Analisi Intermarket ....quelli che.... Investire&tradare - Cap. 1

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btp-spread/calo (urgente)

mercoledì 31 agosto 2011 16:14

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milano, 31 agosto (reuters) - il differenziale fra rendimenti dei decennali di riferimento italiano e tedesco è sceso sotto quota 300, fino a un minimo di 296,4 punti base, dopo la precisazione del tesoro sulle emissioni del 2011.
Il tesoro ha precisato di aver emesso già oltre il 70% dei 430 miliardi di euro di titoli di stato che ha in programma di collocare in totale nell'intero 2011 [id:nlde77u0hv].
Prima della notizia, il differenziale sui muoveva in area 300 punti base.
titoli stato: Spread btp-bund in lieve calo a 293 punti
 
Dimenticavo, nel caso interessasse
 

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Il circo

Quando le ragioni della politica debole hanno la meglio sulla responsabilità delle scelte necessarie è la logica la prima a rimetterci. E il riformismo finisce per perdersi in soluzioni pasticciate, che non risolvono i problemi e ne alimentano di nuovi.
È storia d'Italia. Che si ripete. E si ripropone inesorabile nelle cronache delle ultime 48 ore della manovra di Ferragosto.

Lo stop della Lega di Umberto Bossi sul necessario aumento generalizzato dell'età pensionabile ha di fatto imposto - nonostante i meritevoli sforzi del ministro Sacconi - la ricerca di una soluzione acrobatica, che ha finito per suscitare reazioni durissime ed è stata rimessa in discussione anche all'interno della maggioranza per i suoi rischi di illegittimità.
Si cercano ora rimedi tecnici per uscire dall'impasse. Ma la percezione che ci si sia infilati in un pasticcio si è diffusa chiara e distinta. In Italia e in Europa. E soprattutto sui mercati, che ieri e oggi hanno dato non pochi segnali di nervosismo spingendo lo spread tra BTp e Bund di nuovo a cavallo della soglia 300 e rendendo necessario un nuovo intervento della Bce.
Ma il nodo principale, sul quale i trader finanziari sono pronti a colpire, è quello della difficile copertura delle misure fissate nel vertice di lunedì.
Si è rinunciato a un beneficio sicuro per i conti pubblici nel triennio per 3,8 miliardi (il contributo di solidarietà) e per 2-3 miliardi (il taglio ridotto ai Comuni) senza individuare introiti alternativi altrettanto sicuri. La lotta all'elusione e all'evasione è una necessità inderogabile in questo Paese, ma metterla dall'oggi al domani a copertura di mancati tagli è una scommessa che si può pagare cara.
Eppoi la rinuncia, ancora una volta, a sperimentare ricette forti per la crescita, come l'utilizzo delle risorse di un possibile aumento dell'Iva in favore di un taglio forte delle imposte sul lavoro. Segnale ulteriore di un riformismo mancato.
 
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