STMicroelectronics (STM) A me MI piace il mare

tontolina

Forumer storico
ma sti ANAlisti che guardano quando valutano una società quotata per essere così discordi?

1146157065immagine.gif


per me pure Leh.amen è troppo ottimista
 
questi sono i dati di ieri


1° trimestre 2006
Numero azioni = 904885116
utile netto di 132 milioni di dollari rispetto al rosso di 31 milioni del 1°trimestre 2005
I ricavi netti sono stati pari a 2,36 miliardi di dollari (+13,5%)
Il margine operativo lordo del periodo ha raggiunto gli 837 milioni da 685 milioni precedenti, arrivando a toccare il 34,5% dei ricavi dal 32,9% del primo trimestre 2005
reddito operativo è stato di 140 milioni dai -68 precedenti
PFN=-400mln

utile netto annualizzato = 132 milioni di dollari*4= 528 mln
EPS =528000000/904885116=0,5835

Faire=0.5835*15=8.75 dollari
Pollice= (837000000*8-400000000)/904885116=8.82 dollari


insomma
anche l'anno scorso feci l'analisi fondamentale di STM e mi usciva sempre un faire attorno agli 8$ ...
ed è giusto
 
Fernando'S ha scritto:
quindi compro o vendo ? :)
vedi te
magari pure tu riesci a far uscire 15 e allora "trompi" (me la posti però l'analisi nèèèèèèèèè)

se invece fai altri tipi di analisi... guarda i grafici come hai sempre fatto

tu sei bravo davvero
 
TROPPA CONCORRENZA assatanata? allora mi fondo...


Mega-fusioni/ Accordo Nokya-Siemens: nasce il colosso della telefonia
Lunedí 19.06.2006 10:06
Nasce un nuovo colosso della telefonia. Nokia e Siemens hanno infatti raggiunto un accordo che darà vita ad una nuova società. Il nuovo gruppo - si legge in una nota congiunta -, sarà posseduto pariteticamente al 50% e si chiamerà Nokia Siemens Networks. E il mercato approva: il gigante finlandese sale dell'1,73% e il gruppo tedesco balza de 7,85%.

Facendo riferimento ai dati 2005, la nuova compagnia registra 15,8 miliardi di euro di utili anni pro forma e occupati pari a 60.000 persone. Sempre a perimetro attuale, la nuova società sarà la seconda al mondo per infrastrutture mobili, la seconda nei servizi, la terza nelle infrastrutture fisse e la terza globale nelle infrastrutture telefoniche.

La nuova società avrà sede in Finlandia e sarà guidata da Simon Beresford-Wylie, attuale vice presidente esecutivo e direttore generale dei networks della Nokia. Oltre alla sede ad Helsinki, la Nokia Siemens Networks, avrà una forte base operativa a Monaco di Baviera, dove saranno basate tre delle cinque divisioni operative della nuova società.


L'operazione consentirà alla nuova società di ottenere risparmi pari a circa 1,5 miliardi di euro entro il 2010, anche attraverso il taglio di un massimo di 9mila posti di lavoro dei 60mila totali. La fusione dovrebbe essere completata entro il primo gennaio 2007.

L'accordo porrà la nuova società in grado di competere con l'attuale leader del settore, Cisco Systems, e con la nuova società nata dalla fusione tra Alcatel e Lucent. Secondo l'amministratore delegato di Nokia, Olli-Pekka Kallasvuo, la collaboraizone con Siemens rappresenta il modo migliore per competere a livello globale.


http://canali.libero.it/affaritaliani/economia/nokyasiemens1906.html?pg=1
 
Nuovo minimo 2006 per STM, più lontana una soluzione per la divisione memorie

13/07/2006 14.30

Continua la discesa di STM. E' da fine aprile che il titolo non riesce a interrompere il trend ribassista. Anche oggi, dopo il tentativo fallito di rimbalzo della vigilia (-0,06%), l'azione è scivolata fino a un nuovo minimo dell'anno a quota 11,62 euro e ora cede il 2% a 11,65 euro, seguendo l'intero comparto tecnologico europeo (-3,2% lo Stoxx).

Ma a spingere al ribasso l'azione del produttore di chip non è questa volta il profit warning di qualche competitor Usa, come è stato in settimana quello di Lucent Technologies, bensì la notizia che Hynix Semiconductor ha concluso i colloqui con STMicroelectronics per un'eventuale estensione dell'alleanza nel segmento delle memorie.

STM non ha voluto commentare la notizia e ha detto di continuare a perseguire l'obiettivo di ridurre il peso della divisione memorie, tuttavia non ha specificato la modalità e l'eventuale tempistica. "Pur ritenendo che Hynix non fosse l'unica alternativa a disposizione", affermano gli analisti di Euromobiliare sim in una nota di questa mattina, "si tratta inevitabilmente di una notizia negativa per STM".

E' infatti ormai un anno e mezzo che STM cerca una soluzione. E visto che è più lontana una soluzione per la divisione memorie, ma soprattutto per tener conto del dollaro, da tempo lontano dal valore medio fissato da Euromobiliare a 1,24, gli analisti della sim oggi hanno tagliato il target price del titolo STM del 6% a 16,5 euro, confermando in ogni caso il consiglio d'acquisto (buy) sull'azione.

Francesca Gerosa
http://libero.milanofinanza.it/news/dettagèsize=18]lio_news.asp?id=167594&chkAgenzie=TMFI
 
High-tech/ Intel non convince del tutto, al contrario di Apple e eBay
Giovedí 20.07.2006 09:32

Continuano ad essere altalenanti i risultati dei “big” della tecnologia a stelle e strisce, in attesa, stasera, dei risultati di altri due pesi massimi del calibro di Microsoft e Google: ieri, intanto, Intel Corporation ha perso fino al 3% nell’after hours di New York, prima di recuperare sul finale, all’annuncio di un calo del 57% degli utili del numero uno mondiale dei semiconduttori, caduti a 885 milioni nel secondo trimestre dell’anno, ovvero 15 centesimi per azione, inclusi 4 centesimi di costo per azione legato all’esercizio di stock option. Lo scorso anno di questi tempi Intel riportava un utile di 2 miliardi di dollari, ossia 33 centesimi per azione (senza però che fossero state calcolate le spese per stock option). In calo anche le vendite (-13% a 8 miliardi di dollari). Gli analisti prevedevano un fatturato di 8,3 miliardi di dollari ed un utile di 13 centesimi per azione.

E proprio il dato sugli utili spiega come mai il titolo non sia precipitato, come invece è accaduto a Yahoo! che dopo la brutta trimestrale del giorno prima ha ieri chiuso la seduta in calo del 21%; pur essendo il risultato più debole a livello trimestrale dal 2004 per Intel, che si trova ad affrontare un calo della domanda conseguente la crescente concorrenza, in particolare da parte di Amd, proprio mentre il gruppo californiano sta affrontando una fase di ristrutturazione per riposizionarsi sui chip per Pc e server, il peggio potrebbe essere ormai se non alle spalle (Intel ha anche offerto previsioni per questo trimestre meno brillanti di quanto finora scontato dal mercato) quanto meno ormai scontato nel prezzo del titolo, che da inizio anno ha perso il 27% contro il 15% di perdita media del settore dei semiconduttori a Wall Street nello stesso periodo.
anto più che una parte degli sforzi del gruppo per riposizionare le vendite sui chip di maggior valore sembra essere riuscita, visto che il margine lordo pur calando dal 56,4% dello scorso anno si è attestato al 52,1% e non al 49% come la stessa Intel temeva nelle sue previsioni di metà trimestre. Dunque le speranze che la ristrutturazione, che comporterà il taglio di un migliaio di manager entro l’autunno dopo la cessione a Marvell Technology Group della sua unità produttiva di chip per la telefonia mobile, possa produrre un’inversione di tendenza appaiono concrete, anche se al momento Intel, che ha registrato nel trimestre appena concluso un calo del 27% delle vendite di chip per server (a 3,3 miliardi di dollari) e del 4,7% di quelle dei processori per laptop (1,96 miliardi), mette le mani avanti e preannuncia vendite nel terzo trimestre tra 8,3 e 8,9 miliardi (sotto le attese medie di mercato, finora pari a 9 miliardi) e ribadisce che il margine lordo potrebbe calare al 49%.

Se Intel si lecca le ferite altri due “big” dell’high-tech Usa sorridono: la migliore è apparsa Apple Computer, che ha chiuso il trimestre con 472 milioni di dollari di utile netto (54 centesimi a titolo), in crescita del 47,5 rispetto ai 320 milioni (37 centesimi per azione) di un anno fa, a fronte di un giro d’affari salito del 24% a 4,37 miliardi (da 3,52 miliardi), contro un’attesa media per 44 centesimi di utile per azione e 4,4 miliardi di fatturato. La casa della mela ha poi annunciato previsioni per il trimestre in corso leggermente peggiori del previsto, ma è stata premiata dal listino con un rialzo dell’8,4% nell’after hours dopo il +2,2% guadagnato al termine della seduta regolare.

Bene anche eBay, nonostante un calo del 14% dei profitti legato, anche in questo caso, all’inclusione dei costi delle stock option. La casa d’aste online californiana ha infatti chiuso il trimestre con un utile netto di 250 milioni di dollari (17 centesimi a titolo) contro i 291,6 (21 centesimi per azione) di un anno prima: escludendo i costi di stock option l’utile per azione risalirebbe tuttavia a 24 centesimi di dollaro, in linea con le attese. In crescita del 30% le vendite, a quota 1,41 miliardi di dollari, coi ricavi della sola PayPal, il sistema di pagamenti online del gruppo, saliti del 39% a 339 milioni di dollari. L’annuncio del lancio di un buy-back da 2 miliardi di dollari nei prossimi due anni ha poi contribuito a far rimbalzare il titolo nell’after hours del 5,6%, dopo che la seduta regolare si era chiusa in calo del 2,5%.
 

Users who are viewing this thread

Back
Alto