la dittatura delle case farmaceutiche

il sole, ne parla insieme alle cazzate, col titolo addolcito
questi sono i ns imprenditori!!

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Ci vogliono ammalati e cattivi


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"La salute non rende: è la malattia che dà sostentamento ad una massa sconfinata di persone"
Franco Libero Manco

Un tempo si pensava che più salassi potevano essere la risoluzione di quasi tutti i problemi, adesso sono ritenuti praticamente privi di efficacia terapeutica.
La margarina era considerata più sana del burro, ora la ricerca dice il contrario.
Le uova erano state messe al bando per l'alto contenuto di colesterolo, oggi la ricerca le ha riabilitate e le considera un alimento sano.
L'alcol era considerato nocivo per la salute, oggi si ritiene che il vino rosso, faccia bene al cuore e che l'alcol in genere abbia effetti benefici sulla salute se consumato con moderazione.
Il cioccolato e tutti i cibi grassi erano considerati la causa dell'acne, oggi la ricerca dice che non hanno alcuna relazione con l'acne.
I medici sostenevano che per i neonati il latte di formula fosse più salutare del latte materno: è stato provato che è vero il contrario.
Si raccomandava di bere latte per alleviare i dolori dell'ulcera gastrica, oggi si sconsiglia e si ritiene che aggravi l'ulcera.
La scienza medica affermava che la dieta non era assolutamente correlata con l'insorgere di disturbi e patologie, oggi, al contrario, si dice che ha un'enorme importanza nella prevenzione come nell'insorgenza delle patologie.
La scienza medica sosteneva che l'asportazione chirurgica delle tonsille e dell'appendicite avesse effetti benefici sulla salute, oggi la teoria è stata ribaltata.....
Ai bambini affetti da forme asmatiche si raccomandava di frequentare le piscine coperte, perché l'umidità alleviava i sintomi della malattia, oggi la ricerca suggerisce che il cloro contenuto nell'aria di questi ambienti aggrava l'asma.

Migliaia di farmaci approvati dalla FDA perché le prove scientifiche ne confermavano la validità terapeutica oltre l'innocuità per la salute, sono stati ritirati dal mercato perché si è scoperto che non servivano né a curare né a prevenire le malattie ma che avevano effetti pericolosi per la salute delle persone.

I farmaci che si assumono sono determinanti per farci ammalare.

Ogni farmaco genera nuovi disturbi per i quali sarà prodotto un nuovo farmaco per curare i disturbi del primo e così via. Spendiamo per la salute più di quanto si sia mai speso, oggi prendiamo farmaci più di quanti ne prendessimo in passato, eppure siamo più malati di prima...

La scienza medica ha inequivocabilmente fallito il suo obiettivo di curare e prevenire le malattie. Infatti, rispetto al passato un maggior numero di persone soffre di influenze, raffreddori, asma, emicrania, dolori articolari e cervicali, stanchezza cronica, di insonnia, di depressione, ansia, di affezioni dermatologiche, di allergie, di reflusso gastroesofageo, ulcere, gastriti, disturbi della sfera sessuale e d'infertilità, di diabete, di cancro, di sclerosi multipla, distrofia muscolare... Un maggior numero di donne oggi accusa sindromi premestruali più frequenti, o disturbi dovuti alla menopausa; sono aumentati gli uomini con problema alla prostata, molti più bambini dimostrano disturbi dell'attenzione e iperattività.

Eppure oggi la gente va dal medico più che in passato, si sottopone ad esami diagnostici, a cure mediche, terapie farmacologiche, esami diagnostici, esami del sangue, radiografie, ecografie, TAC, assume farmaci, subisce interventi chirurgici; eppure oggi si ammalano più persone di quanto accadesse prima.

La guerra contro il cancro è perduta

La percentuale di americani che oggi muoiono di cancro è la stessa del 1950. Dal 1971 si sono spesi più di 200 miliardi di dollari nel tentativo di curare e prevenire il cancro, ma la probabilità di ammalarsi oggi è più alta di quanto sia mai stata nella storia e la probabilità di morirne è la stessa del 1950. Gli americani spendono più di 2.000 miliardi di dollari l'anno per la salute, tuttavia la mortalità infantile in America è superiore a quella di altri 20 paesi industrializzati. Gli americani consumano da soli più della metà dei farmaci prodotti nel mondo e la loro aspettativa di vita è al trentesimo posto.
Sul mercato ci sono più di 200.000 farmaci e i medici nel tentativo di curare circa 35.000 sintomi, compilano oltre 3 miliardi di ricette l'anno. I vincitori di questo sistema sono le società farmaceutiche e le aziende del settore sanitario. I profitti dell'industria farmaceutica hanno raggiunto cifre inimmaginabili. L'industria della sanità è la più lucrativa del mondo.

Rispetto al passato un maggior numero di persone segue una dieta, acquista prodotti dietetici, pratica regolarmente attività fisica. Tuttavia cresce il numero di individui in soprappeso: quasi il 70% degli americani ne soffrono. La battaglia è stata vinta dalle aziende che vendono prodotti dietetici, pillole dimagranti e articoli correlati.

Certo servono farmaci e chirurgia

La scienza medica ha ottenuto ottimi risultati nella terapia sintomatica che però ha due difetti: innesca altri disturbi (che in seguito andranno curati) e non cura quasi mai la causa dei sintomi e quando non si cura la causa il problema è solo rimandato. Ci sono però le situazioni di emergenza di vario genere in cui le medicine e gli interventi chirurgici possono salvare la vita: ma medicine e interventi non sono la soluzione del problema.

Perché tutto questo?

Semplicemente per denaro, per il vile maledetto denaro.
Alle industrie chimico-famaceutiche importa poco della salute delle persone: a loro interessa fare soldi. I rimedi ci sarebbero ma vengono nascosti, ostacolati, soppressi. Un esempio per tutti: che cosa succederebbe se per ipotesi si scoprisse il rimedio per guarire dal cancro al costo di pochi centesimi? Condannerebbe a morte l'American Cancer Society e tutte le società farmaceutiche che vendono prodotti per la terapia del cancro. Non servirebbe più raccogliere fondi per la ricerca. Gli istituti oncologici di tutto il mondo chiuderebbero i battenti; centinaia di migliaia di persone resterebbero senza lavoro; grandi aziende fallirebbero dalla sera alla mattina e miliardi di dollari non affluirebbero più nelle tasche di chi controlla l'industria del cancro. Identico concetto vale per le automobili che utilizzano come carburante la benzina e che invece potrebbero funzionare ad acqua, ad energia solare ecc.

L'industria della salute non ha interesse a curare, se lo facesse firmerebbe la propria condanna a morte. Il suo obiettivo è assicurarsi che la gente si ammali e che sempre più persone abbiano bisogno di cure mediche e il guadagno è di 1.300 miliardi di dollari l'anno. Il numero delle associazioni coinvolte nell'industria della salute è enorme. L'industria del farmaco versa miliardi di dollari alle scuole di Medicina affinché i suoi prodotti vengano citati nei testi di studio. Non vedrete mai una casa farmaceutica promuovere un rimedio naturale: perché i rimedi naturali non si possono brevettare. Tutta la ricerca farmacologia è finanziata dall'industria che dimostra l'efficacia ed i benefici del farmaco, anche se la realtà dimostra il contrario. Negli ultimi dieci anni la FDA ha approvato almeno 9 farmaci che hanno procurato effetti collaterali mortali. Jerry Lewis Telethon ha raccolto più di un miliardo di dollari per la distrofia muscolare, adesso i malati di distrofia muscolare sono più numerosi di prima.

Identico discorso vale per gli altri grandi organismi che vivono sulla malattia e sulla devianza umana. Immaginiamo che i componenti l'umanità diventino, come coi speriamo, sani in salute, giusti e leali gli uni verso gli altri. Di colpo crollerebbe il sistema politico-economico-tecnologico della società moderna. Sarebbe un cataclisma di dimensioni apocalittiche. L'industria delle armi, che nel mondo dà lavoro a 60 milioni di persone, dovrebbe chiudere i battenti o cambiare prodotto. Gli eserciti sparirebbero, la Polizia, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, i tribunali, le città giudiziarie se non abolite del tutto sarebbero notevolmente ridotte; gli ospedali, le cliniche, gli istituti di ricerca, gli operatori sanitari e tutti gli organismi con cui interagiscono a che servirebbero?

Ma noi sappiamo che un cambiamento della coscienza e dell'intelligenza umana non avverrà mai in modo così repentino, cambierà con la maturazione e l'evoluzione integrale del popolo e quindi si avrà sempre la possibilità di convertire ciò che oggi fa gli interessi solo di alcuni a danno di molti.

Spunti tratti dal libro "Vogliono farti ammalare" di Kevin Trudeau, Oscar Mondadori
 
L’ULTIMO REGALO DEL GOVERNO MONTI PER UN’AZIENDA FARMACEUTICA
Informazione Consapevole 16:28 case farmaceutiche, Economia, governo tecnico, industria chimico-farmaceutica, Italia, Kedrion, politica

L’ULTIMO REGALO DEL GOVERNO MONTI PER UN’AZIENDA FARMACEUTICA - INFORMAZIONE CONSAPEVOLE-Informazione Libera e Indipendente




Di Marco Palombi

Oltre al fatto di per sé gravissimo, vogliamo far notare che una nazione, gli USA, dove si può vendere liberamente il sangue, dovrebbe essere quella che ci dovrebbe ” insegnare” qualcosa. Si, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, e, come al solito, saranno sempre i poveri disgraziati ad essere sfruttati. C.M.

Un emendamento inserito in extremis nella legge di stabilità libera dai controlli gli emoderivati provenienti da Stati Uniti e Canada, paesi nei quali il sangue si può vendere. Alla base il conflitto d’interessi di un senatore, Andrea Marcucci. Il ministro Balduzzi lancia l’allarme: “Salute pubblica in pericolo”.


“Si tratta di uno di quegli emendamenti sul finire, notturni, che creano dei problemi”. Renato Balduzzi è un ministro tecnico, ma evidentemente s’è accorto presto di come funzionano le cose in Parlamento. Il titolare della Salute si riferisce a una normetta spuntata in Senato, senza avere molta attinenza con la materia, nella legge di Stabilità che ieri è diventata legge.
Cosa prevede?
Semplicemente che sangue e prodotti emoderivati provenienti da Stati Uniti e Canada non avranno più bisogno dell’autorizzazione preventiva dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per essere importati nel nostro Paese: il che vuol dire che queste preparazioni – componenti del sangue che vengono separati attraverso un sofisticato sistema di centrifugazione del sangue – possono arrivare liberamente dal Nord America e non, per dire, dalla Francia. Col rischio che si incorre nel paradosso di rendere facile l’importazione di emoderivati da paesi – come molti Stati Usa – in cui il sangue si può vendere (e molti poveri lo fanno), mentre in Italia è vietato.

Ora Balduzzi, dopo le proteste di area Pd (Marino, Miotto e altri), è preoccupato e pensa addirittura a un “provvedimento d’urgenza” giustificato coi “pericoli per la salute pubblica”.

Resta una domanda: com’è arrivato questo strano emendamento nel ddl stabilità?
Ce lo ha messo Cesare Cursi, Pdl di rito aennino, già capo segretaria di Amintore Fanfani, ex sottosegretario alla Salute. Conosciuto l’esecutore, forse è il caso di chiedersi a chi interessa questo emendamento: quante sono le aziende interessate?
La risposta si trova nelle parole di Ignazio Marino, chirurgo di fama mondiale e senatore del Pd: “Sugli emoderivati l’Italia è di fatto in un regime di monopolio: dal 1990 gli emoderivati sono prodotti da un’unica azienda farmaceutica, la Kedrion (di Castelvecchio Pascoli, Lucca, ndr). Nel 2011, Kedrion ha coperto circa il 65% del fabbisogno terapeutico italiano per questi prodotti, quindi solo il restante 35% è fornito al Paese in regime di concorrenza”.
In sostanza, grazie ad un monopolio paralegale, solo Kedrion può produrre e vendere in Italia alcune tipologie di questi preparati: per di più, la società toscana è assai attiva in Nord America, tanto in Canada quanto negli Stati Uniti, e particolarmente interessata dunque al’emendamento Cursi. Basti a provarlo un comunicato dell’azienda del luglio di quest’anno in cui si dà notizia dell’acquisto di un ramo d’azienda della società Ocd (Ortho Clinical Diagnostics), che andava ad aggiungersi ad un impianto di frazionamento a Melville (New York), alla controllata Kedrion Biopharma e ad otto centri di raccolta del plasma sparsi per gli States. Resta solo da chiarire chi siano i proprie-tari di Kedrion. Trattasi dei Marcucci, famiglia che fin dai tempi del capostipite Guelfo dà del tu al potere. Al comando ora c’è la generazione dei figli, tre: la primogenita Marialina fu azionista de l’Unità, il fratello Paolo guida la società, il più piccolo, Andrea, s’è dato alla politica. Liberale prima, sottosegretario con Prodi, Pd oggi. E pure senatore . Come Ignazio Marino, che da tempo prova a scardinare il monopolio di Kedrion senza successo.
La storia di questa battaglia è lunga e Giorgio Meletti l’ha raccontata nei dettagli su questo giornale a settembre.
Ci provarono alcuni parlamentari con una legge nel 2005, seguiti per il governo dall’allora sottosegretario Cursi: in 7 anni, però, non è cambiato niente.
A febbraio allora, facendosi forte della premiership dell’ex commissario alla Concorrenza Monti, Marino prova a liberalizzare il settore degli emoderivati con un emendamento al dl liberalizzazioni: il presidente della Commissione Industria del Senato, però, lo giudica “inammissibile per estraneità di materia”. Chi è? Cesare Cursi. Il chirurgo si rivolge allora al ministro Passera che, stupito, promette interventi. Se ne deve essere dimenticato, ma nel frattempo lo Stato ha trovato il modo di entrare nel capitale di Kedrion attraverso Cdp.

Fonte: L'ultimo regalo del governo Monti: è per un'azienda farmaceutica - Il Fatto Quotidiano

L'ULTIMO REGALO DEL GOVERNO MONTI PER UN'AZIENDA FARMACEUTICA - Blog della COMUNITA' IPHARRA

L’ULTIMO REGALO DEL GOVERNO MONTI PER UN’AZIENDA FARMACEUTICA | Informare per Resistere
 
MARCELLO PAMIO: MENINGITE EPIDEMIA DI UN BUSINESS
Written by Cristina Bassi

UNCONVENTIONAL: MARCELLO PAMIO: MENINGITE EPIDEMIA DI UN BUSINESS


Quando la realtà supera la fantasia: Ordinano ceppi batterici e virali , se li fanno arrivare col corriere espresso, in maniera “sicura” e anonima
Marcello Pamio

Toscana sempre sul podio
Nella nota regione rossa del piddì accadono le cose più incredibili: dal burattinaggio dell’ex premier, ai bambini vegani malnutriti (che vegani non lo sono mai) tutti ricoverati al Meyer di Firenze, per arrivare alle stranissime epidemie di meningite...
Andiamo per ordine altrimenti non è possibile seguire il filo rosso.

Menarini Industrie
A Firenze ha sede la Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite.

Anche se pochi la conoscono stiamo parlando della prima azienda farmaceutica italiana con 16.600 dipendenti, 14 stabilimenti produttivi nel mondo e vendite in 100 Paesi.
Il fatturato della società gestita della famiglia Aleotti supera i 3,3 miliardi di euro all’anno.
La famiglia ha avuto qualche problema giudiziario, visto che il tribunale di Firenze ha condannato a 10 anni e 6 mesi Lucia Aleotti, presidente della società, e a 7 anni e sei mesi il fratello Alberto Giovanni, vicepresidente, a conclusione del processo che li vedeva a giudizio per accuse di frode fiscale, riciclaggio e corruzione. Alla società infine sono stati confiscati oltre un miliardo di euro.[1]Secondo gli inquirenti per ben 26 anni (1984-2010) Alberto Aleotti avrebbe usato società estere fittizie per l’acquisto dei principi attivi con lo scopo di far aumentare il prezzo finale dei farmaci, grazie a una serie di false fatturazioni.[2]
Non c’interessano le vicende della famiglia, ma semmai cercare di capire cosa sta realmente succedendo in Toscana per quanto riguarda la meningite.
Un tassello interessante è che il gruppo farmaceutico fiorentino ha investito da poco 100 milioni di euro nello sviluppo di una tecnologia innovativa che punta a velocizzare i tempi di produzione dei vaccini, tra i quali proprio quello antimeningococcico.
L’operazione avviene attraverso la creazione di una joint venture, battezzata VaxYnethic, tra la controllata Menarini NewTech e la BiosYnth di Rapolano Terme (Siena), azienda pioniera nelle tecnologie per la produzione di vaccini coniugati.
La BiosYnth è una azienda di ricerca nell’ambito vaccinale per la meningite...

Epidemia di un business
Nessuna autorità ha saputo spiegare (per ovvi motivi) come mai in Toscana sembra esserci una epidemia. Il “sembra” è obbligatorio perché non è mai stata ufficialmente dichiarata tale.
In Italia, secondo il direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) Gianni Rezza, ogni anno ci sarebbero 1000 casi di infezione da meningite.[3]
E il 10% delle persone colpite non sopravvive.
Segnalazioni allarmanti a parte, amplificate magistralmente dai giornalisti di Regime, non c’è stata un’escalation di meningite, almeno in Italia: “Il numero totale dei casi di meningite, dovuti anche agli altri germi, è passato da 1.479 nel 2014, a 1.815 nel 2015 e a 1.376 nel 2016, quindi con una discreta diminuzione rispetto al biennio passato.[4]
Va a questo punto precisato che le meningiti possono essere provocate da batteri, virus, farmaci e funghi.
Quindi nonostante le notizie terrorizzanti dei media, a livello nazionale i casi di meningite sono addirittura calati. Ad eccezione però della Toscana…

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità nel 2002 i casi di meningite in Toscana sono stati 22, di cui 3 da meningococco C. Nel 2004 ci sono stati 27 casi, di cui 11 da meningococco C. Nel 2005 invece 36 casi, di cui 17 da meningococco C e nel 2015 ben 31 casi, di cui 26 da meningococco C.
A differenza delle altre regioni la Toscana ha un trend in crescita, soprattutto del ceppo batterico più pericoloso, il C. Come mai?
Non se ne capacita neppure il direttore dell’Istituto di sanità.
“Non si riesce a capire” infatti dice Giovanni Rezza.
“In Toscana da gennaio si è osservato un incremento importante di casi di meningite. E sicuramente l’aumento inatteso dei casi in un’area limitata della regione ha costituito un fatto anomalo”.
La Toscana quindi senza dubbio rimane la regione più anomala…

Chi guadagna con la meningite?
In Italia sono diversi i vaccini usati per la meningite.
Meninvact della Sanofi Pasteur MSD, Menjugate della Novartis, Meningitec della Nuron Biotech, il Nimenrix della Pfizer e Menveo della GSK.
Oltre alla Menarini Industrie vista prima è assai interessante sapere che a Siena, quindi sempre in Toscana, hanno sede anche la Novartis Vaccines and Diagnostics Srl, produttrice del Menjugate (meningoccico gruppo C coniugato) e la GlaxoSmithKline Vaccines Srl produttrice del Menveo (meningococcico coniugato del gruppo A, C, W135 e Y).
Bisogna dire che è stato un gran colpo di culo per la Menarini, la Novartis, la GSK, la Pfizer l’epidemia di meningite proprio in Toscana…

Global Health Security Agenda
Ne ho già parlato in passato ma è bene comprendere il vero motivo per cui oggi i vaccini in Italia non si possono mettere in discussione: l’ordine arriva da Washington!
E i medici che (giustamente) li sconsigliano rischiano addirittura la radiazione dell’ordine.
La spiegazione arriva nel 2014 da un comunicato ufficiale dell’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco: l’Italia nei prossimi cinque anni (2014-2019) guiderà le strategie e le campagne vaccinali nel mondo intero. È stato deciso dal Global Health Security Agenda (GHSA), l’Agenda per la Sicurezza sanitaria globale.
“Dobbiamo intensificare - dichiara il presidente dell’AIFA Pecorelli [ginecologo] - le campagne informative in Europa, dove sono in crescita fenomeni anti vaccinazioni.”
Ecco qual è il motivo dell’attuale vergognosa campagna di accanimento contro le persone e i medici che obiettano le vaccinazioni pediatriche.
Non si può certo accettare, almeno fino al 2019, che si metta in crisi l’Agenda.
Effettivamente sarebbe alquanto umiliante per l’Agenda per la Sicurezza sanitaria globale un aumento del dissenso vaccinale in Italia...



Vaccini e la propaganda mediatica
Il terreno sotto i piedi dell’establishment medico-scientifico sta letteralmente tremando perché sempre più persone stanno comprendendo che forse il rapporto rischio-benefici dei vaccini non è proprio come ce lo raccontano...
Per ovviare a tale pericolosa situazione a Roma il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, il medico ed ex attore Walter Ricciardi, assieme alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha organizzato un corso intitolato: “Vaccini e Vaccinazioni il ruolo dei media nella tutela della salute pubblica”.
Il corso gratuito è stato fatto passare per un vademecum dedicato ai giornalisti che si occupano di salute quando invece si è trattato di un vero e proprio indottrinamento.
Organizzano un corso per giornalisti perché per il Sistema è fondamentale mantenere il controllo assoluto delle informazioni. E purtroppo leggendo un qualsiasi giornale o guardando qualsiasi trasmissione televisiva l’obiettivo è stato raggiunto alla perfezione.
Il Quarto Potere la stampa, da cane da guardia controllore degli altri tre poteri (legislativo, giudiziario ed esecutivo) è diventato un micione addormentato.

L’emblematico caso Merial
L’ultimo tassello arriva dal caso Merial.
Oggi grazie alla propaganda cinematografica della massonica Hollywood siamo abituati mentalmente a pensare che virus e agenti infettivi vengono portati fuori da laboratori di massima sicurezza da parte di scienziati corrotti e venduti.
La realtà sul traffico di virus purtroppo supera la più fervida fantasia.

A fare luce sull’inquietante traffico di agenti patogeni è stata la Homeland Security, il ministero creato dopo l’attacco alle Torri Gemelle per stroncare nuovi attacchi agli Stati Uniti.
Nel loro mirino è finita un’attività ad alto rischio: l’importazione di virus negli States.

Fondamentale per l’indagine è la testimonianza di Paolo Candoli, manager della Merial, la branca veterinaria del colosso Sanofi: l’uomo ha patteggiato l’immunità in cambio delle rivelazioni sul contrabbando batteriologico.
Ai detective ha descritto come avveniva la spedizione illegale in Italia di un ceppo dell’aviaria, pensate, tramite corriere DHL!
Gli investigatori sin dai primi accertamenti si rendono conto di avere davanti uno scenario da incubo. Infatti, sottolineano i carabinieri, l’arrivo del virus in casa Candoli coincide con l’insorgenza nel Nord Italia, a partire proprio dal 1999, della più grossa epidemia da virus H7N3 di influenza aviaria sviluppatasi negli allevamenti in Italia e in Europa.[5]
Oltre all’aviaria possiamo metterci dentro la Sars, la suina e tutte le altre pandemie più o meno inventate.

Conclusione
La strategia è diabolicamente perfetta.
Ordinano ceppi batterici e virali dall’altra parte del mondo, in posti dove i controlli non esistono, se li fanno arrivare addirittura col corriere espresso, quindi in maniera “sicura” e anonima. E cosa ne fanno dei virus?
Vengono usati per creare vaccini da una parte, anticipando così la concorrenza, e magari dall’altra finiscono sbadatamente nell’ambiente per creare quell’epidemia che sarà poi “curata” con i loro farmaci miracolosi e soprattutto disponibili…
Un guadagno multimiliardario assicurato!
Questo purtroppo è stato più volte documentato nella storia e forse accadrà ancora in futuro.
Quindi in Toscana cosa sta realmente succedendo?
Ovviamente non lo sappiamo e non vogliamo nemmeno pensare che qualcuno stia speculando sulla vita di migliaia di persone solo per qualche miliardata di euro.
Sappiamo anche però che la realtà supera spesso ogni più fervida fantasia e che a pensare male si fa peccato ma spesso non si sbaglia….




fonte: Marcello Pamio - MENINGITE: EPIDEMIA DI UN BUSINESS... | Facebook




The Living Spirits - The living spirits


[1] http://www.sanita24.ilsole24ore.com/…/menarini-truffa-ssn-8…
[2] http://www.sanita24.ilsole24ore.com/…/menarini-truffa-ssn-8…
[3] Meningite: “Ogni anno mille casi, non c’è allarme” www.lastampa.it/…/meningite-ogni-anno-mille-cas…/pagina.html
[4] http://www.meteoweb.eu/…/meningite-178-casi-da-meni…/821860/
[5] Il business segreto della vendita dei virus che coinvolge aziende e trafficanti,http://m.espresso.repubblica.it/…/salute-quel-business-segr…
 
Sarà più facile (e sicuro) curarsi con nuovi farmaci?
Con un potenziale pressoché indeterminato di farmaci a disposizione aumenta il rischio di esposizione a trattamenti “miracolosi”. Che fare in questi casi?
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3 aprile 2017
di Antonio Addis e Massimiliano Abbruzzese

Il mondo del farmaco vive all’interno di ecosistemi prevalentemente chiusi ed è soggetto ad una stringente regolamentazione fatta di leggi nazionali ed internazionali. Si tratta di un equilibrio complesso che cerca di tenere insieme la verifica della qualità dei prodotti, la loro sperimentazione, la sicurezza, l’efficacia ed anche il mercato dei medicinali che circolano nel nostro Paese. Insomma, si tratta di un mondo in cui non è facile orientarsi. L’Italia fa riferimento al “sistema” Europeo dove sono l’European Medicine Agency (EMA) e L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) a dettare le regole del gioco.

Una circolare del Ministero della Salute del 23 marzo scorso, indirizzata agli uffici periferici di sanità marittima, aerea e di frontiera, rischia di avere un impatto importante nell’equilibrio del normale approvvigionamento dei medicinali seguito fino ad oggi. Per quanto la nota si riferisca esclusivamente alle modalità di importazione di specialità medicinali registrati all’estero, le indicazioni date potrebbero avere una ricaduta ben più vasta di quanto prospettato.

Insomma, potrebbe aprirsi una strada per cui, farmaci registrati ed autorizzati altrove, saranno disponibili per pazienti del nostro Paese saltando a piè pari alcuni passaggi importanti.

La circolare ministeriale
La circolare nasce per dare un’interpretazione ad una norma già esistente, pensata per casi eccezionali, in cui — se la terapia non è disponibile a livello nazionale e non vi è una valida alternativa terapeutica— il farmaco può essere recuperato anche all’estero. Tuttavia, la declinazione utilizzata per definire cosa si intenda per “mancanza di una valida alternativa” apre la porta una potenziale falla nel sistema trasformando l’eccezione in una nuova possibile regola. Infatti, nella stessa nota ecco come vengono presentate le possibili casistiche in esame:

  1. quando il medicinale del quale si chiede l’importazione, pur in presenza di analogo medicinale regolarmente autorizzato in Italia, presenti un diverso dosaggio di principio attivo, una diversa via di somministrazione, eccipienti diversi o una diversa formulazione di principi attivi;
  2. quando l’accesso al medicinale disponibile in Italia non risulti possibile per il paziente, in quanto lo stesso paziente non rientra nei criteri di eligibilità al trattamento per l’erogazione del medicinale a carico del Servizio sanitario nazionale, ovvero per la sua eccessiva onerosità.
Occorre sempre la prescrizione del medico e la destinazione ad uso personale per un trattamento non superiore a 30 giorni. Nonostante ciò, si tratta evidentemente di una casistica ben più larga di quanto previsto dalla norma originaria.

Gli effetti
Il caso più eclatante è ovviamente quello dei farmaci per l’eradicazione del virus dell’epatite C. Per ogni trattamento, all’inizio dell’immissione in commercio del Sofosbuvir della ditta Gilead, erano necessari circa 40 mila euro. Una cifra tale da mettere in crisi i sistemi sanitari di tutti i Paesi occidentali.

Non ha fatto eccezione l’Italia, dove i criteri di erogabilità del medicinale (e quindi la sua rimborsabilità da parte del Sistema sanitario nazionale) sono stati tali da permettere, dopo circa due anni, 70 mila pazienti rispetto ad una platea che secondo alcune stime, potrebbe arrivare a circa 300 mila pazienti nei prossimi tre anni. Da oggi tutto questo potrebbe essere superato, visto che è possibile importare dall’India, caso per caso, il rispettivo equivalente ad una cifra intorno i 700 euro.

La circolare, non essendo esplicita però allarga le possibilità anche ad altri trattamenti e, dunque, quanto sopra espresso potrebbe accadere anche per alcuni farmaci utilizzati in ambito oncologico, oppure per i trattamenti di determinate malattie rare: un esempio su tutti la fibrosi cistica, ed in tutti quegli innumerevoli casi dove il costo del farmaco ha prezzi così elevati da costringere gli enti regolatori a limitazioni nell’erogabilità.

La sicurezza
Come tutte le novità anche questa ha la sua “dose” di incertezze. Prima fra tutte quella della sicurezza. Troppo spesso sul mercato sono presenti medicinali contraffatti che possono mettere a repentaglio la salute dei cittadini/pazienti che decideranno di usufruire delle opportunità di importazione. In questo senso le agenzie regolatorie di tutti i paesi, per noi l’AIFA, hanno propri sistemi di controllo che verificano la qualità dei medicinali nonché dei clici di produzione , ma è necessario potenziare tali attività e mettere a fattore comune le esperienze di monitoraggio rendendo di facile fruizione per tutti le informazioni a disposizione.

Ma in tema di sicurezza merita un approfondimento anche un altro aspetto e cioè quella della reale necessità del trattamento. Con un potenziale pressoché indeterminato di farmaci a disposizione aumenta il rischio di esposizione a trattamenti “miracolosi”. Che fare in questi casi?

Insomma, la circolare del Ministero ha sicuramente l’intenzione di facilitare la vita di molti pazienti intrappolati nelle pieghe delle regole del sistema farmaco. Tuttavia, l’impressione è che sia sfuggita la penna e nei prossimi mesi rischiamo che una circolare esplicativa, di una norma in vigore dal 1997, crei invece molta confusione e abbia un impatto negativo nella regolamentazione di questo delicato settore.
 
“Un viaggio in India e 2 mila euro, così sono guarito dall’epatite C”
Un ex malato: “L’Italia non paga la supermedicina a tutti i malati. Mi sono arrangiato”


“Un viaggio in India e 2 mila euro, così sono guarito dall’epatite C”


l’harvoni. Un farmaco che ha un’efficacia prossima al 100%. «Mi sono buttato su internet per capire come procurarmelo». L’ha capito. Il principio attivo del farmaco viene venduto in Egitto, Ucraina e India a prezzi incomparabilmente più bassi di quelli europei: 300 euro a flacone. Per una cura completa ne servono tre. «Ho pensato di andare al Cairo. Ma ho scoperto che in Egitto lo danno solo ai residenti. Perciò ho scelto l’India e Hyderabad dove la multinazionale americana ha aperto una propria fabbrica di fianco all’ospedale». È stato complicato? «Facilissimo». È bastata una mail. Testualmente: ho l’epatite C, mi serve il farmaco. Risposta: ci giri una ricetta e glielo spediamo. Ma comprare farmaci on line è pericoloso, persino stupido. «Esatto. Sono andato di persona. Temevo una truffa e soprattutto che alla dogana avrebbero bloccato i pacchi. Ho trovato un aereo e una sistemazione per dormire: spesa totale 600 euro».

A quel punto è andato dalla sua epatologa. «Mi seguiva da vent’anni, le ho chiesto una ricetta in bianco. Mi ha risposto: non posso. Ci sono problemi di assicurazione e poi devo rispondere all’ospedale. Meglio se aspetti». Solo che Carusi non voleva aspettare. «Ma come, vent’anni fa mi dicevano prendi l’interferone e oggi mi dicono aspetta? A volte penso che i medici siano complici».

In giugno, è partito per Hyderabad utilizzando la ricetta di un medico con meno perplessità.
«Sa quanto ci ho messo a risolvere la pratica?». No. «Un quarto d’ora».
Si è presentato alla farmacia dell’ospedale e ha fornito la ricetta.
In cambio gli hanno dato i flaconi. Spesa totale novecento euro.
«Ho infilato tutto in un trolley e sono ripartito per l’Italia, però facendo scalo a Monaco. Lì la polizia mi ha fermato. Cosa sono questi farmaci? Mi servono per curare l’epatite.
Mi hanno lasciato andare, in Germania - la nostra stessa Europa - se uno vuole curarsi lo può fare, da noi un doganiere ti può fare delle storie perché non puoi portare farmaci, anche se per uso personale, che abbiano un trattamento superiore ai trenta giorni.
Da Monaco ho preso il treno, sono tornato qui e ho cominciato la cura. La finisco tra dieci giorni».
E oggi come sta? «Guarito. Già dopo un mese era scomparso tutto. E allora mi chiedo: perché lo Stato ci tratta in questo modo?».
 

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