BANCHE: GOBBI (BANKITALIA), FUSIONI? PRIMA PARTONO MEGLIO E', MA DECIDE MERCATO
"Siamo ancora in un'economia di mercato, per cui saranno le singole banche che valuteranno i tempi e le convenienze" di eventuali aggregazioni ma "un processo, se non comincia, fa fatica a procedere". Cosi' Giorgio Gobbi, capo del Servizio stabilita' finanziaria della Banca d'Italia, a margine del meeting Efma 2018 all'Universita' Cattolica, ha risposto a chi gli chiedeva un commento sul possibile risiko bancario che molti analisti sono convinti scattera' a breve. Il processo di accorpamento tra banche, ribadisce, "prima comincia e, probabilmente, meglio procede, ma non possono essere le Autorita' che dettano i tempi della struttura del mercato, quella evolve secondo gli interessi degli operatori". Bankitalia, dal canto suo, non scoraggia certo ipotesi di fusione: "Penso che ci sia spazio - continua Gobbi - c'e' bisogno di aumentare l'efficienza, i ricavi e, quindi, se le aggregazioni portano maggiore efficienza e consentono di ridurre i costi" allora "ben vengano". Il dirigente di Bankitalia spiega come le aggregazioni tra istituti siano "necessarie" perche' "sta cambiando il mondo, la tecnologia, ci sono economie di scala che in passato non c'erano, c'e' la necessita' di ridurre gli sportelli perche' c'e' la rete dei servizi telematici". Insomma, ci sono diverse "ragioni" affinche' "avvengano" ma "sono decisioni, ripeto, degli operatori di mercato".