Analisi Intermarket ....quelli che.... Investire&tradare - Cap. 1

Stato
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O Doga, ma che caxxo fai, sei a cercar i minimi ? se devi girare una parte di portafoglio, farlo ora o a 10K Mib, 4000 Dax, 1000 Spx che ti cambia ?

Lo fai per almeno minimo un anno o no ?


no caro non sto cercando i minimi, io ho gessato la mia posizione ahimè...e porca troia...ho sbagliato una sola operazione nel 2011 e vado a cadere nella trappola di inizio agosto, pazienza non ho prezzi folli in carico e come dice nove abbiamo comprato tempo...vorrà dire che aspetterò un po'.

Il mio sfogo era indirizzato verso i miei clienti e i loro ptf, con i quali faccio una fatica bestia per dargli un minimo di metodo e timing, per fortuna che qualcuno di loro invece mi da soddisfazioni.

Questo però, visto come rovescio della medaglia, significa che sono riusciti ben bene ad instillare la paura anche sugli "ultimi" rimasti tra i mass market e quindi forse che forse si può ripartire.

I cani vanno intanto...
 
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...toccata per l'ennesima volta quota 1200 da inizio mese...vediamo se ci chiudono sopra, sarebbe la 3° volta da inizio settembre...
 
no caro non sto cercando i minimi, io ho gessato la mia posizione ahimè...e porca troia...ho sbagliato una sola operazione nel 2011 e vado a cadere nella trappola di inizio agosto, pazienza non ho prezzi folli in carico e come dice nove abbiamo comprato tempo...vorrà dire che aspetterò un po'.

Il mio sfogo era indirizzato verso i miei clienti e i loro ptf, con i quali faccio una fatica bestia per dargli un minimo di metodo e timing, per fortuna che qualcuno di loro invece mi da soddisfazioni.

Questo però, visto come rovescio della medaglia, significa che sono riusciti ben bene ad instillare la paura anche sugli "ultimi" rimasti tra i mass market e quindi forse che forse si può ripartire.

I cani vanno intanto...

infatti parlavo di portafogli non di trading ovvero clienti.
 
Rating

New York, 14 set. (TMNews) - L'agenzia di rating Moody's potrebbe comunicare entro pochi giorni un downgrade del debito italiano, una decisione che potrebbe avere un effetto immediato sui conti pubblici provocando un balzo verso l'alto del rendimento dei buoni del Tesoro e quindi degli interessi che l'Italia paga sul suo debito pubblico. Moddy's decide in genere su un rating entro 90 giorni dall'inizio di una revisione, che nel caso dell'Italia è cominciata il 17 giugno scorso. L'agenzia di rating potrebbe quindi decidere entro la fine di questa settimana. Ieri il Tesoro aveva già visto i rendimenti all'asta di Btp salire nettamente, con il titolo a scadenza quinquennale schizzato al 5,60 per cento, ben sopra il 4,93 pagato a luglio alla precedente asta di titoli del debito con la stessa scadenza. Se Moody's tagliasse il rating dell'Italia "gli investitori potrebbero vedere una reazione istintiva" sia nei mercati del reddito fisso che valutari, ha detto al Wall Street Journal Guy LeBas, capo strategie reddito fisso di Janney Montgomery Scott a Philadelphia, "l'euro sta prendendo colpi duri da due settimane e qualunque ragione di venderlo sarebbe ulteriormente forte".
 
bravo gipa.

nasdaq 100 invece ha rotto cuneo e avrebbe teoricamente come target 2400 quassi max annuali (....) che potrebbero eventualmente coincidere con i 1260 di sp; teoricamente ci starebbe il pull sulla trend del cuneo rotto. molto bene il
vix che scende senza la
sciare buchi, vediamo se lascerà nei prossimi giorni zona 30

io mi aspettavo ancora una gamba riba in europa ma probabilmente non succederà a breve.

su europa abbiamo i wolf su tutti gli indici con dax vicino a target in zona 5500, noi sopra 15000 al momento un pò ambizioso come target ma vediamo.
 
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New York, 14 set. (TMNews) - L'agenzia di rating Moody's potrebbe comunicare entro pochi giorni un downgrade del debito italiano, una decisione che potrebbe avere un effetto immediato sui conti pubblici provocando un balzo verso l'alto del rendimento dei buoni del Tesoro e quindi degli interessi che l'Italia paga sul suo debito pubblico. Moddy's decide in genere su un rating entro 90 giorni dall'inizio di una revisione, che nel caso dell'Italia è cominciata il 17 giugno scorso. L'agenzia di rating potrebbe quindi decidere entro la fine di questa settimana. Ieri il Tesoro aveva già visto i rendimenti all'asta di Btp salire nettamente, con il titolo a scadenza quinquennale schizzato al 5,60 per cento, ben sopra il 4,93 pagato a luglio alla precedente asta di titoli del debito con la stessa scadenza. Se Moody's tagliasse il rating dell'Italia "gli investitori potrebbero vedere una reazione istintiva" sia nei mercati del reddito fisso che valutari, ha detto al Wall Street Journal Guy LeBas, capo strategie reddito fisso di Janney Montgomery Scott a Philadelphia, "l'euro sta prendendo colpi duri da due settimane e qualunque ragione di venderlo sarebbe ulteriormente forte".

per me è già scontato nei prezzi attuali, in più la manovra è stata fatta per questo e in secondis ci sarà quella per la crescita...vera o no nin zo però ci sarà.

aVe
 
:ciao:


Ormai è quasi certo: la Grecia farà qualche forma di default. E dopo? Uno scenario plausibile è che il default greco aggravi (direttamente o per un effetto contagio) la situazione, già seria, di alcune importanti banche italiane e francesi. È opinione comune che i loro Governi non le lasceranno mai fallire. Non sarà così facile.
La crisi attuale è per certi versi meno grave (per ora) di quella del 2008-2009: il mercato interbancario, per esempio, non si è bloccato. Ma per un aspetto è più seria: in molti Paesi la politica di bilancio, che allora sembrava lo strumento ovvio, non è praticabile. Tra questi Paesi c'è l'Italia. Per salvare un sistema finanziario lo Stato può creare una "bad bank", prestare alle banche, ricapitalizzarle, garantirne le obbligazioni, o tutte le passività come in Irlanda. Tutte queste operazioni comportano delle spese effettive o delle assunzioni di passività. Nessuna di queste opzioni è più disponibile allo Stato italiano; se assumesse nuove passività, affonderebbe nel tentativo di salvare il sistema finanziario. Due individui che non sanno nuotare si trascinano sott'acqua a vicenda se si aggrappano l'uno all'altro.


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Il caso dell'Irlanda è istruttivo. Nel 2009 l'idea di garantire tutte le passività bancarie fu salutata come un colpo di genio, e molti invitarono gli altri Paesi a imitarla. Oggi il Paese è sull'orlo di un default a causa di quella mossa. Ci sono esempi di salvataggi di successo: all'inizio degli anni Novanta ci riuscirono Finlandia e Svezia, nel mezzo di una recessione gravissima (quella finlandese rimane ancor oggi la più profonda del dopoguerra in Europa). Ma tre circostanze favorirono il successo dell'iniziativa: i tassi di interesse stavano scendendo vertiginosamente, i due Paesi riuscirono a ridurre il disavanzo considerevolmente, ed entrambi riuscirono a deprezzare il tasso di cambio di oltre il 20 per cento.

Nessuna di queste condizioni si applica all'Italia attuale (a meno che, ovviamente, non abbandoni l'euro...). Che fare? La risposta unanime è: «attuare misure per la crescita». Ma è ora di riconoscere quello che tutti vedono e non osano dire: la partita si gioca nel giro dei prossimi mesi, sarebbe bello sapere quali misure attuare per generare la crescita, e ancora più bello sapere quali di queste misure generano una crescita immediata.
Purtroppo anche l'idea (a cui, erroneamente, ha aderito anche il sottoscritto in passato) che i grandi tagli di bilancio abbiano di per sé effetti espansivi sul Pil anche nel breve periodo si è rivelata un'illusione: i Paesi dove il Pil è cresciuto mentre si tagliava drasticamente la spesa pubblica solitamente hanno beneficiato di un forte deprezzamento del cambio e di un aumento della domanda estera. L'esperienza della Grecia attuale, che ha tagliato senza deprezzare il cambio e si è ritrovata con una recessione del 5%, è una conferma.

Il dramma dell'Italia è che essa, come la Grecia due anni fa, non ha il lusso della scelta: deve tagliare nel mezzo di un rallentamento, anche se ciò provoca un rallentamento ulteriore. Anche dopo l'ultima manovra l'obiettivo del pareggio di bilancio sarà molto probabilmente irraggiungibile. L'Italia ha dunque bisogno di un'altra manovra, non per fare spazio al salvataggio del sistema finanziario e ancor meno per stimolare la crescita, bensì semplicemente per calmare i mercati con un segnale forte.

Ma il dramma ancora più profondo è che i tagli necessari non verranno mai: in un Paese che è sceso in piazza per protestare contro tagli alle pensioni per poche centinaia di milioni (meno dello 0,1% del Pil) fra due anni, e in cui il premier e il suo Governo si sono dimostrati chiaramente inadatti a gestire l'emergenza, come si può pensare di tagliare le decine di miliardi necessarie per calmare i mercati?
L'Italia rischia dunque di avvicinarsi verso ciò che non si può pronunciare: il default. Si può chiamarlo in tanti modi (per esempio una patrimoniale ad hoc che includa i titoli di Stato), ma l'esito non è più inverosimile come si pensava fino a poco fa. E a seconda di come viene attuato, un default italiano può trascinare con sé i sistemi finanziari di tanti altri Paesi.
 
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