Lo store Coin in piazza 5 Giornate a Milano
Coin, obiettivo raggiunto, comunque vada
Dovrebbe essere, secondo quanto si sente nei corridoi della moda, alle ultime battute la vendita del gruppo
Coin. È dallo scorso settembre che il fondo
Pai è in trattative e dopo aver escluso Carlyle e Cvc in questi giorni tratta in esclusiva con il fondo
Bc Partners.
Non c'è che dire, Pai che detiene il 69 per cento del department store italiano, ha fatto un buon lavoro di restyling in questi ultimi anni. I risultati non erano così scontati, visto che in genere i fondi, soprattutto nella moda e nel design sono criticatissimi per gli scarsi risultati che raggiungono, non avendo competenze di settore e know how industriale.
Pai si è mosso bene già da quando agli inizi ha venduto
Fnac per fare cassa e partire con un forte restyling di Coin, prima nei negozi di Milano e Roma e poi in provincia. Alla guida del gruppo è stata messa la persona giusta al posto giusto,
Stefano Beraldo, uomo di marketing e comunicazione, il quale è riuscito a fare operazioni che hanno ribaltato come un guanto Coin. Così come è stato fatto con Bon Marchè a Parigi, anche Coin è diventato un department store molto
cool, in netto distacco dall'immagine vecchia e polverosa che aveva qualche anno fa.
Coin è diventato un posto "giusto" per comprare
accessori,
food,
bellezza e anche
design. Il building in piazza Cinque Giornate, a Milano, è un segno architettonico che ha reso glamour la piazza.
L'operazione di upgrade è riuscita anche con
Ovs. Le ultime due campagne affidate agli scatti di
Scott Schuman hanno contribuito ad alzare ancora di più l'immagine del grande magazzino, unica realtà italiana a sfidare colossi stranieri che hanno colonizzato lo stivale come
H&M,
Zara,
Gap e
Banana Republic. Si può discutere su chi faccia collezioni più o meno trendy, copiando meglio le tendenze di stagione, ma di sicuro in quanto a tipologia di prodotto sono sullo stesso livello e l'aspirazionalità di marchio raggiunta con queste ultime campagne non ha nulla da invidiare ai concorrenti stranieri.
Insomma,
chapeau a Pai che ha saputo mettere un bel vestito al gruppo Coin, facendo arguire che, vendendolo, farà un buon affare. Ultima considerazione, i department store italiani negli ultimi anni hanno fatto passi da gigante.
Vittorio Radice alla
Rinascente e Stefano Beraldo da Coin li hanno resi molto glamour e appetibili. Poco da invidiare a quelli internazionali, no?
di
Rosa Tessa
(15:31 - 02 feb 2011)