LA BRUTTA.......EREDITA' !!!!!!!!!!!!!!

SINIBALDO

Forumer attivo
1137185279020001047794draghi.jpg


IL NUOVO "SANTONE" DEGLI........... "INTRIGHI" FINANZIARI DI BANKITALIA !!!!!!!!!!!!!!!

SEMBRA APPENA USCITO DALLA SARTORIA..........."ARMANI" !!!!!!!!!!!

RAFFINATO, ELEGANTE, COMPOSTO, SERISSIMO, COLTO, INTELLIGENTE, ASTUTO, DISTACCATO, SILENZIOSO.................RISERVATO !!!!!!!!!!!!

ABBOZZA A MALAPPENA UN SORRISO, NON FATEVI INGANNARE
E' UN..............GHIGNO !!!!!!!!!!!!!!!!!
SINIBALDO
_____________________________________________________


Qual è, nei rapporti tra politica e finanza, il partner dominante?

È la politica che impone alle banche le sue esigenze, non sempre confessabili?

O sono le banche che, dopo essersi sdebitate con qualche favore, si servono del potere politico per meglio perseguire i loro obiettivi?

Che cosa era Gianpiero Fiorani, l'ex amministratore delegato della Banca popolare italiana arrestato per ordine della procura di Milano?

Era un finanziere di destra o un finanziere di sinistra?

Mentre aspettiamo di capire meglio i capi di accusa proviamo a chiederci se anche la finanza italiana, come il sistema politico nazionale, sia diventata bipolare.

Molti hanno osservato che le indagini sul vertice dell'Unipol (la grande società di assicurazioni delle cooperative che cerca di conquistare la Banca nazione del lavoro) creano una sorta di par condicio.

Se i sospetti dei procuratori venissero confermati, il quadro della finanza italiana sarebbe più o meno questo.

Esistono finanzieri di destra che godono dell'appoggio del governo o di un particolare partito.

Ed esistono finanzieri di sinistra che hanno rapporti di amicizia con l'opposizione o con una delle sue componenti.

Non sappiamo come questi banchieri saldino il debito di riconoscenza che hanno contratto con i loro padrini, ma è difficile immaginare che certi appoggi e sostegni siano totalmente disinteressati.

Questa è una prima, evidente anomalia italiana.

Ma le indagini su Giovanni Consorte, l'arresto di Fiorani e i rapporti fra le due persone lasciano intravedere una seconda anomalia, non meno interessante.

I finanzieri di destra e quelli di sinistra godono della protezione dei rispettivi padrini ma si servono, per raggiungere i loro scopi, degli stessi mezzi e possono stringere, quando è utile, patti ideologicamente incestuosi.

Giovanni Consorte, presidente Unipol, riferiva a Piero Fassino, segretario dei Ds, i progressi della sua scalata alla Banca nazionale del lavoro.

Ma aveva rapporti molto proficui con la banca di Fiorani (la Popolare di Lodi) che ispirava le simpatie della Lega, e non era estraneo, apparentemente, alla raccolta dei fondi, che avrebbe permesso all'amministratore delegato di Lodi di conquistare l'Antonveneta.

Il quadro, a questo punto, diventa molto confuso e suggerisce qualche domanda.

Qual è, nei rapporti tra politica e finanza, il partner dominante?

È la politica che impone alle banche le sue esigenze, non sempre confessabili?

O sono le banche che, dopo essersi sdebitate con qualche favore, si servono del potere politico per meglio perseguire i loro obiettivi?

Il caso Consorte e il caso Fiorani avrebbero una modesta importanza se non cadessero nel mezzo di una lunga serie di vicende opache e poco edificanti.

Vi è stato il caso dei bond argentini che alcune banche hanno entusiasticamente consigliato a 400 mila risparmiatori italiani nel momento in cui esse sembravano piuttosto inclini a sbarazzarsene.

Vi sono stati i casi Cirio e Parmalat, in cui le banche si sono dimostrate straordinariamente scaltre o, peggio, incompetenti.

Dopo alcuni grandi scandali finanziari americani, il Congresso degli Stati Uniti ha approvato in sei mesi la legge Sarbanes-Oxley che introduce norme severe per la protezione del risparmiatore.

Da noi la legge sulla tutela del risparmio è in Parlamento da più di due anni.

È una legge sbagliata e controproducente?

Se è questo il giudizio delle banche, vorremmo che ne spiegassero le ragioni.

Altrimenti saremo costretti a pensare che possono bloccare una legge e dovremo chiederci di quali mezzi dispongano per esercitare sul governo una tale pressione.

Non basta.

Di fronte a un tale intreccio di spregiudicatezza finanziaria e inefficienza politica, è lecito chiedersi quale sia stato il ruolo degli organi che debbono vigiliare sul sistema bancario italiano.

La Consob sembra avere fatto, con qualche esitazione e lentezza, il suo dovere.

Può dirsi altrettanto della Banca d'Italia?

L'istituto di Palazzo Koch non intende rinunciare alle sue prerogative in materia di vigilanza.

Perché non si è accorto che le banche stavano dando prova, in alcune vicende, di una singolare leggerezza?

La banca centrale protegge le banche nazionali per evitare che il risparmio degli italiani vada ad arricchire istituti stranieri che se ne serviranno senza tenere alcun conto, presumibilmente, dei nostri interessi.

È una linea «patriottica», anche se molto discutibile.

Ma è giusto promuoverla incoraggiando una banca regionale e sottocapitalizzata a inghiottire il boccone molto più grosso dell'Antonveneta?

Di qui a qualche mese potremmo constatare come Fazio non fosse riuscito a impedire né la conquista olandese della Banca popolare di Lodi né la conquista spagnola della Banca nazionale del lavoro.

Poco male se ciò fosse accaduto dopo una libera gara condotta con le leggi del mercato.

Ma gli analisti osserveranno che gli olandesi e gli spagnoli hanno vinto contro tattiche su cui si sono accesi, per una ragione o per l'altra, i riflettori della magistratura.

Hanno bussato alle nostre porte come compratori e finiranno per entrare in casa nostra come moralizzatori.

È questa l'eredità lasciata dal Paese ora che si è deciso finalmente di uscire da Palazzo Koch.
(di S. Romano)
______________________________________________________

SINIBALDO
 
SINIBALDO ha scritto:
1137185279020001047794draghi.jpg


IL NUOVO "SANTONE" DEGLI........... "INTRIGHI" FINANZIARI DI BANKITALIA !!!!!!!!!!!!!!!

SEMBRA APPENA USCITO DALLA SARTORIA..........."ARMANI" !!!!!!!!!!!

RAFFINATO, ELEGANTE, COMPOSTO, SERISSIMO, COLTO, INTELLIGENTE, ASTUTO, DISTACCATO, SILENZIOSO.................RISERVATO !!!!!!!!!!!!

ABBOZZA A MALAPPENA UN SORRISO, NON FATEVI INGANNARE
E' UN..............GHIGNO !!!!!!!!!!!!!!!!!
SINIBALDO
_____________________________________________________


Qual è, nei rapporti tra politica e finanza, il partner dominante?

È la politica che impone alle banche le sue esigenze, non sempre confessabili?

O sono le banche che, dopo essersi sdebitate con qualche favore, si servono del potere politico per meglio perseguire i loro obiettivi?

....



Ezra Pound diceva che i politici sono i camerieri dei banchieri ... e non era italiano.
 
Il costo della finanza (nel tempo della moneta inconvertibile)
Fabio Gallazzi
16/01/2006
E' di qualche giorno fa la notizia che la somma dei bonus elargiti dall'industria finanziaria ai suoi dipendenti
negli USA è di 21,5 miliardi di dollari.
Se a questa si aggiunge quella elargita agli operatori nella City di Londra raggiungiamo la cifra di 35 miliardi
di dollari.
Un problema comune ai geologi e a chi tratta i numeri aggregati delle economie è che i grandi numeri maneggiati
non riescono a trovare una collocazione intuitivamente operativa nella mente di chi riceve l'informazione.
A cosa corrispondono oggi 35 miliardi di dollari?
Ecco alcuni rapporti significativi (i dati si riferiscono agli USA):
- a 15 mesi di profitti di tutto il commercio all'ingrosso
- a un anno di profitti netti della fiscalità dell'intera industria mineraria
- a 8 mesi di profitti dell'industria e del commercio minuto di prodotti informatici
- a 6 mesi di profitti dell'industria chimica
- a 3 mesi di profitti dell'intera industria energetica, col petrolio, il gas, il carbone e l'uranio sui massimi
- a cinque settimane di tutti i salari pagati nell'industria manifatturiera

Chi scrive è uno strenuo difensore dell'economia di mercato ed è perfettamente cosciente dell'importanza
degli strumenti finanziari per il fluido funzionamento di una economia.
E' essenziale avere un banchiere che possa guidare la miriade di risparmio disperso verso investimenti produttivi grazie a conoscenze privilegiate ed economie di scala precluse al singolo risparmiatore; è essenziale avere una borsa valori
per garantire la maggior liquidità dei titoli di credito e l'accesso alla partecipazione al rischio d'impresa; è essenziale
la funzione dello speculatore sui prezzi delle merci per limitare i rischi a cui sono esposti i compratori e i venditori
delle stesse.
Il profitto da speculazione finanziaria è economicamente funzionale e moralmente ineccepibile; ad una condizione però: che le regole del gioco non siano truccate.
Nella finanza odierna le regole del gioco sono truccate a favore dell'industria finanziaria.

Il nucleo e la causa prima del trucco sta nel fatto che gli esseri umani hanno accettato una istituzione moralmente inaccettabile: la moneta, per decreto emessa monopolisticamente e arbitrariamente da un cartello di banche private, protetto da una legge statale che legalizza il cartello nella forma «ufficiale», «accettabile» e perfino sacra di Banca Centrale dello Stato.
In generale la Banca Centrale sorge dagli interessi coincidenti di politici e banchieri a nocumento di tutti coloro che politici e banchieri non sono e che non fanno parte delle clientele dei politici e dei banchieri.
Il fine del banchiere è quello di prestare denaro creato dal nulla e lucrare capitale e interesse dal prestito al riparo dal rischio di fallimento.
La Banca Centrale «controlla l'offerta monetaria» e funge da «prestatore di ultima istanza».
Per usare una similitudine, il banchiere vuole puntare sul pari in una roulette con solo numeri pari e intascare le vincite.

Il fine del politico è quello di disporre di un sottoscrittore di ultima istanza del debito pubblico che possa quindi finanziare qualsiasi scellerato progetto legislativo di controllo dell'economia, distribuzione di risorse scarse a gruppi privilegiati (nei paesi «democratici», gli elettori) e soprattutto la guerra.
Ma la moneta per decreto (emessa monopolisticamente e arbitrariamente da un cartello di banche private protetto
da una legge statale che legalizza il cartello) produce dei gravissimi effetti di distorsione nella economia reale,
nella struttura del capitale, nella remunerazione degli investimenti e nella allocazione delle risorse.
Chi guadagna: le banche maggiori legate a doppio filo al potere politico, le grandi aziende strettamente connesse
alle banche e alla politica, i grandi sindacati, i grandi media finanziati da banche e Stato, gli intellettuali
e gli accademici collaborazionisti, i professionisti che lucrano sui costi imposti (notai, commercialisti,avvocati, ecc.),
i lavoratori protetti del sistema.
Una nota sul lavoro: dal momento che il sistema è economicamente inefficiente sta scaricando l'anello debole,
i lavoratori, delocalizzando le produzioni.

Chi perde: tutti gli altri, che rappresentano i contributori netti del sistema.
Ovviamente ognuno di noi talvolta contribuisce («è tassato»), talvolta chiede un beneficio («ha un diritto»).
Una osservazione sui diritti: esiste un solo diritto, quello di proprietà, sul proprio corpo e sui propri beni.
Il Creatore ci ha messo in condizione di scoprire questo avendoci dotati di un'anima razionale.

Per tornare al punto iniziale di questa nota, si può certo sostenere che i 35 miliardi di dollari ad appannaggio
dei lavoratori dell'industria finanziaria siano una forma contemporanea di bottino.
Il sistema bancario è sottoscrittore di 350.000 miliardi di dollari di strumenti derivati, contratti di varia natura
di assicurazione dal rischio e/o speculazione.
Il sistema bancario ottiene un profitto dall'assunzione di rischio.
Il bottino si materializza qualora si comprenda che il rischio, per la banca, non c'è.
Parte del rischio è trasferito a istituzioni governative, come le Banche Centrali, parte è ignorato grazie
alla responsabilità limitata consentita dal diritto societario.
I boss di una grande banca americana ragionano più o meno così: accolliamoci qualsiasi rischio, il potere politico
a noi contiguo, non permetterà mai il nostro fallimento.
E così il filo che regge la spada di Damocle diventa sempre più sottile.
Due note che riguardano questioni pratiche per la maggioranza delle famiglie.
La prima: come proteggersi?
Una casa di proprietà o con poco mutuo, rigorosamente a tasso fisso,
oro (ma anche argento, platino se riuscite ad acquistarli senza IVA) in possesso privato,
nessun debito per il consumo,
contante,
forse azioni minerarie
e di commodity varie, soprattutto energia.
La seconda: come convincere un figlio ad intraprendere la faticosa strada del medico, dell'ingegnere, dell'imprenditore, del musicista classico, del filologo quando diventerà chiaro che i profitti veri e facili si fanno nella finanza
e nella politica, o nei sottoprodotti culturali del sistema Stato-banca, la televisione e lo sport?

Fabio Gallazzi
 

Users who are viewing this thread

Back
Alto