomba, accuratamente riferita da Robert Parry, l’analista con ottimi agganci coi servizi d’intelligence USA critici dell’andazzo.
Ricordate Zacarias Moussaoui?
 
E la Terra Dei Pazzi , non la mezioniamo?
L’ufficio ucraino per la lotta alal corruzione ha appena elencato i dati relativi alla loro lotta.
Lunghi meri per recuperare circa 77’000 Grivnie, ovvero meno di quattromila euro, al cambio attuale.
Intanto elenchiamo i piccolissimi problemi, tra i tanti su cui dovevano indagare:
Marzo 2014 – ventidue tonnellate d’oro vengono caricate su di un grosso aereo da carico e spariscono verso lidi ignoti, erano le riserve auree della banca centrale di Kiev.
Maggio 2014 – si scopre che non tutti i lingotti erano spariti, alcuni erano rimasti in alcune sedi centrali , ma i lingotti erano falsi, nessuno si era reso conto di niente.
Giugno 2014 – scoppia uno scandalo, un ufficiale dell’esercito afferma che il gasolio destinato ai mezzi blindati costa nove volte il prezzo di mercato e che è di così scarsa qualità che danneggia spesso i mezzi. Non si saprà più niente di lui.
Agosto 2014 – 1,4 miliardi di dollari, arrivati in giugno dal FMI sono fermi e tranquilli in un conto dell Privat Bank, di proprietà dell’algido Koimoloiskij, il tizio che tra le altre cose vende il gasolio all’esercito. Ovviamente un miliardo e due di questi dollari viene prelevato dal conto e versato in un conto cipriota. Non si saprà più niente di questi soldi.I duecento milioni rimasti servono per acquistare “beni urgenti per l’esercito” tra cui sicuramente c’è del gasolio.
Maggio 2015 si comincia a parlare degli zaini per l’esercito con tecnologia Stealth.
Il ministro dell’interno firma per una grossa fornitura di zaini per i militari, i soldi, pagati in anticipo ad aziende riconducibili al ministro stesso, vengono versati, e, fino ad oggi, non si vede traccia di zaini da nessuna parte.
Settembre 2015, il ministro ucraino per lo sviluppo economico, il lituano Alvar Abromavicius, si accorge della misteriosa sparizione di duecentocinquantamila tonnellate di grano di proprietà statale.Pare che nessuno se ne fosse accorto prima.
Secondo me gli addetti alla lotta alla corruzione hanno ancora molto lavoro da fare.
Ecco il motivo per cui soldi contanti arrivano al governo di Kiev e niente cambia, non è per la guerra, non è solo la crisi economica, i soldi spariscono proprio verso lidi ignoti, lasciando tutto invariato, a parte il debito da pagare.
Ah, Il Mondo Dei Pazzi.
 
Gli usurai non hanno ridotto il debito alla Grecia ma lo riducono all’Ucraina

EUROPA UE, NEWS venerdì, 28, agosto, 2015
I creditori internazionali dell’Ucraina hanno deciso di ristrutturare il debito ucraino, concedendo al massimo una cancellazione del 20% del debito complessivo di Kiev. L’accordo prevede il taglio del 20% del valore nominale di bond per 18 miliardi di dollari e un rinvio delle scadenze. Il il più grande detentore degli eurobond ucraini, oltre il solito FMI e la BCE, è la società di investimento americana “Franklin Templeton”, con sede a San Francisco.
«Entro la fine dell’anno il paese conta di raccogliere altri 3,2 miliardi di dollari di finanziamenti esterni», ha scritto il ministero delle Finanze in un dossier pubblicato sul proprio sito. Di questi, un miliardo dovrebbe arrivare dalla BEI, un altro miliardi dagli Stati Uniti, 600milioni dalla Commissione europea, 300 milioni da parte del governo giapponese, 200 milioni dal governo tedesco e altrettanti da quello norvegese. Soldi che vanno a sommarsi ai 4,7 miliardi di ollari già ricevuti in questi mesi di diverse istituzioni internazionali (FMI, Commissione Europea, governo Usa e Canada). “Il governo ucraino ha cancellato quasi 4 miliardi di dollari di debiti”, ha detto il premier Arseniy Yatsenyk. “E per i prossimi quattro anni l’Ucraina non dovrà preoccuparsi dei titoli in scadenza”, ha aggiunto.

Scongiurato il rischio “default”: l’accordo col gruppo guidato dal fondo Franklin Templeton (condizione necessaria, tra l’altro, per ricevere gli aiuti del Fondo monetario internazionale) arriva ad un mese dalla maturazione di titoli per mezzo miliardo di dollari.
Il ministro delle Finanze ucraino, Natalie Jaresko, da mesi batte sul tasto del debito, delle riserve valutarie troppo ridotte per discutere i finanziamenti internazionali necessari a evitare il default e della necessità di una ristrutturazione del debito sovrano, pena la sospensione dei rimborsi. Argomenti che non piacevano ai creditori, ma la Jaresko (americana naturalizzata ucraina) aveva replicato che senza la ristrutturazione rischierebbero perdite ben maggiori


Mosca, a cui sono state offerte le stesse condizioni, ha già fatto sapere che non aderirà. La Russia detiene 3 miliardi di dollari di titoli, ovvero parte degli aiuti che, a fine 2013, Vladimir Putin aveva garantito all’allora presidente ucraino Yanukovich.


Gli usurai non hanno ridotto il debito alla Grecia ma lo riducono all?Ucraina | Imola Oggi
 
Il lato oscuro della Clinton
Il lato oscuro della Clinton

Ma nel curriculum della Clinton non c’è solamente la Libia. C’è anche l’Ucraina, come spiega bene Diana Johnstone in Hillary Clinton regina del Caos (Zambon Editore). Non tanto (o, meglio, non solo) nell’organizzazione delle proteste, quanto nel diffondere sentimenti anti-russi.

Subito dopo la tragedia del volo 17 della Malaysian Airlines, Kiev accusa i filorussi di aver commesso il fatto. Non ci sono prove però. Né a favore né contro i russi. Ma subito la Clinton, come scrive la Johnstone, fornisce agli europei la linea da seguire: “Se vi sono prove che collegano la Russia a questo evento, ciò dovrebbe indurre gli europei a fare molto di più, su tre fronti. Primo, inasprire le loro sanzioni. Rendere molto chiaro che c’è un prezzo da pagare. Secondo, (…) trovare alternative a Gazprom. E terzo, fare di più, di concerto con noi, per aiutare gli ucraini”. Questo incidente viene usato come casus belli. Si rischia un conflitto mondiale.

Il 4 dicembre 2014, scrive la Johnstone nel suo libro, “la camera dei rappresentanti degli Stati Uniti approvò una risoluzione che condannava la Russia per un’immaginaria ‘aggressione armata contro alleati e partner degli Stati Uniti’ (…). Il testo fu approvato senza alcun dibattito da una maggioranza di ben 411 rappresentanti apparentemente indifferenti, che stavano lasciando l’aula in quel momento; solo dieci votarono contro. Con questa risoluzione si potrebbe giustificare una guerra contro la Russia di Vladimir Putin e, come scrive la Johnstone, “questa leggerezza dimostra che il problema rappresentato da Hillary Rodham Clinton va ben al di là di lei come individuo, e rivela la crisi profonda del sistema politico americano”.
 

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