Banche, partiti e consumatori

giuseppe.d'orta

Forumer storico
La pubblicizzazione degli interrogatori e delle intercettazioni telefoniche in merito all'affaire Unipol-Quotidiano Nazionale-Bpi-Corriere della Sera, rende chiaro un quadro al quale mancavano alcuni tasselli.

L'operazione Unipol, vista con favore da alcuni partiti del centro-sinistra, mirava a costituire un polo bancario con Bnl e Mps, con l'acquisizione del Quotidiano nazionale (Nazione, Resto del Carlino, Giorno), mentre l'operazione Bpi, vista con favore da alcuni partiti del centro-destra, mirava a costituire un polo bancario con Antonveneta e all'acquisizione del Corriere della Sera. Due operazioni speculari, messe a punto da entrambi gli schieramenti, con la benedizione di Antonio Fazio, allora governatore della Banca d'Italia e in nome della italianita' delle banche, minacciate da concorrenti estere.

La bandiera della italianità è stata sventolata e supportata da alcuni media e ha fatto credere a molti italiani che occorreva salvare la Patria, ovvero gli interessi di partiti e banche amiche. Tutta questa operazione si faceva, si fa, sulla pelle, meglio sul portafoglio, dei consumatori. Quale tutela potrebbero avere i risparmiatori da chi li governa se gli interessi dei partiti e delle banche sono un tutt'uno? Certo, qualche fuoco di artificio si accende sempre per incantare i creduloni, ovvero i risparmiatori. Sta di fatto che il costo dei conti correnti delle nostre banche sono i più alti in Europa, nonostante gli sforzi dell'Abi di coprirsi con la foglia di fico del progetto "PattiChiari", che proprio chiari non sono.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc
 

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