Oscurato il blog di Gianni Lannes

tontolina

Forumer storico
Oscurato il blog di Gianni Lannes


Oggi 22 maggio 2014, a mezzogiorno in punto, ignoti hanno oscurato e disattivato il diario internautico SU LA TESTA!
Il 20 maggio ignoti hanno recapitato nella cassetta di posta della mia abitazione un messaggio anonimo dove c’era scritto: “Lannes se ci tieni alla tua famiglia annulla l’incontro del 2 giugno a Roma sulle bombe nucleari”.
Dal 2009 ad oggi ho subito alcuni attentati e ho vissuto quasi 2 anni sotto protezione della Polizia di Stato.
In Parlamento giacciono numerose interrogazioni ed interpellanze indirizzate a ben tre governi (Berlusconi, Monti, Letta) che non hanno mai avuto risposta dai vertici dello Stato italiano.
Ho presentato parecchie denunce circostanziate e documentate all’autorità giudiziaria, ma la magistratura brancola ancora nell’ombra.
Strana coincidenza.

A fine mese sarà pubblicato il mio prossimo libro di inchiesta che racconta i segreti e i danni inferti al nostro paese dal nucleare militare nello Stivale: ITALIA: USA E GETTA.

Lo Stivale è stato trasformato all’insaputa del popolo sovrano, in un gigantesco deposito di ordigni nucleari in violazione della Costituzione repubblicana e del Trattato di non proliferazione nucleare. Siamo sull’orlo di una catastrofe atomica.
E alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti.
Allora, la censura non è altro che il modo concreto per il sistema di potere di travestire, escludere, eludere o negare quei contenuti che rischierebbero di mettere in pericolo la sua legittimità, le sue certezze, il suo dominio.
Fermare la diffusione del sapere è uno strumento di controllo per il potere, perché conoscere è saper leggere, interpretare, verificare di persona e non fidarsi di quello che ti dicono. La conoscenza ti fa dubitare, soprattutto del potere, di ogni potere.
L’informazione è il sale della democrazia. Su la testa!

GIANNI LANNES
 
anche un altro giornalista è minacciato...
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Nicolai Lilin

23 maggio

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Per aver condiviso su Facebook le immagini del massacro di Odessa, io e la mia famiglia siamo stati minacciati dagli estremisti ucraini. Oggi, su L'Espresso, Gianluca Di Feo racconta come l'odio di una guerra apparentemente lontana può cambiare (in negativo) anche la nostra vita. E come è difficile, persino in Europa, esprimere liberamente le proprie opinioni.
https://www.facebook.com/photo.php?...7952825.1073741826.64478007824&type=1&theater
 
Morte Andrea Rocchelli, Farnesina conferma: “Fotografo italiano ucciso a Slaviansk”

Il giornalista, piacentino di trent'anni, è rimasto coinvolto insieme al suo interprete russo in un conflitto a fuoco nel Donetsk, regione orientale dell'Ucraina. Lascia una compagna e una figlia piccola. La famiglia arriverà nel pomeriggio a Kiev per riconoscere la salma


di Redazione Il Fatto Quotidiano | 25 maggio 2014
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Il fotografo italiano Andrea Rocchelli è morto. La Farnesina, dopo quasi 12 ore di accertamenti e verifiche, ha confermato la notizia diffusa nella serata di sabato 24 maggio da alcune agenzie russe, secondo cui un giornalista italiano e il suo interprete russo erano stati uccisi da colpi d’arma da fuoco nel Donetsk, regione orientale dell’Ucraina. “La Farnesina è stata informata dalle autorità ucraine dell’uccisione del giornalista italiano che si trovava nell’area di Slaviansk“, ha reso noto il ministero degli Esteri. Andrea “Andy” Rocchelli, trent’anni piacentino, lavorava per il collettivo fotografico Cesura.it, ed era da poco diventato padre di una bambina.


La famiglia in Ucraina per il riconoscimento

La conferma definitiva sull’identità del giornalista arriverà con il riconoscimento della salma che è stata trasferita, insieme a quella dell’interprete russo, dall’ospedale di Andreevka a quello di Slaviansk, distante pochi chilometri. La famiglia del giovane reporter è stata in queste ore in contatto con il ministero degli Esteri e l’ambasciata italiana a Kiev, che l’assisterà al suo arrivo questo pomeriggio nella capitale ucraina.



Giornalista francese: “Reporter ferito da colpo di mortaio”
Rimane ancora da capire la dinamica che ha portato alla morte del fotografo e del suo interprete. Una prima ricostruzione di quello che potrebbe essere successo l’ha fornita, poche ore dopo l’attacco, il giornalista francese William Roguelon, rimasto ferito nello stesso episodio ma dimesso subito dall’ospedale. Il fotografo ha detto che il collega italiano e l’interprete russo sono stati feriti da un colpo di mortaio caduto su Sloviansk, una delle zone più instabili della regione e roccaforte dei filorussi, circondata dalle forze armate di Kiev su una linea del fronte a sud della città.
Il fotografo francese, dell’agenzia Wostok Press, raggiunto dalla France Press e dal giornale russo Komsomolskaja Pravda, ha raccontato che insieme a dei colleghi stranieri avevano affittato un’auto per andare a riprendere l’operazione delle forze ucraine nei pressi del villaggio di Andreevka. Ma appena scesi dalla macchina sono finiti sotto il bombardamento. L’autista locale ha abbandonato i giornalisti fuggendo immediatamente. Mentre Roguelon è stato soccorso da un’altra auto. L’ultima cosa che ha visto erano il reporter italiano insieme al suo interprete inermi a terra. “Prima abbiamo sentito colpi di kalashnikov che fischiavano. Poi sono piovuti i colpi di mortaio tutt’intorno”, ha raccontato il fotografo. Roguelon ha affermato di averne visti esplodere fra i 40 e i 60. “Hanno aggiustato il tiro e un colpo è piombato in mezzo al fossato” dove i fotografi erano al riparo. Altri testimoni avrebbero riferito che l’interprete è morto sul posto, mentre il giornalista italiano – colpito gravemente – sarebbe deceduto poco dopo il ferimento. Ma non è ancora chiaro chi abbia sparato e perché.

L’amico: “Era un grande lavoratore, lascia la compagna e la figlia piccola”
Rocchelli, diplomato con un Master Degree al Politecnico di Milano in Visual Design, si trovava in Ucraina insieme all’interprete Andrei Mironov, un dissidente russo che lavora per l’organizzazione Memorial, noto anche in Italia, e con cui il giornalista italiano ha realizzato – lo scorso 19 maggio – un servizio fotografico per la Novaja gazeta. Il reportage è dedicato alla vita di una famiglia di Slavjansk costretta a nascondere i bambini nella cantina di causa a causa dei bombardamenti dell’esercito ucraino (guarda le foto).
“Un amico e un bravissimo ragazzo. Da poco era diventato papà e quindi c’è dolore anche per la sua compagna e per sua figlia”. Così Alberto Cassi, gestore della piscina che si trova provo di fronte allo studio di Cesura Lab. “Era un ottimo lavoratore, aveva tanta voglia di fare e questo purtroppo lo ha portato alla morte. Faceva un mestiere rischioso – racconta ancora Cassi – lo sapeva, si lasciano gli affetti a casa, lui ci teneva più di ogni altra cosa. Era innamorato della fotografia, anche qui a Pianello tutto quello che di bello e di nuovo poteva fotografare lo immortalava. Quelli del suo gruppo li conosco tutti, si trovano e si aiutano nel loro mestiere che è anche il loro lavoro, dedicano tutta la vita a questo”.

Napolitano: “Morte di Rocchelli ci ricorda la tragedia che insanguina l’Ucraina”
Anche il capo dello Stato ha espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia del reporter. “Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano – si legge in un comunicato del Quirinale – ha appreso con costernazione e dolore la notizia dell’uccisione del giornalista e fotografo italiano Andrea Rocchelli e del suo interprete Andrey Mironov nei pressi di Slaviansk, nell’Ucraina Orientale. L’uccisione di un operatore dell’informazione, nello svolgimento dei suoi compiti, richiama a tutti la tragedia che insanguina un paese a noi vicino anche in questi giorni così importanti per l’Europa”.
Cesura Lab, il collettivo di fotografi free lance di cui Andrea Rocchelli è stato cofondatore, ha sede a Pianello, sulle prime pendici dell’Appennino piacentino in Valtidone. La sede è poco distante dal campo sportivo del paese ed il gruppo, composto per lo più da giovani milanesi, è nato nel 2008. Ieri sera il collettivo, contattato telefonicamente dal fattoquotidiano.it, aveva confermato di non ricevere notizie di Rocchelli.
 
tramite NOI - I Diritti del Cittadino




Ieri sera alle 23 circa ignoti hanno fatto saltare in aria un auto sotto l'abitazione di Gianni Lannes. Solo per un caso fortuito non ci sono danni a persone, ma solo a case e cose. Sul luogo del disastro sono intervenuti i Vigili del Fuoco.

Il messaggio reiterato è inequivocabile. E' in atto una persecuzione vera e propria.




Su La Testa!: ENNESIMO ATTENTATO CONTRO GIANNI LANNES: ESPLODE AUTO SOTTO CASA!



"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino".
sulatestagiannilannes.blogspot.com
 
BOMBE D'ACQUA le bombe sono il segnale di una Guerra

ALLA SORGENTE ARTIFICIALE DELLE BOMBE D'ACQUA





di Gianni Lannes


[FONT=&quot]Quelle che i mass media da qualche tempo definiscono “bombe d’acqua”, prima del 2002 non si erano mai viste in Italia. Certo, il dissesto idrogeologico fa la sua parte, ma le cause degli attuali disastri innaturali sono ben altre e ci portano alle attività belliche USA in Europa, sotto copertura NATO.[/FONT]
[FONT=&quot]I fatti documentati: il 19 luglio 2001, a Genova, mentre era in corso la mattanza dei pacifisti, Berlusconi e Bush firmano l’accordo sulle sperimentazioni climatiche. Il medesimo protocollo bellico segreto è stato sottoscritto dal
[/FONT]......
Su La Testa!: ALLA SORGENTE ARTIFICIALE DELLE BOMBE D'ACQUA
 
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