ina prosegue la politica del doppio binario, in uno scontro furioso tra gli ordini centrali da Roma (perentori diktat in politica economica esercitati da funzionari dell’opus dei al fine di far applicare una politica economica anti-keynesiana e iper-liberista) e la parte del clero che è attiva nel sociale e che vede, invece, nei nuovi governi socialisti sudamericani, un’opportunità di crescita anche spirituale, e una maggiore adesione ai principi cristiani, proprio grazie alla diffusione sempre maggiore di benessere. La Chiesa si spacca in due tronconi proprio quando Kirchner butta fuori Caselli dal governo e rompe ogni rapporto con la destra conservatrice vaticana. Dal 2003 al 2008, si verifica in tutto il Sudamerica una forte contrapposizione tra i cristiani sociali da una parte, rappresentati dal cardinale Bergoglio, e quello della destra conservatrice più retriva, alle dipendenze dello Ior, gestito in prima persona dallo stesso Caselli. I montoneros vanno all’attacco e riesumano tutte le carte processuali relative all’omicidio del giornalista fotografo Cabezas e l’incartamento relativo al traffico di armi clandestine nella triangolazione con l’Ecuador e la Croazia. Nei primi mesi del 2008, in Ecuador, il nuovo presidente Rafael Correa fa arrestare tutto il governo precedente, boccia tutti i contratti internazionali di acquisizione di armi protestandoli e dichiarandoli illegali e taglia tutti i ponti a Estebàn Caselli e alla destra conservatrice della Chiesa in Sudamerica. A quel punto, l’argentino –su sollecitazione vaticana- inizia le sue manovre con la politica italiana e riesce a farsi eleggere nelle fila del PDL come senatore della Repubblica Italiana il 29 aprile del 2008, nella circoscrizione sudamericana degli italiani all’estero. Ma la sua elezione viene immediatamente contestata da Mirella Giai (candidata opposta) che denuncia brogli elettorali, soprattutto a Cordoba, Mendoza e nella provincia di Buenos Aires dove i seggi italiani erano stati allestiti dentro i conventi e nelle chiese. In Argentina esplode l’ennesimo scandalo, ma poiché si trattava di elezioni italiane, la magistratura argentina dichiara di non avere giurisdizione in merito. “Questo è uno stato di Diritto, abbiamo combattuto per la sua affermazione, e non saremo mai noi a violarlo. Così è il Diritto Internazionale e noi ci atteniamo” dichiarerà Nestor Kirchner, allo stesso tempo appellandosi alla sinistra democratica italiana affinchè intervenga presso la magistratura in Italia, nell’apposito ufficio elettorale. Ma dall’Italia arriverà una risposta negativa nel nome di un presunto principio di concordia nazionale e la cosa cade, svanendo nel nulla.Tutta questa lunga storia per spiegare le ragioni per cui in Italia non si parla del Sudamerica. Perché non si è parlato dell’Ecuador. Perché l’intera stampa italiana non ha mai parlato di questi avvenimenti. Perché seguiteranno