Ducati : odore di Opa?

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questa è vecchiotta:
Prese di beneficio per Ducati. Il titolo della casa motociclistica romagnola si conferma a metà giornata negativo, cedendo lo 0,85% a 1,047 euro, a fronte di un minimo a quota 1,031 euro. Lo scorso venerdì, l'azione aveva strappato al rialzo del 4% circa in scia all'indiscrezione secondo cui la controllata di Texas Pacific Group (33%) sarebbe nel mirino del colosso Usa, Polaris Industries, interessato a comprare la quota, o parte di essa, detenuta dal fondo statunitense.

Polaris, gigante di Minneapolis quotato a Wall Street, è attivo in diverse aree: non soltanto nel comparto delle due ruote, dov'è presente con il marchio Victory, ma anche nelle moto d'acqua. Inoltre, lo scorso luglio la stessa società ha chiuso un accordo, volto a un'alleanza strategica, per il 24% del gruppo austriaco Ktm Power Sports.

Voci queste, però, non sufficienti a smuovere l'entusiasmo degli analisti. Ubm, che conferma sul titolo il rating di reduce (ridurre nel portafoglio) con un fair value a 0,93 euro, si sofferma piuttosto a guardare i "deboli fondamentali" e la mancata presentazione del nuovo piano industriale della società, tuttora sconosciuto.

Della stessa idea gli analisti di Banca Akros, che hanno tagliato il rating a reduce da hold (tenere nel portafoglio). "Senza un effettivo recupero in termini di volumi, tra l'altro difficile da prevedere sulla base dell'attuale condizione del mercato e del portafoglio prodotti dell'azienda", spiega la banca d'affari milanese, "non ci attendiamo alcun importante miglioramento nei conti della società nei prossimi mesi".

E proprio i conti faranno la differenza in caso di un'eventuale cessione. "I multipli insiti in una potenziale vendita da parte di Tpg", spiega Serge Escudé, analista di Ubm, "non saranno particolarmente alti, visto che durante l'anno Ducati ha generato perdite e che il piano industriale necessario per riavviare la profittabilità non è ancora stato presentato". A questo bisogna aggiungere che "Polaris ha acquistato una quota di Ktm a sconto del 12% rispetto al prezzo di mercato".

Certo, qualora il nuovo acquirente dovesse essere proprio Polaris, allora Ubm non nega che sia "attraente", visto che è un partner industriale. "Senza ombra di dubbio ciò porterebbe un cambiamento nella strategia industriale di Ducati, in virtù di nuovi accordi produttivi e commerciali che potrebbero permettere alla società di guadagnare posizioni competitive".

L'attenzione resta comunque focalizzata sull'eventuale uscita del colosso texano, che potrebbe portare qualche problema. "Per la dismissione del 33% di Tpg", sottolinea sempre Escudé, "il nuovo acquirente sarebbe tenuto a lanciare una scommessa forzata su Ducati e il prezzo richiesto per controllare la quota dovrebbe essere almeno il 20% superiore all'attuale quotazione di mercato".

Nonostante questo appeal, Banca Akros consiglia di rimanere "cauti circa la possibilità che venga lanciata un'Opa sulla società o che venga fatta un'offerta riconoscendo un forte premio rispetto agli attuali prezzi di mercato, viste le deboli performance operative. Inoltre, per rilanciare con efficacia Ducati, il nuovo azionista di riferimento dovrà non solo predisporre un piano industriale credibile, ma anche ricapitalizzare la società tenuto conto della debole generazione di cassa e del livello del debito".
Nicola Capodanno

http://www.milanofinanza.it/news/de...chkAgenzie=TMFI
 
questa è la situazione ieri:
1133684322ducati.gif
 
... e questi sono i miei numeri:
vanno da 1,075 a 1,16
In caso di opa io considero buono 1,15
Okkio alle news che riporto qua sotto e che mi paiono allontanare l'ipotesi dopa
...any comments ??

1133684396ducati021205.gif
 
Sabato 3 Dicembre 2005, 13:23

Ducati:Verso Ritorno In Tricolore Con Cessione A Bonomi/Ansa
(ANSA) - ROMA, 3 dic - Smentito a fine agosto, il passaggio di mano di quasi tutto il pacchetto di azioni Ducati dal Texas Pacific Group alla Investindustrial di Andrea Bonomi sembra invece ora in dirittura d'arrivo. E lo storico marchio motociclistico - sulla cui sella corrono campioni come Loris Capirossi e, dalla prossima stagione, Sete Gibernau - potrebbe tornare ad essere italiano.
Il gruppo Usa ha infatti annunciato di aver siglato un'intesa con la finanziaria di Bonomi per la possibile acquisizione, da parte dei quest'ultima, di "una parte significativa" della propria partecipazione azionaria in Ducati Motor Holding, a un prezzo per azione di 0,85 euro. Si tratta - precisa la nota - di una quota pari a "un'azione in meno rispetto al 30%", mentre il restante circa 3% di azioni Ducati resterebbe nelle mani del Tpg, che "sarà libera di disporre in ogni momento e secondo le modalità da essa discrezionalmente prescelte". Certo, precisa la nota del Texas Pacific Group, l'intesa "non è vincolante", e "si limita a riflettere gli attuali proponimenti delle parti, e non attribuisce alcuna esclusiva ad Investindustrial", ma gli advisor LAzard e Cleary Gottlieb per Tpg, e Mediobanca e Studio Chiomenti per Investindustrial) sono già al lavoro.
Per permettere che l'operazione proceda, infatti, Ducati dovrebbe infatti ottenere - tra l'altro - determinate autorizzazioni da parte delle banche creditrici, sulla base degli accordi di finanziamento in essere, e l'accordo delle banche stesse a ulteriori modifiche, compresa la conversione di parte del debito a breve in debito a medio termine. In particolare, nel marzo scorso Unicredit aveva organizzato un finanziamento di 73,3 milioni di euro per la casa motociclistica bolognese, necessari per il rimborso di precedenti prestiti obbligazionari e finanziamenti bancari.
Meno di un mese fa, nel rendere noti i dati dei primi nove mesi di quest'anno, Ducati ha sottolineato il calo del debito netto della società (sceso a 129,9 milioni, contro i 150,5 del 31 dicembre 2004), parallelo però a un calo dei ricavi (-10%) e delle vendite (-10,5%). "Il quarto trimestre avrà certamente un andamento positivo - aveva però assicurato il presidente e amministratore delegato, Federico Minoli - grazie alla consegna di circa 3.5000 moto Sport Classic ad alto margine già prenotate dai nostri clienti". Ieri, in Borsa, il titolo Ducati ha chiuso a 1,039 euro, in rialzo dello 0,29%. (ANSA).

Sabato 3 Dicembre 2005, 16:15


Ducati: Minoli,Bonomi Partner Auspicato Per Rilancio Azienda
(ANSA) - MILANO, 3 DIC - L'intesa di principio siglata da da Texas Pacific Group per il passaggio del 30% della casa motociclistica bolognese al fondo Investindustrial Holdings, strappa commenti positivi ai vertici della Ducati, che definiscono la società guidata da Andrea Bonomi come "il partner sempre auspicato" in una ottica di sviluppo del gruppo. "Investindustrial - ha spiegato in una nota il presidente e ad della Ducati, Federico Minoli - è il partner che avevamo sempre auspicato per il rilancio dell'azienda. Il passaggio di quote garantisce quelle certezze di cui Ducati ha bisogno per proseguire nella sua crescita e nel raggiungimento dei traguardi che le spettano".
L'intesa, ha aggiunto ancora, "é sottoposto all'approvazione delle Banche della Ducati. Lavoreremo con tutte le nostre banche di riferimento sotto la guida di Unicredito (Milano: UC.MI - notizie) Banca Mobiliare per concluderla efficacemente e nel più breve tempo possibile. Ci aspettiamo di operare con tranquillità e armonia - ha concluso Minoli - condividendo sforzi e soddisfazioni con i nostri partner appassionati e orgogliosi del successo della moto Italiana nel mondo".(ANSA).
 
Ducati: Tpg, preliminare per cessione con Investindustrial: 0,85 euro il prezzo e niente opa
(04/12/2005 20.38.54)

MILANO (Finanza.com) - Dopo una serie di smentite arriva l’accordo, che seppur preliminare e “non vincolante”, dovrebbe portare il 30% meno una azione di Ducati sotto il cappello di Investidustrial di Andrea Bonomi. Il fondo americano Texas Pacific Group (Tpg), proprietario del 33% circa delle azioni e intenzionato a passare la mano da tempo, ha infatti siglato l’intesa che prevede di cedere gran parte del pacchetto (ma si resterebbe sotto la soglia di opa obbligatoria) in proprio possesso ad un prezzo pari a 0,85 euro per azione. Delle azioni che resterebbero ancora in mano a Tpg, precisa una nota del fondo, il venditore “sarà libero di disporre in ogni momento e secondo le modalità da esso discrezionalmente prescelte”. La parola ora passa alle banche creditrici (in testa Unicredito assistita dalla controllata Ubm), che avranno voce in capitolo nel perfezionamento dell’accordo in quanto dovranno rinnovare i debiti in scadenza. Per il fondo americano, assistito nella trattativa da Lazard e Cleary Gottlieb, non sarebbe stato però l’affare del secolo: secondo quanto risulta a Finanza.com infatti le azioni sarebbero in carico a 0,8 euro. Ma l’importante era probabilmente uscire della società bolognese che ha bisogno di risorse fresche per il rilancio.
 
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