NON SO CON PRECiSIONE CIO'CHE VOGLIO,MA HO NITIDA CERTEZZA DI CIO'.......

notizia ufficiale :-o


Banche:Consob,crollo azioni per stoploss
Avviati accertamenti su tonfo azioni a Piazza Affari
24 giugno, 16:48

(ANSA) - MILANO, 24 GIU - Nella tempesta che questa mattina si e' scatenata sui titoli bancari a Piazza Affari, un ruolo importante sarebbe stato giocato dai meccanismi di stop-loss, cioe' da quei sistemi che innescano ordini di vendita automatici dei titoli quando le azioni scendono sotto una determinata soglia di prezzo. E' quanto si apprende da ambienti vicini alla Consob secondo cui gli uffici della Commissione hanno avviato in tempo reale accertamenti sulle anomalie registrate oggi alla Borsa di Milano.

per quella ufficiosa devi rivolgerti a Pilu :D:D


caxxo....se la fanno sotto.......pauraaa....! :eek:

[ame=http://www.youtube.com/watch?v=dbzxV987kxs]YouTube - ‪Io Non Ho Paura - Fabio De Luigi Blu Notte‬‏[/ame]
 
BAHHHHHHHHHH

Milano -Mentre le Borse europee proseguivano la seduta in rialzo Milano è piombata nel panico per mezz’ora a causa di una raffica di vendite che ha interessato il comparto bancario. Londra, Francoforte e Parigi guadagnano quasi un punto percentuale, mentre piazza Affari perde circa lo 0,80 per cento. A livello continentale l’indice paneuropeo Stoxx 600 avanza dello 0,50 per cento.
Quella mezz'ora di panico Difficoltà a superare gli stress test ue, due grossi ordini in vendita da hedge fund, errori nell’immissione degli ordini: il terremoto dei bancari italiani in borsa raccoglie un’ampia gamma di rumors nelle principali sale operative milanesi e londinesi. Le spiegazioni appaiono comunque ipotesi e interpretazioni dopo il crollo, nessuno sembra avere certezze. Unico punto fermo: il crollo dei titoli è partito sul titolo Unicredit con importanti pacchetti di azioni in vendita che hanno trascinato il titolo a quota 1,314 euro, i minimi dall’aprile 2009. Le Unicredit, ancora in asta di volatilità dalle 12,36, dopo un breve rimbalzo cedono ancora l’8% a 1,327 euro. A ruota sono scivolate le altre banche con intesa sanpaolo che ha perso oltre il 7%, toccando un minimo a 1,654 euro, e bpm che ora perde il 3,6%. "Ci sono rumors di una difficoltà per alcuni istituti, i principali - spiega un trader - a superare i prossimi stress test ue: qualcuno ipotizza la necessità di altre ricapitalizzazioni". "Non c’è assolutamente nessuna notizia su fondamentali - aggiungono da una sala londinese - si ipotizza anche un electronic trading impazzito o un errore nell’immissione degli ordini". "Un paio di grossi ordini da hedge su Unicredit hanno innescato tutto", commenta un altro. Sui bancari italiani aleggia comunque il malumore legato alla possibile revisione dei rating da parte di Moody’s che ha metto sotto osservazione 16 istituti italiani.
 
Per la prima volta in 2 anni, lo Spread con i titoli di stato tedeschi supera i 210bps, complice un settore bancario partcolarmente debole per effetto di rumors (forse qualcosa di più) di problemi per la nostra banca più importante, Unicredit. Come sempre accade in questi casi c’è anche chi parla nel solito, imminente declassamento dell’Italia, tutto può essere nella guerra finanziaria che gli Stati Uniti hanno dicchirato al mondo intero nella speranza di ottenere una briciola di liquidità sui loro titoli di stato alla fine del Qe2.
Il Governo Italiano ora deve assolutamente adoperarsi per fare velocemente la finanziaria da 45mld in 3 anni che il mercato si aspetta. Se permette, sarebbe anche l’ora che l’italia la smetta di fare deficit. Forse non tutti se ne sono accorti, ma fra i paesi della zona euro (solita Germania a parte) l’Italia è l’unica a potere centrare questo obbiettivo con uno sforzo relativamente leggero. La Francia ad esempio per tornare in pareggio dovrebbe fare una manovra da quasi 100mld di euro.
La nostra “insider” Imperatrice Oscura ci Informa dello stato dell’arte sul tavolo di Giulio Tremonti:
Manovra da 43/45 mld. Le indiscrezioni prendono forma
Operativamente: Rischio Calcolato reputa un eventuale forte discesa dei prezzi dei titoli di stato una occasione di acquisto. (Spread con il Bund nel range di 275/325 bps, rendimenti almeno al 6% sulle scadenze a 10 anni).
 
Milano - Piazza Affari chiude male una seduta volatile, successivamente a guadagni superiori all'1% durante la mattinata, verso mezzogiono l'indice e' stato investito da un'improvvisa ondata di sell su tutti i titoli bancari, virando cosi' in territorio negativo e arrivando a perdere fino a -1,7% e chiudendo a -1,61%. Unicredit sui minimi e' crollata -8,9%, Intesa -7,5%.

In pratica, le quotazioni di banche, assicurazioni e comparti collegati sono tornate ai livelli della primavera 2009, quando partì il lungo rally post-crisi finanziaria.

La maggioranza degli operatori ha attribuito il nuovo, improvviso scivolone alle parole di Josè Manuel Gonzalez-Paramo: il membro del board Bce ha detto che la crisi del debito della zona euro è tutt'altro che finita.
La rottura di alcuni livelli chiave, da parte dei titoli bancari, ha innescato vendite automatiche, che hanno fatto precipitare la situazione.

Non mancano, peraltro, fra i trader, quanti riferiscono di voci riguardanti "un'azione di concerto di un gruppo di hedge fund" e un fallimento degli stress test da parte delle banche italiane, rumour, quest'ultimo, smentito da fonti bancarie che hanno seguito i test.

In chiusura, il FTSE Mib ha perso l'1,61%, a 19.154,36 punti; intraday, l'indice ha toccato quota 19.067,84 punti, nuovo minimo dell'anno. Va sottolineato che il FTSE Mib si trova sopra quota 19.000 punti dal 6 luglio 2010. L'AllShare ha lasciato sul terreno l'1,47%, a 19.881,65 punti, dopo essere scivolato sino a 19.832,73 punti; l'indice non scendeva sotto la soglia dei 20.000 punti dall'1 dicembre 2010. Il MidCap ha ceduto l'1,07%, a 22.366,33 punti, dopo aver segnato un minimo di 22.304,84 punti. Volumi per un controvalore di circa 3,2 miliardi di euro.

* Giornata terribile per le banche, barometro del listino milanese. UNICREDIT ha perso il 5,54%, toccando intraday 1,3140 euro, minimo dai livelli dell'aprile 2009.

* In linea INTESA SANPAOLO: -4,26%. Il titolo dell'istituto guidato da Corrado Passera è sceso sino a 1,6540 euro, eguagliando i minimi dell'anno già toccati nei giorni 24 e 25 maggio scorsi, livelli che non venivano visti dal marzo 2009.

* Pesante MEDIOBANCA: -4,06%. Il titolo di Piazzetta Cuccia è peggiorato dopo che una fonte ha riferito che la banca d'affari vede l'utile 2010-2011 attorno ai 500 milioni.

* Sulla stessa lunghezza d'onda le altre banche: BANCO POPOLARE -2,75%, MONTEPASCHI -2,47% e POPOLARE MILANO -2,02%.

* Meglio UBI: -0,94%. Una fonte ha riferito che l'aumento di capitale da 1 miliardo è stato sottoscritto da una quota ben superiore al 90%.

* Fuori dal paniere principale, BANCA INTERMOBILIARE è caduta del 2,99%, CARIGE del 4,05% e CREDITO EMILIANO del 2,1%.

* In affanno anche risparmio gestito e assicurazioni. AZIMUT è scesa del 3,91%, MEDIOLANUM del 2,34% e BANCA GENERALI del 4,03%. GENERALI ha lasciato sul terreno il 2,64%.

* Discorso a parte per FONDIARIA-SAI, che ha guadagnato lo 0,3%. Il titolo della compagnia assicurativa ha rimbalzato dopo il sell-off di ieri, conseguenza dell'annuncio di un aumento di capitale a forte sconto. Altra seduta da profondo rosso, invece, per MILANO ASSICURAZIONI: -12,46%. A picco le azioni di risparmio, che, rispettivamente, hanno ceduto il 7,05% e l'11,43%. PREMAFIN si conferma resistente: +0,67%.

* Tonico l'automotive: in Europa è salito dell'1,54%. Secondo l'interpretazione dei trader, il settore beneficia delle indiscrezioni di stampa sull'intenzione del governo cinese di allentare le restrizioni sull'acquisto di nuovi veicoli. A Milano, PIRELLI ha guadagnato il 2,43% e CAMFIN il 3,23%. Appannate, invece, FIAT (-1,42%), FIAT INDUSTRIAL (-1,16%) ed EXOR (-2,79%). Tra le mid cap, PIAGGIO continua a macinare acquisti: +3,65%.

* Bene il lusso, che, interpreta un dealer, si giova della quotazione di Prada ad Hong Kong e dell'imminente sbarco a Milano di Ferragamo. TOD'S è salita del 2,93%. Fuori dal listino principale, PIQUADRO +2,6%. In nota dedicata al settore, Nomura sottolinea che a maggio le esportazioni sono aumentate del 31,6%.

* Tonica ATLANTIA (+0,63%) nella giornata in cui il Consiglio di Stato francese ha dato ragione al gruppo italiano e al governo di Parigi sul ricorso contro lo stop ad una gara.

* Fra le mid cap, SEAT brillante (+2,78%), grazie alle indiscrezioni di stampa sulla ristrutturazione del debito.

All'indomani della nota di Moody's, che ha messo sotto osservazione 16 banche italiane, hanno pesato sull'indice Ftse Mib soprattutto i crolli delle azioni del settore, con Unicredit che è arrivata a perdere fino al 9% dopo essere stata sospesa, insieme a tutti gli altri titoli del settore, dalle contrattazioni.

Diversi rumor in atto, nessuno confermato: si parla di un imminente taglio del rating sul debito sovrano italiano nel weekend, ma anche dell'impossibilità di qualche banca italiana di superare gli stress test. Ultima indiscrezione: che alle 12 siano scadute alcune opzioni. Ma i gestori affermano: se così è stato, non è avvenuto nei mercati regolamentati. E si parla infine di un errore tecnico nell'emissione degli ordini. Rumors selvaggi sul mercato anche sull'attivita' al ribasso di grossi fondi hedge a New York e Londra.

Di certo i problemi del debito Italia non aiutano, con lo spread Btp/Bund che oggi è salito di nuovo, testando i 214 punti base. I BTP, inoltre, secondo il canale Class Cnbc, sono sotto pressione.

In generale, il comparto bancario in Italia e' stato messo sotto pressione negli ultimi tempi, anche se poi guardando alla tabella delle prove annuali degli istituti finanziari, Intesa e Unicredit hanno perso molto di meno rispetto delle banche Usa (-5% da inizio anno). "La fotografia del 2011 non e' cosi' negativa, considerando aumenti di capitale e dividendi", aveva detto in mattinata a Class CNBC il broker Alessandro Frigerio, di RMJ Sgr.

Ma è vero che la media del core tier one in Europa e' del 10%, mentre per le italiane il livello si attesta intorno al 7-9%, quindi sono ancora meno capitalizzato della media.

Le altre piazze finanziarie europee proseguono invece il trend rialzista (anche se ora cede anche Madrid con un -0,76%), dopo le forti perdite segnate nella giornata di ieri. Rimangono invece positive Parigi (+0,44%), Francoforte (+0,66%) e Londra (+0,64%), che però riducono notevolmente i rialzi della mattinata.

Sul fronte dell'azionario globale si è guardato oggi - ma alla fine queste notizie hanno avuto poca presa sui mercati - , all'accordo raggiunto ieri a Bruxelles a favore degli aiuti alla Grecia. Il nuovo ministro delle Finanze Evangelos Venizelos, nonostante i tanti problemi e' riuscito a strappare di fatto un accordo con Ue e Fmi sulle misure di austerita' quinquennali.

Un'altra buona notizia - ignorata, alla fine - è rappresentata dalle dichiarazioni del premier cinese Wen Jiabao che ha scritto sul Financial Times che gli sforzi della Cina volti a contenere l'inflazione stanno funzionando e che per questo il ritmo di crescita dei prezzi allenterà il passo. A tal proposito, buona la performance in Asia, con la borsa cinese che ha chiuso in rialzo del 3% la settimana, la migliore cinque giorni da novembre.

Ieri i listini del Vecchio Continente erano scesi ai minimi di tre mesi dopo che i dati sulle richieste di sussidio di disoccupazione in Usa hanno aumentato l'incertezza sulla solidita' della ripresa economica. Oggi i dati economici superiori alle stime del Pil e degli ordini dei beni durevoli non hanno risollevato neanche gli Stati Uniti, che hanno guardato ai problemi dell'Europa, e proprio delle banche italiane.

D'altronte oggi, per quanto riguarda il target del rapporto del 3% tra deficit e Pil in Europa(soglia ideale), il presidente della Commissione Ue Barroso ha dichiarato che l'Europa e' molto lontana da tutti gli obiettivi che si era fissata per il 2020. Secondo gli analisti anche quelli per 2008 e 2014 non sono realistacamente raggiungibili.

Sugli altri mercati o futures sul petrolio stanno scendendo sul Nymex dello 0,36% a $90,66 il barile.

L'euro invece non festeggia affatto l'accordo in Grecia e scende fino a $1,4181 sui mercati newyorchesi. L'euro cede anche contro il franco svizzero a 1,1891, e contro lo yen a 113,90. Anche il dollaro perde contro lo yen a 80,31.
 
Roma - Si stringe sempre di più il tempo che il premier Silvio Berlusconi ha a disposizione per risollevare le sorti dell'economia italiana e soprattutto per mettere le distanze dalla crisi dei debiti sovrani che si è tradotta nei piani di salvataggio erogati finora a favore della Grecia, del Portogallo e dell'Irlanda. E' quanto scrive Bloomberg in un articolo dal titolo più che eloquente. "Berlusconi risks 'Train Crash' as Growth Falters", ovvero "Berlusconi rischia 'il crash del treno', mentre l'economia perde colpi".

L'ultimo allarme sulla situazione dei conti pubblici in Italia è stato lanciato lo scorso 17 giugno da Moody's, che ha dichiarato senza mezzi toni che potrebbe tagliare il rating sul debito italiano - al momento ad Aa2-, a causa "degli impedimenti strutturali di lungo termine che pesano sulla crescita (dell'economia)".

Bloomberg va avanti sottolineando che, con un debito che ammonta a quasi 1,6 trilioni di euro e con i rendimenti dei titoli di stato a dieci anni che si attestano al 4,91%, ogni incremento di punto percentuale dei rendimenti stessi equivale a un aumento di 16 miliardi di euro dei costi di finanziamento italiani su base annua.

"L'Italia è un treno che si sta muovendo lentamente verso il crash - ha detto in una intervista rilasciata a Bloomberg Stuart Thomson, gestore di fondi presso Ignis Asset Management - Manca la percezione immediata della crisi che sta assalendo le altre economie. La triste verità è che l'Italia ha bisogno di una crescita reale che sia forte e sostenibile, per sfuggire al peso degli spread sui periferici".

L'economia italiana ha perso l'1,3% nel 2008 e il 5,2% nel 2009, anno in cui il prodotto interno lordo è sceso in ogni trimestre. La crescita nel primo trimestre di quest'anno è stata di appena lo 0,1%, dopo il +1,3% del 2010. Anche se l'Italia è stata aiutata dai bassi tassi di interesse in Europa, Moody's ha affermato che è probabile che i costi di finanziamento dei suoi debiti siano destinati a salire. Il basso tasso di produttività così come "le rigidità presenti sui mercati del laboro e della produzione" sono secondo l'agenzia di rating i principali ostacoli alla crescita.

Al momento, precisa Bloomberg, i rendimenti extra che gli investitori domandano per tenere in portafoglio i titoli di debito italiani a scadenza decennale rispetto ai Bund tedeschi a scadenza simile sono pari a 203 punti base, in deciso rialzo rispetto ai 75 punti base della fine del 2009. I titoli a due anni rendono inoltre il 3,17%, più del doppio rispetto all'1,54% di 18 mesi fa.
 

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