«Io a Brescia c'ero- ha detto il presidente Brunetta - e ho visto le bandiere e gli insulti del suo partito, presidente Boldrini, Sel. Ho visto le bandiere e ho visto i teppisti sotto le bandiere di Sel, li ho visto come sono stati visti da tutti gli italiani. Io a Brescia c'ero e ho visto gli insulti e le bandiere dei militanti del Movimento Cinque Stelle, che insultavano e impedivano lo svolgimento di una manifestazione democraticamente organizzata. Io a Brescia c'ero e ho sentito il discorso del presidente Berlusconi sulla riforma della magistratura, sulla riforma della giustizia, e quel discorso era un perfetto discorso da campagna elettorale che esprimeva le idee di un leader di partito.
Non ho sentito nessun insulto alla magistratura»
«Nonostante
l'assedio e la violenza dell'ultima settimana contro di me, sono ancora qui. Se qualcuno pensava di scoraggiarmi, spaventarmi o svilirmi ha sbagliato di grosso». E ancora:
«La magistratura vuole eliminarmi»
«I magistrati purtroppo non pagano mai per i loro errori, ma devono rispondere come tutti i professionisti dei loro errori», sottolinea quindi Berlusconi. Poi un «siparietto» con i suoi fan. I sostenitori di Berlusconi gridano «chi non salta comunista è», il leader Pdl sorride: «Io non posso saltare, perchè al governo ci siamo insieme».
Il punto su cui maggiormente Berlusconi insiste è quello della giustizia. Parlando della
«persecuzione» dei magistrati nei suoi confronti, cita Enzo Tortora (suscitando
la dura reazione delle figlie del giornalista).
Secca la nota di replica dell'Associazione nazionale magistrati: "Berlusconi ha parlato ancora una volta di
magistrati faziosi e guidati dall’'odio, dal pregiudizio e dall'invidia - ha detto il presidente dell'Anm
Rodolfo Sabelli -. Sono accuse che respingiamo con fermezza, il solito campionario di insulti, offese e luoghi comuni che sentiamo da tempo".
sulla altezza di Brunetta, non mi esprimo
ma sulla sua sordità, non vi sono dubbi