La formula di kelly

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La formula di Kelly

di Egidio Mariella

Il money management è sicuramente uno degli aspetti che riveste un ruolo di particolare rilevanza all’interno di un trade. Trascurare questo elemento può trasformare una buona strategia in una pessima strategia; viceversa, una razionale gestione del money management può trasformare un buon metodo in un ottimo metodo

Le strategie di gestione della posizione sono sicuramente molteplici e distinguibili in base a numerosi criteri; uno di questi è sicuramente la finalità che esse assumono all’interno delle nostre operazioni di trading.

Il tutto può essere finalizzato, ad esempio, ad una gestione ottimale del take-profit, ad una gestione ottimale dello stop-loss o ad una combinazione delle due. In un’altra categoria rientrano, invece, le tecniche di money management che mirano a massimizzare le probabilità di sopravvivenza sul mercato del trader. Tra queste, una delle più conosciute è forse quella che fa riferimento alla formula di Kelly.

La formula nacque ordinariamente per scopi totalmente diversi dal trading. L’autore, John Kelly, la propose infatti per dare una soluzione pratica ad un problema che studiava da tempo: il rumore sul segnale nelle telefonate che coprivano lunghe distanze. La stessa formula è stata poi utilizzata in numerosi campi, tra cui quello del betting (ogni genere di scommesse).

Vediamola:

Percentuale di Kelly = W - (1-W)/R

W rappresenta la probabilità che l’operazione si concluda positivamente, ossia la probabilità di successo; è quindi un valore che oscilla tra 0 ed 1. Per ricavare questo valore si fa spesso riferimento ai valori medi che si sono rilevati in fase di back testing del sistema.

R rappresenta invece il rapporto tra l’entità dei guadagni e quello delle perdite. Come nel caso precedente, anche in questo caso ci si riferisce ai valori medi rilevati. Ad esempio un gain medio pari a 100 euro e un loss medio pari a 20 euro, produrrebbe un coefficiente R pari a 5.

Il risultato della formula – che, per costruzione, sarà sempre comprese tra 0 ed 1 – indica quella che viene generalmente definita come percentuale di Kelly.

Essa evidenzia la percentuale ottimale del capitale che un trader dovrebbe usare, dati i valori di W ed R, per massimizzare le proprie probabilità di sopravvivenza sul mercato.

....qualcuno conosce/usa sta roba ?? :-?
 
Proviamo ad applicarlo sul TS che uso, vediamo che valore viene fuori, io trado lo SP500 mini fut.

La resa e' stata nell'ultimo anno del 63.34% quindi 0.6334 come coeff W
I guadagni in 1 anno sono stati di 262 punti
Le perdite sono state di 131.5 punti
Il coefficiente R e' pari a circa 2

Calcoliamo quindi:

Percentuale di Kelly = W - (1-W)/R

0.6334 - (1-0.6334)/2 = 0.45

Riassumento con questo sistema dovrei usare il 45% del mio portafoglio per ogni singola posizione che andro' ad assumere sullo Sp500, in realta' preferisco fermarmi al 20% per operazione in modo da poter tradare 5 diversi mercati o indici o azioni contemporaneamente.

Saluti
 
grazie, il conto mi torna
però usare il 45% per ogni operazione mi pare eccessivo
e condivido la tua scelta di usare una parte minore rispettando così il principio della diversificazione
 
pio99 ha scritto:
Se avessi due sistemi , uno su enel e uno su stm , con la stessa percentuale di operazioni vincenti e lo stesso profit factor dovrei investire la stessa frazione di capitale senza tenere conto delle caratteristiche di volatilita' ( e quindi del rischio associato ) dei due strumenti.
quote]
Ciao pio99, volevo commentare questo tuo intervento, e' vero che la volatilita' alza o abbassa il fattore di rischio, ed e' una cosa che nel mercato azionario va considerata assolutamente a differenza del saggio di Kelly, per questo e' giocoforza studiarsi a fondo il concetto di volatilita' ed implementarlo nelle analisi.
Da mie personali analisi ho cmq visto che a livello generale la volatilita' e'direttamente correlata con il livello di prezzo, a loro volta i volumi invece tendono a essere esponenzialmente correlati al livello di prezzo, in due parole per continuare a vedere grandi rialzi sostenuti nel tempo i volumi devono salire al quadrato rispetto ai prezzi, ossia se il prezzo raddoppia i volumi quadruplicano.
I test che ho fatto sono stati eseguiti su migliaia di titoli quotati a wall street.

Saluti
 
NeuralBrain ha scritto:
Proviamo ad applicarlo sul TS che uso, vediamo che valore viene fuori, io trado lo SP500 mini fut.

La resa e' stata nell'ultimo anno del 63.34% quindi 0.6334 come coeff W
I guadagni in 1 anno sono stati di 262 punti
Le perdite sono state di 131.5 punti
Il coefficiente R e' pari a circa 2
Beh... se uno ha un trading system che rende il 62% in maniera continuativa penso che possa anche lasciare peredere al legge di kelly.... A me ne basterebbe uno che renda il 20%.
Si potrebbe invece avere qualche indicazione sia pure di larga massima su come funziona questo trading system?
 

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