Gloria ai Bastardi - Cap. 1

Stato
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Mni: George: Saw earlier opportunities for liftoff during '15 george: Soft economic patches makes raising rates harder
 
Bund parabolico, T-note a 1,90%...volendo potrebbero bastare e fermarsi qua.

Unica cosa da capire e che, non riusciremo mai a capire è...se c'è dell'altro, oltre a quello che vediamo.

sera a tutti, che senso ha vedere un bund a tali livelli se la più grande banca tedesca e non solo è alla camera a gas ? o il prz di un'azione non rispecchia la verità ?

sembra strano ma a me Renzi quando fa il bullo con l'europa me piace assai... specie se..

Ue: due pesi due misure, banca tedesca salvata dai contribuenti
2 febbraio 2016, di Daniele Chicca
ROMA (WSI) – La legge europea è uguale per tutti, ma è un po’ più magnanima con la Germania. Una sua banca ha ricevuto un trattamento di favore rispetto alle quattro banche regionali italiane salvate di recente con il contributo di creditori e risparmiatori. Bruxelles, nel caso italiano, ha invocato la norma che vieta gli aiuti di stato, ma non è stto fatto nel piano anti crac di Hsh Nordbank.

Il caso dell’istituto di credito tedesco salvato con i soldi dei contribuenti a ottobre resta tuttora un mistero. Allora, quando partì l’autorizzazione a fare ricorso al piano di bail-out per scongiurare il crac, non furono colpiti i creditori come invece avvenuto in Italia nel caso di Banca Marche, CariChieti, CariFerrara e Banca Etruria il 22 novembre dell’anno scorso.

Come spiega Il Corriere della Sera “Bruxelles in quel caso invocò una complessa argomentazione proprio per risparmiare gli investitori tedeschi. Ma non è chiaro quale sia: quattro mesi dopo, la Commissione Ue non ne ha ancora pubblicato il testo della decisione. La trasparenza, stavolta, non abita a Bruxelles”.

Il governo italiano si è sicuramente mosso in ritardo e avrebbe dovuto studiare cosa comportava l’ingresso della norma sui bail-in a gennaio 2016. È come se della direttiva Ue che da un mese impone le perdite delle banche in crisi su azionisti, creditori e correntisti con più di 100.000 euro in banca fossero al corrente solo pochi esperti.

Non solo. L’amministrazione Renzi avrebbe potuto evitare che dieci mila italiani vedessero depauperati i loro investimenti, per effetto dell’azzeramento delle obbligazioni senior, ossia quelle più rischiose.

“Da allora molti si chiedono perché i successivi governi italiani abbiano accettato regole simili a Bruxelles. Se l’Italia si fosse opposta fino in fondo, avrebbe potuto far valere il suo veto e bloccare la direttiva europea sulla «risoluzione» delle crisi bancarie fino a quando le norme non fossero state emendate”.

Dalle ricostruzioni dei media pare che il governo abbia provato a chiedere emendamenti e una revisione delle regole – come ha proposto il numero uno di Bankitalia Ignazio Visco qualche giorno fa – prima di salvare le quattro banche punendo i creditori, ma che abbia fallito. Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia italiano, avevano chiesto che le nuove norme venissero introdotte gradualmente.

Perdite creditori potevano essere evitate

Ma le autorità europee e la Germania fecero notare che la direttiva faceva parte dell’accordo già preso da tutti i paesi membri sull’Unione bancaria. Bloccarla avrebbe voluto dire aumentare i sospetti che l’Italia volesse evitare la vigilanza europea sulle sue banche per motivi non meglio precisati. A quel punto, secondo la tesi europea, Roma sarebbe finita sotto l’attacco dei mercati, tornando a complicare la tenuta del debito pubblico come avvenuto nel 2011 all’apice della crisi del debito sovrano in Eurozona dei cosiddetti Piigs, i paesi del Sud d’Europa più l’Irlanda.

L’episodio mostra quanto poco valga il peso politico e la leva negoziale dell’Italia e più in generale dei paesi con meno crescita e più debito. E come sia facile per i paesi più virtuosi e politicamente “forti” minacciare il nostro esecutivo, che ha peccato indubbiamente di scarsa preparazione e arte diplomatica.

Una verifica definitiva delle controverse norme Ue sui piani di bail-in è prevista per il 2018. Sulla carta sono più giuste del bail-out, che vede la partecipazione agli sforzi economici di tutti i contribuenti del blocco, ma dall’altra sicuramente andava tutto preparato meglio e con più gradualità, informando a dovere i cittadini.

Fonte: Corriere della Sera

sembrerebbe che sia arrivato il momento della resa dei conti..
 
Premesso che anche il cds USA si è innalzato e quelle delle banche europee pure... so che questo vi farà andare a nanna contenti e svegliare domani mattina tutti bagnati... :D
 

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Ridotto al 50% la coperta.

A 17.300 tengo la coperta ma incremento la parte lunga. In caso di ripresa, invece, tolgo la coperta solo sopra 17.800 ma non incremento la parte lunga, salvo casi particolari.

Il MIB è per me sotto del 30% del suo attuale valore, ritegno sempre più che sitano sbattendo fuori il più possibile e giorno dopo giorno limano il valore desiderato.
 
Ridotto al 50% la coperta.

A 17.300 tengo la coperta ma incremento la parte lunga. In caso di ripresa, invece, tolgo la coperta solo sopra 17.800 ma non incremento la parte lunga, salvo casi particolari.

Il MIB è per me sotto del 30% del suo attuale valore, ritegno sempre più che sitano sbattendo fuori il più possibile e giorno dopo giorno limano il valore desiderato.

ok sul 30% ma se vale su dati vecchi italiani e i nuovi hanno calo PIL e prod Ind. il valore scende..

ribadisco il mio discorso su ENI e ribadisco i miei target dati a settembre di 15500 e 13200 :rolleyes:
 
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