Bè, che dire, quello in grassetto mi sembra come il venditore dell'ultimo minuto che si vende un'auto bella fuori e vuota dentro....praticamente due tubi e quattro ruote.
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RITORNO ALLA DRACMA SCENARIO "IMPROBABILE E RIDICOLO".
La difficile situazione della Grecia ha spinto alcuni commentatori a ipotizzare un'uscita dalla zona euro, preferibile al rischio di una diffusione dei problemi del Paese in altri paesi membri dell'Unione.
Il governatore centrale greco George Provopoulos ha escluso con forza questo scenario, nel corso di un incontro in cui ha reso noto una ricerca che ha analizzato l'impatto del cambiamento climatico sull'economia greca nei prossimi 90 anni.
Questa ricerca "è una risposta chiara ai vari scenari "improbabili e ridicoli che si sono sentiti in giro di recente. Ricordo che tutti i calcoli sull'analisi dei costi e benefici contenuti nella ricerca sono in euro".
L'entrata della Grecia nella zona euro, che risale al 2001, e l'adozione della valuta unica, impedisce al Paese una svalutazione della propria valuta, al fine di aumentare la competitività dell'economia. Ad ogni modo, la messa a punto di un programma di svalutazione tramite la reintorduzione della dracma, comporterebbe un aumento del peso del debito greco, che resterebbe espresso in euro.
Oggi i dati sul settore manifatturiero, il cui indice Pmi a maggio ha subito un'accelerazione della contrazione, al ritmo più consistente da tre mesi a questa parte, hanno messo in evidenza come l'economia greca sia messa a dura prova dalla crisi debitoria e dalle severe misure di contenimento della spesa imposte dal piano di salvataggio internazionale.
Per la fine di quest'anno, le attese indicano una decremento del Pil pari al 3%, mentre il 2010 si è concluso con una contrazione del Pil del 4,5%.