SCHIAVI del.........DENARO !!!!!!!!!

SINIBALDO

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IL DENARO COME FINE E LA FINE DEL DENARO


Il denaro dunque non è mai stato così presente nella nostra esistenza come oggi che, fisicamente, è assente.

Impregna la nostra mentalità, modella le nostre coscienze, determina i nostri stili di vita.

Automobili, aerei, telefoni, telefonini, fax, computer, nati allo scopo di risparmiare tempo, ci vedono in continuo affanno, con gli occhi sempre rivolti all'orologio.

Non abbiamo tempo di vivere il presente perché ci è rubato dal futuro:

questi sono i ritmi cui ci obbliga la logica del denaro.

La vita è tutto un soppesare, calcolare, misurare i costi e i ricavi delle nostre e delle altrui azioni.

Tutto è tradotto a valutato in termini di denaro.

Tutto è business.

Anche le attività più spirituali e i sentimenti più sacri sono misurati in denaro: dalla ricorrenza del giorno dei morti ('un business da 100 miliardi di lire') alla morte dei Vip (lady Diana) alla malattia.

Neppure la vecchiaia è più la vecchiaia ma il 'rischio vecchiaia' (dal punto di vista assicurativo o della previdenza).

Oggi il principio fondamentale di ogni agire economico è la mancanza di scrupoli.

Si ha prestigio se si ha denaro, ma si ha denaro anche grazie al prestigio, perché è quest'ultimo che oggi conferisce quella credibilità che una volta era riservata all'onestà.

Scrive G. Simmel:
'L'indifferenza con cui si presta ad ogni utilizzazione, l'infedeltà con cui si separa da ogni oggetto, perché non era veramente legato a nessuno,

l'oggettività, che esclude qualsiasi rapporto affettivo e lo rende adatto ad essere un puro mezzo, tutto ciò determina un'analogia fatale fra denaro e prostituzione.

E così, come il cane finisce per assomigliare al suo padrone, assumendone tic e fisionomia, l'uomo d'oggi è come il suo denaro: frenetico e vuoto.

I due orgogli della società liberale uscita dalla Rivoluzione industriale, il primato della politica e della democrazia, si sono sottomessi alle leggi del mercato finanziario internazionale.

E quindi i governanti e le loro scelte dipendono dal denaro e dalle strutture che lo governano (FMI, Banca Mondiale ecc.).

Denaro e benessere dell'uomo non hanno nulla da spartire, anzi sono su sponde opposte: il cibo non va dove c'è la fame ma dove c'è il denaro

che può comprarlo ai prezzi più remunerativi, durante la guerra il denaro prospera ma la gente sta male, la ricchezza aumenta e la popolazione impoverisce.

Sembra che ci sia qualcosa che non quadri: e invece quadra tutto benissimo, dato che il valore è solo il denaro.

Gli uomini sono valutati in base a ciò che guadagnano e le disuguaglianze, da quando ha preso piede l'economia monetaria, non hanno fatto che aumentare.

I valori che distinguono la società moderna da tutte le altre si rifanno al primato della visione economica, secondo la quale in un mondo di oggetti, non possedere significa non esistere.

Insomma da un lato il sistema, usando il denaro come specchietto per le allodole, spinge una parte degli uomini a lavorare freneticamente e sempre di più, dall'altro impedisce di lavorare a chi ne ha bisogno.

La capacità del denaro di crescere come un tumore nel corpo che gli ha dato vita sino ad invaderlo completamente, soffocarlo e distruggerlo,

deriva dalla sua natura squisitamente tautologica, dalla sua attitudine ad autoalimentarsi, diventando così un fine, un fine ultimo, un fine che non ha altri fini al di fuori di se stesso.

E poiché il denaro è un sacco vuoto, un puro Nulla, il suo fine non ha mai fine, si pone in un futuro irraggiungibile, trascinando con sé, in questa corsa verso il niente, l'uomo.

Questa natura è particolarmente evidente nel meccanismo finanziario, del denaro che compra denaro.

Scrive Bazelon: 'Il denaro finanziario non è denaro da spendere. Con esso non si compra mai nulla; serve a guadagnare altro denaro. E quando poi si è in pieno movimento, non si compra nulla nemmeno col denaro guadagnato sul denaro adoperato per guadagnarlo, e così via.'

Così funziona anche il circuito creditizio internazionale: crediti enormi, ormai inesigibili, vengono pagati sempre più spesso aprendo altre linee di credito al debitore.

Cioè il creditore paga il debitore perché lo paghi.

Soddisfa la promessa di pagamento di cui è detentore con un'altra (vedi gli Stati Uniti con l'Europa dopo la prima guerra mondiale ed oggi con l'Est asiatico, o il Messico ed il Terzo Mondo con i paesi industrializzati).

Così funziona l'attività industriale e commerciale: non si producono o vendono cose utili a chi non le ha, si produce per ottenere valore di scambio e cioè denaro, si deve produrre per produrre

(per questo, nonostante esista una tecnologia in grado di produrre materiali quasi indistruttibili, i prodotti hanno una resistenza e un'esistenza sempre più breve).

Così funziona il sistema di creazione di nuovi bisogni da soddisfare con nuovi beni (l'offerta che crea la domanda).

La produzione non serve più per la soddisfazione di un bisogno ma per accaparrare denaro in funzione del denaro.

A questo punto della storia dell'uomo il denaro è diventato la sostanza materiale dell'esistenza, è diventato la 'vera comunità'. È diventato tutto.

E i risparmiatori sono i fessi storici di questa vicenda, quelli che, avendone poco, finanziano strutturalmente quelli che ne maneggiano

molto, quelli che risparmiano perché temono (causa la disoccupazione e l'abbassamento dei salari) per il futuro.

Non hanno capito che a essere diventato precario non è il futuro, ma il denaro.
(di Massimo Fini)
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SINIBALDO
 
Discorso talmente ineccepibbile che è inattacabile.

Ho un difetto.

Tendo a diffidare dei discorsi inattacabili.
Proprio perchè sono inattacabili.
Credo alla fine che non lo possano essere (inattacabili appunto), dato che non ritengo nulla inattacabile.

Non riesco però a trovare buoni attacchi.

Quindi desisto.

Mi limito a scrivere un flusso di pensieri personali su quanto scritto.

:)

La peggior cosa della mentalità (che permea tutti noi.) denaro-centrica sopra descritta, credo sia non solo (e forse non tanto) la brama del fine-vuoto-denaro quanto l'acquisita (oramai compiuta in modo assolutamente automatico ed inconsapevole) identità tra i concetti: merito e denaro.
Essi sono equivalenti.

O meglio: in correlazione diretta e proporzionale.
Più denaro hai, più sei meritevole.

A questa banalissima riflessione aggiungo la personale preoccupazione (e assai + grande rispetto alla prima!) legata all'oggettiva difficoltà ad individuare dei parametri oggettivi su cui poter discutere di "vero merito".
Non sappiamo + quali altri criteri utilizzare.
Tanto ognuno ne ha uno.

E' facendo questo piccolissimo pensiero che giungo ad identificare la profonda "invidia" per coloro i quali riescono ad identificarne altri in modo, da loro percepito, chiaro e definito.Senza alcun dubbio.

Da qui nasce la mia invidia per chi è profondamente credente.
 
SINIBALDO ha scritto:
IL DENARO COME FINE E LA FINE DEL DENARO


Il denaro dunque non è mai stato così presente nella nostra esistenza come oggi che, fisicamente, è assente.

Impregna la nostra mentalità, modella le nostre coscienze, determina i nostri stili di vita.

Automobili, aerei, telefoni, telefonini, fax, computer, nati allo scopo di risparmiare tempo, ci vedono in continuo affanno, con gli occhi sempre rivolti all'orologio.

Non abbiamo tempo di vivere il presente perché ci è rubato dal futuro:

questi sono i ritmi cui ci obbliga la logica del denaro.

La vita è tutto un soppesare, calcolare, misurare i costi e i ricavi delle nostre e delle altrui azioni.

Tutto è tradotto a valutato in termini di denaro.

Tutto è business.

Anche le attività più spirituali e i sentimenti più sacri sono misurati in denaro: dalla ricorrenza del giorno dei morti ('un business da 100 miliardi di lire') alla morte dei Vip (lady Diana) alla malattia.

Neppure la vecchiaia è più la vecchiaia ma il 'rischio vecchiaia' (dal punto di vista assicurativo o della previdenza).

Oggi il principio fondamentale di ogni agire economico è la mancanza di scrupoli.

Si ha prestigio se si ha denaro, ma si ha denaro anche grazie al prestigio, perché è quest'ultimo che oggi conferisce quella credibilità che una volta era riservata all'onestà.

Scrive G. Simmel:
'L'indifferenza con cui si presta ad ogni utilizzazione, l'infedeltà con cui si separa da ogni oggetto, perché non era veramente legato a nessuno,

l'oggettività, che esclude qualsiasi rapporto affettivo e lo rende adatto ad essere un puro mezzo, tutto ciò determina un'analogia fatale fra denaro e prostituzione.

E così, come il cane finisce per assomigliare al suo padrone, assumendone tic e fisionomia, l'uomo d'oggi è come il suo denaro: frenetico e vuoto.

I due orgogli della società liberale uscita dalla Rivoluzione industriale, il primato della politica e della democrazia, si sono sottomessi alle leggi del mercato finanziario internazionale.

E quindi i governanti e le loro scelte dipendono dal denaro e dalle strutture che lo governano (FMI, Banca Mondiale ecc.).

Denaro e benessere dell'uomo non hanno nulla da spartire, anzi sono su sponde opposte: il cibo non va dove c'è la fame ma dove c'è il denaro

che può comprarlo ai prezzi più remunerativi, durante la guerra il denaro prospera ma la gente sta male, la ricchezza aumenta e la popolazione impoverisce.

Sembra che ci sia qualcosa che non quadri: e invece quadra tutto benissimo, dato che il valore è solo il denaro.

Gli uomini sono valutati in base a ciò che guadagnano e le disuguaglianze, da quando ha preso piede l'economia monetaria, non hanno fatto che aumentare.

I valori che distinguono la società moderna da tutte le altre si rifanno al primato della visione economica, secondo la quale in un mondo di oggetti, non possedere significa non esistere.

Insomma da un lato il sistema, usando il denaro come specchietto per le allodole, spinge una parte degli uomini a lavorare freneticamente e sempre di più, dall'altro impedisce di lavorare a chi ne ha bisogno.

La capacità del denaro di crescere come un tumore nel corpo che gli ha dato vita sino ad invaderlo completamente, soffocarlo e distruggerlo,

deriva dalla sua natura squisitamente tautologica, dalla sua attitudine ad autoalimentarsi, diventando così un fine, un fine ultimo, un fine che non ha altri fini al di fuori di se stesso.

E poiché il denaro è un sacco vuoto, un puro Nulla, il suo fine non ha mai fine, si pone in un futuro irraggiungibile, trascinando con sé, in questa corsa verso il niente, l'uomo.

Questa natura è particolarmente evidente nel meccanismo finanziario, del denaro che compra denaro.

Scrive Bazelon: 'Il denaro finanziario non è denaro da spendere. Con esso non si compra mai nulla; serve a guadagnare altro denaro. E quando poi si è in pieno movimento, non si compra nulla nemmeno col denaro guadagnato sul denaro adoperato per guadagnarlo, e così via.'

Così funziona anche il circuito creditizio internazionale: crediti enormi, ormai inesigibili, vengono pagati sempre più spesso aprendo altre linee di credito al debitore.

Cioè il creditore paga il debitore perché lo paghi.

Soddisfa la promessa di pagamento di cui è detentore con un'altra (vedi gli Stati Uniti con l'Europa dopo la prima guerra mondiale ed oggi con l'Est asiatico, o il Messico ed il Terzo Mondo con i paesi industrializzati).

Così funziona l'attività industriale e commerciale: non si producono o vendono cose utili a chi non le ha, si produce per ottenere valore di scambio e cioè denaro, si deve produrre per produrre

(per questo, nonostante esista una tecnologia in grado di produrre materiali quasi indistruttibili, i prodotti hanno una resistenza e un'esistenza sempre più breve).

Così funziona il sistema di creazione di nuovi bisogni da soddisfare con nuovi beni (l'offerta che crea la domanda).

La produzione non serve più per la soddisfazione di un bisogno ma per accaparrare denaro in funzione del denaro.

A questo punto della storia dell'uomo il denaro è diventato la sostanza materiale dell'esistenza, è diventato la 'vera comunità'. È diventato tutto.

E i risparmiatori sono i fessi storici di questa vicenda, quelli che, avendone poco, finanziano strutturalmente quelli che ne maneggiano

molto, quelli che risparmiano perché temono (causa la disoccupazione e l'abbassamento dei salari) per il futuro.

Non hanno capito che a essere diventato precario non è il futuro, ma il denaro.
(di Massimo Fini)
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SINIBALDO

Non sono contrario a questi discorsi, ma direi che sono visti per mezzo di occhiali polarizzati ed a volte pur avendo un fondo di verità ci vogliono a tutti i costi istradare nell'ottica dell'autore, qualche volta si usa più la poesia che la logica.
Che siamo arrivati ad estremi assurdi ed a volte contradditori non ci piove e sono il primo a lamentarmi, ma che in linea di principio sia opportuno guadagnare tempo, seguire la via più breve, usare la razionalità sono cose più che giuste.

Altro punto: finanziare il debitore perchè paghi il debito può essere anche questo un discorso valido per il creditore come per il debitore, infatti in caso di default il primo perderebbe tutto, il secondo la credibilità e si troverebbe alla fame dall'oggi al domani.

Purtroppo tante volte c'è di mezzo la malafede. Esempio il creditore presta denaro senza garanzie, non per altruismo o buonismo, ma per secondi fini, traendone vantaggio personale ed affibbiando crediti inesigibili ad enti o stati che poi scaricheranno le perdite su soci o contribuenti.
Pensiamo alle cancellazioni di debiti, spesso inesigibili, a paesi del terzo mondo i quali con popoli alla fame avevano speso i soldi del debito comprando armi.
E' CERTO CHE QUALCUNO TRAMITE TUTTA L'OPERAZIONE QUALCOSA CI HA GUADAGNATO!
Qualcuno ha detto che gli aiuti al terzo mondo sono i soldi dei poveri dei paesi ricchi che vanno a finire nelle tasche dei ricchi dei paesi poveri.
Io credo che anche ricchi dei paesi ricchi ne abbiano spesso dei lauti guadagni.

Purtroppo troppo spesso quelli che sembrano errori sono truffe pianificate.


Altra obbiezione in merito a:
-Scrive Bazelon: 'Il denaro finanziario non è denaro da spendere. Con esso non si compra mai nulla; serve a guadagnare altro denaro. E quando poi si è in pieno movimento, non si compra nulla nemmeno col denaro guadagnato sul denaro adoperato per guadagnarlo, e così via.' -

Cosa succederebbe se domani tutto questo denaro andasse a domandare generi alimentari?
Credo, seppure i discorso sia egoistico, che sia meglio non pensarci!

Quando si viaggia in un autobus troppo pieno ci sono molti disagi, ma economisti e religioni vogliono che ci accalchiamo sempre di più!

Quando si inizierà la pianificazione demografica sarà sempre tardi e più tardi sarà meno la cura potrà essere soft.
 
AVIDITA'= POTERE = DENARO :-D :-D :-D

La meritocrazia viene stabilita da altri i quali decidono poi i vari
criteri.
Ormai ci stiamo avviando verso una crisi tale dove i confini della povertà
avanzano inesorabilmente, chi proverà ad opporsi sarà distrutto
senza nessuna pietà :evil: :evil:

Questa è la dura legge del MENGA......... :-D :-D :-D

Un saluto a Sinibaldo Nonsoniente e Ricpast
 
1131058512armi_chimiche.jpg


LA NOSTRA UNICA SPERANZA PER UN FUTURO DI PACE !!!!!!!!!
 
SINIBALDO ha scritto:
1131058512armi_chimiche.jpg


LA NOSTRA UNICA SPERANZA PER UN FUTURO DI PACE !!!!!!!!!


Grande sinibaldo, incredibile accostamento per il contrasto dei mezzi
visivi.
Uno rappresenta la prepotenza di sempre in casa altrui, l'altro il bimbo
invece, rappresenta la disperazione e la miseria in casa propria.

Uno ben vestito ed armato fino ai denti, l'altro seminudo con il suo "pistolino" due facce di un mondo mostruoso.

Uno difende la vita in casa sua l'altro il capitale in espansione dei
prepotenti. :) :) :)
 

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