L'INTERVENTO
Emendamento slot, Chiavaroli: «L'ho fatto per l'Erario»
La firmataria del Ncd: «Polverone demagogico. Renzi fa campagna».
Federica Chiavaroli, Ncd, firmataria del sub-emendamento sulle slot machine.
È sua la firma in calce al sub-emendamento che punisce i Comuni anti slot-machine. Normale che Federica Chiavaroli, senatrice del Nuovo centrodestra, sia finita nell'occhio del ciclone. Non solo l'emendamento materialmente presentato da lei ha fatto scoppiare il
polverone in casa Pd, visto che prima i dem non hanno battuto ciglio davanti alla misura, salvo fare marcia marcia indietro dopo l'alzata di scudi di Matteo Renzi che l'ha definita una «porcata».
Ma ha anche attirato l'attenzione sui legami della formazione alfaniana e la lobby dell'azzardo.
Così Chiavaroli, in un'intervista a
La Repubblica, si è sentita in dovere di spiegare le motivazioni che l'hanno portata a presentare l'emendamento in commissione.
«SENSO DEL DOVERE». «È semplicemente prevalsa la responsabilità di governo, il senso del dovere verso i bilanci dello Stato», ha detto la senatrice. Dividendosi le responsabilità col collega e sottosegretario Alberto Giorgetti, che ha «suggerito» la misura.
«Aveva fatto presente che l'Agenzia dei Monopoli segnalava questo problema: lo Stato dà le concessioni per i giochi e poi i Comuni le bloccano. Da qui un gran numero di contenziosi», ha continuato Chiavaroli, «che rappresentano un grosso problema. Ma soprattutto: dove prendere i 9 miliardi che l'intero comparto giochi frutta all' anno all'Erario, se poi i sindaci si mettono di traverso?».
«POLVERONE DEMAGOGICO». La senatrice ha parlato di «polverone demagogico», negando di essersi prestata alle pressioni delle lobby. L'emendamento, ha precisato, «non penalizza i Comuni, semmai li costringe a sedersi a un tavolo con lo Stato, per capire dove reperire altrimenti le risorse. Nove miliardi sono due volte la cifra dell'Imu. Una somma enorme. Gli emendamenti di questi tempi trovano copertura grazie a tre voci: gioco, fumo, alcol». «Mi faccio carico del peso di governare», ha concluso, «a differenza di Matteo Renzi, che vive una perenne campagna elettorale. Per lui è tutto facile».
Sabato, 21 Dicembre 2013