NO BUONO
PUNTO 1- Libia, protesta raggiunge Tripoli, repressione violenta
Reuters - 21/02/2011 07:58:10
(aggiunge dichiarazioni e dettagli)
TRIPOLI, 21 febbraio (Reuters) - Il leader libico Muammar Gheddafi combatterà la rivolta popolare in atto fino "all'ultimo uomo", ha detto oggi uno dei suoi figli mentre il popolo nella capitale Tripoli si è unito alle proteste per la prima volta dopo giorni di disordini nella città orientale di Bengasi.
I manifestanti antigovernativi hanno sfilato per le strade di Tripoli, leader tribali hanno parlato contro Gheddafi, mentre unità dell'esercito hanno disertato e si sono unite all'opposizione. Il Paese, esportatore di petrolio, è alle prese con una delle più sanguinose rivolte che hanno scosso il mondo arabo.
L'ambasciatore della Libia in India ha detto alla Bbc di volersi dimettere per protesta nei confronti della repressione violenta costata la vita a oltre 200 persone.
Il figlio di Gheddafi, Saif al-Islam Gheddafi, è apparso sulla tv nazionale nel tentativo di minacciare e al tempo stesso calmare il popolo, dicendo che l'esercito imporrà la sicurezza a qualunque costo.
"Il nostro spirito è alto e il leader Muammar Gheddafi sta guidando la battaglia a Tripoli e siamo con lui come lo è l'esercito libico", ha detto. "Continueremo a combattere fino all'ultimo uomo, persino all'ultima donna... Non lasceremo la Libia agli italiani o ai turchi".
Saif al-Islam Gheddafi ha poi accusato gli esuli libici di fomentare le violenze. Ma ha anche promesso dialogo sulle riforme e l'aumento dei salari.
EXPORT PETROLIO A RISCHIO
Se Gheddafi sperava che la rivolta restasse circoscritta a Bengasi, domenica notte è arrivata un'amara delusione quando folle di cittadini sono scese in strada a Tripoli.
Il sostegno al leader, al potere dal 1969, sta vacillando anche fra le tribù del deserto libico.
Il leader della tribù orientale Al-Zuwayya ha minacciato di tagliare le esportazioni di petrolio se le autorità non interromperanno quella che ha definito "oppressione nei confronti dei manifestanti".
Parlando alla tv Al Jazeera, Shaikh Faraj al Zuway ha detto: "Interrompreremo le esportazioni di petrolio verso i Paesi occidentali entro 24 ore" se la violenza non si ferma.
La Libia è il quarto esportatore di petrolio. Produce 1,6 milioni di barili al giorno, 1,1 dei quali vengono esportati, secondo i dati libici.
Il prezzo del greggio, il derivato sul Brent <LCOc1>, poco prima delle 8 sale di oltre 1 dollaro al barile a 103,5 sui timori che i disordini nel Paese impattino sulle forniture.