FTSE Mib Futures Gli amici di Fibonacci - Cap. 1

Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.
Grafici del weekend: resistenza



I mercati sono in difficoltà tecnica e solo i nuovi massimi sostenuti su tutta la linea possono evitare una correzione estiva / caduta più ampia. E il tempo sta per scadere, mentre la tradizionale finestra stagionale positiva si concluderà nel periodo aprile / maggio. In questo preciso momento abbiamo visto un ritornello familiare che ho sollevato in Market Paradox . $ NDX ha fatto un nuovo high mentre key altri indici come $ DJIA no e questo è problematico.

Gli Internals continuano a essere deboli e, come ho sottolineato su Twitter, l'azione più recente è guidata dalla magia. Le lacune notturne con l'apertura del NYAD agli alti positivi solo per vedere la partecipazione peggiorare durante il giorno:

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Sven Henrich

✔@NorthmanTrader


Someone is using magic gap ups to sell inventory.
Day after day after day$NYAD

9:11 PM - Mar 14, 2018
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Qualcuno sta vendendo.

La scorsa settimana ho sollecitato cautela sul recente rally:

"Dal mio punto di vista il rally della scorsa settimana, pur avendo perfettamente senso dal punto di vista tecnico, non ha suonato il tutto chiaro. Lontano da esso. Vi sono profondi problemi interni nei mercati che suggeriscono che ulteriori guadagni, sebbene certamente possibili, potrebbero trovarsi seriamente messi alla prova dal fascino della storia ".

Questa settimana scorsa abbiamo visto gli indici colpire la resistenza chiave su tutta la linea e abbiamo assistito alla lotta dei prezzi anche durante una settimana stagionale OPEX di marzo.

$ NYSE fallito al 50MA e si è ritirato:



$ TRAN, ha etichettato il 50MA più volte e si è ritirato:



$ DJIA ha colpito sopra il 50MA e poi si è ritirato:



Questo è accaduto quando $ NDX ha fatto un nuovo massimo, ma poi non è riuscito a seguire.

In effetti il $ NDX ha avuto una pronunciata divergenza negativa:



Chiaramente $ NDX rimane l'indice più forte e non si può osservare alcun danno tecnico rilevante, ma i mercati restano molto dipendenti dal fatto che la tecnologia non si evolva.

In particolare $ NDX ha respinto nuovamente il prezzo su una linea di tendenza chiave:



Tutte queste linee di tendenza si sono rivelate estremamente rilevanti per $ NDX e, senza nuovi massimi sostenuti, $ NDX è ad alto rischio di introdurre una mossa correttiva più ampia con il coefficiente di .382 dai minimi del febbraio 2016 come potenziale obiettivo finale.

Anche il rigetto su una linea di tendenza chiave è stato un problema per $ SPX:



$ SPX ha difeso finora il suo 50MA e, senza una pausa sostenuta più bassa, rimane il potenziale per un gap gap di 2850:



$ SPX ha una linea di tendenza e il supporto 21MA di seguito. Se il prezzo rompesse questa linea di tendenza, il rischio immediato tornerebbe alla fascia di prezzo 100 / 200MA.

Potenziali notizie a breve termine per i tori qui: è il momento per un'altra riunione della Fed di questa settimana e gli incontri della Fed sono stati il principale motore della scoperta dei prezzi al rialzo per anni. Ma la gente dovrebbe prendere atto che tutta questa oscillazione del prezzo dell'indice si sta verificando nel contesto dei riacquisti essendo la fonte primaria di acquisto di azioni qui. I riacquisti nel 2018 stanno assistendo a una nuova ondata dovuta ai recenti tagli delle tasse. È quindi una domanda artificiale stimolata e non una domanda organicamente guidata.

E mentre i confronti degli utili saranno positivi quest'anno (a causa di riduzioni delle imposte) ci sono preziose prove che suggeriscono che la crescita trainata da fattori biologici stia guidando i prezzi delle azioni qui. Le vendite al dettaglio hanno perso 3 mesi consecutivi, i livelli del debito continuano a salire e il costo del debito pesante continua a salire.

Nel frattempo vediamo le stime del PIL precipitare di nuovo su tutta la linea.

È questo il segno di un'economia in espansione dovuta alla domanda organicamente guidata?



Suggerisco rispettosamente che non lo sia.

E per tutti i nuovi massimi su $ NDX possiamo osservare che il rapporto $ TNX / $ SPX che ho tracciato rimane in territorio discutibile:



L'Europa continua a ricevere stimoli artificiali stando seduti a tassi record da una BCE poco propensa a rimuovere lo stimolo a livello di crisi.

Tuttavia, mentre $ DAX è rimbalzata dai minimi su una divergenza positiva, non ha ancora seguito alcun progresso di prezzo, e anche se lo facesse, rischierebbe di costruire una spalla destra prima della stagionalità negativa che emergerà in estate rischiando una correzione del 25% gli alti dovrebbero far scattare il pattern:



Eurostocks ha cercato di uscire da una tazza più grande e gestire il modello, ma il breakout ha fallito finora:



I mercati di tutto il mondo rimangono storicamente estesi e ogni nuovo massimo si produrrebbe in importanti divergenze negative:



Una luce brillante qui è stata piccola, ma finora non sono riusciti a fare nuovi massimi:



La linea di tendenza discendente sull'indicatore di volatilità di $ RUT si è dimostrata, per il momento, la resistenza a qualsiasi manifestazione a small cap.

E mentre la volatilità è diminuita dai recenti massimi, il modello che sta emergendo suggerisce una maggiore volatilità per venire quest'estate:



Il modello apre la possibilità di vedere spazi vuoti più bassi riempiti da qualche tempo in aprile. In effetti, il modello stesso può suggerire un lungo periodo di taglio all'interno della più ampia gamma di prezzi correnti e lascia spazio alla possibilità di raduni considerevoli nelle settimane a venire, ma in linea di principio questo modello è rialzista per il $ VIX.

Come è il modello più grande sul $ VIX e per ora possiamo osservare che lo schema più grande sul $ VIX ha avuto:



Bottomline: abbiamo un ambiente di trading giornaliero positivo, ma anche un ambiente che consente l'acquisizione di mosse più grandi in entrambe le direzioni. Ma i mercati in generale continuano a mostrare problemi interni più ampi che non parlano di un ambiente sicuro. Tutto ciò che abbiamo visto la settimana scorsa è il prezzo che colpisce la resistenza e si sta ritirando.

I tori devono ricatturare i 50MA sugli indici più grandi. Secondo la sceneggiatura storica standard, una rinnovata, cauta e accomodante Fed, unita ad un altro giro di magia durante la notte, potrebbe certamente fare il trucco. A meno che, naturalmente, la nuova presidente della Fed non decida di mostrare sfiducia e attuare Shock and Awe a soli 9 anni dalla crisi finanziaria (che è il sarcasmo tra due). Una Fed audace fiduciosa? Fammi vedere.

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Borsa americana: analisi di un rialzo (in)finito
by RICCARDO FRACASSO on 17/03/2018 · LEAVE A COMMENT · in ANALISI INDICI BORSE, ANALISI MACROECONOMICHE, DATI MACROECONOMICI E INDICATORI,DIDATTICA, MONEY MANAGEMENT, S&P500
Il rialzo della borsa americana, avviatosi nel lontano Marzo 2009, presenta numeri impressionanti: 9 anni di salita e +330% (da minimo a massimo) – dati S&P 500.

Ovviamente, il livello di partenza molto basso (666 punti) ha ampliato i margini della salita.

Ma tale aspetto non è certamente l’unico ad aver contribuito a raggiungere certi numeri.

Politica monetaria

Gli stimoli monetari decisi della FED non hanno precedenti storici: politica di tassi zero di 7 anni e di 3 QE (Quantitative Easing) che hanno immesso sul mercato ben 3 mila MLD di dollari.

Tuttavia, è giusto rammentare che l’ultimo QE si è concluso oltre 3 anni fa e da oltre 2 siamo in una fase di rialzo (seppur graduale) dei tassi.

In altre parole, ormai da qualche anno è venuto a mancare un importante elemento di sostegno per il mercato azionario.

A ciò si aggiunga che da Ottobre 2017 la FED sta attuando un progressivo ridimensionamento del reinvestimento dei rimborsi dei titoli in portafoglio, il che implica una riduzione del proprio bilancio.

In altre parole, con la conclusione del QE è venuta meno una notevole fonte di entrata nel sistema finanziario, con la riduzione del bilancio viene addirittura drenata liquidità, aspetto evidentemente sfavorevole.

Buy Back

Le aziende hanno destinato gran parte dei propri utili acquistando azioni proprie e solo in misura marginale impiegandoli la crescita della propria attività.

Ciò ha evidentemente spinto il mercato azionario, ma ha contribuito a rendere ancor più sproporzionato il suo rialzo con l’effettiva crescita delle rispettive aziende.

Leva finanziaria

Il margin debt è ai massimi storici, a livelli più che doppi rispetto a quelli del 2000 (bolla tecnologica) e quasi doppi a quelli del 2007 (bolla subprime).

Se da una parte la tendenza rialzista della leva favorisce il rialzo della borsa, dall’altra i valori descrivono una situazione di marcata vulnerabilità del mercato e suggeriscono molta cautela.

Politica fiscale Trump

Non serve essere grandi esperti economici per sapere che gli stimoli hanno un senso se utili.

Gli stimoli fiscali recentemente deliberati da Trump, in un quadro economico che presenta livelli (intorno al 4%) di disoccupazione nei pressi dei minimi storici, non lo hanno.

L’economia va aiutata esclusivamente quando necessario.

Negli altri casi, i benefici sono marginali/nulli mentre i danni possono rivelarsi devastanti.

Nei periodi economicamente positivi lo Stato deve limitarsi a ridurre eventuali disuguaglianze, evitare il surriscaldamento dell’economia e migliorare la situazione dei conti pubblici.

Trump sta facendo l’esatto opposto.

Se da una parte l’incremento dell’inflazione piuttosto debole richiede un rialzo dei tassi graduale e non troppo repentino, dall’altra il quadro generale americano non necessita di interventi statali.

I recenti stimoli fiscali del presidente americano appaiono fuori contesto.

Guardando al passato, potrebbero essere equiparati alla decisione di Greenspan (al tempo presidente della FED) di prolungare la politica monetaria espansiva anche quando la ripresa economica era solida, con l’illusione di estendere all’infinito la forsennata corsa del mercato immobiliare.

Infatti, Greenspan alimentò una enorme bolla immobiliare con i risultati che tutti sappiamo.

Oggi Trump aumenta in modo ingiustificato il debito, proprio quando dovrebbe contenerlo, ed il prezzo da pagare si rivelerà molto salato quando si tratterà di rifinanziarlo a tassi presumibilmente più alti degli attuali.

Inoltre, adottando misure fiscali quando l’economia è in salute, si priva di cartucce che gli sarebbero tornate utili per fronteggiare una futura recessione.

In parole semplici, si sta dando da bere ad un cavallo che in questo momento non ha sete.

Conclusioni

In buona sostanza, il rialzo avviatosi nel marzo del 2009 è stato favorito solo parzialmente dalla ripresa economica, ma principalmente dai buy back, dagli stimoli monetari e dal ricorso alla leva senza precedenti, e negli ultimi anni dalla carenza di alternative.

Elementi di supporto che in parte sono esauriti ed in parte presentano eccessi pari o superiori a quelli registrati nel 2000 e nel 2007.

Tutto ciò ha ampliato sempre più la forbice tra Wall Street (economia finanziaria) e Main Street (economia reale), ben rappresentata dal rapporto capitalizzazione di borsa / PIL, che ha raggiunto l’area di top storico registrata nel 2000.

Tale divario è destinato a rientrare, e proprio i tonfi del 2000 e del 2007 (rispettivamente -50% e -57%) ci dimostrano come ciò non avvenga mai in modo indolore e controllato.

Anche se non v’è certezza, la fiammata della volatilità cui abbiamo assistito ad inizio Febbraio potrebbe rivelarsi il campanello di allarme di tutto ciò.

Si ricorda, infatti, che fiammate simili non restano quasi mai fenomeni isolati, se non per qualche mese di apparente tregua.

Riccardo Fracasso
 
Dodd-Frank Act, ci prepariamo ad una nuova crisi sistemica?
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DODD-FRANK

Il senato usa ha passato a larga maggioranza (67 vs 31) un disegno di legge che modifica radicalmente il Dodd Frank Act.
la nuova legge cambia radicalmente i profili delle banhce considerate sistemiche, quindi soggette a controlli. Alza progressivamente l asticella da 50bn a 250bn, lasciando quindi fuori dai controlli tutta una serie di banche che furono considerate invece sistemiche e oggetto di alvataggio nella crisi post lehman.
Viene modificato il trattamento di molti assets , che vengono considerati risk free.
Per esempio l allargamento della definizione di HQLA (high quality liquid assets) , fino a ricomprendere agenzie, sopranationals, e bonds municipali ridurrà l ammontare di tbonds che le banche sono costrette a detenere, e causerà uno switch tra questi nuovi titoli (che rendono di più) a scapito dei tnote.

Ma che cosa è esattamente la Dodd Franck Act?




Fonte: Borsa italiana

La riforma di Wall Street nota come Dodd-Frank Act è un complesso intervento voluto dall’amministrazione di Barack Obama per promuovere una più stretta e completa regolazione della finanza statunitense incentivando al tempo stesso una tutela dei consumatori e del sistema economico statunitensi.

Uno degli interventi più importanti del Dodd-Frank Act riguarda il consolidamento di diverse agenzie nella Consumer Financial Protection Agency, che ora fa riferimento al Dipartimento del Tesoro Usa, e ha il compito di proteggere i consumatori tramite il monitoraggio e la regolazione dei settori delle carte di credito, di debito e dei mutui immobiliari. Gli obiettivi dichiarati sono quello di scongiurare la creazione di nuove bolle, come quella che ha portato alla crisi dei mutui subprime, e quello di evitare l’accumulo di un eccesso di rischio da parte dei contribuenti americani, promuovendo una maggiore trasparenza su diversi mercati finanziari.
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Il Dodd-Frank Act ha anche istituito il Financial Stability Oversight Council che ha lo scopo specifico di identificare eventuali rischi sistemici presenti nel sistema finanziario a stelle e strisce, tramite un’azione di monitoraggio che si estende anche agli hedge fund.

Un altro obiettivo dichiarato, ma non ancora realizzato, è stato quello del bando del trading proprietario, ossia della cosiddetta Volcker Rule, che si propone di evitare che le banche commerciali utilizzino i depositi dei propri clienti per fare trading sui mercati finanziari compiendo operazioni rischiose.

Per aumentare la trasparenza dei mercati è stato anche creato un Office of Credit Ratings presso la Sec (la Consob americana NdR): dovrà vigilare sull’operato delle maggiori agenzie di rating (le nationally recognized statistical rating organizations o NRSROs). Queste agenzie sono infatti finite più volte sul banco degli imputati durante la crisi e sono state accusate di non avere saputo valutare per tempo i rischi impliciti di diversi strumenti finanziari posti sotto la loro osservazione.

Un altro campo di intervento del Dodd-Frank Act è stato quello dei derivati. Questi strumenti finanziari sono stati chiamati in causa in tutte le maggiori crisi degli ultimi anni, ma rimangono ancora oggi assai spesso fuori dai monitor dei maggiori enti regolatori del mondo. La nuova riforma di Wall Street si è proposta di intervenire sul campo degli swap Over the counter (ossia non regolamentati) attribuendo delle specifiche aree di intervento alla SEC e alla CFTC (Commodity Futures Trading Commission). La prima è incaricata di sorvegliare i “security-based swap”, ossia i contratti di “scambio” più semplici basati su un singolo titolo, finanziamento o su una base molto ristretta di titoli o di eventi da monitorare. Alla Commodity Futures Trading Commission spetta invece il compito di monitorare tutti gli altri swap. L’attenzione riservata a questi strumenti deriva anche dal fatto che nei momenti di maggiore tensione sui mercati le forti oscillazioni dei credit default swap, ossia delle assicurazioni contro il fallimento di determinati emittenti tra i quali anche gli stati sovrani, hanno aumentato l’instabilità dei mercati senza peraltro dimostrare una adeguata trasparenza sui movimenti reali di titoli.

uata trasparenza sui movimenti reali di titoli.

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Tutti questi interventi si sono scontrati con la resistenza delle lobby e dei maggiori attori dell’industria finanziaria globale. In molti casi la complessa articolazione dei mercati su scala globale ha richiesto una crescente opera di coordinazione fra soggetti internazionali distinti (per esempio tra gli Stati Uniti e l’Europa). La complessità dei campi di intervento (basti pensare alla enorme varietà dei prodotti della finanza strutturata) ha ulteriormente complicato il percorso di una regolamentazione che risulta ancora molto frammentata. Diversi passi avanti sono stati compiuti e anche in Europa molti spunti provenienti dal Dodd-Frank Act hanno trovato un corrispettivo in direttive vere e proprie e nel dibattito su una nuova regolamentazione dei mercati. Spesso però le ambizioni iniziali della Riforma di Wall Street sono state fortemente ridimensionate e la sua concreta attuazione è stata sovente rinviata ai prossimi anni.
 
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Outlook Ftse Mib #51
di MTosoni addì 15/03/2018 in Analisi dei Mercati, Certificates 0
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Bentornati all’appuntamento con l’Outlook sul Ftse Mib. La situazione continua a rimanere nebulosa, con il nostro indice che ancora una volta ha trovato un ostacolo insormontabile in area 22.900/22.800. Dopo un avvio piuttosto promettente, la seduta di ieri si è chiusa con un -1.00% circa e la terza chiusura negativa consecutiva. Risulta quindi molto difficile riuscire a delineare un quadro chiaro, nel momento in cui la situazione politica è ancora caratterizzata da forti incertezze circa la formazione del prossimo governo, e dagli Usa ogni giorno rimbalzano nuove voci sui dazi e dati macro contrastanti, che naturalmente rappresentano un forte interrogativo circa le sorti dell’economia globale.

Come già esposto in alcuni articoli precedenti, la navigazione a vista diventa una necessità ed un’opera di sano pragmatismo: ciò che va fatto in attesa di segnali più chiari da parte dei mercati (ad esempio un breakout di 22.900 o un breakdown dei minimi del 5 marzo in area 21.500/21.400), la cosa più intelligente da fare a mio avviso, consiste nello stabilire dei livelli di prezzo validi, riducendo drasticamente la durata delle operazioni, limitandosi ad un day trading ben pianificato. Cerchiamo quindi di capire quali livelli di breve termine possano produrre inversioni o accelerazioni del prezzo, osservando il consueto grafico daily:



Tracciando i consueti ottavi di Gann, tra i minimi 2016 (zona 15.000) ed i massimi 2018 (zona 24.000), notiamo facilmente come la fortissima resistenza (di cui ormai parlo da settimane) di area 22.900/22.800 corrisponda anche al 12.50% (1/8) di Gann, così come il doppio minimo di fine 2017 e inizio mese in area 21.500 corrisponda al 25.00% (2/8) di Gann. La fedeltà con la quale questi livelli siano stati rispettati dal Ftse Mib – in un periodo nel quale la volatilità è andata ad aprirsi rientrando verso valori medi – rappresenta senza dubbio un elemento moderatamente positivo: il mercato sebbene più inquieto di qualche mese fa e talvolta news-driven, sta mantenendo un comportamento tecnico. Questo fattore da un lato disegna una situazione tutto sommato sotto controllo (sebbene sicuramente ci sia del fuoco sotto cenere, da tenere in debita considerazione), dall’altro offre la possibilità di lavorare con la dovuta fiducia nei momenti nei quali il Ftse-Mib vada ad avvicinare determinati valori rilevanti. Procedo quindi ad elencare livelli di supporto e di resistenza, che sarà buona cosa osservare con cura nei prossimi giorni/settimane:

SUPPORTI

  1. 22.000 tondo – Si tratta ovviamente di un prezzo psicologico dove sono intercorsi i minimi degli scorsi mesi di Ottobre e Novembre 2017. Un approdo in questa zona, con rilevamento di divergenze su oscillatori e con time frames intraday (15 Minuti – 1 Ora), potrebbe rappresentare un valido punto di entrata in posizione per rapide operazioni mordi e fuggi.
  2. 21.500/21.400 – Si tratta dell’area di minimo annuo che cade peraltro sulla base del trading range sviluppatosi nella scorsa estate tra Agosto e Settembre. In caso ci si arrivasse molto velocemente (ovvero entro Lunedì prossimo), un’operazione Long con ottica di rimbalzo nell’ordine di 1/1.5 punti percentuali, sarebbe per il sottoscritto un must: tanto maggiore la velocità, tanto maggiore la probabilità di una ricopertura veloce.
  3. 20.800/20.700 – Si tratta del 37.50% (3/8) di Gann e rappresenta un supporto davvero molto, molto solido. In quest’area riscontriamo infatti il minimo della lunga congestione di carattere accumulativo sviluppatasi nel corso di Giugno 2017, nonchè una precedente resistenza rappresentata dai massimi relativi di poco più di un anno fa, tra fine Marzo e inizio Aprile 2017. Su questi livelli ritengo ci siano parecchi open interests di operatori anche primari. Ne consegue che in questa zona, l’apertura di operazioni Long (da subordinare a quello che sarebbe un eventuale quadro generale), sia da considerarsi promettente anche con orizzonti temporali di più ampio respiro (dalla settimana al mese).
RESISTENZE

  1. 22.800/22.900 – Di questa prima area di resistenza ho già parlato, e del resto, osservare il grafico consente di rilevare facilmente la straordinaria rilevanza di questo livello. Attenzione tuttavia: la zona è estremamente lavorata, ne consegue che un ennesimo attacco, vedrebbe aumentare drasticamente le probabilità di breakout. Evitare con cura di aprire nuove posizioni short nel caso di ritorno ai massimi di questo mese.
  2. 24.000/24.200 – Si tratta dell’area di massimo annuo, che corrisponde peraltro ad un enorme e direi ormai storico spartiacque tra un Ftse Mib debole ed un Ftse Mib che possa far nuovamente sognare scenari gloriosi. In questa zona, dall’ormai post crisi sub-prime sono stati spenti tutti i tentativi di attacco del Toro. Per questo primo scorcio del 2018 le carte in tavola non sono cambiate. La considerazione da farsi è quindi estremamente logica ai miei occhi: con il veloce storno di inizio Febbraio capitanato dagli indici americani, il Long-Only in modalità massima stabilità è finito e si è aperta una nuova fase di ritorno della volatilità, condita dagli “umori” di Trump e per noi italiani, dalle vicende politiche. Oggi quindi gli indici internazionali sono chiamati ad una prova di forza, che sarebbe necessariamente accompagnata dal dipanarsi di alcune nubi che incombono all’orizzonte: per questo motivo, un ritorno ai massimi annui non potrebbe che presupporre una rottura del “muro” ed una probabile accelerazione che perdurerebbe almeno per tutto il 2019 (sebbene con pull back non più limitati e facili da gestire come quelli del 2017).
Tutti i principali analisti sono piuttosto concordi nel prevedere che in Usa arriverà una recessione entro il 2021. E’ chiaro come questa informazione valga poco o nulla visto che nel frattempo abbiamo 9 mesi di 2018, tutto il 2019 e tutto il 2020 da gestire. Cerchiamo quindi di osservare un grafico settimanale, al fine di rilevare qualche movimento di più ampio respiro che possa aiutare a trarre ulteriori spunti:



Innanzitutto, grazie a questo grafico, si può notare in tutta la sua “magnificenza” il famigerato muro di area 24.000, che ha anche un buon legame numerologico con massimi e minimi storici del Ftse: sostanzialmente il minimo post sub-prime è arrotondabile in area 12.000 punti. Procedendo al raddoppio di questo valore, si giunge proprio a 24.000. Raddoppiando ulteriormente, si giunge a 48.000 punti che è l’area di massimi storici. Noi trader contemporanei, stiamo quindi lavorando a metà del guado e mi si consenta una metafora: se la partita sul Ftse Mib fosse un tiro alla fune, con gli orsi a tirare verso 12.000 e i tori a tirare verso 48.000, le forze in campo ad oggi sarebbero estremamente equilibrate.

Alla luce di queste considerazioni, c’è ancora qualcuno che sia stupito dell’incertezza che viviamo ai giorni nostri, su questi livelli? Se il compratore vuole comprare a basso prezzo ed il venditore vuole vendere al prezzo maggiore possibile, a metà di questa forbice di prezzi, verrebbe raggiunto un momentaneo equilibrio, che potrebbe poi spezzarsi in un senso, piuttosto che nell’altro…

Esistono momenti nei quali il bravo trader, a mio modo di vedere le cose, deve armarsi di pazienza operando di breve termine ed attendendo che sia il mercato stesso a chiarire quali siano le reali forze in campo. No, non credo ai guru francamente: oggi come oggi tracciare scenari di medio-lungo altro non è che una congettura, una sensazione. Personalmente sono moderatamente ottimista, ma ripeto, si tratta solo di un’idea e di una percezione che il toro non sia ancora disposto a lasciare il campo all’orso. Nulla di più. Di certo non mi arrogherò particolari meriti in caso effettivamente nella seconda parte del 2018 dovesse arrivare il breakout di 24.000 punti, così come da analista tecnico, non mi sentirei avvilito qualora si dovesse scendere sotto i 20.800 punti.

Il quadro è inevitabilmente di difficile interpretazione. Per il momento invito comunque a seguire il canale che ho tracciato sul grafico Weekly precedente: finchè lo mantiene il toro è ancora vivo. E’ poco, ma è sicuramente meglio di niente.
 
AMERICA: PIETRA TOMBALE SULL’INFLAZIONE!
Scritto il 14 marzo 2018 alle 07:34 da icebergfinanza

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Siamo ormai giunti in prossimità della fine del ciclo economico USA, la “trumpnomics” non potrà fare nulla, i soldi risparmiati dal calo delle tasse verranno impiegati per pagare i debiti e per ricomprare azioni proprie e ingrassare avidi azionisti, nessuna possibilità di rilanciare l’economia.

Nel frattempo dagli ultimi dati, ulteriore pietra tombale sulle aspettative irreali di inflazione…

… Il dato potrebbe calmare i mercati, che a febbraio hanno temuto un aumento dell’inflazione e dunque una Federal Reserve meno accomodante del previsto. Esso è arrivato in vista della riunione della Fed del 20 e 21 marzo prossimi, quando è attesa un rialzo dei tassi di 25 punti base all’1,5-1,75%.(…) Su base annuale (…) il dato “core” è salito dell’1,8%, come a gennaio, sotto il valore considerato ottimale dalla Federal Reserve, pari al 2%; le attese erano per un +1,9%.America 24

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Qui sotto vi mettiamo la dinamica dell’inflazione core, ovvero depurata delle componenti volatili come energia e beni alimentari, mettetevi il cuore in pace e rassegnatevi, nessuna traccia delle fesserie sull’inflazione…

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Questa dovrebbe essere, ribadisco dovrebbe perché con i matti non si sa mai, la resa definitiva dei “bond vigilantes” l’ennesimo fallimento dell’attacco alla famigerata linea maginot del trentennale americano, tracciata dalla storia.



Ma di questo parleremo in dettaglio nel prossimo Machiavelli, nel caso fosse confermato si è chiusa la più spettacolare finestra di guadagno degli ultimi anni.

(Teleborsa) – Nei recenti rapporti economici c’è un “indizio” che le pressioni inflazionistiche stanno crescendo, ma finora non ci sono stati molti aumenti effettivi dei prezzi al consumo. E così che la pensa che la pensa il presidente della Fed di Chicago Charles Evans che sottolinea che la banca centrale americana può bloccare l’aumento dei tassi fino a “metà anno circa” per valutare i dati sull’inflazione in arrivo.

La settimana prossima i falchi della Federal Reserve dovranno tornare in gabbia.

Inflation Expectations – Federal Reserve Bank of Cleveland
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Nel frattempo il clown Trump ha avuto un’altra geniale idea, dopo aver eliminato l’ennesimo burattino, Larry Kudlow, un commentatore della CNBC uno che non capisce nulla di economia, sta per essere nominato suo nuovo consigliere economico.

. “Sto prendendo in considerazione varie persone ma lui è un buon candidato”, ha detto Trump. Kudlow, negli anni ’70 un democratico, ha iniziato la sua carriera tra gli economisti della Federal Reserve di New York; ha lavorato per l’amministrazione Reagan tra il 1981 e il 1985.

Per chi non conosce questo genio un rapido riassunto!

Larry Kudlow ad esempio, nel giugno 2005 ha scritto che non c’era alcuna bolla immobiliare in arrivo che si stava esagerando un po come i due geni di casa nostra Alesina e Giavazzi, che scrivono sul Corriere delle Comiche…

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Peccato che bastava studiare la storia come abbiamo fatto noi, unici in Italia ad aver previsto la crisi del 2008.

Tornando al comico che verrà nominato consigliere economico, scriveva nerl dicembre del 2007 … Bush Boom Continues

Non c’è nessuna recessione in arrivo. I pessimisti avevano torto. Non succederà. Al minimo, stiamo guardando Goldilocks 2.0. (E quello è un minimo). Goldilocks è vivo e vegeto. Il boom di Bush è vivo e vegeto. Sta finendo il suo sesto anno consecutivo. Sì, è ancora la più grande storia mai raccontata.

Meraviglioso, io me lo immagino Kludow, suggerire a Donald che è magnifico, che Goldilocks è il futuro, che il boom continuerà in eterno, la più grande storia che verrà mai raccontata, roba da scompisciarsi dalle risate.

All’inizio del primo mandato di Clinton, Kudlow un repubblicano da baraccone, sosteneva che le politiche di Clinton avrebbero portato l’economia in una profonda recessione o addirittura in una depressione. Successe in contrario.

Siamo grati alla storia se questo comico verrà nominato consigliere economico di Trump, accadrà il contrario e noi ci avvieremo alla conquista del tesoro di Machiavelli.

Sempre nel 2007, parlando di Bush…

“Ho sempre creduto che i mercati azionari fossero il miglior barometro della salute, della ricchezza e della sicurezza di una nazione e il messaggio di oggi sul mercato azionario è un voto di fiducia inconfondibile per il presidente”.

Maraviglioso, affascinante abbiamo un contrarian di razza, come la coppia Alesina e Giavazzi, i comici economisti più famosi d’Italia!

Non solo, dopo Bill Gross che ha letteralmente cannato tutte le previsioni di scoppio della bolla obbligazionaria degli ultimi anni, ora abbiamo un altro campione delle previsioni di mia nonna, Jeff Gundlach che come dice Zero Hedge ci sono 3,8 trilioni di dollari di motivazioni per cui le sue previsioni sono aria fritta…

Nella presentazione di stasera, Jeff Gundlach di DoubleLine ha ribadito il suo monito agli investitori secondo cui i rendimenti a 10 anni “sono suscettibili di andare verso l’alto”.

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Ma, come è evidente sopra, la sottoperformance del rame nelle ultime settimane non ha aiutato il suo caso e ora, i rendimenti dei 10Y effettivamente sembrano “alti” rispetto agli aspetti inflazionistici delle materie prime .

Tuttavia, c’è un altro motivo per dubitare che la prossima mossa nei rendimenti obbligazionari sia una rottura al rialzo … in realtà ci sono alcune migliaia di miliardi di motivi …

Alla fine di febbraio, Citigroup metteva in guardia dal rischio che tutti erano posizionati al di sotto del reddito fisso proprio come il parametro di riferimento per la duration (30 anni di rendimento del Tesoro USA) testando la resistenza pluriennale

( … la nostra famigerata linea MAGINOT)






Gli analisti di Citigroup, vedono qualcos’altro in anticipo e non sono d’accordo con Gundlach:

Abbiamo indirizzato Mo Udall nel ridimensionare l’impatto delle tariffe (acciaio e alluminio) che hanno un impatto inferiore all’1,0% delle importazioni e un paio di decimi del PIL.

Questo ci ha insegnato che quando tutti sono d’accordo, probabilmente succederà qualcos’altro .

È giunto il momento di analizzarlo di nuovo quando i rendimenti a 30 anni sembrano pronti a superare il 3,10% in termini di rendimento benchmark con un nuovo test al supporto vicino al 2,7%

In parole povere sono tutti posizionati dall’altro lato della barca, dove siamo noi,

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E come mostra anche il grafico, vi sono quasi 4 trilioni di dollari di debiti che stanno tremando sino alla nausea per i prossimi aumenti di tasso.



Tornando a cose più serie, e tralasciando i clown dell’economia e del mercato obbligazionario, i Ceo delle aziende americane più grandi non sono mai stati cos” ottimisti sulle prospettive economiche degli Stati Uniti, merito della riforma fiscale approvata prima di Natale. Per forza non vedono l’ora di incassare le proprie stock option elargire bonus ai propri portafogli, ingrassare gli azionisti e ricomprarsi a prezzi folli le proprie azioni, questi di creare occupazione non hanno la più pallida intenzione, mica sono così stupidi da farlo alla fine di un ciclo economico.

Trump valuta nuovi dazi su prodotti cinesi per 60 miliardi di dollari
La Casa Bianca sta pensando di imporre nuove tariffe contro prodotti Made in China equivalenti a importazioni in Usa per 60 miliardi di dollari annui. L’anticipazione è di Reuters, secondo cui nel mirino dell’amministrazione Trump ci sono attrezzature tecnologiche e delle tlc ma non solo.

Come Trump usa i dazi contro la Cina
Numerosi analisti temono che i dazi americani possano condurre anzitutto Stati Uniti e Cina sull’orlo della guerra commerciale. Su questo, il presidente è stato caustico: “Meglio di no, ma se c’è, c’è”. La battuta si spiega meglio riascoltando le dichiarazioni di Trump in materia, che non concedono repliche…



Chiudiamo in bellezza con il campione nostrano dinprevisioni contrarian, uno che ha previsto ben sei delle ultime ZERO riprese economiche e ripetute discese del debito pubblico a fronte di continui Record storici!

Davvero un segnale di buon auspicio per il popolo italiano oltre a spazzare via questi terroristi politici ci attende una scena politica rivoluzionaria.
 
su apple ho spostato in avanti l'inizio del box frattale che vedo in passato per cui dai massimi di maggio a quelli di agosto, saremmo così in scadenza tra poco delle 21/23 settimane se non si verifica l'evento sposterò all'inizio di novembre l'inizio del box e poi da conteggiare le successive 21 settimane che scadranno a inizio aprile per il tuffo carpiato :-D a rompere la media verde

Vedi l'allegato 460775

sappiamo che il rialzo dei pagliacci è legato ad una manciata di titoli vedi fang boeing e qualche altro, io su apple e google mi sono pronunciato in passato, devo essere sincero su apple non mi aspettavo un rimbalzo cosi forte ma continuo a credere che sotto la media mensile verde vedremo un ribasso corposo, mi rimane solo una incognita se i massimi fatti siano definitivi oppure dobbiamo aspettare aprile come da analisi fatta a suo tempo.

Vedi l'allegato 465494
apple riaggiorno il box frattale la cui scadenza delle 21/22 settimane è tra la fine di marzo e inizio aprile, 2 le zone che sono ricche di aspettative da parte mia

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THE BIG SHORT: COMMERCIAL REAL ESTATE!
Scritto il 16 marzo 2018 alle 07:30 da icebergfinanza

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La notizia di ieri è che Amazon ha fatto chiudere tutti i 735 negozi americani della Toys R l’ex colosso dei giocattoli made in USA, mandando a casa la bellezza di oltre 33.000 anime…

Il colosso dei giocattoli Toys ‘R’ Us chiude i negozi negli Stati Uniti …
Internet ha avuto la meglio sul produttore di giocattoli americano Toys’R’Us, che ha annunciato ieri la liquidazione di tutti i suoi negozi negli Stati Uniti, segnando la fine di un’era per il famoso distributore di giocattoli che impiega 65.000 persone in tutto il mondo.Toys’R’Us, che ha dichiarato bancarotta a settembre 2017, sta ora aspettando il via libera della giustizia statunitense per poter “procedere alla liquidazione dell’inventario” dei suoi 735 negozi negli Stati Uniti, riferisce una nota del gruppo. “Non abbiamo più il sostegno finanziario per continuare le nostre attività americane”, prosegue la nota, affermando che si tratta di una “giornata profondamente triste per noi e per i milioni di bambini e famiglie che abbiamo servito negli ultimi 70 anni”.

Ovviamente non possiamo che confermare la TERRIBILE esplosione deflattiva che prosegue inarrestabile in tutto il mondo, distruggendo intere esistenze, inoltre 735 immobili commerciali verranno dismessi, dando un’ulteriore spinta al crollo del mercato immobiliare commerciale.

Per chi non sapesse di cosa parlo, consiglio di dare un’occhiata qui, senza fretta, ricordo solo che il mercato immobiliare residenziale ci ha messo ben tre anni per collassare…

THE BIG SHORT: COMMERCIAL REAL ESTATE BUST!

THE BIG SHORT: LA CRISI CHE VERRA’!
The Five Largest CMBS Loans to Turn Newly Delinquent in January

Come riporta Zero Hedge lo scorso anno è stato un a tempesta perfetta per il settore retail, che hanno ufficialmente perso la guerra con Amazon, con non meno di 30 catene al dettaglio che hanno presentato istanza di fallimento con il CEO di Urban Outfitters che ha dichiarato che ” la bolla della vendita al dettaglio è esplosa “.

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Fonte: Reorg Primo giorno
… portando il numero totale di casi del capitolo 11 da metà 2015 a 50, con oltre 20 miliardi di dollari in passività.

Quindi è il peggiore anno per la vendita al dettaglio, o il settore si sta avvicinando all’occhio dell’uragano?

Secondo l’ultimo rapporto di ricerca di Moody sul settore del commercio al dettaglio, l’agenzia di rating prevede che almeno sei emittenti retail siano inadempienti nei prossimi 12 mesi, la maggior parte dei quali si verificheranno nella prima metà dell’anno.

Mentre la buona notizia è che il tasso di default del settore dovrebbe raggiungere il picco del 12,43% a marzo, Moody’s avverte che le previsioni di default sono ancora elevate per il resto del 2018 e indicano ulteriori sofferenze prima che questo rating si stabilizzi a livelli inferiori.

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Peccato che queste previsioni non tengano conto dell’esplosione della madre di tutte le bolle, della grande esplosione deflattiva che verrà!

Nel frattempo i “bond vigilantes” si sono rassegnati contribuendo a far scendere i tassi di interesse ipotecari visto che gli ultimi aggiornamenti economici hanno dipinto un quadro un po ‘più cupo. In generale, dati economici più deboli coincidono con tassi più bassi. I primi sono stati i numeri delle vendite al dettaglio, che sono passati in territorio negativo a febbraio. Gli analisti si aspettavano un modesto miglioramento.Più tardi al mattino, numerose fonti di monitoraggio del PIL ampiamente seguite dai mercati hanno aggiustato le stime del primo trimestre a livelli significativamente più bassi.

Non ultimo ieri, il nuovo consigliere economico di Trump, il comico Kudlow ha dichiarato

Kudlow Warns Fed Against Hiking Fast as He Jumps to White House
“Lasciamola strappare, per l’amor del cielo”, ha detto Kudlow a proposito della crescita economica negli Stati Uniti, durante un’intervista di più di un’ora, mercoledì su CNBC. “Il mercato si prenderà cura di se stesso. L’intera storia si prenderà cura di se stessa. La Fed farà ciò che deve fare, ma spero che non esagerino “.

In parole povere Kudlow, suggerisce a Powell di non alzare i tassi mercoledì, di stare attento a non esagerare.

A proposito di mercato che si prenderà cura di se stesso, una notizia strepitosa per dare un’ulteriore spinta alla prossima devastante crisi…

Senato Usa vota storica deregulation big di Wall Street

WASHINGTON (WSI) – Per la prima volta il Senato americano ha votato per la deregulation dei big di Wall Street con la legge Crapo, dal nome del senatore Mike Crapo, il più alto repubblicano del Senate Banking Committe.“Questo disegno di legge mostra che possiamo lavorare insieme e possiamo fare grandi cose che fanno una grande differenza nella vita delle persone in tutto il paese”.

Potranno fare grandi cose per fottere di nuovo la classe media, grandi cose per distruggere l’economia.

Tornando a noi, il calo dei rendimenti obbligazionari coincide con i tassi ipotecari più bassi, È probabile tuttavia che il mutuatario medio non veda subito l’effetto di questa sensibile modifica.



E ora un anticipo del nostro Machiavelli che uscirà nel fine settimana!

Chi invece nelle prossime settimane vedrà una sensibile ed importante variazione saranno i titoli di Stato americani i cui prezzi riprenderanno a salire in maniera importante.



La spinta decisiva probabilmente arriverà dalla sorpresa di mercoledì, quando è previsto l’incontro della Federal Reserve e dalla follia di Trump… una lucida follia!

Pennsylvania, dove l’ultima speranza sono i dazi di Trump
Noi da sempre seguendo i suggerimenti della storia siamo contrari al protezionismo ma allo stesso tempo non siamo così stupidi da non accorgerci di quello che sta succedendo nei nostri territori, nei nostri distretti industriali.

Nel abbiamo parlato più volte in passato, parlando di Glocalizzazione

La glocalizzazione ritiene che il fondamento della società in ogni epoca è stata ed è la comunità locale, dall’interazione degli individui, organizzati in gruppi sempre più allargati, presenti su un territorio.(…) La glocalizzazione inizia la propria analisi dai sistemi semplici per arrivare ai più complessi, mentre la globalizzazione sembrerebbe privilegiare i sistemi complessi ignorando molto spesso le implicazioni dei sottosistemi.

Questa è solo una sintesi per una più ampia discussione sul tema che faremo a tempo debito. Ogni cosa a suo tempo sotto il cielo.

Trump alza l’asticella nella guerra dei dazi: il prossimo obiettivo è la Cina
su apple ho spostato in avanti l'inizio del box frattale che vedo in passato per cui dai massimi di maggio a quelli di agosto, saremmo così in scadenza tra poco delle 21/23 settimane se non si verifica l'evento sposterò all'inizio di novembre l'inizio del box e poi da conteggiare le successive 21 settimane che scadranno a inizio aprile per il tuffo carpiato :-D a rompere la media verde

Vedi l'allegato 460775
 
Ciao Iron, Frumento finito il movimento up o solo una pausa[/QUOTE]

direi una pausa, movimento attuale vistoso potrebbe risultare dannoso, penso rimango con le idee negative in testa preferirei un nuovo minimo per lo strappo vero e proprio per arrivare a 600

Vedi l'allegato 465599

wheat box disegnato il 2 marzo che ha intercettato zona di massimo esattamente a 52 daily come scritto e sulla resistenza della gialla tratteggiata

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eh il tempo che mi manca sempre!! Silvestro osserviamo il settimanale del wheat cosa notiamo?? massimo raggiunto dal prezzo attualmente che è la mediana del canale, tu cosa pensi riesce a romperlo facilmente oppure ha bisogno di uno spunto da più sotto??' Inoltre aggiungo che sarà vera gloria e intendo sopra 600, perchè questo livello sempre essere alla portata, solo sopra 551.53 la tratteggiata gialla o tl bianca, sopra di esse si annunciano tg sui livelli fibo in alto

Vedi l'allegato 465600
silvestro penso che ti ricorderai che ero scettico a riguardo del rialzo duraturo :d: almeno in questo momento

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Stato
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