Alla cortese attenzione di Tashtego

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Alla fine Renzie, tradendo un certo malcelato nazionalismo (sconfinante nel bieco sciovinismo), sceglie di adottare soltanto serie italiane, anche per ingraziarsi i numerosi elettori di destra passati al PD.
Di seguito i punti fondamentali del nuovo corso educativo:

1) Le Frattocchie verranno ridenominate in "Fantocchie"
2) Proiezione ininterrotta nei corsi di tutti i film di Paolo Villaggio.
3) I nuovi quadri del PD dovranno tifare senza remore per i vari direttori megagalattici, lup mann pezz di mer., ing. grand mascalzon e similari, ed apprenderne le tecniche di sfruttamento e circonvenzione.
4) Ovviamente dovranno mostrare assoluto disprezzo per impiegati, pensionati ed in generale per la classe proletaria.
5) Alla fine dei corsi, i nuovi dirigenti potranno aspirare ad una brillante carriera:
Primo anno - birrone bersaniano da consumare rigorosamente da soli, cappotto di giaguaro smacchiato e 25% di elettori di sinistra.
Secondo anno - Occhialetto lettiano in oro, tavolone di subbuteo, una coppia di palle d'acciaio e appoggio incondizionato di Aspen e Bildenberg.
Terzo anno - Tifo di tutti i prenditori italici, 80 € del monopoli da ridistribuire, fiducia totale del 40% di elettori ex-democristiani ed ex-berluschini.
 
È un ritratto dissacrante del "Fidel infidèle" (cioè, infedele), quello che emerge dal libro La vita nascosta di Fidel Castro (pp. 336, euro 19,95), appena edito in Francia da Michel Lafon. Un Castro traditore, non solo perché fedifrago compulsivo, capace di cornificare le due mogli con amanti seriali (l'autore ne conta sei ufficiali, più svariate avventure); ma anche perché rinnegatore degli ideali della rivoluzione cubana, in nome di soldi, bella vita e alta cucina.
fidel castro e il che guevara Dal racconto di Juan Reinaldo Sánchez, ex pretoriano del Líder Máximo per 17 anni, poi pentitosi, incarcerato e fuggito a Miami,viene fuori la parabola di un Ricco Crapulone, cultore dello sfarzo e della pancia piena, alla faccia dei poveri cubani, cui imponeva dosi razionate di alimenti. È sconvolgente la descrizione di una tipica cena trimalcionica a casa Castro (una tenuta enorme di trenta ettari a Punto Cero). Sedutosi a tavola, Fidel ingurgitava, nell'ordine, «pesce grigliato, frutti di mare, brodo di pesce, pollo,montone, prosciutto crudo patanegra, riso, fagioli rossi, legumi verdi, patate, pastinaca», e poi, a condire il tutto, un vino algerino e una marmellata di fichi iracheni, speditagli personalmente da Saddam Hussein.
Se lo stomaco di Castro, a quei tempi, doveva avere una capienza esorbitante, non da meno erano i suoi polmoni. In virtù di un'ampiezza toracica da atleta, Fidel - racconta Sánchez -era un grande appassionato di pesca subacquea e di frodo.Per quelle immersioni il Líder della rivoluzione cubana si faceva trasportare sull'isola di sua proprietà a bordo di uno yacht extralusso, l'Aquarama II, che aveva un corpo di origine capitalista (replicava il modello di un barcone confiscato a un uomo di Fulgencio Batista) e un'anima di matrice comunista (i suoi quattro motori erano stati offerti da Leonid Brežnev).
CASTRO articolo upiFoto F Giunto alla meta, il Líder Máximo costringeva gli uomini della sua scorta a seguirlo nella caccia sottomarina «per essere protetto dall'attacco di squali, barracuda e pesci spada». E, una volta tornato in spiaggia, banchettava abbondantemente a suon di orate, palamite e aragoste. Pure la vita sentimentale di Fidel non era esente da eccessi.
castro h partb Castro collezionava donne: «Gli piacevano tutte magre e bionde», ricorda Sánchez. In base a questi parametri il leader cubano scelse la sua seconda moglie, Dalia Soto del Valle, tenuta nascosta all'opinione pubblica per quasi quarant' anni. La cornificò ripetutamente, partendo dalla sua segretaria particolare Celia Sánchez, e proseguendo con le interpreti Juana Vera e Pilar, mentre durante i viaggi si consolava con l'hostess Gladys.
feltrinelli e fidel castro Ogni dongiovanni, tuttavia, ha la sua nemesi. E così anche Castro subì la giusta ripicca della moglie, la quale lo tradì con Jorge, uomo della sua scorta, perdipiù nella casa della suocera... Fidel aveva anche il tempo di tenere in piedi le relazioni internazionali con gli Stati amici.
 
Robert De Niro Sr, pittore dell'espressionismo astratto, si dichiarò gay nell'America bacchettona degli anni Quaranta, lasciando la moglie Virginia Admiral (artista anche lei, era poetessa e pittrice) subito dopo la nascita di Robert nel 1943 - scrive Renato Franco su Repubblica - nel 1960 De Niro Sr abbandonò anche New York: quattro anni bohémien a Parigi, finì addirittura per strada e non fu di certo il figlio a negargli un aiuto economico (poi ripagato, il padre gli lasciò in eredità due milioni di dollari). In mezzo gli amanti, celebri e non, da Tenessee Williams a Jackson Pollock.
 

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