Enel, dal capital market day target più alti su utili e dividendo
E' quanto si aspettano dal capital market day del 22 novembre gli analisti di Berenberg che hanno alzato stime e target price (a 4,50 euro) sul titolo, in spolvero in borsa dopo che si è conclusa con successo la complicata e lunga riorganizzazione del business in America Latina
di
Francesca Gerosa
Enel, dal capital market day target più alti su utili e dividendo - MilanoFinanza.it
Il titolo
Enel avanza dell'1,33% a quota 3,972 euro in borsa dopo che si è conclusa con successo la complicata e lunga riorganizzazione del business in America Latina. Scaduti, infatti, i termini per il diritto di recesso, si sono verificate le condizioni sospensive per la conclusione dell'operazione. La fusione tra Endesa Americas e Chilectra Americas (ultimo step della riorganizzazione) si è quindi conclusa grazie ai bassi diritti di recesso esercitati nei limiti dell'offerta. Si è conclusa anche l'opa sulle minoranze di Endesa Americas i cui risultati saranno comunicati nei prossimi giorni.
"Si tratta di una notizia positiva per
Enel che porta a casa un'operazione davvero complessa", commentano gli analisti di Equita, "che consentirà risparmi nei prossimi anni per 400-500 milioni di euro, una maggiore visibilità dell'equity story del gruppo, benefici sul rifinanziamento, soprattutto per gli asset cileni, e un maggiore efficientamento della struttura fiscale visto che non ci sarà più una doppia tassazione. Confermiamo la nostra visione positiva sul titolo: buy con un target price a 4,7 euro".
Dunque "il processo di riorganizzazione in America Latina sta procedendo come atteso. L'esito positivo di questo processo rappresenta un aspetto fondamentale dell'equity story di
Enel ", concordano gli esperti di Banca Akros che hanno ribadito il rating accumulate e il target price a 4,50 euro su
Enel , target price che Berenberg, in un report datato ieri ma reso noto oggi, ha alzato da 4 a 4,50 euro, dopo aver ritoccato le stime di ebitda (14,9 miliardi di euro quest'anno dai 15,297 miliardi del 2015), ebit (9,131 miliardi quest'anno dai 7,685 miliardi del 2015), eps (0,31 euro per azione quest'anno, in linea con il passato esercizio) e dividendo (0,17 euro per azione sul bilancio 2016, 0,16 euro sul bilancio 2015).
Se le nuove stime di Berenberg sono in linea con quelle del consenso per quest'anno, a livello di eps per gli anni dal 2017 al 2019 sono del 5%/9%/18% al di sopra di quelle del consenso e quelle sul dividendo del 6%/10%/14% al di sopra di quelle del consenso. In attesa del capital market day del prossimo 22 novembre,
il broker ha confermato il rating buy su Enel perché se è vero che l'utile per azione del colosso energetico è in calo da sette anni: dal 2009 al 2015 l'eps si è ridotto del 66% "crediamo che il ciclo sia ormai giunto al termine e prevediamo un tasso di crescita medio annuo dell'eps dell'8% nel periodo 2016-2020".
Eppure l'azione in borsa langue, tratta su multipli al minimo storico: scambia infatti a un p/e 2016 a sconto del 25% rispetto al settore, anche se
Enel ora offre un tasso annuo di crescita dell'eps che è il doppio di quello del settore (4%). E "ci aspettiamo un trend simile per i dividendi", aggiungono gli analisti di Berenberg che nel loro scenario migliore (blue-sky) valutano
Enel a 5,64 per azione, il che implica un potenziale rialzo del 43% rispetto al prezzo attuale, mentre nello scenario peggiore (black-sky) la valutazione è pari a 3,36 euro ma implica solo un ribasso del 15% rispetto alla quotazione attuale.
Per quanto riguarda la nuova guidance 2015-2020 che verrà presentata da
Enel il prossimo 22 novembre, gli analisti di Berenberg si aspettano obiettivi a livello di eps e dividendo più elevati alla luce di una maggiore riduzione dei costi, una migliore visibilità sulle opportunità del business retail in Italia e del miglioramento delle prospettive per quanto riguarda le materie prime. Per questo hanno alzato le loro previsioni di utile per azione del 3-9% per il periodo 2017-2019 (a 0,34 euro, a 0,39 euro e a 0,43 euro per azione). Questo è in netto contrasto con il calo degli ultimi sette anni dell'eps dal 2008.
Ora il dividendo è visto a 0,21 euro nel 2017 (0,17 euro la stima sul bilancio 2016), a 0,25 euro nel 2018 e a 0,28 euro nel 2019. Gli analisti di Berenberg hanno alzato l'obiettivo di riduzione dei costi a partire da 1 miliardo nel periodo 2014-2019 a 1,2 miliardi entro il 2020 (cioè 1 miliardo nel 2016-2020), questo vale il 6% del margine operativo lordo.
"Se nel 2015 e nel 2016
Enel si è concentrata sull'ottimizzazione della struttura societaria, mettendo l'America Latina sotto il suo diretto controllo, ora il management può concentrarsi sull'ottimizzazione dell'efficienza", prosegue l'analisi della banca d'affari secondo cui anche la liberalizzazione del business retail potrebbe essere uno stimolo: "Ci aspettiamo che la quota di mercato dell'85% di
Enel scenda al 50% entro il 2019 visto che il mercato retail italiano diventerà completamente liberalizzato nel 2018. Ma ciò dovrebbe comunque consentire a
Enel di veder crescere l'ebitda del business retail dal momento che i margini liberalizzati sono il doppio di quelli regolamentati".