giuseppe.d'orta
Forumer storico
Agli obbligazionisti Finmatica e Finmek clienti del gruppo Intesa stanno pervenendo lettere che annunciano l'avvio di tavoli di conciliazione sui titoli posseduti. I dettagli sono disponibili anche nel sito della banca a questa pagina.
Intesa prevede risarcimenti fino ad un massimo del 60% e risarcimenti totali solo per dimostrate difficoltà economiche del cliente.
Secondo tale impostazione, come sempre avviene nelle conciliazioni, la banca non assume le responsabilità del proprio operato ma viene incontro ai clienti, facendo loro un favore. Altrimenti non si spiega come mai preveda il rimborso del 100% solo a chi non ha un euro in tasca e non anche nei casi, e non sono pochi, di vendita effettuata in maniera contraria alla normativa.
I tavoli di conciliazione sono un'enorme presa in giro, come da tempo ripetiamo: http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=108420
Nell'articolo riportato sono pubblicati i risultati (all'epoca parziali) delle conciliazioni che proprio Intesa aveva fatto per altre emissioni finite in default come Parmalat. Come si può leggere, Intesa ha complessivamente risarcito meno della repubblica Argentina.
Aduc non ha mai partecipato a nessuna conciliazione perché l'impostazione è sbagliata: oltre a prevedere che la banca non abbia responsabilità, è assurdo sedersi a quel tavolo per fare gli interessi degli investitori e poi prendere soldi proprio dalla Banca! In questo specifico caso, poi, ci sono delle altre considerazioni da fare:
- Nell'elenco delle associazioni ne vediamo alcune che avevano abbandonato i precedenti tavoli con la banca definendoli inutili. Evidentemente hanno cambiato idea, eppure il tavolo è impostato come i precedenti.
- Anche questa volta non c'è scritto da nessuna parte quanti soldi Banca Intesa elargirà alle associazioni che partecipano ai tavoli e che dovrebbero fare gli interessi dei clienti.
La proposta di conciliazione è un'evidente esca: il cliente guarda al 60% come un'ipotesi concreta, aggiunge le cedole incassate nel tempo (errore, perché quelle remuneravano il rischio, ed anche poco rispetto al giusto) e crede di poterne uscire con una bella fetta del capitale investito. Il 60% non lo vedrà quasi nessuno (il 100%, poi, è quasi un miraggio), ad altri sarà proposto il 20%-30% e tantissimi saranno i casi respinti dal tavolo "perché la documentazione dimostra che la banca ha agito come prescritto dalle leggi". Ancora: quasi certamente, le procedure fallimentari Finmatica e Finmek non risarciranno nulla agli obbligazionisti, quindi il fatto che l'obbligazione resti al cliente (salvo i casi di rimborso al 100%) sarà con ogni probabilità inutile.
Le conciliazioni, fatte bene, sono un ottimo strumento per evitare i tribunali ma, quando ad esempio Aduc ha proposto al MPS di fare conciliazioni presso le Camere di Commercio, MPS non ha mai accettato. Le banche desiderano avere a che fare dei "paladini degli investitori" da loro stesse pagati, e non esperti indipendenti: ecco tutto.
Ai clienti che volessero tentare la conciliazione (anche se costretti a pagare la tessera al "paladino" presente al tavolo: altra cosa che Aduc non impone mai a nessuno), suggeriamo di sottoporci la proposta per un parere prima di decidere se accettarla o meno. Ascoltarci non vi costa nulla.
Gli elementi per vedere le responsabilità di Intesa (e non solo Intesa, ricordiamo) su Finmek ci sono, eccome:
- Obbligazioni emesse in evidente conflitto di interessi.
- Collocamento al pubblico nonostante non ci fosse un prospetto informativo, e addirittura spesso effettuato mostrando ai clienti un documento pubblicitario interno.
- Anche non aver informato sull'amministrazione straordinaria di Finmek, avvenuta molti mesi prima della scadenza del titolo, costituisce negligenza.
- I singoli casi, poi, possono presentare altre motivazioni: mancata segnalazione del conflitto di interessi, mancata segnalazione dell'inadeguatezza dell'operazione, a volte errori formali nei documenti previsti dalla legge.
Ricordiamo, infine, le nostre iniziative a tutela dei danneggiati
Finmatica: http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=100281
Finmek: http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=113545
Intesa prevede risarcimenti fino ad un massimo del 60% e risarcimenti totali solo per dimostrate difficoltà economiche del cliente.
Secondo tale impostazione, come sempre avviene nelle conciliazioni, la banca non assume le responsabilità del proprio operato ma viene incontro ai clienti, facendo loro un favore. Altrimenti non si spiega come mai preveda il rimborso del 100% solo a chi non ha un euro in tasca e non anche nei casi, e non sono pochi, di vendita effettuata in maniera contraria alla normativa.
I tavoli di conciliazione sono un'enorme presa in giro, come da tempo ripetiamo: http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=108420
Nell'articolo riportato sono pubblicati i risultati (all'epoca parziali) delle conciliazioni che proprio Intesa aveva fatto per altre emissioni finite in default come Parmalat. Come si può leggere, Intesa ha complessivamente risarcito meno della repubblica Argentina.
Aduc non ha mai partecipato a nessuna conciliazione perché l'impostazione è sbagliata: oltre a prevedere che la banca non abbia responsabilità, è assurdo sedersi a quel tavolo per fare gli interessi degli investitori e poi prendere soldi proprio dalla Banca! In questo specifico caso, poi, ci sono delle altre considerazioni da fare:
- Nell'elenco delle associazioni ne vediamo alcune che avevano abbandonato i precedenti tavoli con la banca definendoli inutili. Evidentemente hanno cambiato idea, eppure il tavolo è impostato come i precedenti.
- Anche questa volta non c'è scritto da nessuna parte quanti soldi Banca Intesa elargirà alle associazioni che partecipano ai tavoli e che dovrebbero fare gli interessi dei clienti.
La proposta di conciliazione è un'evidente esca: il cliente guarda al 60% come un'ipotesi concreta, aggiunge le cedole incassate nel tempo (errore, perché quelle remuneravano il rischio, ed anche poco rispetto al giusto) e crede di poterne uscire con una bella fetta del capitale investito. Il 60% non lo vedrà quasi nessuno (il 100%, poi, è quasi un miraggio), ad altri sarà proposto il 20%-30% e tantissimi saranno i casi respinti dal tavolo "perché la documentazione dimostra che la banca ha agito come prescritto dalle leggi". Ancora: quasi certamente, le procedure fallimentari Finmatica e Finmek non risarciranno nulla agli obbligazionisti, quindi il fatto che l'obbligazione resti al cliente (salvo i casi di rimborso al 100%) sarà con ogni probabilità inutile.
Le conciliazioni, fatte bene, sono un ottimo strumento per evitare i tribunali ma, quando ad esempio Aduc ha proposto al MPS di fare conciliazioni presso le Camere di Commercio, MPS non ha mai accettato. Le banche desiderano avere a che fare dei "paladini degli investitori" da loro stesse pagati, e non esperti indipendenti: ecco tutto.
Ai clienti che volessero tentare la conciliazione (anche se costretti a pagare la tessera al "paladino" presente al tavolo: altra cosa che Aduc non impone mai a nessuno), suggeriamo di sottoporci la proposta per un parere prima di decidere se accettarla o meno. Ascoltarci non vi costa nulla.
Gli elementi per vedere le responsabilità di Intesa (e non solo Intesa, ricordiamo) su Finmek ci sono, eccome:
- Obbligazioni emesse in evidente conflitto di interessi.
- Collocamento al pubblico nonostante non ci fosse un prospetto informativo, e addirittura spesso effettuato mostrando ai clienti un documento pubblicitario interno.
- Anche non aver informato sull'amministrazione straordinaria di Finmek, avvenuta molti mesi prima della scadenza del titolo, costituisce negligenza.
- I singoli casi, poi, possono presentare altre motivazioni: mancata segnalazione del conflitto di interessi, mancata segnalazione dell'inadeguatezza dell'operazione, a volte errori formali nei documenti previsti dalla legge.
Ricordiamo, infine, le nostre iniziative a tutela dei danneggiati
Finmatica: http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=100281
Finmek: http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=113545