Nessun esperto di opzioni? per i pigri riporto la strategia
“La SEC indaga su Goldman Sachs per frode”. Uscita la notizia, torna la paura sui mercati finanziari, proprio mentre stavano per chiudere la settima settimana consecutiva al rialzo andando a testare i massimi precedenti al crollo provocato dal default Lehman Brother’s.
La notizia potrebbe essere un pretesto per far rifiatare i mercati che, dall’8 febbraio in poi avevano iniziato a salire senza sosta. L’s&p 500 infatti nel periodo considerato ha messo a segno un rialzo del 15% con il settore bancario a +26%. La volatilità era scesa sui minimi a 18 mesi ma è bastata la news sull’inchiesta Goldman a farla balzare immediatamente.
Lo scenario finanziario internazionale continua ad essere molto incerto ed il probabile incremento di volatilità nelle prossime settimana rende particolarmente attraente l’investimento in opzioni.
Andiamo ad analizzare l’indicatore PUT/CALL RATIO, indicatore che evidenzia il rapporto tra opzioni call e opzioni put. Nell’ultima settimana il rapporto è pari a 0,70 dunque ogni 100 opzioni call acquistate ne sono state comprate 74 put. Il risultato farebbe presagire una possibile inversione del trend.
Quale sottostante scegliere? I bancari dopo il rialzo senza sosta degli ultimi 2 mesi potrebbero registrare un’elevata volatilità. In particolare, questa settimana saranno molteplici banche (Citigroup e Goldman Sachs su tutte) a presentare i rendiconti trimestrali. L’influenza sul comparto europeo sarà come di consueto molto elevata provocando un sostanziale incremento di volatilità.
Tra i possibili sottostanti, Unicredit e Banco Popolare sono quelli a nostro avviso più interessanti. Unicredit dopo i conti annuali sopra le stime degli analisti ed il ritorno al dividendo monetario (lo scorso anno fu distribuito in azioni) è la preferita da molti broker e quindi potrebbe muoversi in maniera molto nervosa nel caso di storno, spinta al rialzo dal sentiment degli analisti positivi sul titolo e pronti ad accumulare nei momenti di debolezza e al ribasso dal trend.
Per Banco Popolare discorso simile. L’A.D. Saviotti ha annunciato stime sul 2010 migliorative rispetto all’anno 2009 ed il titolo nelle prossime settimane potrebbe ottenere giudizi positivi dalle banche d’affari. Di contro, la vena rialzista dovrà contrastare con il possibile ritracciamento dei mercati.
Quale strategia adottare? E’ il momento della Long strangle
Quella dello storno rimane tuttavia soltanto un’ipotesi in attesa di conoscere la direzione nel breve periodo dei mercati, che sarà con ogni probabilità condizionata dagli sviluppi sull’inchiesta.
La Long Strangle è la strategia migliore in tal senso in quanto consente di operare “coperti” sul mercato. Come mettere in atto la strategia? La long strangle è l’acquisto sia di una opzione call sia di una opzione put con medesima scadenza sullo stesso sottostante. Ipotizziamo di acquistare 100 opzioni call e 100 opzioni Put con sottostante Unicredit. Cosa succederà? Se le quotazioni di Unicredit nel periodo considerato dovessero incrementarsi molto, il profitto che faccio sulla call aumenta a dismisura,ma la perdita che subisco sulla put ad un certo punto si ferma. Se invece il titolo dovesse subire una violenta correzione sarà sulla put che registrerò un gain elevato mentre sulla call perderò al massimo il capitale investito. Registrerò invece una perdita nel caso in cui il titolo dovesse muoversi in maniera molto lenta all’interno di un trading range delimitato.
E’ importante a tal proposito selezionare titoli aggressivi. Ad esempio nel nostro esempio Banco Popolare e Unicredit sono i titoli a più elevato Beta del listino azionario italiano ad alta capitalizzazione (il Ftse Mib). Nello specifico Banco Popolare ha un beta pari a 1,5 e Unicredit a 1,4 questo vuol dire che tendono ad amplificare mediamente rispettivamente al 50% e 40% il movimento del mercato azionario, sia al rialzo che al ribasso. Questo sicuramente, al di là del movimento del mercato, porta valore aggiunto alla nostra strategia.