Analisi Intermarket ....quelli che.... Investire&tradare - Cap. 1

Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.
Il mercato ha attaccato il dax xche' fatto da industrials,
paura di un rallentamento economico.
Ps : guardare tutti gli industiali mondiali come son scesi.



Detto questo mi aspetto ora un bear market rally ma niente più

il mercato azionario ha dato un segnale così forte, seppur in un contesto estivo, significa che i principali attori hanno rivisto le loro posizioni in un ottica di medio-lungo termine e quindi servirà del tempo x ritrovare la fiducia.
Tutto ovviamente può accadere ma una ripresa a " V " del tipo " scusate ci eravamo sbagliati " appare decisamente remota.
Per quello mi attendo e mi auguro che avvenga almeno un rally da i livelli attuali e nn un inversione di tendenza.

Saluti
 
Crisi/ Tremonti:Arrivato tempo Eurobond,non conviene solo Italia

Rimini, 27 ago. (TMNews) - Il tempo degli Eurobond "sta arrivando", sono uno strumento che non conviene soltanto a Spagna e a Italia. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, dal Meeting di Comunione e liberazone a Rimini. "Ci sono delle idee che aspettano il loro tempo e il tempo degli Eurobond sta arrivando - ha detto Tremonti -. Oggi sento dire che sono un'idea che non può andare perché conviene solo alla Spagna e all'Italia". Questo, secondo il ministro, "è un commento non appropriato" perché gli Eurobond "sono uno strumento di consolidamento fiscale per la moneta comune, per il finanziamento futuro nella prospettiva di crescita". "Gli investimenti pubblici per il bene comune - ha aggiunto Tremonti - sono la vera terza gamba su cui si regge
 
Il freno della Fed che non decide
di Mario Margiocco

Un anno fa il governatore Ben Bernanke preannunciò a Jackson Hole che la Federal reserve avrebbe attuato un secondo round di quantitative easing, di acquisto cioè di titoli pubblici creando moneta, operazione eseguita per 600 miliardi tra gennaio e giugno; e quest'anno ha detto che fra un mese le autorità monetarie discuteranno il da farsi, a fronte di una crescita asfittica e deludente. Un anno fa ci fu una decisione.

Quest'anno un'attesa. E una delusione. Del resto di titoli pubblici, del Tesoro e delle agenzie pubbliche del credito immobiliare, la Fed ne ha acquistato già per oltre 2mila miliardi. Restano numerose frecce al nostro arco, ha detto Bernanke, ma si vedrà.
Il tono è stato attendista, e non ci sono stati squarci rassicuranti per i mercati. Dopo aver ricordato che poteva andare assai peggio - ed è vero - Bernanke ha dato la lettura standard della crisi. Una lettura che come al solito prescinde dalle responsabilità, visto che in ballo ci sono anche le sue.
E se è giustissimo evitare a questo punto recriminazioni, leggere troppo prudentemente le cause porta a conclusioni sbagliate, e quindi a ricette sbagliate o insufficienti.

La recessione, e recessione è un termine a dir poco blando, del 2007-2009, la crisi immobiliare e poi quella finanziaria sono stati presentati al solito come tre episodi staccati, e il guaio, ha detto Bernanke,è che la recessione è stata aggravata dall'immobiliare in caduta e dai problemi di banche e finanza. Sarebbe stato più corretto, nel fare la premessa storica indispensabile, dire che la finanza immobiliare allegrissima è stata “l'accendino del diavolo”(così si chiama un pozzo petrolifero in fiamme difficile da spegnere), che ha fatto precipitare una crisi finanziaria senza precedenti, di insolvibilità come i fatti ultimi confermano, e non di scarsa liquidità, e questa a sua volta ha determinato la forte contrazione economica ancora oggi dura a morire.
Le parole rassicuranti ci sono ...
 
... state: le banche sono più solide, la riforma finanziaria è in corso e funziona, nel medio periodo ci sarà la ripresa dell'edilizia.
Ma il fatto distintivo di questa crisi, come Bernanke ha implicitamente ammesso ma esplicitamente ignorato, è che l'incendio a quasi tre anni dal botto non è stato del tutto domato. E non si tratta solo del debito privato che è diventato debito pubblico e quindi della crisi dei debiti sovrani. "L'accendino del diavolo” aspetta ancora il team di esperti che lo domi, e nulla meglio del nesso fra immobiliare e finanza in America lo dimostra.
Può darsi che fra non moltissimo ci sia una rimonta dell'immobiliare, senza la quale difficilmente ha ricordato Bernanke può esserci una ripresa sostenuta. Ma secondo A. Gary Schilling, uno dei maggiori esperti, saranno necessari 4-5 anni per smaltire lo stock di invenduto e di pignorato che si sta accumulando. I mutui underwater, più alti cioè del valore della casa, sono il 23% del totale e potrebbero secondo Schilling arrivare al 40 per cento.
Il deprezzamento dei valori immobiliari è ormai più forte di quello causato dalla Depressione degli anni 30. E la home equity, la differenza cioè tra il valore medio degli immobili e il monte mutui è ai livelli più bassi dalla fine della seconda guerra mondiale. Basta questo a certificare che la classe media americana è con l'acqua alla gola. Come in Europa, e forse più che in Europa.
Immobiliare nei guai uguale banche nei guai, come il caso recentissimo di Bank of America, che ha dovuto ricorrere a un megafinanziamento di Warren Buffett, dimostra.
Che le banche americane abbiano rinsaldato il capitale più di quelle europee è un fatto, ma è anche un fatto che hanno in portafoglio secondo le stime di Chris Whalen del rispettato Institutional Risk Analytics 4mila e 400 miliardi di titoli legati all'immobiliare e di incerto valore, certamente assai inferiore ai valori di libro, visto che dalla fine 2006 il deprezzamento delle case è ...
 
... di circa il 35 per cento, in media.
Se poi si guarda il sistema nel suo complesso, gravato in totale da oltre 11mila miliardi di titoli in vario modo immobiliare-dipendenti, con la fetta maggiore alle agenzie pubbliche Fannie e Freddie garantite da Washington, parlare di raggiunta stabilità come ha fatto Bernanke è più che altro un programma di lavoro.



Articolo tratto da il sole 24 ore
 
per curiosità mi son guardato la tabella degli stipendi dei calciatori..... e poi quella dei 25manager più pagati d'Italia...

- Alessandro Profumo, ex Ad di Unicredit, con un compenso di 40,6 milioni di euro, di cui 38 milioni di liquidazione;

- Luca Cordero di Montezemolo, presidente Ferrari, non 8,7 milioni, di cui 1,03 di buonuscita dalla Fiat e 7,5 come stipendio percepito dalla ’rossa’ di Maranello;

- Marco Tronchetti Provera, presidente Pirelli, con 6 milioni di euro, 2,4 dei quali da incassare nel corso di quest’anno;

- Cesare Geronzi, presidente Mediobanca prima e di Generali ora, con 5,02 milioni di euro totali ricevuti lo scorso anno;

- Paolo Scaroni, Ad di Eni, con 4,4 milioni di euro;

- Pier Francesco Guarguaglini, presidente e ad Finmeccanica, con 4,134 milioni di euro;

- Fedele Confalonieri, presidente Mediaset, con 3,729 milioni di euro;

- Sergio Balbinot, Ad Generali, con 3,558 milioni di euro;

- Sergio Marchionne, Ad Fiat, con 3,473 milioni di euro;

- Giovanni Perissinotto, attualmente presidente del Consiglio di Sorveglianza di Generali Investments Spa, membro del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo Spa, nonché amministratore di diverse società del gruppo Generali e non appartenenti al Gruppo quali Pirelli & C.;

- Giuliano Andreali, consigliere delegato Mediaset, con 3,311 milioni di euro;

- Diego Della Valle, presidente e Ad Tod’s, con 3,033 milioni di euro;

- Franco Bernabè, ad Telecom, con 2,925 milioni di euro;

- Renato Pagliaro, presidente Mediobanca da maggio 2010, con 2,555 milioni di euro;

- Alberto Nagel, Ad Mediobanca, 2,550 milioni di euro;

- Battista Valerio, Ad Prysmian, con 2,457 milioni di euro;

- Pietro Franco Tali, Ad e vicepresidente Saipem, con 2,089 milioni di euro;

- Andrea Della Valle, Ad e copresidente Tod’s, con 2,033 milioni di euro;

- Francesco Trapani, Ad Bulgari, con 2 milioni di euro;

- Gianmario Tondato da Ruos, Ad Autogrill, con 1,839 milioni di euro;

- Gabriele Galateri di Genola, presidente Telecom, con 1,786 milioni di euro;

- Carlo Bozotti, presidente e Ad StMicroelectronics, con 1,696 milioni di euro;

- Sergio De Luca, Ad Ansaldo, con 1,545 milioni di euro;

- Giovanni Castellucci, Ad Atlantia, con 1,530 milioni di euro;

- Carlo Malacarne, Ad Snam Rete Gas, con 1,408 milioni di euro.

ma perchè i calciatori non scioperano tutto l'anno? ma soprattutto perchè nessuno li ha ancora crocifissi in sala mensa?
 
ciao a tutti, ecco le mie fantasie finanziarie :

1) nel 2010 mediobanca ha concesso prestito di 1 milardo di € a FSAI con
la clausola di conversione in azioni ordinarie FSAI.

2) mediobanca è già nel patto di sindacato di generali quindi non potrebbe
rilevare FSAI però potrebbe girare il suo credito a unicredit che

diventerebbe azionista di maggioranza di FSAI.

3) unicredit., per rispettare il conflitto di interessi, se ha quote in generali
le cede a mediobanca.

4) unicredit , in questi giorni, ha ottenuto prestito obbligazionario dagli

istituzionali di 1 miliardo che gli servirebbero per lo scopo suddetto

5) 1 miliardo ipotizzando 2 € FSAI ord sono 500 milioni di azioni

6) mediobanca rileva da FSAI circa 1 % di generali

7) mediobanca rileva da FSAI la sua quota di impregilo

generali a 14 ///// impregilo 2,35 /// FTSE MIB a 18000

cosa ne pensate ?
 
Ultima modifica:
ciao a tutti, ecco le mie fantasie finanziarie :

1) nel 2010 mediobanca ha concesso prestito di 1 milardo di € a FSAI con
la clausola di conversione in azioni ordinarie FSAI.

2) mediobanca è già nel patto di sindacato di generali quindi non potrebbe
rilevare FSAI però potrebbe girare il suo credito a unicredit che

diventerebbe azionista di maggioranza di FSAI.

3) unicredit., per rispettare il conflitto di interessi, se ha quote in generali
le cede a mediobanca.

4) unicredit , in questi giorni, ha ottenuto prestito obbligazionario dagli

istituzionali di 1 miliardo che gli servirebbero per lo scopo suddetto

5) 1 miliardo ipotizzando 2 € FSAI ord sono 500 milioni di azioni

6) mediobanca rileva da FSAI circa 1 % di generali

7) mediobanca rileva da FSAI la sua quota di impregilo

generali a 14 ///// impregilo 2,35 /// FTSE MIB a 18000

cosa ne pensate ?

Ciao simone... sono fantasie, ma hanno un loro fondamento... per cui.... mi piacerebbe avessi ragione, anzi, ci avessi visto lungo.
 
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