NON SO CON PRECiSIONE CIO'CHE VOGLIO,MA HO NITIDA CERTEZZA DI CIO'.......

hanno fatto anche l'addestramento insieme nell'arma...ma non era finanza...


sono delle forze speciali dei cc....assaltatori.....:-o:p


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Uhuahuahuahuahua!!:D
 
Bruxelles, 23 giu. (TMNews) - "Attento che tu potresti essere il prossimo": con questa battuta, fra il minaccioso e l'ironico, il capo dell'opposizione conservatrice greca, Antonis Samaras di Nea Demokratia, durante il vertice del Ppe questo pomeriggio a Bruxelles, avrebbe risposto alle insistenze del premier italiano, Silvio Berlusconi, che cercava di persuaderlo a non votare contro il severissimo programma di austerità e privatizzazioni che il governo Papandreu presenterà al parlamento di Atene alla fine del mese. Lo hanno riferito a TMNews fonti presenti al vertice. I leader del Ppe hanno cercato in tutti i modi di convincere Samaras, visto che il 'sì' di Nea Democratia è considerato come un elemento importantissimo per quel consenso generale del mondo politico greco, richiesto dall'Europa dare il via libera agli aiuti finanziari dell'Eurozona e dell'Fmi. Secondo le fonti, Samaras, che era accompagnato da alcuni eesperti, non ha ceduto di un millimetro rispetto alle sue posizioni, convinto che il programma di austerità concordato fra Eu, Fmi e governo greco non risolverà affatto i problemi finanziari della Grecia.
 
Roma, 24 giu. (TMNews) - Tre quotidiani per confermare la svolta, possibile sostegno al Governo se varerà delle riforme. E' la sfida lanciata dal leader Idv, Antonio Di Pietro, protagonista mercoledì di un colloquio alla Camera con il Premier e di una critica al centrosinistra e al segretario Pd Bersani per non averlo convocato.

"Berlusconi oggi è una persona sostanzialmente sola, che cerca di comprare la felicità che non ha. I miei sentimenti sono di humana pietas per lui", dice Di Pietro al Corriere della Sera, chiarendo che "il mio giudizio politico non è cambiato. Il Governo Berlusconi non è né liberale né popolare", e il Premier fa "il mago. Ma ormai gli italiani hanno scoperto la truffa. E non gli credono più. Per questo lo voglio sfidare. Porti in Parlamento la riforma fiscale, l'aumento delle imposte sulle aliquote finanziarie e il taglio di quelle sul lavoro, l'abolizione delle province e noi non ci tireremo indietro".

Insomma "non faccio il salto della quaglia. Però vado oltre la storia della sinistra classica" anche perché Bersani "non ha ancora deciso con chi farla, l'alternativa". E poi, spiega Di Pietro alla Stampa, "con il crollo del Cavaliere c'è tutto un elettorato che va riportato sulla retta via" basti guardare a quanti hanno votato ai referendum, 27 milioni "molti di più dei 17 che votarono centrosinistra alle politiche". Anzi, azzarda al Fatto quotidiano, visto che nel centrosinistra "non succede nulla mi candido pure io, così dovremo parlare dei programmi che l'Idv vuole portare al governo del Paese".
 
ROMA - L’ ipotesi è sul tavolo che fu di Quintino Sella da anni. Ci hanno pensato Visco, Padoa-Schioppa, l’ha accarezzata lo stesso Tremonti, ma al dunque si è sempre rimandato. In questo caso avrebbe potuto essere una delle misure utili a finanziare, nei prossimi mesi, la riforma fiscale. Le ultime indiscrezioni dicono invece che l’armonizzazione delle rendite finanziarie potrebbe essere varata immediatamente con il decreto-manovra da quaranta miliardi di euro. Se si escludono i titoli di Stato (per i quali dovrebbe rimanere la tassazione in vigore), un’aliquota unica al 18-20% su tutti i prodotti finanziari (esclusi i titoli di Stato) vale circa 1,5 miliardi di euro. Si tratta in buona sostanza di uniformare due imposte: quella al 12,5% su interessi, dividendi e plusvalenze con quella - oggi al 27% - su depositi bancari, conti correnti e certificati.

Al Tesoro il lavoro sulla manovra triennale 2012-2014 procede a pieno ritmo. Giulio Tremonti è determinato a portare il provvedimento in Consiglio dei ministri martedì prossimo. A meno di colpi di scena, oggi illustrerà i contenuti della manovra a deputati e senatori della maggioranza. I mal di pancia non si contano, come sempre accade quando si ha a che fare coi sacrifici.

Ministri e sottosegretari protestano per le previsioni di tagli a ministeri ed enti, alle auto blu e per l’accorpamento di enti inutili. Sindacati e opposizione dicono no ad interventi sulle pensioni. Sul tavolo c’è un pacchetto corposo di misure: dall’anticipo al 2013 (invece del 2015) del meccanismo che aggancerà l’età alle aspettative di vita all’aumento da 60 a 65 anni dell’addio dal lavoro delle donne dipendenti del settore privato. Un’altra ipotesi è quella di anticipare di un anno (dal 2013 al 2012) l’entrata in vigore di «quota 97» per l’accesso alla pensione di anzianità a 60 anni. Si tratta dell’obbligo di avere almeno (per i dipendenti privati) 37 anni o (nel caso degli autonomi) 38 anni di contributi. «Un’idea del tutto recessiva», dice la leader Cgil Susanna Camusso. Raffaele Bonanni chiede prima «corposi tagli ai costi della politica».

I Comuni temono minori trasferimenti per almeno tre miliardi, le Regioni sono sulle barricate per le voci di tagli (dal 2013) della spesa sanitaria per cinque. «Non possiamo essere informati dai giornali», lamenta il presidente della conferenza Vasco Errani annunciando la cancellazione della consueta riunione Stato-Regioni. Se non bastasse, i governatori attendono notizie sui 500 milioni necessari a rifinanziare l’esenzione dai ticket sulla diagnostica e sul miliardo promesso lo scorso Natale per azzerare i tagli di quest’anno al trasporto pubblico locale. La risposta del Tesoro - sebbene indiretta - è eloquente: ieri il dipartimento delle Finanze ha confermato per Campania, Calabria e Molise l’aumento delle addizionali Irap (in misura dello 0,15%) e Irpef (0,3%) per via del mancato rientro dal deficit sanitario dell’anno scorso. Insomma, per dirla con le parole di Tremonti nel Paese è partita la gara a «taglia l’altro».

Chi per il momento resta in silenzio è il premier, da ieri a Bruxelles per il vertice che incoronerà Mario Draghi a governatore della Banca centrale europea. Molte voci lo danno pronto a dare battaglia a Bruxelles per ottenere un allentamento del termine ultimo per il pareggio di bilancio (previsto per il 2014) al 2016, e così annacquare la stangata. In realtà Berlusconi è perfettamente consapevole che, visti i chiari di luna sui mercati, non otterrà nulla. Di più: l’ipotesi di mettersi di traverso sulla manovra gli creerebbe più grane di quelle che gli risolverebbe accontentare la maggioranza che sbuffa. L’unico no deciso di Berlusconi oggi non è alla manovra, ma ad una delle voci utili a finanziare la riforma fiscale: l’aumento dell’Iva. Parlando all’assemblea di Confcommercio - contrarissima all’ipotesi - il suo fidato ministro Paolo Romani si è voltato verso il presidente Carlo Sangalli con fare rassicurante: «Carluccio, su questo potete stare tranquilli».
 
si nota che xbear....è salito di prezzo...mentre lev è sostanzialmente invariato.....guardavo gli ultimi 10 minuti.......il che vuol dire che potrebbe risalire la china.....o no...?!
 
ah belli namo al solito ristorante stasera.......la prossima vengo pure io sia chiaro...

ahhhh


[ame=http://www.youtube.com/watch?v=cO5Yqh3zezs]YouTube - ‪Fracchia alla Parolaccia‬‏[/ame]
 
ribasso vuoi dire..? :rolleyes:
No, il rialzo drogato degli americani di ieri sera.
Anche l'euro ha risbombato su, ma rimane sempre sotto livelli di resistenza.
Per me quello di ieri è stato solo un pullback di un trend short.
Poi se questi livelli vengono rotti con forza allora si ritorna long
 

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