Il Brent torna sui livelli del dicembre 2017, il Wti sui livelli dell'ottobre 2017.
La perdita dell'ultimo mese è la più ampia dalla fine del 2014, anche se i produttori di petrolio hanno più volte espresso la volontà di tagliare la produzione per cercare di arginare il crescente surplus globale. L'Agenzia internazionale per l'energia si aspetta che la produzione non OPEC aumenti di 2,3 milioni di barili quest'anno. La domanda di petrolio del prossimo anno, nel frattempo, dovrebbe crescere di 1,3 milioni di barili al giorno.
L'eventuale decisione sui tagli potrebbe arrivare nell'incontro previsto per il 6 dicembre tra Paesi OPEC e alleati. L'Arabia Saudita sta spingendo l'OPEC ad accettare un taglio di produzione congiunto di 1,4 milioni di barili al giorno.
Dal picco di inizio ottobre Brent e Wti hanno perso circa 26 dollari li barile. E' altamente probabile che la violenza della caduta e l'esplosione della volatilità stiano mietendo parecchie vittime tra gli investitori speculativi che a fine settembre/inizio ottobre avevano assunto posizioni rialziste record. Uno di questi (optionsellers) è già venuto allo scoperto annunciando il fallimento suo e dei suoi clienti.
La volatilità ha raggiunto il livello più alto dalla fine del 2016, poiché gli investitori si sono affrettati a comprare protezione contro ulteriori forti cali dei prezzi.