Atlantia (ATL) L'Anas dice no alla fusione fra Autostrade e Abertis

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फूल की बुराई
Fusione Autostrade-Abertis, stop dell'Anas
L'operazione «non è conforme alla normativa». La decisione dopo la valutazione negativa dei ministri di Economia e Infrastrutture


ROMA - L'Anas dice no alla fusione fra Autostrade e Abertis: l'operazione «non è conforme alla normativa», si legge in una nota. Anas ha comunicato, a borse chiuse, ad Autostrade per l'Italia e alla capogruppo Autostrade SpA, all'esito degli approfondimenti svolti sulla base della documentazione trasmessa in ordine alla prospettata operazione di fusione per incorporazione fra Aspi e Abertis, che «fin d'ora non sono necessarie ulteriori fasi istruttorie, in quanto l'operazione prospettata non risulta conforme al quadro normativo applicabile alla fattispecie». La comunicazione dell'Anas tiene conto altresì delle conclusive valutazioni negative espresse oggi sull'argomento dal ministro dell'Economia e dal collega delle Infrastrutture, «per motivi di legittimità».

NO DI PADOA SCHIOPPA E DI PIETRO - In particolare nella lettera congiunta inviata al presidente dell'Anas Pietro Ciucci, Tommaso Padoa-ASchioppa e Antonio di Pietro hanno scritto che la fusione Autostrade-Abertis «non è compatibile e coerente con le finalità del rapporto di concessione, né con le clausole poste nel processo di privatizzazione, né con gli impegni giuridici assunti dalla società concessionaria Autostrade per l'Italia e dal suo socio unico Autostrade». A questa conclusione - scrivono i ministri - «siamo giunti dopo attento esame» rilevando, tra l'altro, che la fusione «risulta non conforme con gli impegni previsti nella convenzione stipulata tra Anas ed Autostrade per l'Italia.

www.corriere.it
 
Autostrade/Il Financial Times
difende l'Italia

L'Italia potrà anche essere accusata di protezionismo per il suo no alla fusione tra Autostrade e Abertis - scrive il quotidiano inglese - ma non si capisce perchè dovrebbe comportarsi diversamente, dato che anche gli altri paesi della Ue perseguono la stessa politica.



MILANO - L'Italia potrà anche essere accusata di protezionismo per il suo no alla fusione tra Autostrade e Abertis, ma non si capisce perchè dovrebbe comportarsi diversamente, dato che anche gli altri paesi membri della Ue perseguono la stessa politica. E' la tesi del Financial Times, che oggi dedica la "lex column" alla vicenda. "Gli incidenti stradali possono causare ingorghi e bloccare il traffico, per le operazioni transfrontaliere europee vale lo stesso discorso", esordisce la testata britannica. Secondo il Financial Times, il governo ha giustificato con "argomentazioni pretestuose" la sua opposizione alla fusione, ma "è ben poco motivata a obbedire alle regole europee sui takeover, dal momento che molti altri governi le aggirano". Gli esempi, secondo il quotidiano inglese, si sprecano, dall'opposizione del governo spagnolo all'acquisizione di Endesa da parte della tedesca E.On alla levata di scudi francese contro una possibile Opa di Enel su Suez.

"La partita,
politicamente bifronte, dei takeover europei ha i suoi vincitori - commenta il Financial Times - dal 2000 la Francia ha fatto acquisizioni transfrontaliere per un valore netto di 115 miliardi di dollari, e la Spagna per 53 miliardi di dollari, secondo i dati Dealogic, mentre l'Italia è tra i perdenti, con un deficit di 53 miliardi, seconda solo alla Gran Bretagna". A differenza di altri paesi, prosegue il quotidiano inglese, l'Italia ha almeno un solido alibi morale, dato che "alcuni hanno visto l'operazione Autostrade-Abertis come un tentativo di Benetton di portare avanti un'acquisizione senza premi mascherandola da fusione".

Il Financial Times ha poi bollato come "insensata" la tesi del governo secondo cui la presenza di un'impresa di costruzioni, come Acs, nel capitale di Abertis creerebbe un conflitto d'interessi tale da pregiudicare la regolarità della fusione. "In Italia esistono già dei costruttori che operano delle autostrade - afferma il quotidiano anglosassone - la spagnola Ferrovial è un esempio".



(08 agosto 2006) www.letterafinanziaria.it
 
Autostrade: Di Pietro, grande confusione su no a fusione
ROMA (MF-DJ)--"Si sta facendo una grande confusione sulla questione della mancata autorizzazione da parte del Governo al trasferimento alla nuova costituenda societa' Autostrade-Abertis della concessione a suo tempo accordata ad Autostrade spa". Cosi', in una nota, il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro, dice "basta alle pressioni indebite" e aggiunge di non sapere se la confusione sia causata da scarsa conoscenza dei fatti o da "maliziosa forzatura". Nel comunicato, il ministro spiega che l'atto dell'esecutivo non interviene sulla fusione. "Siamo intervenuti sull'atto amministrativo - scrive Di Pietro parlando della concessione - che avendo a riguardo un bene dello Stato non puo' essere compravenduto come fosse un bene privato. Di conseguenza prosegue la nota - questo bene non puo' essere ceduto senza il consenso del concedente, ovvero il Governo e per esso Anas". Di Pietro continua ricordando che "anche il concedente ha l'obbligo di rispettare la legge e per questo il trasferimento della concessione, secondo la normativa applicata a cui si fa riferimento, non puo' essere affidata a societa' di costruzioni". Essendo stata questa regola applicata all'atto della privatizzazione di Autostrade, "non c'e' ragione per cui questa volta la normativa non debba essere applicata", conclude il ministro
 

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