Volete uscire dall'euro?

Mha io penso che se usciamo dall'euro le categorie che avranno dei vantaggi, saranno le aziende che esportano e chi ha debiti. Per il resto saremmo tutti a 90, se con i miei risparmi adesso compro un appartamento, quando usciremmo dall'euro ne comprerò mezzo, che gran vantaggio che ho avuto.
 
Ho scritto oggi sul mio thread una cosa che avevo letto giorni proprio sull uscita dall euro ecc ecc
mi hanno scritto di non dire baggianate.
siete tutti compagni di merende qua?:lol::lol::lol:
 
Mha io penso che se usciamo dall'euro le categorie che avranno dei vantaggi, saranno le aziende che esportano e chi ha debiti. Per il resto saremmo tutti a 90, se con i miei risparmi adesso compro un appartamento, quando usciremmo dall'euro ne comprerò mezzo, che gran vantaggio che ho avuto.


Veramente quando siamo passati dalla lira all'euro i prezzi delle case sono raddoppiati:cool:gli appartamenti da 200 milioni sono stati venduti a 200mila euro; coloro che l'avevano già acquistato in lire ci hanno guadagnato, mentre coloro che l'hanno acquistato in euro....ci stanno perdendo.;)

.....cmq. probabilmente è solo questione di tempo, tanto vale....anticipare l'uscita; già ci sono i paesi del nord...che si lamentano di quelli del sud, a partire dalla Finlandia che, senza l'euro.....vale un c.acio.
 
Ultima modifica:
Mha io penso che se usciamo dall'euro le categorie che avranno dei vantaggi, saranno le aziende che esportano e chi ha debiti. Per il resto saremmo tutti a 90, se con i miei risparmi adesso compro un appartamento, quando usciremmo dall'euro ne comprerò mezzo, che gran vantaggio che ho avuto.

Ne comprerai mezzo se continuiamo a starci!

E' da quando è stato creato che gli stati periferici rischiano di fallire un giorno si e l'altro pure!

Ogni 50 anni la cermania se non muove guerra ai suoi vicini non sa che quazzo fare, malefici bifolchi mangiawurstel, e sto giro si è pure alleata con la francia, mai vista sta cosa nella storia :wall::wall:

La norvegia, la svezia e la svizzera se ne strabattono dei nostri casini e fanno bene!! :help::help:
 
Veramente quando siamo passati dalla lira all'euro i prezzi delle case sono raddoppiati:cool:gli appartamenti da 200 milioni sono stati venduti a 200mila euro; coloro che l'avevano già acquistato in lire ci hanno guadagnato, mentre coloro che l'hanno acquistato in euro....ci stanno perdendo.;)

:up::up::up:
Pure quelli che han fatto un mutuo :rolleyes::rolleyes:
 
certo se dipendesse da loro non usciamo nemmeno in ginocchio e tanto ci hanno messo 60 anni per fare quadrare il loro cerchio
 
:up::up::up:
Pure quelli che han fatto un mutuo :rolleyes::rolleyes:

:bow::bow:...purtroppo soprattutto coloro che hanno fatto il mutuo, sono quelli che ci stanno perdendo di +:(...nelle more La Germania, soprattutto con l'opposizione, si stà già....portando avanti.:wall::cool:




LA GERMANIA SI STA PREPARANDO PER USCIRE DALL’ EURO ?
Postato il Giovedì, 01 settembre @ 05:40:00 CDT di supervice
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DI MARSHALL AUERBACK
New Economic Perspectives
L’articolo di Olaf Henkel dell’edizione di oggi del Financial Times sta facendo scalpore. D’accordo, Henkel è un uomo odioso, ma la mia opinione verso di lui - una volta lo ritenevo un tipico borderline - diventa col tempo piu positiva. I tedeschi volevano entrare in un’unione monetaria perché, con quell’accordo, si sarebbe rimossa l’arma del deprezzamento del tasso di cambio in mano ai paesi concorrenti. La disciplina di salari reali tedeschi, i miglioramenti della produttività del lavoro e l’innovazione non potevano essere spazzati via da un tratto di penna. Ricordiamoci che ci sono fondamentalmente tre Germanie:

Germania #1: la Bundesbank e il "finanzkapital", che conserva enormi fobie sul ripetersi dell’iperinflazione stile Weimar e un credo quasi teologico nel "sound money" (ndt: una moneta che si appoggia su oro o argento, o altro che abbia un valore stabile). Si tratta della Germania degli entusiasti dell’oro fisico e degli economisti austriaci, che credono nella moneta forte, nelle politiche fiscali "responsabili", e che erano fondamentalmente antitetici all’euro come grande unione allargata. Poi ci sono gli "Europeisti", guidati da Kohl che essenzialmente riteneva di poter risolvere il "problema tedesco" legando più strettamente la Germania in una cornice pan-europea, di cui l’unione monetaria ne era parte fondamentale. Il voto indeciso era quello della Germania #3, la Germania industriale che fece sua l’ipotesi di un’unione monetaria proprio perché bloccava i concorrenti dell’industria tedesca a un tasso di cambio fisso e rimuoveva l’espediente della svalutazione.
A me sembra, comunque, che questo voto indeciso ha iniziato ad avere ripensamenti, visto che ha erroneamente considerato i "costi" che il paese deve sostenere per questi ripetuti salvataggi. Questa preoccupazione pare oltrepassare gli ovvi benefici di vedere come le nazioni "dissipatrici" del Mediterraneo acquistino più merci dalla Germania. È sconvolgente per me che Henkel, un grande protagonista del settore industriale tedesco, stia adesso guidando la cordata del ritiro dalla divisa. Ciò potrebbe indicare che sia avvenuto un cambio importante nella dinamica politica tedesca. I legislatori tedeschi potrebbero aver concluso che non ci sono tassi di cambio plausibili per il Neuro e lo Pseudo (o Soro?) che causerebbero problemi per il loro surplus delle partite correnti e la loro strategia basata sulla crescita delle esportazioni. O potrebbero aver deciso che la scelta "meno peggiore" visto i contraccolpi politici di nuovi prestiti per i sussidi a Grecia, Portogallo, eccetera.
L’altro punto è questo: le multinazionali non si preoccupano della provenienza della domanda fino a che aumenti in qualche luogo e che a loro sia permesso soddisfarla. L’arbitraggio del lavoro è come il cacio sui maccheroni. E quindi le politiche che realizzano squilibri insostenibili tra le nazioni e che hanno cattivi esiti sociali le soddisfano comunque fino a che gli venga permesso di girovagare liberamente nel globo per poter trarre vantaggio dalla domanda, ovunque essa si manifesti.
Questo probabilmente rimane vero fino a che il prezzo definitivo di queste politiche non venga condiviso con le multinazionali, sotto forma di tassazione o di norme aggiuntive. Fino ad ora alle multinazionali è andata benissimo per il fatto che i costi stanno calando in modo proporzionato rispetto a tutto il resto. Tutto potrebbe cambiare se venisse imposta una tassa di “solidarietà” sui profitti, invece che sulla popolazione.
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Fonte . A Tale of Three Germanys: Is Germany Preparing to Exit the Euro?
 

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