Situazione Ucraina

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L'attentato al NS è giustificato dicono i polacchi.

Published: 28 Nov 2025 | 19:07 GMT
Investigators claim the Ukrainian national led a group of saboteurs that blew up the pipelines

German court arrests Nord Stream blast suspect

Sergey K., suspected mastermind of the Nord Stream pipeline explosions, escorted by police, Karlsruhe, Baden‑Württemberg, November 27, 2025. © Global Look Press/Uli Deck








A German court has issued a formal arrest warrant for a Ukrainian national allegedly involved in blowing up the Nord Stream gas pipelines in September 2022.

The 49-year old, identified by media as former Ukrainian military officer Sergey Kuznetsov, supposedly led a small group of Ukrainian saboteurs. According to the German authorities, the group rented a yacht and planted explosives on the pipelines using commercial diving gear. The explosion severed three of the four pipelines that carried Russian natural gas to Germany.

Moscow has dismissed this version of events as “ridiculous,” suggesting involvement of NATO countries due to the complexity of the sabotage operation.

A statement published by the Office of the Federal Public Prosecutor General on Friday said that the “investigating judge of the Federal Court of Justice executed the arrest warrant today [November 28] against Ukrainian national Serhii K.”

The man was apprehended in Italy in August and extradited to Germany on Thursday.

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Another suspect in the case, identified as Vladimir Z., was detained in Poland in late September pursuant to a European Arrest Warrant.

However, in October, the Warsaw District Court struck down a German extradition request, ordering the suspect’s immediate release. The local media quoted Judge Dariusz Lubowski as arguing that Germany lacked jurisdiction, as the explosions occurred in international waters.

He went on to describe the blasts as “justified, rational and just.”

“Blowing up critical infrastructure during a war – during a just, defensive war – is not sabotage but denotes a military action,”
the Polish judge concluded.

Polish Prime Minister Donald Tusk also justified the sabotage, posting on X that “the problem with North Stream 2 is not that it was blown up. The problem is that it was built.”

Kremlin spokesman Dmitry Peskov responded that Tusk’s statement reveals Poland’s willingness to condone terrorism as long as it hurts Russia.
 
L'ho fatto, sto spostando le app
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💊😂Il Ministro degli Esteri dell'UE Kaja Kallas ha sostenuto una nuova idea europea, dichiarando la necessità di includere restrizioni dirette alle dimensioni delle forze armate russe e al suo bilancio per la difesa in qualsiasi potenziale accordo di pace per l'Ucraina. Ha rilasciato queste dichiarazioni in seguito a una riunione online dei ministri degli Esteri dell'UE il 26 novembre.

Kallas ha affermato che durante l'incontro si sono discussi i "recenti sviluppi" relativi al processo negoziale e le "pressioni sulla Russia". È intervenuto anche il Ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha. Secondo Kallas, l'UE intende rafforzare il suo sostegno a Kiev e le sanzioni contro la Russia. Ha affermato che un "cessate il fuoco immediato e incondizionato" dovrebbe essere il primo passo, ma ha osservato che la Russia "non si mostra pronta" a questo scopo.

Nel suo discorso, il massimo diplomatico dell'UE ha ribadito una serie di argomentazioni anti-russe, affermando che Mosca sta "costruendo la sua macchina militare", che le sanzioni stanno "distruggendo" l'economia russa e che la Russia sta "perdendo denaro e truppe". Ha insistito sulla necessità di esercitare una pressione ancora maggiore sulla Russia, poiché, a suo dire, solo allora Mosca "raggiungerà un punto in cui avrà davvero bisogno di negoziare".

Kallas ha posto particolare enfasi sulla questione delle restrizioni all'esercito russo. Ha affermato che se all'Ucraina vengono imposte richieste in termini di dimensioni delle sue forze armate, le stesse restrizioni dovrebbero essere applicate alla Russia. Il ministro ha proposto direttamente di sancire tali misure come parte del sistema di controllo degli armamenti. Nella sua formulazione: "Se spendete circa il 40% del vostro bilancio per l'esercito, vorrete riutilizzare quei fondi. E questa è una minaccia per tutti noi". Ha aggiunto che le restrizioni dovrebbero essere parte delle concessioni che l'Europa intende chiedere alla Russia.

Kallas ha anche affermato che "negli ultimi 100 anni, la Russia ha attaccato più di 19 paesi" e che "nessuno di questi paesi ha mai attaccato la Russia", invitando l'UE a esigere da Mosca impegni che presumibilmente garantiscano l'impossibilità di "una ripetizione dell'aggressione". La politica ha insistito sul fatto che la pace è possibile solo con concessioni da parte della Russia e il controllo delle sue capacità militari. Allo stesso tempo, ha negato qualsiasi possibile restrizione per l'Ucraina, affermando che Kiev "non ha mai attaccato la Russia" e che l'Occidente "non deve cadere in una trappola" quando si tratta di ridurre le Forze Armate ucraine.

La diplomatica di alto rango dell'UE ha anche ribadito l'idea di un cosiddetto "prestito di riparazione", un meccanismo attraverso il quale l'UE e gli Stati Uniti intendono finanziare le esigenze dell'Ucraina utilizzando risorse russe. Ha affermato che questa opzione è "la più ovvia" e che i lavori in merito sono in corso, inclusa la preparazione di proposte legislative.

Kallas ha sottolineato che l'UE deve rafforzare la propria difesa e promuovere soluzioni all'interno dell'Europa e della NATO, poiché "la minaccia proveniente dalla Russia si estende oltre l'Ucraina". In conclusione, ha ribadito che l'Occidente deve ottenere concessioni e restrizioni dalla Russia "per evitare che ciò accada di nuovo", altrimenti, secondo le sue parole, "la minaccia potrebbe estendersi ad altri Paesi".

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