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Forumer storico
Proseguono colloqui Anas-Autostrade, la fusione con Abertis non è più un miraggio
16/06/2006 18.30
Autostrade si conferma molto disponibile a trattare con l'Anas. Il consiglio di amministrazione di oggi della società ha confermato l'assemblea fissata il 30 giugno per l'approvazione del progetto di fusione con Abertis, ma ha anche dato mandato al presidente, Gian Maria Gros Pietro, e all'Ad, Giovanni Castellucci, di proseguire i colloqui con l'Anas (prossimo incontro il 20 giugno) al fine di definire il quadro dei possibili specifici impegni o delle garanzie rispondenti al proprio interesse sociale e alla tutela dell'interesse pubblico.
Inoltre il Cda ha ribadito le proposte presentate all'Anas in ordine ai temi che erano stati sollevati dalle lettere inviate dall'Ente concedente il 31 maggio e il 7 giugno 2006, in merito alla fusione con Abertis. Operazione verso la quale ieri il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, ha mostrato segnali di apertura. E quest'oggi l'Ad di Abertis, Salvador Alemany, dopo aver incontrato proprio Di Pietro, si è mostrato fiducioso sulle sorti del progetto di fusione con Autostrade, limitandosi a dire: "bene".
Mentre il presidente del consiglio Romano Prodi, nel bilaterale di questa mattina con il primo ministro spagnolo, Josè Luis Zapatero, non ha affrontato la questione, segno forse che la situazione si è sbloccata. Non sono infatti stati affrontati singoli dossier, anche perché il problema è soprattutto italiano e non riguarda i rapporti bilaterali. La fusione è un problema "italo-italiano", ha sottolineato Prodi, "non è un problema italo-spagnolo", e ha precisato che non c'è alcuna controversia con Madrid.
A questo punto, secondo Luigi Monica di RasBank, dovrebbe essere esplicitata una clausola per subordinare l'efficacia della fusione alla firma di un addendum alla convenzione. "Quest'ultimo dovrebbe modificare i meccanismi tariffari, dando maggior enfasi alla qualità del servizio e minor peso all'inflazione", ha spiegato l'analista.
Ed "eventualmente incrementare la percentuale dei ricavi retrocessi allo Stato", sia da pedaggio (attualmente l'1%), sia da subconcessioni a terzi del suolo demaniale (attualmente il 2%), "e inserire un sistema più stringente di misure sanzionatorie per salvaguardare l'effettivo svolgimento del piano degli investimenti", ha aggiunto Monica.
Questa apertura del Governo "ha un impatto positivo sul titolo", in rialzo oggi dello 0,80% a 21,55 euro con lo 0,83% del capitale passato di mano, "anche se nel medio periodo si segnala il permanere di un accresciuto rischio regolatorio", ha concluso Luigi Monica che ha un rating di neutral su Autostrade con un target price a 23,4 per azione. D'altra parte, hanno sottolineato ieri gli analisti di Intermonte, la firma da parte di Autostrade di un protocollo aggiuntivo all'attuale concessione fa allungare significativamente i tempi e ciò rende la fusione con Abertis meno probabile.
Per questo motivo la sim milanese ha tagliato la raccomandazione di Autostrade da neutral a underperform (farà peggio del mercato) fissando un nuovo target price a 21,4 da 24,5 euro e attribuendo una probabilità del 30% alla fusione rispetto a 100% di prima. "Ci aspettiamo che le incertezze circa l'operazione di fusione con Abertis possano continuare nei prossimi mesi", hanno detto a Intermonte, "con conseguente impatto negativo sul titolo, che a nostro avviso dovrebbe valere circa 20 euro in ipotesi stand alone".
Francesca Gerosa
http://libero.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=165046&chkAgenzie=TMFI
16/06/2006 18.30
Autostrade si conferma molto disponibile a trattare con l'Anas. Il consiglio di amministrazione di oggi della società ha confermato l'assemblea fissata il 30 giugno per l'approvazione del progetto di fusione con Abertis, ma ha anche dato mandato al presidente, Gian Maria Gros Pietro, e all'Ad, Giovanni Castellucci, di proseguire i colloqui con l'Anas (prossimo incontro il 20 giugno) al fine di definire il quadro dei possibili specifici impegni o delle garanzie rispondenti al proprio interesse sociale e alla tutela dell'interesse pubblico.
Inoltre il Cda ha ribadito le proposte presentate all'Anas in ordine ai temi che erano stati sollevati dalle lettere inviate dall'Ente concedente il 31 maggio e il 7 giugno 2006, in merito alla fusione con Abertis. Operazione verso la quale ieri il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, ha mostrato segnali di apertura. E quest'oggi l'Ad di Abertis, Salvador Alemany, dopo aver incontrato proprio Di Pietro, si è mostrato fiducioso sulle sorti del progetto di fusione con Autostrade, limitandosi a dire: "bene".
Mentre il presidente del consiglio Romano Prodi, nel bilaterale di questa mattina con il primo ministro spagnolo, Josè Luis Zapatero, non ha affrontato la questione, segno forse che la situazione si è sbloccata. Non sono infatti stati affrontati singoli dossier, anche perché il problema è soprattutto italiano e non riguarda i rapporti bilaterali. La fusione è un problema "italo-italiano", ha sottolineato Prodi, "non è un problema italo-spagnolo", e ha precisato che non c'è alcuna controversia con Madrid.
A questo punto, secondo Luigi Monica di RasBank, dovrebbe essere esplicitata una clausola per subordinare l'efficacia della fusione alla firma di un addendum alla convenzione. "Quest'ultimo dovrebbe modificare i meccanismi tariffari, dando maggior enfasi alla qualità del servizio e minor peso all'inflazione", ha spiegato l'analista.
Ed "eventualmente incrementare la percentuale dei ricavi retrocessi allo Stato", sia da pedaggio (attualmente l'1%), sia da subconcessioni a terzi del suolo demaniale (attualmente il 2%), "e inserire un sistema più stringente di misure sanzionatorie per salvaguardare l'effettivo svolgimento del piano degli investimenti", ha aggiunto Monica.
Questa apertura del Governo "ha un impatto positivo sul titolo", in rialzo oggi dello 0,80% a 21,55 euro con lo 0,83% del capitale passato di mano, "anche se nel medio periodo si segnala il permanere di un accresciuto rischio regolatorio", ha concluso Luigi Monica che ha un rating di neutral su Autostrade con un target price a 23,4 per azione. D'altra parte, hanno sottolineato ieri gli analisti di Intermonte, la firma da parte di Autostrade di un protocollo aggiuntivo all'attuale concessione fa allungare significativamente i tempi e ciò rende la fusione con Abertis meno probabile.
Per questo motivo la sim milanese ha tagliato la raccomandazione di Autostrade da neutral a underperform (farà peggio del mercato) fissando un nuovo target price a 21,4 da 24,5 euro e attribuendo una probabilità del 30% alla fusione rispetto a 100% di prima. "Ci aspettiamo che le incertezze circa l'operazione di fusione con Abertis possano continuare nei prossimi mesi", hanno detto a Intermonte, "con conseguente impatto negativo sul titolo, che a nostro avviso dovrebbe valere circa 20 euro in ipotesi stand alone".
Francesca Gerosa
http://libero.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=165046&chkAgenzie=TMFI