i terùn sono RICCHI

ma come è possibile che un paese che PRETENDE di essere tra i + industrializzati al mondo .....pensi ancora agli acquedotti che mancano al sud oppure le ferrovie che mancano nella Sicilia......dico e ripeto Sicilia...regione non periferica x dimensione ed importanza malgrado le problematike che l' affliggono, se uno mi parlasse della basilicata o del molise...evvabbè direi :rolleyes: ........

Insomma una Italia spaccata in 2 dall' origine, il nord trainante che non traina + pressato sia dall' aumento della concorrenza internazionale che dall' incapacità di una corretta programmazione della sua classe dirigente....
Emblematico da me in Piemonte non è solo la crisi Fiat che, ormai mè compreso, ha già rotto i maronia tutti ( anke a Maroni :D scusate il prì pro quo) ma soprattutto la crisi del distretto tessile del Biellese, uno dei + importanti d europa sta andando a gambe all' aria...........



conoscete la storia della erigenda macroarea del nord ovest? se no ,ve la racconterò avendo le mani in pasta e come dovrebbe venire fuori l' Italia di domani........assai allarmante x alcune regioni :(
 
Driver ha scritto:
..............Secondo voi l'impulso all'economia come lo si dà?.............

Facendo, in primis, le opere che senza le quali le "grandi opere" verrebbero ad essere in gran parte vanificate. Mi riferisco, nel caso della Sicilia, ad acquedotti, fonti energetiche, viabilità interna che sono assolutamente carenti tanto da far ritenere la nostra bellissima penisola in costante "emergenza", ......e queste non sono considerazioni personali del sottoscritto.
Driver :ciao:

No, sbagli, e sei poco informato. Il Ponte fa parte di Corridoio 1 e comprende molte altre infrastrutture. Di fonti energetiche la Sicilia non ha bisogno, perchè è autosufficiente da questo punto di vista.
Anche la viabilità interna, così come il rimodernamento delle Ferrovie (che poi vuol dire TAV) e legata al Ponte, cioè a Corridoio 1.
Sull'acqua: non manca, ci son gli invasi strapieni, non sappiamo più dove metterla, e per quanto riguarda la distribuzione, che aveva grosse carenze, ma a macchie di leopardo, è già in atto una riorganizzazione che porterà le bollette a triplicarsi entro l'estate, notizia certa ( :D )

Guarda che la propaganda anti infrastrutture, Tav e Ponte, racconta un sacco di bugie (e qualche verità), sul Mose non mi pronuncio percè è troppo tecnico, e comunque lì non c'è una concorrenza internazionale tesa a fregarci, come per i primi due.
 
nic.73 ha scritto:
tontolina ha scritto:
sharnin ha scritto:
La mò ha scritto:
tontolina ha scritto:
Il Nord vivrà una lunga crisi di deindustrializzazione, dalla quale certamente uscirà, ma non sappiamo né come né quando né a quale prezzo. E il Centro? Marcherà i suoi punti di forza basati sulla qualità della vita, svilupperà la sua vocazione di paradiso per gli europei di terza età, o magari assisterà davvero al miracolo di una Roma postindustriale (e postburocratica) efficiente, capace tra l’altro di gestire crescenti flussi turistici. Basta questo, per un futuro decente? Certamente no. Ma c’è poco altro da sperare, affidandosi solo alle tendenze spontanee, senza una capacità di governo politico.


bene il prossimo core business sarà aprire ospizi :V , incentivare le sagre del raviolo e dell' agnolotto ( di cui ne sono grandissimo estimatore nonchè grande fruitore :p )...............insomma accentuiamo la vocazione del popolo rappresentato da pizza e mandolino :rolleyes: , cmq l' emblema di sto discorso è Torino....venite gente venite nella città olimpica a vedere le facce della gente nei mercati rionali.... :down: ........oppure nelle strade, si nota la differenza fra i ceti ormai al primo sguardo......caratteristica dei paesi del terzo mondo.....

e chiudo qui :-o

Lasciamo perdere Berlusconi che non lo sopporto, ma le grandi opere pubbliche sono sempre state un incentivo per l'economia, e anche per l'innovazione in parte, qui adesso invece abbiamo i no-tutto che cercano di spingerci verso il terzo mondo.
Secondo voi l'impulso all'economia come lo si dà?

ci siamo già nel 3° mondo
hai letto bene?
La Mò conferma che pure nel NORD-Ovest la genta comincia a stringere la cintura.....

per fortuna c'è la CARITAS che a volte offre un piatto caldo




Finchè tutti continuano a dire che la Cina è un'opportunità, non vedo come si possa uscire dalla spirale in cui siamo intrappolati. Un po' meno spazzatura degli occhi a mandorla sul mercato e forse le cose si potrebbero raddrizzare.

La Cina è un'opportunità per le m.nazionali che ci vanno a produrre. Come fai a impedirglielo?
 
La mò ha scritto:
ma come è possibile che un paese che PRETENDE di essere tra i + industrializzati al mondo .....pensi ancora agli acquedotti che mancano al sud oppure le ferrovie che mancano nella Sicilia......dico e ripeto Sicilia...regione non periferica x dimensione ed importanza malgrado le problematike che l' affliggono, se uno mi parlasse della basilicata o del molise...evvabbè direi :rolleyes: ........

Insomma una Italia spaccata in 2 dall' origine, il nord trainante che non traina + pressato sia dall' aumento della concorrenza internazionale che dall' incapacità di una corretta programmazione della sua classe dirigente....
Emblematico da me in Piemonte non è solo la crisi Fiat che, ormai mè compreso, ha già rotto i maronia tutti ( anke a Maroni :D scusate il prì pro quo) ma soprattutto la crisi del distretto tessile del Biellese, uno dei + importanti d europa sta andando a gambe all' aria...........



conoscete la storia della erigenda macroarea del nord ovest? se no ,ve la racconterò avendo le mani in pasta e come dovrebbe venire fuori l' Italia di domani........assai allarmante x alcune regioni :(

Appunto. La Sicilia, col Ponte - che vuo dire Corridoio 1 - riparte.
 
pagina uscita a caso :sad:

posto nà gnokka va
1138217911donne04.gif


:p
 
Grazie per questo post straordinariamente interessante, che ho subito mandato alla mia lista di amici, spero non ti dispiacerà. :)

Qui si tratta di una coperta corta da tirare sia a livello italiano che a livello europeo.
E' inquietante a livello politico anche perché ricorda un certo progetto (un po' superato per la verità) dell'anglo-olandese Club 1000 di spezzettamento dell'Italia.
Poi bisogna vedere quanto questi settori - aerospaziale, ict, chimica, navale, tessile, meccanico - reggerebbero la concorrenza internazionale (leggi asiatica).
Etc.

Spero che si apra la discussione.
 
Famiglie italiane sempre
più povere e indebitate

E' il quadro che emerge dal "Rapporto Italia 2006" dell'Eurispes, secondo cui per il 58% degli italiani i soldi a propria disposizione non bastano ad arrivare a fine mese. Nel 2005 il credito al consumo è salito del 23%.


MILANO. Le famiglie italiane sono più povere e più indebitate. E' il quadro che emerge dal "Rapporto Italia 2006" dell'Eurispes. "Le famiglie italiane - sottolinea la ricerca - hanno sperimentato nel 2005 una rilevante riduzione del proprio potere di acquisto, un fenomeno che si protrae ormai dal 2001. Infatti, sul fronte dei consumi familiari in soli 12 mesi il credito al consumo ha avuto una crescita del 23,4%, pari quasi a 47 miliardi di euro nel 2005, accentuando una tendenza già manifestata negli anni passati". All'impennata dell'indebitamento delle famiglie, sottolinea l'Eurispes, "non si è riscontrata un altrettanto visibile crescita dei consumi pro capite che hanno segnato, nell'ultimo biennio, incrementi modesti nell'ordine dell'1% annuo". Per il 58% degli italiani, "i soldi a propria disposizione non bastano ad arrivare a fine mese".
Le famiglie, rileva l'Eurispes, ricorrono al credito al consumo "soprattutto per far fronte ai bisogni essenziali, cure mediche e specialistiche, automobili, elettrodomestici, servizi per la casa, piuttosto che per acquistare beni e servizi voluttuari quali, ad esempio, viaggi e vacanze". E si sta diffondendo "sempre più la pratica di credito al consumo per l'acquisto di beni di prima necessità come quelli alimentari". L'indebitamento delle famiglie, secondo l'Eurispes, "continuerà a crescere non per alzare la quantità e la qualità dei consumi ma per riuscire a mantenere il vecchio, dignitoso livello di vita". L'impoverimento ha modificato gli stili di vita: tagli a spese per il tempo libero (61,5%) e per viaggi e vacanze (64%) ma anche spese destinate a regali (72%) o ai pasti fuori casa (oltre il 66%).

L'inflazione, stima l'istituto, nel periodo 2001-2005 è cresciuta complessivamente del 23,7% con una perdita del potere di acquisto delle retribuzioni pari al 20,4% per gli impiegati, al 14,1% per gli operai, al 12,1% per i dirigenti e all'8,3% per i quadri. Anche nel 2006, l'elevato costo della vita, attribuito da circa un italiano su quattro all'abuso da parte dei commercianti sull'aumento dei prezzi, rileva l'Eurispes, si conferma in cima alla graduatoria dei problemi che affliggono gli italiani.

Aumentano,inoltre, secondo stime dell'istituto, le famiglie povere e a rischio povertà: 5,2 milioni di nuclei familiari, circa il 23% delle famiglie italiane e più di 15 milioni di persone, di cui 3 milioni minori di 18 anni.
Analizzando la distribuzione della ricchezza in Italia, l'Eurispes ricerca i nuovi ricchi nei settori finanziario, assicurativo, immobiliare e dei servizi alle imprese: medi e grandi azionisti, brokers e consulenti delle società finanziarie e assicurative, medie e grandi azionisiti delle società di telefonia fissa e mobile, concessionari e rivenditori di servizi telefonici, ma anche commercianti all'ingrosso e al dettaglio, titolari di centri estetici e beauty farm, avvocati e consulenti del settore finanziario, dentisti, commercialisti. Tra chi ha perso ci sono piccoli risparmiatori, piccolo artigianato e piccola distribuzione, i piccoli e medi imprenditori agricoli, operatori dello spettacolo.



http://letterafinanziaria.repubblica.it/index.jsp?s=primo_piano&l=dettaglio&id=45222
(27 gennaio 2006)
 

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