https://www.youtube.com/watch?v=tKbPvWEqLMg
Il video montato è de "Il Giornale" che, però, non lo mette in elenco. Riguarda sempre la telefonata tra Victoria Nuland, assistente del segretario di Stato per gli Affari europei, e Geoffrey Pyatt, ambasciatore americano a Kiev ma, non limitata al "Fuck the EU"..
da
Soldati Francesi con Boko Haram. Ed Altri Giochi Sporchi (di Maurizio Blondet) - Rischio Calcolato
Un attacco obliquo alla Nuland
Potrebbe far parte di questo attacco dell’Establishment anche
una notizia assolutamente non confermata, e di cui lasciamo tutta la responsabilità a Benjamin Fulford, un blogger canadese con un passato da linguista (scrive libri in giapponese) e di analista strategico-finanziario, che sembra ben informato su certe cose. Se fosse vera, è una notizia-bomba:
Ai primi di febbraio in Germania sarebbe stato arrestato «un assistente di Victoria Nuland» (la sottosegretaria di Stato che tanto ha operato per portare l’Ucraina nella sfera NATO) che è anche un dipendente di una finanziaria chiamata Vanguard Corporation,
in possesso di quasi un miliardo di dollari falsi – ma falsi di alta qualità, in banconote da 100 – con cui verrebbero pagati mercenari in Siria, Iraq, Ucraina , Libia. Anche i mercenari americani oggi presenti in Ucraina sarebbero pagati coi dollari falsi.
En passant, Benjamin Fulford rivela che quando
il 18 maggio la truppa di Kiev attaccò la città di Sloviansk senza aspettarsi l’efficace difesa dei ribelli del Donbass, la
Academi (è l’ex Blackwater di funesta memoria in Iraq)
ci ha perso 59 suoi contractors, e la Greystone, un’altra ditta di militari privati, 17.
Non è bello morire per un pugno di dollari. Falsi, poi…
Il tizio della Nuland arrestato dai tedeschi, di cui non si fa il nome, avrebbe reso ampia confessione: gettando luce, fra l’altro, sulla
misteriosa e sanguinosa sparatoria che a piazza Maidan, ai primi di febbraio, fece 95 morti: dove misteriosi cecchini spararono indiscriminatamente sia sui poliziotti sia sui dimostranti. Accadde il febbraio di un anno fa.
Di questo oscuro e losco episodio – che precipitò la caduta di Yanukovitch e il
putsch dei filo-americani di Kiev – parlò a Catherine Ashton, come forse si ricorderà, il ministro degli Esteri estone Urmas Paet, in una telefonata che fu intercettata: «Il fatto rivoltante è che
dietro ai cecchini non c’era Yanuchovic,
ma dei membri della nuova coalizione (d’opposizione, ossia i liberatori filo-occidentali). La Ashton, per nulla rivoltata, cercò di parlare d’altro. Fausto Biloslavo, l’ottimo inviato del
Giornale, il 7 marzo 2014 trasse la conclusione seguente: «è forte il sospetto che nel bagno di sangue del 20 febbraio in piazza Maidan fosse coinvolta una “terza forza”, che aveva l’ordine di sparare per uccidere su manifestanti e poliziotti con l’obiettivo di
creare il caos. Come è puntualmente avvenuto provocando la caduta» del Governo eletto di Yanukovitch.
Adesso l’uomo nelle mani dei tedeschi avrebbe confessato che l’ordine sarebbe venuto dalla Nuland: far sparare i cecchini in modo da «creare un po’ di panico». Da cui si vede che – vera o no, confermata o no – la notizia-bomba ha un bersaglio chiaro: è un siluro lanciato alla Nuland, al cerchio magico e ai forsennati guerrafondai del Dipartimento di Stato. Un siluro che pare originato dall’interno stesso dell’Establishment americano, con grande interesse e soddisfazione del Pentagono.
Può far parte del siluro il fatto che la BBC, di colpo,
è tornata sulla misteriosa sparatoria di piazza Maidan di un anno fa, intervistando uno sparatore, che ha ammesso di aver sparato, quel giorno fatale, sui poliziotti.
Ma ancor più strana, e più rovinosa per i neocon, è l’improvvisa ricomparsa di Zakarias Moussaoui con una testimonianza-bomba, accuratamente riferita da Robert Parry, l’analista con ottimi agganci coi servizi d’intelligence USA critici dell’andazzo.
Ricordate Zacarias Moussaoui?