Il mondo verso l'abbbagashamento globbbale

La Clerici sistema l'amante

Eddy Martens da animatore turistico a autore tv strapagato: contratto d'oro per il compagno di Antonellina



Di: Signorformat

Questa notizia non scotta ma di più. E' sconcertante. Come in molti sapranno la conduttrice Rai Antonella Clerici si è accoppiata felicemente con Eddy Martens, ragazzo benga-congolese di 12 anni più giovane di lei. Non è questa la strabiliante novità anche perchè questa è materia del gossip che in questa sede ignoriamo.

Il vero scandalo è un altro. Eddy Martens da animatore nei villaggi turistici dove ha conosciuto la Clerici è improvvisamente diventato AUTORE di uno dei programmi di punta del Mezzogiorno Rai, "La prova del cuoco", condotto ovviamente dalla sua compagna.

Il suo compenso da AUTORE sarebbe di 10 mila euro al mese o di 1500 euro a puntata secondo le indiscrezioni che corrono.

http://liberoblog.libero.it/cultura_spettacolo/bl7057.phtml
 
“Ho dodici anni, faccio la cubista. Mi chiamano Principessa”. L’autrice racconta ad Affari storie di piccoli bulli e lolite dalla doppia vita

ROMA - Quasi due anni fa un’inchiesta rivelò un aspetto incredibile sulle discoteche pomeridiane aperte dalle 16 alle 19 e frequentate da ragazzini tra i 10 e i 14 anni che uscivano di casa, con gli abiti di tutti i giorni, annunciando ai genitori visite ad amici, passeggiate in centro, cinema e che, varcata la soglia della discoteca, si trasformavano da cima a fondo: perizoma, pelle unta d’olio perché brilli, tiratissima, sotto le luci stroboscopiche, il seno appena coperto da un top invisibile. Queste principesse del pomeriggio ballavano su grandi cubi, mimando le pose oscene della lap dance. All’indagine seguì un grande scandalo con mobilitazioni anche a livello politico e di ordine pubblico. La giornalista Marida Lombardo Pijola de Il Messaggero l’ha trasformata nel libro 'Ho dodici anni, faccio la cubista. Mi chiamano Principessa' (Bompiani, pp. 243, € 12,00) “Entrando in discoteca - rivela ad Affari l’autrice - con dei trucchi visto che il passo era sbarrato agli adulti, genitori compresi, ho trovato questo mondo sconvolgente, precocemente sessualizzato dove bambine si esibivano seminude, mimando pose sessuali in maniera molto ambigua. Migliaia di bambini le fotografavano, le filmavano, cercavano di toccarle, urlavano: effusioni erotiche tutt’intorno sui divanetti. Mi sono chiesta se fosse un fenomeno di nicchia o se stesse cambiando legato alle discoteche o se fosse in atto una vera trasformazione delle abitudini di questi bambini senza che noi ce ne fossimo accorti. Ho deciso quindi di lavorarci su e dedicarci un libro”.

Ha parlato di accesso negato agli adulti: c’erano allora organizzatori consapevoli?
“C’erano (speriamo non ci siano più) dei proprietari che gestivano un business restando nell’ombra: la gestione diretta era affidata ai minorenni lasciati lì da soli con il pretesto di non sapere cosa fanno. Ragazzini di 12-13 anni fungevano da P.R. e distribuivano le prevendite e diciassettenni organizzavano l’intrattenimento e la vita delle discoteche al cui interno c’erano ambizioni di guadagno e di carriera, una sorta di riproduzione del rampantismo degli adulti: sesso, aspetto fisico, denaro, esibizionismo”.

Che forma ha preso l’iniziale inchiesta?
“Sono cinque storie vere e tra una storia e l’altra ho trascritto una serie di messaggi che i ragazzini si mandano su blog, forum e chat, selezionati su migliaia e raggruppati per argomento: un coro ossessivo dove si dicevano le stesse cose con il medesimo linguaggio. Le ho trasformati in racconti perché volevo manipolarli con delicatezza e sensibilità. Se, infatti, le avessi raccontati nella loro crudezza sarebbero stati veramente scioccanti e non sarebbe trapelato il fondo di solitudine, tristezza, angoscia e sentimento che c’è usando molta tenerezza e rispetto per loro per non sporcarli”
 
Verrebbe difficile chiamarli ancora bambini…
“Sono quasi bambini e il livello di maturità è quello: è come se avessero deciso di riformulare la loro infanzia, di saltare tutti i passaggi e di imitare gli adulti, ma non di crescere perché non sono come gli adolescenti che fanno un percorso di maturazione e si emancipano e staccano dal mondo adulto. Loro tentano di imitarlo nei modelli peggiori che hanno ricevuto con la celebrazione della doppia vita: sono capaci di nascondere totalmente alla famiglia quello che fanno fuori, vivendo tutto nell’omertà assoluta con uno sdoppiamento di personalità celando quello che accade anche a casa su internet che alimenta velocemente ogni cosa”

Si parla infatti anche di cyberbullismo…
“Il cyberbullismo è un fenomeno dilagante da lanciare un segnale d’allarme gravissimo con l’aggressione e la minaccia praticata on line con l’insulto e l’esibizione di filmini e registrazioni di cui andare fieri e che facciano da esempio e costituiscano prodezze”

Quale aspetto risulta sorprendemente più scioccante?
“La sessualizzazione: vivono il sesso sin dagli 11-12 anni come un gioco al di fuori di sentimenti e i primi indizi di interesse reciproco fra ragazzi e ragazze cominciano a 10 anni in quinta elementare. Lo vivono in maniera disinibita con la leggerezza con cui giocavano fino all’altro ieri e manipolavano i giocattoli che sono ancora nelle loro stanze; usano i corpi come se non appartenessero a loro e fossero altro da sé”

Come se fossero giocattoli di se stessi?
“Sì. È come se esaurito il consumismo commerciale perché appagati in tutti i desideri adesso fossero dediti a una specie di auto-consumismo, cioè il consumo dei propri corpi”

È rintracciabile una ragione di fondo?
“Tutto questo fa parte delle abitudini dei riti del branco: l’area principale di sviluppo più della famiglia e della scuola è diventato il gruppo dei pari che ha delle regole alle quali è necessario adeguarsi; dissociarsi equivarrebbe ad essere esclusi, emarginati: cosa per loro insopportabile perché sarebbe il vuoto. Nel branco cercano le certezze e le rassicurazioni che non trovano altrove”

Avvertono all’interno del branco un senso di appartenenza?
“Non è una comunità che si aggrega attorno a sentimenti, ideali, interessi comuni, una passione, un passatempo; è un gruppo che si aggrega per celebrare questi riti: il sesso, la droga, il fumo ormai diffuso nelle scuole, le pasticche come accessorio indispensabile per la discoteca, il bullismo come forma di organizzazione dei rapporti per cui chi è più trasgressivo impone le regole”

Che coscienza hanno degli scambi sessuali a pagamento?
“Sono uno dei tanti riti vissuti ma non con lo spirito della prostituzione. È un gioco che permette alle bambine di sentirsi valorizzate, di unire l’utile al dilettevole e per avvertire che il proprio corpo ha un valore e sentire di essere qualcosa, perché alla fine tutto fa capo ai vuoti, alla mancanza di riferimenti, passioni, emozioni e modelli”

Tutto questo spiazza genitori e scuola…
“Le figure dei genitori raccontate risultano piuttosto sbiadite e disattente con conflitti coniugali molto forti e i ragazzi sono cresciuti arrabbiati. I genitori poi non vogliono sapere e vedere. Molti insegnanti trovandosi davanti al gruppo hanno capito di più ma nei genitori trovano poca collaborazione e quando cercano di metterli in guardia si trovano spesso aggrediti e insultati, minacciati ed esautorati”

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CANBERRA, 1 giu - Nella corsa agli ascolti i sentimenti e l'umanità si perdono lungo la strada. Succede in Australia, dove la concorrente del Big Brother Emma Cornell pochi giorni fa ha perso il padre, Raymond Cornell. Ma lei non sa nulla. Emma, una bellissima modella bionda, è in testa alle preferenze del pubblico. Insieme gli altri reclusi è tagliata fuori dal resto del mondo, come vuole il regolamento del gioco. Nessuna eccezione, neppure per la morte del papà, colpito dal cancro.

I produttori della trasmissione davanti alle proteste hanno dichiarato che Raymond era malato da tempo e quindi la Cornell, al momento del suo ingresso nella casa, sapeva che l'uomo sarebbe potuto morire. Incredibile ma vero anche la famiglia è d'accordo con la produzione: «Neppure papà avrebbe voluto negare a Emma la possibilità di sfondare, è stato lui a non volerglielo fare sapere», ha detto il fratello Matt.

Questa settimana però due telespettatori hanno cercato di informare Emma della morte del genitore tramite un cartello, ma sono stati cacciati brutalmente dallo studio televisivo. Secondo l'80% del pubblico la ragazza dovrebbe essere informata.

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Leona Helmsley, ex-proprietaria dell'Empire State Builing, indica come erede un piccolo maltese

Aveva evaso le imposte e aveva detto: "Solo i poveracci pagano le tasse".

Eredità di 12 milioni di dollari al cagnolino
Ricchissima miliardaria lo preferisce ai nipoti


WASHINGTON - Si chiama Trouble, è una piccola maltese un po' viziata, e ora è pure miliardaria. A lasciarle un'eredità di 12 milioni di dollari è stata la sua "padroncina". La ricchissima Leona Helmsley, morta il 20 agosto all'età di 87 anni e ex-proprietaria dell'Empire State Building, nel suo testamento l'ha infatti preferita persino ai cari nipoti.

Si può immaginare la sorpresa di parenti e amici, al momento dell'apertura dell'anomalo testamento. Al maltese è andata la più cospicua singola quota del patrimonio di oltre 4 miliardi di dollari. A due nipoti sono andati "solo" cinque milioni di dollari ciascuno. Ma la cifra però potrà essere incassata solo se andranno, almeno una volta l'anno, in visita alla tomba del padre. Al fedele autista, la misera somma di 100 mila dollari.

Altri due nipoti, Craig Panzirer and Meegan Panzirer, sono rimasti invece a bocca asciutta. Per loro nemmeno un dollaro. La spiegazione vergata dalla terribile signora è molto essenziale e recita: "Loro sanno perché".

La donna, soprannominata la "Regina del Male" per il modo in cui trattava i suoi dipendenti, ha indicato che dovrà essere suo fratello Alvin Rosenthal a prendersi cura della piccola Trouble.

Nei trascorsi della ricchissima Helmsley anche un arresto per evasione e le prime pagine di tutte le testate statunitensi. In quel momento pronunciò la famosa dichiarazione: "Solo i poveracci pagano le tasse".

Il cagnolino, quando terminerà la sua vita agiata, avrà anche la fortuna di venire sepolto nel mausoleo della famiglia Helmsley accanto alla "generosa" vecchietta.

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Strage Appignano: Alessio Sundas, "Per Marco Ahmetovic anche serate in discoteca da 3.000 euro"


MILANO - "Ahemtovic firma gia' una linea di occhiali, profumi, orologi, pantaloni, e ha scritto il libro 'Anch'io sono un essere umano'." Alessio Sundas, l'agente di moda che ha scritturato il giovane rom che ubriaco uccise quattro ragazzi con il suo furgone, racconta in un'intervista all'agenzia Agr i suoi progetti. "Ho gia' richieste di chi lo vuole testimonial in discoteca. Lui prendera' 3000 euro e sara' proposto per queste serate con gli altri artisti che sono in esclusiva con la mia societa'." Sundas precisa anche i termini economici dell'accordo: "Ahmetovic ha un contratto di esclusiva con me di 40mila euro, diritti di immagine, ecc. Calcolate le spese si arriva a 50mila euro." "L'operazione pubblicitaria che coinvolge Ahemetovic e' nata mesi fa" dice Sundas. "Io ho fatto una scommessa: secondo me un personaggio che commette un reato puo' diventare una star. Per esempio a Perugia. Per Lumumba, che ora e' fuori dal carcere, si parla di un cd musicale. La strage di Erba... Lui (Azuz Marzuk, ndr), a cui hanno distrutto la famiglia, firma linee di abbigliamento e apre ristoranti. La Franzoni scrive libri e vuole soldi per andare ospite nei programmi televisivi." "E' l'opinione pubblica che lo vuole" conclude Sundas. "La televisione e' fatta di share. I giornali, se c'e' una notizia, la comprano." (Agr)
 
Al mare, ma agli arresti domiciliari. Ecco le prime foto dell'immobiliarista Danilo Coppola, che sta trascorrendo la sua detenzione a Porto Rotondo, fra la spiaggia e la villa che Herr Hann, ex presidente della Volkswagen affitta per, si dice, 100 mila euro al mese. Le pubblica «Oggi», in edicola. Con Coppola al mare la figlia e la moglie, Silvia Necci.

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Spike V ha scritto:
Al mare, ma agli arresti domiciliari. Ecco le prime foto dell'immobiliarista Danilo Coppola, che sta trascorrendo la sua detenzione a Porto Rotondo, fra la spiaggia e la villa che Herr Hann, ex presidente della Volkswagen affitta per, si dice, 100 mila euro al mese. Le pubblica «Oggi», in edicola. Con Coppola al mare la figlia e la moglie, Silvia Necci.

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la legge è uguale x tutti :-o
 
Sabotaggi sulla Milano-Varese:
i vandali hanno dai 9 ai 14 anni


Denunciati dalla Polfer cinque ragazzini: con sassi e bastoni sui binari avevano causato una serie di ritardi


MILANO - Erano cinque ragazzini, due di 14, due di 13 ed uno di appena 9 anni, gli autori di alcuni sabotaggi alla linea ferroviaria Milano-Varese avvenuti in più riprese nell'ultimo mese. A scoprirlo, dopo una serie di appostamenti, sono stati gli agenti della Polfer di Rho. Tra le ipotesi c'era anche quella della matrice terroristica. Il 4 gennaio, invece, la scoperta che si trattava di pericolose bravate di ragazzini. I quattro più grandi, residenti a Pogliano Milanese (Milano), sono stati denunciati per attentato alla sicurezza dei trasporti e procurato allarme. Il piccolo di nove anni è il fratello di uno dei quattro, che sono compagni di classe.
IL PRESUNTO ATTENTATO - Nella seconda metà di dicembre e nei primi giorni di quest'anno, in vari episodi erano stati collocati sui binari ostacoli costituiti da grossi sassi e bastoni. Nel caso più grave, un cavo di rame era stato da un lato incastrato sotto il coperchio di un tombino e dall'altro collegato ad un contenitore con paglia di vetro incendiata, tanto da far pensare ad un attentato. In tutti i casi il traffico ferroviario era stato interrotto, e i treni avevano subito notevoli ritardi. Varie le ipotesi degli inquirenti; la realtà era invece che i minorenni, tra cui un ragazzo di origine romena, avevano trasformato quel tratto di linea ferroviaria nel loro rifugio pomeridiano. Avevano costruito una baracca per rifugiarsi, e quando era stata distrutta dal maltempo avevano usato il legno per intralciare i binari. Solo un gioco «per sentire il botto quando il treno arriva», hanno raccontato agli agenti.
UN PADRE: «SOLO GIOCHI» - La notte del 4 gennaio i quattro compagni di classe e la giovane mascotte avevano appena posizionato un blocco di cemento sui binari ed erano pronti ad attendere il «botto», ma il macchinista ha evitato l'impatto e per gli studenti di terza media è iniziata la breve fuga. Una volta bloccati non c'è voluto molto per farli confessare: il primo a cedere è stato il bambino di 9 anni, fratello di uno dei denunciati. Tutti hanno ammesso le proprie responsabilità tranne uno, che invece ha taciuto. I ragazzi sono stati à e sono stati segnalati all'Autorità giudiziaria. Singolare l'atteggiamento di uno dei genitori che, fortemente risentito, ha chiesto agli investigatori «perché non andassero a catturare Riina, invece di occuparsi dei giochi dei ragazzi». Ma ora il «gioco» potrebbe costargli caro, anche economicamente.
 
"Addio shopping e vita a cinque stelle"
Il blog delle fidanzate dei banchieri



CARTE di credito prosciugate, shopping più difficile e meno esclusivo. Addio prodotti firmati e servizi di qualità. Qualcuno ha perfino dovuto dire addio al personal trainer. Il tutto, con conseguenze anche sull'intesa affettiva e sessuale con il partner. "Sei la fidanzata di un banchiere? Siamo qui per aiutarti a superare questi momenti difficili". Il blog Dating a Banker Anonymous (Daba) racconta l'altra faccia della crisi dei mutui americani: quella delle donne che sono state spettatrici del crollo delle borse e ora, al fianco di compagni ridotti ai conti in rosso, sono passate "dalle stelle alle stalle".

Il diario online, creato dalle newyorchesi Laney Crowell e Megan Petrus, sta spopolando. Decine di mogli e fidanzate descrivono le loro frustrazioni di fronte alle inedite ristrettezze economiche che si trovano ad affrontare. Un universo femmile viziato e ora, quindi, contrariato.

Cathy, che vive a Manhattan con il marito banchiere, il cui guadagno a gennaio si è ridotto del 75%, racconta: "Le ore della tata sono ridimensionate, io sto passando dai massaggi nel mio centro di bellezza preferito a bugigattoli con donne che indossano giacchette rosa, hanno il trucco pesante e fanno solo trattamenti facciali".
 

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