La struttura restò aperta dal 1932 al 1944, ufficialmente era indicata come segheria, ma in realtà era un laboratorio di ricerca segretissimo. Vi lavorava una squadra di "scienziati" le cui ricerche avevano come obiettivo lo studio dei limiti umani e, per gli esperimenti, venivano utilizzati prigionieri di guerra (nella maggior parte dei casi, cinesi), chiamati simpaticamente dai dottori "pezzi di legno". Capito l'ironia? Segheria... pezzi di legno... eh eh! Gli esperimenti erano praticati a vivo perché si presumeva che l'anestesia avrebbe potuto inficiare i risultati e le cavie erano di tutte le età: adulti, anziani, bambini, lattanti, donne incinte (il più delle volte ingravidate dagli stessi "medici"). Dopo la guerra, il nostro Yoshio dichiarò:
Ho fatto cose che nessun umano avrebbe mai dovuto fare.
See, troppo facile così. Non puoi uscirtene con una frase del genere e chiedere scusa dopo che (e parliamo di un totale stimato tra i 3.000 ed i 12.000 esseri umani) li hai:
vivisezionati senza anestesia.
estirpati di stomaco, fegato, polmoni e cervello.
usati come bersagli umani per provare granate, bombe batteriologiche e chimiche poste a varia distanza ed in posizioni differenti, nonché per testare lanciafiamme.
infettati con pulci e con sieri contaminati con agenti patogeni (sifilide, gonorrea, tularemia).
appesi a testa in giù, per osservare quanto impiegavano a morire per asfissia.
inoculati con sangue animale, acqua di mare e bolle d'aria nelle vene.
inoculati con piscio di cavallo nei reni.
lasciati senza cibo né acqua per vedere quanto impiegavano a morire.
messi in camere in cui veniva creato il vuoto.
congelati parzialmente e per intero.
centrifugati.
irradiati con dosi letali di raggi x.
bombardati con toni binaurali.
Grazie agli studi dell'Unità poi, durante la guerra, furono anche portati a termine attacchi biologici contro la popolazione cinese causando, tra le altre cose, epidemie di colera, antrace e peste bubbonica che mietettero oltre mezzo milione di vittime.