Il testo del Dpef non garantisce che l'azione di risanamento non si traduca in un taglio della spesa sociale su settori importanti, a partire dalla sanita' e dalle pensioni. Per questo, pur apprezzando le modifiche introdotte dopo lunga discussione, come ad esempio l'innalzamento del tasso di inflazione programmata al 2%, ho deciso di non partecipare al voto in Consiglio dei Ministri". Lo afferma, in una nota, il ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero.
il ministro Ferrero di rifondazione non ha firmato il DPEF
Registro elementi di preoccupazione in merito ai tagli alla sanita', alla previdenza, alla spesa sociale e alla pubblica amministrazione previsti nel Dpef". Lo dice il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, che aggiunge: "Condivido in pieno la preoccupazione espressa dai sindacati. Leggeremo il testo con attenzione ma non mi sembra quello che si aspettava il nostro popolo come primo atto di politica economica di un governo di centrosinistra. Daremo battaglia per cambiare in meglio quando le linee programmatiche del Dpef diverranno parte della prossima legge finanziaria".(
http://www.repubblica.it/news/ired/u...tml?ref=hpsbdx)
Per ora Rifondazione comunista esprime ''dissenso'' sul Dpef approvato oggi, assicurando ''l'impegno a continuare la discussione per migliorare la manovra economica e finanziaria'', che dovra' passare attraverso la ricerca del ''consenso delle organizazzioni dei lavoratori''. Lo afferma in una nota il segretario di Rifondazione comunista Franco Giordano. (
http://www.adnkronos.com/3Level.php?...=1.0.492428613)
Ferrero spiega che "il buco di bilancio lasciatoci dal governo Berlusconi deve essere fatto pagare agli strati sociali che si sono arricchiti proprio sotto quel governo". Per questo, aggiunge, "è necessario che l'azione di risanamento prosegua in modo del tutto prioritario sul versante della lotta all'evasione e all'elusione fiscale e contributiva, e della lotta alla precarizzazione del lavoro", e abbia tempi tali "da evitare un significativo ricorso al taglio della spesa pubblica".
Secondo Rizzo(pdci) ''le preoccupazioni dei sindacati a fronte dei tagli che si palesano su spesa pubblica e pubblico impiego non possono essere eluse; non un soldo di più deve essere prelevato a chi ha già dato''. Ripamonti(Verdi):''Il Dpef rischia di compromettere la coesione sociale del paese''.
Epifani è allarmato per le dimensioni dei possibili tagli alla spesa pubblica previsti nel Dpef ed avverte: "No ai tagli sulle risorse". Il segretario della Cgil premette di non conoscere "il contenuto preciso" del Dpef e della Finanziaria ma ieri, precisa, il ministro dell'Economia "ce ne ha illustrato sommariamente i capitoli e quello che ci lascia allarmati è la dimensione forte dei tagli alla spesa". Una manovra "di tre punti del nostro Pil è un intervento di grande impatto sociale". (Televideo Rai ore 19.21)