3° STORIA delle..........BANCHE !!!!!!!!!!!!!

SINIBALDO

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L’ INTERESSE SUI DEPOSITI


Era già pronta la seconda parte del piano.

Fino ad allora, la gente pagava Bankenstein per conservare le loro ricchezze.

Per attrarre maggiori depositi, Bankenstein offrì un interesse del 3%.

Molti già pensavano che in effetti Bankenstein pagasse loro il 3% mentre riprestava i loro soldi al 5%, guadagnando un 2%.

Ma la gente non faceva obiezioni poiché ricevere il 3% sui depositi era sempre meglio che pagare per l'uso della cassaforte.

Il volume dei risparmi crebbe e con la moneta in più nelle casseforti, Bankenstein riusciva ad imprestare il doppio il triplo e fino a nove volte il valore delle monete e delle banconote che possedeva.

Doveva stare attento a non superare le nove volte poiché una persona su dieci effettivamente chiedeva indietro le monete o le banconote per usarle.

Se al momento del ritiro non c'era abbastanza moneta come richiesto, la gente diveniva sospettosa specialmente perché i loro estratti conto mostravano la quantità depositata.

Nonostante ciò, sui 900 dollari che Bankenstein creava con le false scritture contabili, riusciva a percepire fino a 45 dollari di interessi, ovvero il 5% di 900 dollari.

Quando il prestito veniva ripagato, assieme all'interesse, ovvero 945 dollari, i 900 dollari venivano cancellati dalla colonna dei debiti e Bankenstein si teneva i 45 dollari di interesse.

Lui pagava il 3% a chi gli aveva depositato i 100 dollari effettivamente in cassaforte, ovvero tre dollari, ed in cambio, inventandosene 900, ne guadagnava 45, con un netto di 42 dollari.

Insomma, per ogni 100 dollari depositati, Bankenstein era capace di guadagnarne 42, mentre la gente pensava ne guadagnasse solo 2.

Anche gli altri orafi-Bankenstein facevano la stessa cosa.

Creavano monete dal nulla, con un tratto di penna sulle scritture contabili, e ci si facevano pagare sopra gli interessi. (anatocismo)

In realtà non coniavano moneta, poiché era il governo che stampava le note e le monete e poi le dava agli orafi per distribuirle.

L'unica spesa di Bankenstein era la minima spesa tipografica. Ma gli orafi creavano crediti dal nulla e su questi si facevano pagare gli interessi.
(signoraggio)

La maggior parte delle persone pensava che la fornitura di moneta fosse una operazione governativa.

Essi pensavano anche che Bankenstein prestasse loro la moneta effettivamente depositata da qualcun altro.

Ma la cosa strana era che nessun deposito diminuiva, nonostante venissero fatti dei prestiti.

Se tutti fossero corsi allo sportello a ritirare i propri soldi, la frode sarebbe saltata agli occhi.

Quando veniva richiesto un prestito, in banconote o monete, non c'erano problemi.

Bankenstein semplicemente spiegava ai governanti che l'aumento della popolazione e della produzione richiedeva più banconote, e così le otteneva pagando le minime spese di stampa.




LA TRUFFA

Un giorno, un uomo senziente andò a trovare Bankenstein.

"L'interesse che Lei chiede è sbagliato" - disse. "Per ogni 100 dollari che emette, ne chiede indietro 105.

I 5 in più non potranno mai essere pagati perché non esistono.

I contadini producono cibo, le industrie producono beni manifatturieri, e così via, ma solamente Lei produce monete.

Supponiamo che ci siano solo due imprenditori in questo paese, e che tutti gli altri siano impiegati.

Ognuno dei due prende a prestito 100 dollari, ne paga 90 di stipendi e spese varie e gli rimangono 10 dollari di profitto (il suo stipendio).

Questo significa che il potere d'acquisto totale è di 90 + 10 dollari per due, ovvero 200 dollari.

Ma per ripagarvi, occorre vendere tutta la produzione per 210 dollari.

Se uno dei due vende per 105, l'altro non potrà che vendere per 95, ed una parte della merce rimarrà invenduta poiché non v'è moneta per acquistarla.

Il secondo imprenditore rimane in debito con voi per 10 dollari e potrà solo ripagarvi prendendone a prestito ancora. Questo sistema è impossibile."

L'uomo continuò: "Dovreste emettere 105 dollari, 100 per me e 5 per voi da spendere.

In questo modo ci sarebbero 105 dollari in circolazione, ed il debito potrebbe essere ripagato."

Bankenstein ascoltò attentamente ed alla fine disse: "L'economia finanziaria è una materia complessa, caro ragazzo.

Ci vogliono anni di studio.

Lascia che mi occupi io di queste materie e tu pensa agli affari tuoi.

Tu devi diventare più efficiente, devi aumentare la produzione, tagliare le spese e diventare un uomo d'affari migliore.

Sarò sempre disposto ad aiutarti su questa strada."

L'uomo se ne andò ma non era convinto.

C'era qualcosa che non tornava nelle operazioni di Bankenstein e si era reso conto che le sue domande erano state aggirate.

Certo, molta gente rispetta la parola di Bankenstein:

"E' un esperto, gli altri devono aver torto.

Guardate come si è sviluppato il paese, come la nostra produzione è aumentata - dobbiamo considerarci ricchi."

Per coprire l'interesse della moneta che avevano preso a prestito, i commercianti erano costretti ad aumentare i prezzi.

I dipendenti si lamentavano che le paghe erano insufficienti ed i datori di lavoro rifiutavano di aumentare gli stipendi, dicendo che sarebbero andati in rovina.

I contadini non riuscivano ad ottenere un giusto prezzo per i loro prodotti. Le massaie si lamentavano che il cibo era troppo caro.

Alla fine alcuni fecero sciopero, una cosa sino ad allora sconosciuta.

Altri venivano colpiti dalla povertà e nemmeno i parenti riuscivano più ad aiutarli.

La maggior parte si era scordata del vero valore delle cose che aveva intorno - il suolo fertile, le grandi foreste, i minerali ed il bestiame.

Tutti pensavano solo ai soldi che sembravano sempre troppo scarsi.

Ma la gente non metteva mai in dubbio il sistema e pensavano che fosse il governo a gestirlo.
(di Larry Hannigan)

(CONTINUA)
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SINIBALDO
 

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