Le banche italiane hanno superato gli stress test. Come per gli
stress test effettuati nel 2010, i cinque istituti (
Unicredit,
Intesa Sanpaolo,
Ubi Banca,
Banco Popolare e
Banca Mps) interessati dall'esame condotto dall'
European banking authority per valutare la capacità degli istituti di credito europei di resistere all'onda d'urto di ulteriori crisi, sono stati promossi. Tra le
90 banche europee coinvolte (che rappresentano
il 65% del sistema creditizio europeo) 8 banche (cinque spagnole, due greche e una austriaca).
Del resto, la promozione delle banche italiane era già stata annunciata dal governatore della Banca d'Italia nonché
presidente designato della Banca centrale europea, Mario Draghi, che in settimana ha dichiarato che
le aziende italiane lo supereranno agevolmente ricordando tra l'altro che attualmente il Core tier one ratio medio delle prime banche italiane dovrebbe aggirarsi intorno all'8,6% (il limite per gli stress test è pari al 5 per cento per il Core tier one).
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Banche italiane promosse
Bankitalia spiega che «le banche coinvolte rappresentano oltre il 62 per cento del totale dell'attivo del sistema bancario nazionale. L'esercizio conferma l'adeguatezza della capitalizzazione delle banche italiane e la capacità di assorbire l'impatto di un ulteriore deterioramento delle attuali condizioni macroeconomiche e di mercato».
«Applicando le severe condizioni ipotizzate nello stress test, per ognuno dei cinque gruppi il coefficiente relativo al patrimonio di migliore qualità (Core tier 1 ratio) - spiega Bankitalia - risulterebbe, alla fine del 2012, ben al di sopra della soglia del 5 per cento, stabilita dalle autorità come riferimento per valutare la necessità di eventuali interventi di ricapitalizzazione. La media ponderata del Core tier 1 ratio post-stress per i cinque intermediari sarebbe del 7,3 per cento. Il risultato tiene conto delle misure di rafforzamento patrimoniale decise entro l'aprile di quest'anno. Includendo anche ulteriori risorse patrimoniali, tra cui alcuni strumenti non compresi nella definizione di Core tier 1 ma caratterizzati da elevata capacità di assorbire le perdite, il coefficiente patrimoniale medio dei cinque gruppi risulterebbe del 7,9 per cento alla fine del 2012. Anche un forte inasprimento del rischio sovrano - conclude - non intaccherebbe la solidità delle banche italiane».
Banche tedesche ok
Tutte le dodici banche tedesche sottoposte agli stress test europei hanno passato le simulazioni di scenari sfavorevoli, con un coefficiente patrimoniale medio del 7,1%. Lo rendono noto la Bundesbank e la Bafin, la Consob tedesca. Il 'core Tier 1' medio è del 7,5%.
Le simulazioni
Le simulazioni sono state supervisionate dalla European Banking Authority, ente che ha sede a Londra. Si propongono di valutare le capacità di resistenza delle banche in uno scenario di
circostanze ipotetiche avverse protratte per circa un biennio. Si vuole accertare se dispongano di patrimonializzazioni sufficienti a superare senza finire in affanno situazioni di stress, appunto. Nel mirino i coefficienti di capitalizzazione di base che in prospettiva dovranno aumentare per quanto previsto dalla riforma globale del settore, Basilea III.
Secondo le prime indicazioni gli scenari avversi ipotizzati non contemplano l'ipotesi di una insolvenza sui pagamenti della Grecia, ma forniscono chiare indicazioni sulle esposizioni degli istituti ai titoli di Stato.
Piano di ricapitalizzazione per le banche bocciate
In attesa di conferme, è probabile che le banche bocciate dovranno presentare un piano di ricapitalizzazione entro la fine di settembre. Dovranno raccogliere fondi sul mercato ma c'è anche la possibilità che i singoli governi siano chiamati, in extremis, ad intervenire . È quanto emerge da un documento preliminare dell'Ecofin, datato 7 luglio.
Sotto stretta osservazione le banche promosse sul fil di lana
Invece, per le banche che in base allo scenario di stress risulterebbero avere un core Tier 1 sopra ma vicino al 5% saranno sottoposte, dicono i ministri finanziari, a una verifica prudenziale "rafforzata" per garantire che, è scritto nel documento Ecofin, non ci sia un deterioramento inatteso della loro posizione di capitale.
Stress test credibili?
Il problema, adesso, è vedere quanto credito i mercati accorderanno a questo esercizio, dopo che la sua prima tornata, un anno fa, aveva avuto inattesi risvolti grotteschi. Le banche dell'Irlanda erano state promosse, ma pochi mesi dopo si scopriva che le voragini di bilancio che nascondevano - passate in cavalleria sotto il naso degli stress test - erano talmente grandi da far finire in crisi di bilancio tutto il Paese, mentre Dublino, dovendo salvarle, ha finito a sua volta per chiedere gli aiuti di Ue e Fmi. Insomma, una certa diffidenza sarà da mettere in conto.