Gloria ai Bastardi - Cap. 1

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Ciao Dark ;)

niente di particolare, ho solo notato che quando viene meno (o diminuisce bruscamente) la correlazione fra svalutazione dell' eur su $ e movimenti dell'equity, in breve tempo uno dei due si riaggiusta e non è quasi mai il cambio.
Il recupero poderoso di venerdì scorso degli azionari non accompagnato da un equivalente reverse dell' eur/usd (confrontato al movimento del giorno prima) era abbastanza inusuale da risultare "sospetto"; e difatti questa settimana l'equity si è adeguata :mumble:

:up: Vero. Ma mentre lo spostamento della yellen da 4 a solo 2 rialzi di tassi per quest'anno era in qualche modo atteso, chi ha effettivamente sorpreso i mercati è stato Draghi, che ha fatto molto di più di quanto ci si aspettasse. Quindi considero sospetta la debolezza del dollaro in questo periodo, soprattutto contro euro. Non vorrei che ci fosse dell'altro che ancora deve saltar fuori.
Comunque il vero movimento avverrà al breakout del range 1,05 e 1,15.
Vedremo. Grazie della view! :):up:
 
:up: Vero. Ma mentre lo spostamento della yellen da 4 a solo 2 rialzi di tassi per quest'anno era in qualche modo atteso, chi ha effettivamente sorpreso i mercati è stato Draghi, che ha fatto molto di più di quanto ci si aspettasse. Quindi considero sospetta la debolezza del dollaro in questo periodo, soprattutto contro euro. Non vorrei che ci fosse dell'altro che ancora deve saltar fuori.
Comunque il vero movimento avverrà al breakout del range 1,05 e 1,15.
Vedremo. Grazie della view! :):up:


Sono del parere (ma è, appunto, solo un parere e come tale irrilevante per l'operatività) che i mercati inizino a prezzare l'impotenza di questo genere di politica monetaria, per sovrammercato arrivata in europa con ritardo tale da impedirle anche di produrre gli scarsi effetti registrati oltreoceano.

Come nella loro natura, ovviamente i mercati stessi non elargiscono comprensione e non si preoccupano di quale possa essere l'alternativa, ma si limitano a constatare che così potrebbe non andare più bene. Ed estrinsecano i loro dubbi in modo pragmatico, vendendo (o comprando, a seconda di quale strumento parliamo).
:)
 
Sono del parere (ma è, appunto, solo un parere e come tale irrilevante per l'operatività) che i mercati inizino a prezzare l'impotenza di questo genere di politica monetaria, per sovrammercato arrivata in europa con ritardo tale da impedirle anche di produrre gli scarsi effetti registrati oltreoceano.

Condivido. Però, se le perplessità riguardano tutte le monete i cui governi emittenti hanno stampato o stanno stampando, dovrebbero condizionare le coppie dei cambi più o meno in egual misura, visto che la decisione di stampare è globale.
Se invece è un problema di credibilità delle banche centrali, per me dovrebbe essere considerata molto più a rischio la bce della fed, quest'ultima decisamente più flessibile e pronta della prima nell'intervenire in caso di necessità. Inoltre, aleggia sempre il fantasma della brexit (anche se per me la coppia eur/gbp è più short che long, stando al grafico, quindi il mercato si sta spostando verso un nulla di fatto in questo senso). E non è l'unica forza disgregatrice che agisce sull'euro. Aggiungiamo l'immobilismo e le discordie sulle politiche per l'immigrazione, la crescita delle forze populiste antieuropee un po' ovunque, la forte disoccupazione giovanile nei paesi del sud europa, l'assente crescita demografica e conseguente invecchiamento della popolazione.
Eppure, l'euro rimane forte, a dispetto di tutto. :rolleyes:
 
Condivido. Però, se le perplessità riguardano tutte le monete i cui governi emittenti hanno stampato o stanno stampando, dovrebbero condizionare le coppie dei cambi più o meno in egual misura, visto che la decisione di stampare è globale.
Se invece è un problema di credibilità delle banche centrali, per me dovrebbe essere considerata molto più a rischio la bce della fed, quest'ultima decisamente più flessibile e pronta della prima nell'intervenire in caso di necessità. Inoltre, aleggia sempre il fantasma della brexit (anche se per me la coppia eur/gbp è più short che long, stando al grafico, quindi il mercato si sta spostando verso un nulla di fatto in questo senso). E non è l'unica forza disgregatrice che agisce sull'euro. Aggiungiamo l'immobilismo e le discordie sulle politiche per l'immigrazione, la crescita delle forze populiste antieuropee un po' ovunque, la forte disoccupazione giovanile nei paesi del sud europa, l'assente crescita demografica e conseguente invecchiamento della popolazione.
Eppure, l'euro rimane forte, a dispetto di tutto
. :rolleyes:



Mah, sai, a mio avviso (ma trattasi sempre di opinioni personali) i mercati delle grandi questioni, nel loro soave cinismo, se ne infischiano abbastanza, fintanto che non minacciano i portafogli. Credo che, in questo momento, i differenziali di inflazione e bilancia commerciale (nonchè una commistione complessa di altri elementi) possano incidere sul cambio più di quanto non facciano la disoccupazione giovanile o la questione migratoria o demografica. Queste ultime possono diventare un problema solo se creano tensioni sociali percepite come pericolose per la stabilità dell'euro. Fino ad allora contano solo i numeri, il resto è una questione politica di cui si disinteressano.

Noi "sentiamo" il problema perchè viviamo la quotidianità di casa nostra, ma il mercato è globale e altrove le nostre questioni non pesano più di quanto non pesino agli operatori nostrani le notizie sul governo brasiliano, o le elezioni USA, o i problemi cinesi: tutte importanti, ma non realmente significative finchè non impattano direttamente sulle quotazioni di borsa (o meglio, fino a che non vengano ritenute potenzialmente impattanti).
 
Italia: Dbrs conferma rating sovrano a 'A' con trend stabile


Bene impegno conti e riforme, pesa debito e bassa crescita (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 18 mar - Dbrs Ratings conferma il rating di lungo termine in valuta locale ed estera della Repubblica Italiana a 'A (low)' e quello a breve termine a 'R-1 (low)', entrambi con un trend stabile. Le valutazioni - spiega una nota - sono sostenute dall'impegno del Governo al risanamento dei conti pubblici, come si riflette in una posizione di bilancio relativamente buona se paragonata agli altri Paesi dell'area euro, come pure nei progressi fatti nelle riforme istituzionali e strutturali. L'Italia beneficia inoltre di una dimostrata flessibilita' nel servizio del debito, di un debito privato relativamente basso, di un sistema pensionistico ben finanziato e di un'economia di ampie dimensioni. Questi fattori di supporto sono pero' contro-bilanciati da significative sfide quali l'esposizione a shock esterni, un alto debto pubblico e un basso potenziale di crescita.
com-gli-
(RADIOCOR) 18-03-16 18:36:37 (0635) 3 NNNN


Da riprendere quando diranno " ce lo chiede l'europa" !!!!!!!!!!!!


Ariciao.
 
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