Atlantia (ATL) Merger Autostrade Abertis

ROMA (MF-DJ)--Il nuovo Governo di centrosinistra appena insediato, per prima cosa, dovrebbe fare una "verifica, allargata agli ultimi anni, del rispetto della concessione" autostradale. "Se dovesse emergere un comportamento scorretto andrebbero attuati i correttivi" previsti dalla stessa concessione "che vanno dalle sanzioni economiche fino alla revoca della concessione stessa". Cosi' in un'intervista a MF, Luigi Zanda (Margherita), componente della commissione Trasporti del Senato, esprime la contrarieta' alla fusione di Autostrade con la spagnola Abertis. Alla domanda su chi dovra' effettuare i controlli, Zanda risponde "purtroppo siamo in gran parte nelle mani dell'Anas. Dico purtroppo perche' negli ultimi anni la qualita' della societa' e' decisamente peggiorata. Le diro' di piu'. Un sindaco dell'Anas ultimamente ha persino censurato i mancati controlli da parte della societa' su Autostrade per l'Italia". red/pev (END) Dow Jones Newswires April 26, 2006 03:19 ET (07:19 GMT) Copyright (c) 2006 MF-Dow Jones News Srl.
 
anche i benetton non hanno nulla da invidiare ai "furbetti del quartierino"

quando ci sono i danè tutti fanno i piarati



Però sepro che questa fusione sia davvero la goccia che fa traboccare il vaso e che finalmente il servizio migliori significativamente e non ci sia sempre e solo un aumento delle tariffe per "eventuali lavori futuri...."


spero l'Anas cominci ad effetuare i controlli e sanzionare i mancati lavori
 
Oggi cda di Autostrade e Abertis, revoca dei poteri per Gamb

da Repubblica.it:

Oggi cda di [LINK:ab24e4ad43]Autostrade[/LINK:ab24e4ad43] e Abertis, revoca dei poteri per Gamberale

MILANO - E' ormai rottura tra Autostrade e l'amministratore delegato, Vito Gamberale. Si apprende infatti che l'ordine del giorno del consiglio di amministrazione di Autostrade è stato integrato, su richiesta di due consiglieri, con l'argomento relativo alla revoca per giusta causa dei poteri conferiti all'Amministratore Delegato e deliberazioni connesse e conseguenti e con la previsione del conferimento di nuovi poteri ad altro o altri soggetti.
Il cda che si svolgerà oggi piomeriggio alle 18, dopo la chiusura di Borsa, dovrebbe dunque sancire l'uscita dal gruppo di Gamberale, in polemica con l'azionsita di controllo per le nozze annunciate una settimana fa con gli spagnoli di Abertis. Gamberale è infatti convinto che la fusione «va rivista per il bene del Paese» e in una lettera ha auspicato che il cda di oggi possa essere l'occasione per un ripensamento sulla fusione.

Una strada sulla quale, però, Gamberale non ha trovato, come era nelle attese, altri interlocutori all'interno del gruppo che fa capo ai Benetton.

D'altronde, "la fusione è stata approvata all'unanimità" aveva ricordato all'uscita del cda del 23 aprile, Gilberto Benetton, a sottolineare che non vi erano stati voti contrari. Nemmeno quello di Gamberale, come ha ribadito il presidente del gruppo, Gian Maria Gros Pietro. Resta comunque il colpo all'immagine per Autostrade, con la certo irrituale presa di distanza da parte dell'amministratore delegato su un'operazione così importante come la fusione con Abertis.
Il consiglio di amministrazione di Autostrade, che avverrà in parallelo a quello della società spagnola, è chiamato oggi a formalizzare il via libera alla fusione di Autostrade in Abertis. I cda delle due società dovranno convocare le assemblee straordinarie degli azionisti per l'approvazione definitiva del'operazione.

Intanto, in un'intervista a La Repubblica, il presidente di Autostrade ha difeso l'operazione affermando che l'annunciata fusione con la spagnola Abertis non metterà in mani straniere un altro pezzo del sistema Italia. Ma ha anche detto che Schemaventotto (che ha oltre il 50% di Autostrade) è pronta a condividere il progetto con un altro partner italiano. "Stiamo creando il primo operatore autostradale del mondo che avrà come maggiore azionista singolo un gruppo italiano", ha detto Gros Pietro. "E non è detto che Schemaventotto rimanga da sola: a quanto mi risulta sarebbe ben lieta di condividere il progetto con un altro partner del nostro Paese".

Venerdì Autostrade aveva incontrato i vertici Anas con cui si è impegnata a dare una serie di documenti a garanzia del fatto che l'operazione spagnola non modificherà gli impegni presi in sede di concessione per la controllata Autostrade per l'Italia.

02/05/2006
 
Autostrade: CdA approva fusione con Abertis, revoca poteri G

[LINK:b1c6275c7a]Autostrade[/LINK:b1c6275c7a]: CdA approva fusione con Abertis

(Teleborsa) - Roma, 3 mag - Il consiglio di amministrazione di Autostrade ha dato il via libera nella riunione di ieri al progetto di fusione con Abertis Infraestructuras S.A.., approvato con deliberazione assunta all'unanimità dei presenti e con il voto contrario dell'amministratore Ing. Vito Gamberale. Lo schema che risulta dal progetto di fusione è quello della fusione fra eguali, informa una nota. L'operazione prevede, infatti, la fusione per incorporazione di Autostrade in Abertis con un rapporto di concambio di 1,05 azioni Abertis di nuova emissione per ogni azione Autostrade, previo il pagamento - prima dell'efficacia della fusione, nella data che sarà prontamente comunicata al mercato - agli azionisti di Autostrade che non avranno esercitato il diritto di recesso che a loro competerà di un dividendo straordinario di euro 3,75 per ogni azione Autostrade, mediante corrispondente utilizzo di riserve straordinarie disponibili. Il rapporto di cambio della fusione tiene già conto dell'attesa approvazione dell'annuale aumento di capitale sociale a titolo gratuito, nella misura di una azione di nuova emissione ogni 20 azioni possedute, sul quale è chiamata a deliberare l'assemblea straordinaria di Abertis convocata per domani 3 maggio. Autostrade fa presente di avere già ottenuto da primarie banche una dichiarazione di disponibilità ad erogare linee di credito per far fronte al pagamento del dividendo straordinario e per sostenere l'esborso a favore di eventuali soci recedenti. L'efficacia della fusione è prevista entro la fine del 2006.
Il consiglio di amministrazione odierno di Autostrade ha anche approvato la lista degli 11 nominativi dei consiglieri di Abertis post fusione di sua designazione. Essi sono stati comunicati ad Abertis, che ne prenderà atto nel consiglio che si terrà domani, per farne poi oggetto di proposta all'assemblea dei soci con la relazione accompagnatoria al progetto di fusione per l'approvazione dell'operazione. I nominativi indicati da Autostrade sono i seguenti: Gilberto Benetton, Carlo Bertazzo, Alberto Bombassei, Amedeo Borrini, Roberto Cera, Alberto Clô, Guido Ferrarini, Gian Maria Gros-Pietro, Gianni Mion, Giuseppe Piaggio, Alessandro Profumo. Nel progetto di fusione è previsto che il Consiglio di Amministrazione avrà due Presidenti e due Vice-Presidenti, entrambi in rappresentanza, rispettivamente di Autostrade e di Abertis.
Post fusione, i principali azionisti di Abertis saranno Schemaventotto (24,9%), ACS (12,5%) e il Grupo "la Caixa" (11,7%). All'esito della fusione le azioni del nuovo Gruppo saranno quotate a Milano e resteranno quotate sul mercato azionario di Madrid.



Autostrade: CdA delibera revoca mandato Gamberale e redistribuzione poteri

(Teleborsa) - Roma, 3 mag - Il consiglio di amministrazione di Autostrade ha deliberato ieri, con decisione assunta all'unanimità dei presenti, con l'astensione dell'amministratore Ing. Vito Gamberale, la revoca per giusta causa dei poteri conferiti dal Consiglio di Amministrazione del 7 aprile scorso all'Amministratore Delegato Ing. Vito Gamberale.
Il consiglio di amministrazione nella stessa seduta ha conferito al Presidente Prof. Gian Maria Gros-Pietro, in aggiunta a quelli esercitati per legge e per Statuto e a quelli già attribuitigli dal consiglio di amministrazione del 7 aprile scorso, tutti i poteri in ordine alla vigilanza sull'andamento degli affari sociali, agli aspetti legali, nonché ai rapporti istituzionali e alla comunicazione con Autorità, Enti ed Organismi. Ha inoltre conferito al Direttore Generale di Gruppo Ing. Giovanni Castellucci, in aggiunta a quelli attribuitigli dal consiglio di amministrazione del 7 aprile scorso, ogni altro potere per la gestione ordinaria della Società e la Direzione e Coordinamento del Gruppo.
 
Le sinergie sono più inesistenti che simboliche, la crescita immediata del titolo Autostrade è stata, inevitabilmente, legata al premio che l'acquirente Abertis offre.
Bisognerebbe capire a quanto ammontano i vantaggi fiscali dello spostamento in Spagna per due ragioni:
A) Capire qual'è il vantaggio effettivo di questa fusione per incorporazione per i soggetti che la fanno.
B) Per capire quanto ci rimette lo Stato italiano. Già c'è lo scorno dell'acquisizione da parte degli spagnoli, mettiamoci pure che c'è una concessione pubblica che occorre vedere se è legalmente alienabile, se ci metti pure che lo Stato italiano ci rimette del denaro (che, lo ricordo, dovrà trovare da altre parti) che la politica italiana sia ostile mi sembra perlomeno inevitabile.
Va aggiunto che la concessione è legata ad obblighi precisi in termini di investimenti e che i Benetton hanno fatto le classiche orecchie da mercante, peggio che mai veneto (al contrario di quando debbono incassare i pedaggi, con un'avidità abnorme e, per certi aspetti, ancor più visibile nella gestione di Autogrill).

Come cittadini italiani credo che i motivi di preoccupazione siano duplici, ossia da un lato fiscali perchè se mancano quegli introiti vanno trovati da altre parti e dall'altro relativi al fatto che un monopolista spagnolo-italiano potrebbe essere ancora più onnipotente nel non rispettare gli impegni di quanto non sia già stato il monopolista privato italiano.
Però è anche vero che per una controllante che sta a Barcellona ci potrebbero essere meno riguardi di quelli usati per i Benetton (che si sono sempre comportati da provocatori nei confronti dell'Anas, ma che non sono mai stati messi a posto come era giusto che fosse). Nella migliore delle ipotesi è la volta buona che almeno le buche vengono tappate :rolleyes:.

Da un punto di vista finanziario, che è quello che riguarda un forum di questo tipo, è difficile considerare Autostrade interessante. Anche se l'operazione andasse in porto, come è probabile, le quotazioni si sono adeguate appieno al premio in esame e non ci sono le sinergie che ci possono essere con gli sportelli bancari.
Quindi la domanda sorge spontanea: dov'è il guadagno per noi?
Se non c'è tanto vale cercare altro :D.

Però delle conseguenze ci potrebbero anche essere su altri titoli. E' vero che quando questa privatizzazione fu fatta accadde in un contesto di bilancio tale che l'operazione non può certo essere valutata fuori da detto contesto, non avrebbe alcun senso.
Ma è ancor più vero che si presta a polemiche tali da parte di rifondaroli e company da ostacolare altre privatizzazioni. In questo caso più che giustificate, specie vista l'insostenibile arroganza dei Benetton nel non tirare fuori il denaro promesso per gli investimenti, denaro che hanno l'obbligo di tirar fuori per mantenere la concessione.
Se la privatizzazione, almeno parziale, delle poste appare inevitabile è vero che Auto Abertis potrebbe bloccare definitivamente le tranche di ENEL ed ENEL è molto zavorrata da anni dalla prospettiva di ulteriori collocamenti che deprimono i prezzi.
Se, quindi, questa operazione facesse in modo che il collocamento dell'ultima tranche fosse davvero quello dell'ultima ad almeno un titolo potrebbe fare bene.
Francamente a 6,945 in questo momento è molto difficile definirla cara in base ai fondamentali.
Discorso analogo per ENI, ma lì la questione è diversa perchè è legata soprattutto al petrolio.
 
Joda ha scritto:
Le sinergie sono più inesistenti che simboliche, la crescita immediata del titolo Autostrade è stata, inevitabilmente, legata al premio che l'acquirente Abertis offre.
Bisognerebbe capire a quanto ammontano i vantaggi fiscali dello spostamento in Spagna per due ragioni:
A) Capire qual'è il vantaggio effettivo di questa fusione per incorporazione per i soggetti che la fanno.
B) Per capire quanto ci rimette lo Stato italiano. Già c'è lo scorno dell'acquisizione da parte degli spagnoli, mettiamoci pure che c'è una concessione pubblica che occorre vedere se è legalmente alienabile, se ci metti pure che lo Stato italiano ci rimette del denaro (che, lo ricordo, dovrà trovare da altre parti) che la politica italiana sia ostile mi sembra perlomeno inevitabile.
Va aggiunto che la concessione è legata ad obblighi precisi in termini di investimenti e che i Benetton hanno fatto le classiche orecchie da mercante, peggio che mai veneto (al contrario di quando debbono incassare i pedaggi, con un'avidità abnorme e, per certi aspetti, ancor più visibile nella gestione di Autogrill).

Come cittadini italiani credo che i motivi di preoccupazione siano duplici, ossia da un lato fiscali perchè se mancano quegli introiti vanno trovati da altre parti e dall'altro relativi al fatto che un monopolista spagnolo-italiano potrebbe essere ancora più onnipotente nel non rispettare gli impegni di quanto non sia già stato il monopolista privato italiano.
Però è anche vero che per una controllante che sta a Barcellona ci potrebbero essere meno riguardi di quelli usati per i Benetton (che si sono sempre comportati da provocatori nei confronti dell'Anas, ma che non sono mai stati messi a posto come era giusto che fosse). Nella migliore delle ipotesi è la volta buona che almeno le buche vengono tappate :rolleyes:.

non credo che il governo italiano in un periodo di vacche tanto magre possa rinuciare ai milioni di tasse versate da autostrade e pertanto
credo che non si opporrano alla fusione ma che la sede della società fusa resterà in Italia
in caso contrario potrebbero pretendere ed ottenere che i denari non investiti vengano versati all'ANAS
l'anas a sua volta diventerà molto attenta al rispetto degli accordi che se non rispettati saranno motivo per togliere la concessione ed avocarla a sè.

In pratica autostrade spa ed abertis si fonderanno ma non vrnno più la concessione di gestire il 50% delle autostrade italiane

che fusse la volta buona che cominciano ad asfaltare le autostrade?

BARCELLONA (MF-DJ)--L'operatore autostradale spagnolo Abertis non vede particolari ostacoli legali o politici al progetto di fusione con Autostrade. Lo ha detto l'a.d. della societa', Salvador Alemany Mas, nel corso di una conferenza stampa che ha preceduto l'annuale assemblea degli azionisti. "Non vediamo opinioni politiche radicali. Noi e i nostri partner italiani abbiamo la stessa idea su questo punto", ha detto Alemany. "Il nostro obiettivo - ha aggiunto - e' avere un progetto europeo, da realizzare attraverso una fusione tra eguali". A proposito della revoca dei poteri di a.d. di Autostrade a Vito Gamberale, Alemany ha notato come il manager avesse inizialmente difeso gli aspetti positivi del progetto di fusione. "Poi ha cambiato idea", ha detto l'a.d. di Abertis, aggiungendo che Gamberale puo' spiegare al pubblico le sue obiezioni al progetto di fusione. In mattinata, il presidente di Anas, Vincenzo Pozzi, aveva detto che la revoca della concessione e' una delle armi a disposizione dell'ente regolatore, qualora venisse riscontrato un mancato rispetto della Convenzione da parte di Autostrade. La risposta di Alemany e' stata che Abertis ha commissionato uno studio indipendente sulle necessita' di investimenti in Italia, per garantire o anche aumentare gli attuali programmi di investimento. red/fdp (END) Dow Jones Newswires Copyright (c) 2006 MF-Dow Jones News Srl. May 03, 2006 09:01 ET (13:01 GMT)
 
http://www.antoniodipietro.com/index.html

Maggio 2006
Autostrade/Abertis, un'operazione da fermare

Autostrade ha avviato un processo di fusione con la spagnola Abertis.
Autostrade nel 2005 ha ottenuto 2.957 milioni di euro di entrate e un risultato netto dell’esercizio di 804 milioni di euro, con un indebitamento di 8.794 milioni di euro.
Gli azionisti di maggioranza della società Autostrade sono: Edizione Holding, gruppo Benetton, 60%; UniCredito 6,7%; Abertis 13,3%; Fondazione CRT 13,3%; Assicurazioni Generali 6,7%.

Devo fare alcune considerazioni :
- la società Autostrade è stata privatizzata a debito e questo emerge chiaramente dalla sua posizione attuale. Autostrade è stata venduta a chi, non avendo sufficienti capitali, ha indebitato l’azienda per comprarla. Sembra una cosa senza senso, ma è avvenuto per Autostrade come per Telecom Italia, e io mi batterò perchè operazioni simili non si ripetano più in futuro. Comprare a debito significa non disporre dei capitali per gli investimenti, perchè gli utili servono a ridurre il debito, oltre che a remunerare gli azionisti;
- Autostrade è di fatto rimasta una società monopolista che vive di concessioni pubbliche, altro che libero mercato. In virtù di questa posizione ha realizzato in questi anni ingenti utili;
- i nuovi azionisti della società Autostrade si erano impegnati, all’atto dell’acquisizione, con il Governo ad investire somme rilevanti nell’ammodernamento delle autostrade italiane. Ammodernamento di cui si è vista poca o nulla traccia;
- Autostrade incasserà da Abertis per la fusione per incorporazione un miliardo di euro (la metà di quanto aveva pagato per l’acquisto dallo Stato italiano), il quartier generale del nuovo gruppo sarà a Barcellona, l’amministratore delegato per i prossimi tre anni sarà un uomo di Abertis: Salvador Alemany Mas; si parla di una clausola di prelazione da parte di Abertis sulla quota ancora in carico agli azionisti di maggioranza di Autostrade. Più che un’alleanza mi sembra una cessione;
- l’operazione è stata fatta non tenendo in alcun conto, neppure a livello informativo, il Governo e soprattutto in una situazione di definizione degli interlocutori ministeriali.

Credo che sia opportuno andarsi a rileggere le condizioni di cessione della società Autostrade al gruppo capeggiato da Benetton e verificare se esistono delle clausole che consentono al Governo di avere voce in capitolo in caso di una cessione o fusione successiva.
Va comunque ricordato alla società Abertis che in Italia le concessioni per le autostrade sono governative ed ignorare il Governo italiano, come è stato fatto, non è un atto di cortesia.
 
Autostrade:per Di Pietro vale impegno su concessione(fonte)

ROMA (MF-DJ)--L'impegno a mantenere la concessione per le Autostrade in capo a un azionista italiano vale per l'intera durata della concessione stessa. Ne sarebbe convinto il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro, secondo quanto riferito da una fonte vicina al Ministero. Di Pietro avrebbe giudicato "male argomentata" l'intervista del presidente di Autostrade Gian Maria Gros Pietro, pubblicata sabato scorso sul Corriere della Sera. In quella sede, Gros Pietro affermava che la lettera spedita all'Anas il 18 novembre 2002, nella quale si affermava che il controllo della concessionaria sarebbe rimasto in capo a Schema28, "non e' un impegno" e avrebbe valore solo per il periodo del lock-up post privatizzazione, cioe' 36 mesi. Secondo la fonte, Di Pietro avrebbe contestato questa interpretazione, affermando che in mancanza di una scadenza esplicita, l'impegno si intende assunto per l'intera durata della concessione. In merito ai rapporti Autostrade-Ministero, non sarebbe ancora stato deciso se e quando si terra' un incontro tra Gros Pietro e Di Pietro. In ogni caso, il Ministro dovrebbe prima incontrare i vertici Anas, che dovrebbero comunicargli i risultati del lavoro della Commissione istituita dal presidente della societa' Vincenzo Pozzi. fdp (END) Dow Jones Newswires Copyright (c) 2006 MF-Dow Jones News Srl. May 29, 2006 05:13 ET (09:13 GMT)
 
Autostrade: oggi incontro tra Di Pietro e Pozzi

ROMA (MF-DJ)--Il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro e il presidente dell'Anas Vincenzo Pozzi si incontreranno questo pomeriggio alle 17h00. Ne da' notizia un comunicato del Ministero, sul quale si legge che argomento dell'incontro sara' "la valutazione sulla fusione Autostrade-Abertis alla luce del parere formulato dalla Commissione Anas". red/fdp (END) Dow Jones Newswires Copyright (c) 2006 MF-Dow Jones News Srl. May 29, 2006 08:49 ET (12:49 GMT)
 

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