le famose porte girevole... questo intasca 2 milioni all'anno
Il caso Grilli resta aperto
Non si è ancora sbloccato invece il dossier sul compenso di
Vittorio Grilli. Il cda di Mps ha rinviato ogni decisione sullo
stipendio del presidente di Mediobanca, proposto
tra 1,7 e 2,1 milioni l’anno. Diverse voci nel board senese si sono espresse per una riduzione sostanziale dell’importo, soprattutto alla luce dei compensi più contenuti percepiti dagli ad delle principali banche italiane.
Una nuova riunione è attesa nei prossimi giorni, ma la questione si intreccia con il delicato equilibrio tra governance e strategie industriali. Grilli, scelto da Delfin, è una figura chiave nei nuovi equilibri di Mediobanca, di cui Mps detiene l’86% dopo l’Ops di settembre.
Su Mediobanca divisioni ancora forti tra i soci
Resta aperto anche il capitolo
fusione Mediobanca. Lovaglio promuove un’integrazione completa, con
delisting e la creazione di una nuova società per le attività di private e investment banking. Il progetto, come annunciato in occasione dell’operazione, punta a generare
700 milioni di sinergie e ad acquisire il pieno controllo della partecipazione in Generali (13,2%).
L’azionista
Francesco Gaetano Caltagirone, come riferisce il Sole 24 Ore, si opporrebbe alla fusione, preferendo il mantenimento dell’attuale assetto, che potrebbe valorizzarsi attraverso la riapertura del flottante, garantendo ritorni più immediati per Siena.